Politica

In attesa del sindaco di Catanzaro, davanti alla Prefettura

IL DOPO VOTO NEL CAPOLUOGO DI REGIONE/ Cronaca di una protesta fluida davanti alla Prefettura, accompagnando e attendendo il candidato Scalzo e gli esiti del riconteggio delle schede elettorali

Mi trovo davanti al portone della Prefettura di Catanzaro dove un nutrito gruppo di cittadini si è riunito spontaneamente per protestare in maniera pacifica e ordinata contro i brogli che si stanno accertando in queste ore e che stanno diventando i protagonisti di questa tornata elettorale. Sono passate le 48 ore e ancora non si possono dire concluse le operazioni di verifica delle schede relative all’ultima delle tre sezioni poste sotto sequestro.

Non ci sono bandiere, non ci sono striscioni, non ci sono slogan. Solo il desiderio civico di chiarezza e rispetto delle regole e della dignità di una città che non può abbassare la testa sempre e comunque, schiava dell’abitudine e della rassegnazione.

Carla Rotundo, della Segreteria Regionale di SEL, candidata nella lista SEL, spiega: “Ci troviamo qui per la presentazione di un documento che oltre che al Prefetto verrà presentato anche al Ministero dell’Interno e alla Procura della Repubblica, nel quale richiediamo che venga verificata la legittimità delle elezioni. Soprattutto vogliamo che trovi legittimazione il voto liberamente espresso. Siamo venuti a conoscenza di fatti oggetto di indagine per compravendita di voti, sappiamo di persone che hanno votato due volte, di schede non vidimate o consegnate all’elettore già segnate. Questo ci preoccupa per la democrazia della città ed è il risultato di ciò che in tutti questi anni abbiamo denunciato: un voto condizionato da poteri forti imprenditoriali della città. E non è un caso il proliferare di call center  e centri commerciali laddove il voto è più facilmente controllabile”. Aggiunge inoltre il “dispiacere per l’elettorato femminile, ancora una volta mortificato. Stando ai dati finora disponibili, Stefania Lo Giudice è stata l’unica eletta in consiglio e sono state pochissime le donne nelle liste, verosimilmente iscritte come riempitivo. Lo dimostra il fatto che la maggior parte  di queste ha ricevuto un numero veramente esiguo di voti”.

Sono le 12:36 quando si apre il portone della Prefettura e il candidato Salvatore Scalzo insieme alla coalizione di centrosinistra e al candidato Elio Mauro della lista omonima varcano l’ingresso, accompagnati da uno scrosciante applauso di sostegno e dalla stampa, cui viene concesso di entrare in sala per le foto e le riprese e che poi viene  invitata dalla delegata Costanza Pino, il prefetto Reppucci assente per motivi di salute, a lasciare la riunione.

L’attesa fuori dal Palazzo è fervida.

Lorenza Rozzi, figura storica della sinistra libera di Catanzaro si dichiara “indignata per l’attuale situazione e per i brogli che si stanno verificando in questi giorni tristi per la democrazia di Catanzaro”.
Aggiunge: “Credo che sia fondamentale per questa città questo spirito di legalità, questa aspirazione dei cittadini al rispetto delle regole, soprattutto in questa terra dove tutto è legato al  non rispetto delle regole e della legalità”.

Adriana Papaleo, storica commerciante di Corso Mazzini (recentemente ha dovuto chiudere per la crisi il suo negozio, che ormai faceva parte anche dell’estetica della città), riflette sulla presenza femminile nella politica cittadina e ricorda i tempi in cui trent’anni fa a Catanzaro le donne lottavano con energia per l’emancipazione, un periodo in cui quelle energie erano orientate al miglioramento della qualità della vita delle donne attraverso la partecipazione attiva nella vita politica, mentre ora pare ci sia un calo di quell’entusiasmo.

Sono le 13:15 quando il portone del Palazzo del Governo si apre e l’applauso si ripete, scrosciante e accompagnato a viva voce degli astanti che inneggiano al ‘Voto Libero’, segno inequivocabile del desiderio di legalità di una città che si sta risvegliando dal torpore e dal lassismo, moto d’entusiasmo che dovrebbe prescindere dal colore politico.

