Appuntamenti sul territorio

Centrale a carbone di Saline (Rc): indigna il sì del Governo

Raffica di reazioni negative dopo il parere favorevole alla Valutazione d'impatto ambientale per il progetto della Sei-Repower. Associazioni, partiti e movimenti si mobilitano per dire no all'impianto

Il presidente del Consiglio Mario Monti, di concerto con il Ministero dell’Ambiente, ha espresso parere favorevole alla Valutazione d’impatto ambientale del progetto che punta a costruire una centrale a carbone a Saline Joniche, in provincia di Reggio Calabria. Il progetto della multinazionale svizzera Sei-Repower punta a trasformare l’ex struttura della Liquichimica in un impianto di produzione energia. Alla Regione Calabria spetta l’ultima parola su un progetto fortemente osteggiato dalle popolazioni locali. Numerose e spesso indigante le reazioni.

Barillà: il “biscotto” Sei-Governo non chiuderà la partita

Nuccio Barillà, della Segreteria nazionale di Legambiente, si affida alla pungente metafora calcistica per commentare il Decreto del Consiglio dei Ministri con cui si da una accelerazione alla procedura autorizzativa  per la  costruzione della Centrale a carbone a Saline “ Il “biscotto” tra la SEI – Repower e il Governo dei tecnici  in confusione- afferma Barillà-  è  concepito per  chiudere la partita di Saline , con un gol palesemente irregolare. Però è  ancora troppo presto per cantare vittoria.

Nuccio Barillà

Siamo certi che la Calabria in tutte le sue componenti saprà respingere questo atto d’arroganza coloniale, soprattutto ora che avrà modo di leggere le argomentazioni contenute nel parere di Valutazione d’Impatto Ambientale, finalmente ufficializzato. Il documento conferma tutte le  carenze e forzature da noi evidenziate e le riserve già da noi espresse a cui vanno aggiunte quelle, sul piano istituzionale, formulate e mai ritirate , del Ministero dei Beni Culturali.

E’ davvero scandaloso che questa decisione antidemocratica, che da l’idea a quale tipo di sviluppo pensi realmente una parte del Governo, giunga nei giorni in cui a  Rio si sta discutendo su come fronteggiare  l’emergenza climatica  di cui la fonte fossile carbone è il killer principale. Quello che è certo che il Decreto del Consiglio dei Ministri, a cui ha fatto vergognosamente da sponda il Ministero dell’Ambiente, non fermerà la nostra lotta che sarà portata avanti in sede amministrativa, istituzionale ma soprattutto attraverso un  forte e irriducibile movimento di lotta.

Alle Istituzioni calabresi, Regione in primis, ora che il gioco si fa duro, tocca scegliere da che parte stare.

Il comunicato del Coordinamento delle associazioni dell’Area Grecanica

Il parere V.I.A. espresso dal Ministero dell’Ambiente era già noto ed erano già state ampiamente messe in evidenza, dallo stesso, le bugie del progetto che la SEI-Repower aveva propinato in questi anni al territorio. Nessuna novità quindi. Nulla che possa far cambiare idea sullo scellerato progetto di costruire una centrale a carbone a Saline Joniche. La V.I.A. è solo uno dei numerosi steps che occorre fare prima di ottenere l’approvazione definitiva alla realizzazione della centrale dei veleni. L’esultanza della SEI-Repower è solo l’ennesimo, inutile, tentativo di gettare fumo negli occhi. Il fatto che l’acquisizione delle autorizzazioni per il progetto sia uscito dal pantano dopo anni fa capire quanti dubbi, perplessità e imbarazzi abbia creato all’interno dei ministeri.

E’ stata proprio la V.I.A. ad inchiodare la centrale alimentata col combustibile fossile più inquinante al mondo, smascherando le bugie sui posti di lavoro millantati e sul fatto che non porterà alcun beneficio al territorio. Gli stessi dirigenti della SEI-Repower hanno ammesso che le millantate migliorie tecnologiche non verranno adottate. La centrale a carbone di Saline Joniche sarà inquinante e pericolosa come tutte le altre centrali del mondo.

Numerosissime sono state le dimostrazioni di solidarietà giunte da parte delle associazioni e degli abitanti di quei territori che vivono il dramma dell’avere il carbone-assassino nella loro vita ogni giorno. Solo chi vive questa situazione quotidianamente può capire cosa vuol dire morire di carbone e vedere la propria terra spegnersi ogni giorno.

