“Non saranno pagate le penali previste, se il ponte sullo Stretto non dovesse essere costruito, perché il progetto non può essere considerato definitivo, come è stato detto, per carenze di indagini, inaffidabilità di alcuni studi di base e incompletezza di progettazione”. Lo ha detto stamattina Guido Signorino, docente di economia nell’università di Messina, durante un convegno. Nei mesi scorsi molti politici avevano dichiarato che, nel caso in cui l’opera venisse cancellata, verrebbe pagata una penale alle aziende che hanno realizzato il progetto e che potrebbe variare da un minimo di 160 fino a 400 milioni. “Le indagini sismiche presenti nel progetto – prosegue Signorino – non sono state aggiornate rispetto a 10 anni fa e alcune indagini geognostiche non sono state nemmeno condotte, dunque il progetto è da considerare incompleto”. “In particolare – conclude Signorino – le indagini economiche non vanno bene, perché nel progetto preliminare c’era scritto che, se il costo previsto per realizzare l’opera (circa 4 miliardi) fosse salito del 10 per cento, l’opera sarebbe risultata antieconomica. E in effetti è così, se si pensa che il ponte oggi dovrebbe costare quasi 8 mld”.