Prende la parola Salvatore Scalzo, candidato sindaco per il centrosinistra e dichiara, dopo i ringraziamenti per la numerosa presenza spontanea dei cittadini: “Abbiamo consegnato al Prefetto il nostro documento, il Prefetto prende atto di quanto denunciato e attenderà insieme alla cittadinanza che le operazioni di verifica assegnate agli organi competenti giungano a conclusione. Gli unici assenti sono quelli del centrodestra, anche se dovrebbe essere diversamente perché in questo momento non è più soltanto una battaglia per conquistare il ruolo di sindaco, ma è una battaglia per la legalità. La gravità degli elementi emersi a partire dalla sezione 85, sono tutti raccapriccianti a partire dalle schede in più rispetto ai votanti, e continuando con le schede non vidimate, con l’irregolarità di almeno trenta persone che hanno votato due volte, le tante segnalazioni di voti già registrati, le schede valide che invece risultano annullate, gli scrutatori selezionati senza il corretto metodo di selezione – tra l’altro per la prima volta tramite sorteggio- e per finire con elettori che hanno votato pur non essendo presenti nei registri elettorali”.
Continua Scalzo: “L’inchiesta sulla compravendita non ci stupisce. È molto probabile che vi siano voti acquistati in varie sezioni, per cui ogni conclusione è inopportuna. È improclamabile ogni tipo di  risultato. Il livello democratico di queste elezioni non è stato scarso, ma ancora peggio. Se quello della sezione 85 non è un caso isolato, certo è che la situazione è molto più grave”.
Infine, conclude  Scalzo,  “invitiamo a bloccare ogni procedura della chiusura elettorale perché è inopportuna. È una situazione da Terzo Mondo”.

Elio Mauro condivide il pensiero di Scalzo e aggiunge: “in questo momento non siamo candidati, siamo cittadini, come lo sono i miei figli e come lo siete voi” e insiste sulla necessità che si faccia luce sulle illegalità protagoniste di questa consultazione elettorale ricordando che alcuni elettori si sono pentiti di aver ceduto alla tentazione di vendere il proprio voto e hanno confessato di essere stati coinvolti in questa triste illegale pratica antidemocratica. Ricorda inoltre Mauro che “ogni anno  in cui la cittadinanza è stata invitata al voto l’atmosfera in città era allegra sia in campagna elettorale, sia dopo la proclamazione del sindaco. Oggi la città è triste”. Segno probabilmente che l’esito ipotizzato dal centrodestra non coincide con la reale intenzione ed espressione di voto della cittadinanza libera.

Alla domanda sul clima dell’incontro col viceprefetto, Carla Rotundo risponde che “il clima è di grande unità delle forze di coalizione e che se ci fosse stato anche il centrodestra sarebbe stato un grande segnale di ricerca della verità a vantaggio della legalità nell’interesse di tutti e della libertà”.

Andrea La Porta, docente di Teoria e Metodo dei mass-media presso l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro si dichiara “pessimista sugli effetti della mobilitazione della città, soprattutto per quanto riguarda i giovani, potenzialmente un segnale della volontà di cambiamento, che però non è stata recepita con la giusta intensità dalla città né a livello di segreterie di partiti né dalle forze che gestiscono la vita sociale della città”.

Teresa Scamardì, candidata nella lista civica Il Bene Comune, ma che preferisce presentarsi come  “donna, mamma  e cittadina attiva” si dichiara invece molto contenta per aver riscontrato un buon interesse delle donne e dei giovani, che finalmente hanno trovato molto entusiasmo nella partecipazione attiva e sostiene che la mobilitazione in atto, a favore della legalità, sia ormai qualcosa che non si fermerà, una nuova riattivazione della città nei confronti della vita pubblica, di cui chiunque risulterà vincitore delle elezioni dovrà tenere conto.

Ora,  non c’è che da attendere l’esito delle verifiche. Certo è che la città non è più totalmente sprofondata nel disinteresse come fino a pochi mesi fa.

È auspicabile un vero e sano risveglio delle coscienze.
E poi la rinascita.

galleria fotografica (ph. FUCSIAmode)

2 risposte a In attesa del sindaco di Catanzaro, davanti alla Prefettura

  1. Annamaria Caputo scrive:

    Bell’articolo Teresa…
    Condivito con te che il clima di lassismo pare essere abbandonato…
    Ho seguito un po la campagna elettorale nella mia cittadina e vedere tant giovani presenti mi fa sperare…
    Spero sia fatta giustizia per tutti gli elettori onesti di Catanzaro.

  2. ged1oczb scrive:

    “Sei un tale sognatore
    Da voler mettere a posto il mondo?
    Giacerò lungo linee già tracciate.
    Mi mimetizzerò
    E’ il regno del diavolo, ora
    Non c’è via d’uscita
    Puoi urlare e puoi gridare
    E’ troppo tardi, ormai
    Perché
    Non hai prestato attenzione
    Tutti salutano il ladro
    Non mettere in dubbio la mia autorità, non mettermi sul banco degli imputati
    Perché non lo sono
    Va’ dal re a dirgli che il cielo sta crollando