La SEI non ha nulla da festeggiare perché la strada è ancora molto lunga. Sicuramente ci sarà chi passerà dalla parte del velenoso combustibile e dei suoi sodali. Ci sarà una scrematura tra coloro che realmente amano la loro terra e combattono per essa e coloro che, nascondendosi nell’ombra dell’ambiguità, aspettavano solo il momento giusto per vendersi.

La parola passa agli abitanti dell’Area Grecanica e ai suoi amministratori, alcuni dei quali colpevolmente ignavi. Ora tocca a tutti noi mostrare qual è la nostra idea di futuro. Non siamo in vendita e continueremo a difendere il nostro territorio. L’Area Grecanica non è terra di conquista per nessuno! I suoi abitanti non permetteranno che venga ancora una volta violentata dagli speculatori con l’aiuto di chi fa del “denaro a tutti i costi” la sua unica ragione di vita.

Il Coordinamento Associazioni Area Grecanica, insieme alla popolazione è ancora più compatto e determinato nell’impedire la realizzazione dello scempio del carbone. La decisione della V.I.A. non ci farà indietreggiare di un passo, anzi ha prodotto l’effetto contrario, ha fatto crescere in tutti la consapevolezza che l’incubo del carbone non è più solo un’idea ipotetica, ma ha una concretezza che pesa come un macigno su tutti noi.

Il Coordinamento delle Associazioni e la Calabria tutta si aspettano una reazione ferma e decisa sul NO da parte del Presidente G. Scopelliti coerentemente con quelle che sono state da sempre le posizioni espresse, in numerose occasioni e con atti ufficiali, dal suo governo. La Regione può fermare lo scempio e i calabresi pretendono che lo faccia!

Ognuno di noi ha la responsabilità di difendere la propria terra, ognuno di noi deve dire in modo chiaro e convinto il proprio NO al carbone. E’ finito il tempo degli indugi, perché le decisioni che verranno prese incideranno sulla vita di tutti noi. E’ giunto il momento di prendersi la responsabilità del proprio futuro. Non si può più delegare ad altri, dobbiamo essere noi gli artefici del nostro futuro, per questo dobbiamo fare sentire sempre di più la nostra voce e gridare forte e chiaro NO AL CARBONE!

Le altre reazioni

La federazione provinciale reggina del Msi-Fiamma Tricolore “rinnova il suo no alla centrale a carbone di Saline. Apprendiamo, senza grossa sorpresa che il ministero dell’Ambiente si è espresso favorevolmente circa la compatibilità ambientale del progetto della società Sei relativo alla costruzione di una centrale termoelettrica a carbone presso l’area della ex Liquichimica di Saline Joniche. Ancora una volta il governo Monti non manca occasione di umiliare i territori e la sua gente per assecondare le volontà, ma soprattutto i beceri interessi economici, dei poteri del grande Capitale. E a nulla valgono le raccomandazioni riportate nel decreto a firma dello stesso Monti il quale sancisce, proprio alla luce del parere emesso dal Ministero dell’Ambiente, la compatibilità ambientale e l’autorizzazione alla costruzione di questa Centrale a carbone. Il carbone fa male alla salute dei cittadini e fa male allo sviluppo del nostro territorio. Questa è una verità senza possibilità di smentita, ed è questa l’unica ragione valida e che deve prevalere. Lanciamo un appello alla Regione ed al presidente Scopelliti affinché manifesti formalmente il suo veto alla costruzione della Centrale e ponga finalmente fine con risolutezza e decisione a questo ennesimo tentativo di scempio contro la nostra terra”.

L’associazione socio culturale Area Briganti si schiera contro la possibile Centrale a Carbone di Saline Joniche.
“Centocinquant’anni di malaunità hanno regalato al Sud solo povertà e continue umiliazioni, e pare che il Governo Monti si voglia porre in assoluta continuità con questo sciagurato cammino. E’ notizia recente, infatti, del suo ok e di quello del Ministero dell’Ambiente al progetto della multinazionale Sei della costruzione di una Centrale termoelettrica a carbone nell’area della ex Liquichimica di Saline Joniche. La notizia non lascia sconcerto, é ben noto il vile asservimento di Monti ai poteri ed alle lobbie di Banche e di Multinazionali, ed è altrettanto ben noto che una colonia, quale è intesa la nostra terra, non deve avere possibilità di riscatto e di sviluppo affinché mantenga determinati equilibri ed il benessere degli industriali del nord Italia. L’area di Saline è di grande interesse paesaggistico e naturalistico, nonché un territorio ancora ricco di storia e tradizioni che può e deve essere valorizzato in chiave turistica. Esistono già da anni numerosi e validi progetti atti a trasformare il potenziale economico di questo territorio in reali e produttivi posti di lavoro, ed è su questi che Amministrazioni locali e Governo devono concentrarsi”.

“Il nostro problema è il carbone che, malgrado le innovazioni prodotte dalla tecnologia inquina moltissimo, diversamente da tutto il resto”. E’ quanto afferma Agazio Loiero, coordinatore nazionale Mpa-Ad, commentando la decisione del Ministero dell’Ambiente in relazione alla realizzazione della Centrale a carbone di Saline Jonche. “I precedenti ci sono a Gioia Tauro, e lì – prosegue Loiero – sappiamo com’é andata a finire. La posizione è quella di sempre, ribadita all’unanimità dalla Giunta regionale nel 2008 e inviata al Governo: un netto no a Saline Joniche”.

Nel corso di una conferenza stampa, a Reggio, sui ritardi nei lavori di completamento dell’autostrada Salerno – Reggio, i consiglieri regionali Carlo Guccione e Bruno Censore del Pd, Giuseppe Giordano di Idv e Pasquale Tripodi (Misto) hanno riconfermato la loro contrarietà alla realizzazione della Centrale a carbone di Saline Ioniche. Tripodi, Giordano, Censore, Guccione, hanno affermato “che non si tratta di questione che riguarda i comuni vicini all’area indicata, ma dell’intera Calabria. D’altronde – hanno ricordato – il Consiglio regionale il 16 novembre del 2010, all’unanimità, aveva votato una mozione contro il carbone, una scelta, peraltro, contenuta nel Piano energetico regionale ancora in vigore. La partita è dunque chiusa”.

“Blocchiamo la costruzione della centrale a carbone a Saline”. E’ l’appello che lancia, in una nota, Pino Commodari, del Prc. “Il governo Monti, il governo più politico della storia d’Italia – prosegue Commodari – ha detto si alla costruzione della centrale a carbone a Saline Joniche della Sei spa, della potenza di 1320 MWe. Una scelta antidemocratica ed arrogante di un governo, la cui essenza stessa e proprio questa, perché non ha tenuto in alcuna considerazione le posizioni espresse dalla popolazione, dai comitati locali, dalle associazioni ambientaliste, da molte amministrazioni locali.
Abbiamo una sola possibilità per impedire che ciò si compia: la mobilitazione e la rivolta popolare”.

“La decisione che nei giorni scorsi il Governo ha preso di decretare ‘la compatibilita’ ambientalé del progetto di costruzione di una centrale a carbone a Saline Joniche – è scritto in una nota congiunta della segreteria regionale della Cgil e della Camera del lavoro di Reggio – è l’ennesima dimostrazione che in settori non secondari dello stesso prevale l’idea di una regione da sfruttare, con scelte dal chiaro sapore neocoloniale. Ribadiamo il nostro No, sollecitiamo il sistema istituzionale locale a partire dalla Giunta regionale e dal Consiglio a non consentire una scelta che è contro il futuro della regione; ci mobiliteremo e sosterremo ogni iniziativa a contrasto della scelta compiuta ed a difesa degli interessi legittimi della Calabria”.

Sulla vicenda interviene anche il Comitato Sì per Comitato per la Riconversione della centrale Enel di Rossano che sollecita decisioni anche per quanto riguarda l’impianto rossanese. “Se l’Enel investe sul territorio del Veneto non è detto che sia poi interessata anche ad investire su quello calabrese e se parte la costruzione della Centrale di Saline a carbone pulito, non è detto che l’Enel sia interessata a costruire una ulteriore centrale in una regione dove c’é un surplus di energia.
Come si vede, i tempi di intervento non sono da considerarsi un aspetto secondario. In momenti di crisi come quello che stiamo attraversando non possiamo consentirci di perdere neppure una sola occasione di lavoro”.

Per il segretario regionale del Pdci, Michelangelo Tripodi “è davvero vergognosa la decisione del governo Monti di dare il via libera alla costruzione della megacentrale a carbone di Saline Joniche. Anche in materia ambientale il governo tecnico ha gettato la maschera.
Con la scelta compiuta su Saline Joniche siamo passati adesso al massacro ambientale e al disprezzo del territorio. Si vuole obbligare la regione a subire un impianto pericoloso, inutile e dannoso. In questa come in diverse altre circostanze si manifesta da vera natura antidemocratica del governo Monti, frutto di un pasticcio politico-istituzionale voluto da Napolitano e senza alcuna legittimazione popolare. Una cosa è certa. Tutta la Calabria dovrà opporsi strenuamente contro una scelta neocolonialista che vuole trasformare questa regione nella pattumiera dell’Italia”.

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