“Il rinvio a giudizio del Presidente Scopelliti è un fatto politico e giudiziario rilevante che non può non essere valutato in tutta la sua gravità. La Cgil della Calabria chiede di valutare in piena serenità se questo rinvio a giudizio (penalmente rilevante) non toglie credibilità alla funzione del presidente e al suo ruolo politico”. E’ quanto si afferma in un comunicato della segreteria regionale della Cgil.
“In questi mesi – è scritto nel comunicato – abbiamo duramente e responsabilmente criticato l’inadeguatezza dell’azione politica e amministrativa della Giunta regionale nel contrastare la crisi e governare la Calabria. Questo rinvio a giudizio aggrava la situazione e produce danni alla Calabria e alla sua stessa persona e inquina i rapporti con Roma e Bruxelles sottraendo autorevolezza. Al fine di evitare un profondo logoramento e una paralisi politica ed istituzionale (come sta succedendo in altre regioni) il presidente valuti l’opportunità di passare la mano e di aprire una fase nuova nella politica calabrese”.
De Martino (Sel): fallito il modello Reggio
“Il rinvio a giudizio di Scopelliti per il processo Fallara è il fallimento del Modello Reggio”. A sostenerlo, in una nota, è Andrea Di Martino, coordinatore regionale di Sinistra ecologia libertà.
“Il processo Fallara – prosegue Di Martino – è la messa in stato d’accusa di una concezione privatistica dei conti pubblici. Una gestione con modi e forme degenerate di gestione del bilancio comunale, come se fosse cosa privata. Questa modalità ha prodotto una vera e propria voragine nei conti del comune. Una prassi che come ci ricorda il professore Jorio, la corrente legislazione, sanziona con l’incandidabilità e la ineleggibilità di chi si è reso responsabile di un tale disastro”.
“Si tratta in sintesi – prosegue il coordinatore regionale di Sel – della peggiore bocciatura sul piano amministrativo e politico, per chi si cimenta nella gestione della cosa pubblica.
A questo si aggiunge la pesante sanzione venuta dalla Ue sulla gestione dei fondi Por della Regione, che accumulando ritardi, inadempienze ed artifizi contabili, ha messo seriamente a rischio l’erogazione delle risorse per lo sviluppo economico della nostra martoriata terra. Nei giorni scorsi era stata emanata la sentenza in cui si condannavano i soci privati e il direttore generale della società Multiservizi di Reggio per associazione mafiosa, in quanto appartenenti alla ‘ndrina dei Tegano. L’insieme di queste vicende e di quelle ancora a venire, tracciano i contorni di un quadro disastroso e dannoso.
Cosa bisogna ancora attendere per prendere atto di un fallimento sul piano, morale, etico e politico? Il modello Reggio esportato alla intera Calabria non c’é più, è un modello negativo da non imitare, i suoi protagonisti ed in primo luogo il presidente Scopelliti, dovrebbero prendere atto di una stagione fallimentare e farsi da parte per non produrre ulteriori danni.
Al centrosinistra spetta una opera di radicale rinnovamento e di costruzione di una vera alternativa a queste forme e modalità di governo, per salvare la Calabria dal disastro Scopelliti”.
Talarico: dimostrerà la sua estraneità
“Sono certo che il presidente Scopelliti avrà modo di dimostrare la sua completa estraneità ai fatti che gli vengono contestati e che si riferiscono al periodo in cui era sindaco di Reggio Calabria”.
E’ quanto afferma, in una dichiarazione, il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Francesco Talarico in relazione al rinvio a giudizio dell’ex sindaco di Reggio Giuseppe Scopelliti, attualmente governatore della Calabria, disposto dal Gup nell’ambito dell’inchiesta sulle autoliquidazioni che avrebbe fatto l’ex dirigente dell’Ufficio finanze del Comune di Reggio Orsola Fallara, suicidatasi nel 2010, per il suo incarico in Commissione tributaria.
“E’ comunque importante – sostiene Talarico – in questo momento particolarmente delicato per il futuro della Calabria che il presidente continui, con il sostegno di tutti, con serenità nel suo impegno e nel suo lavoro e che nelle istituzioni e nella politica si riconfermi quel clima di confronto responsabile e costruttivo indispensabile per affrontare le situazioni complesse e difficoltose che ci attendono”.
Caligiuri: Scopelliti estraneo ai fatti contestati
“Esprimo incondizionata stima e solidarietà al presidente Giuseppe Scopelliti, nella certezza che saprà dimostrare la sua totale estraneità ai fatti contestati, confidando in una celere azione della magistratura per sgombrare ogni ombra”. E’ il commento dell’Assessore regionale alla Cultura Mario Caligiuri, coordinatore regionale del movimento “Scopelliti Presidente” in relazione al rinvio a giudizio del Governatore della Calabria.
La nota integrale del gruppo Pd al comune di Reggio
Di seguito il testo integrale della nota diramata dal gruppo consiliare del Pd al comune di Reggio
Il rinvio a giudizio dell’ex sindaco di Reggio Calabria ed attuale Presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, con la grave imputazione di falso in atto pubblico e abuso d’ufficio, assieme agli ex tre revisori dei conti del comune, rappresenta di per sé un durissimo colpo che scuote dalle fondamenta il cosiddetto “Modello Reggio”, chiamando in causa la responsabilità di quanti nel passato e recentemente hanno colpevolmente operato per avvolgere Palazzo San Giorgio dentro l’ombra opaca delle nebbie nel disperato tentativo di impedire alla città di conoscere la verità sulle troppe vicende oscure addensatesi sull’attività amministrativa del comune.
Le accuse nei confronti degli imputati sono pesantissime e parlano di artifici contabili attraverso l’alterazione dei residui attivi, entrate fittizie per dimostrare liquidità inesistenti e occultamento del disavanzo di amministrazione che “avrebbero falsamente rappresentato nella contabilità dell’ente dati e circostanze determinando l’approvazione dei bilanci di previsione dell’ente per gli anni 2008 e 2009 nonché quella del rendiconto di gestione per l’anno 2008”.
Per ciò che attiene la sfera penale non intendiamo entrare nel merito, saranno il processo e i giudici a scrivere la verità giudiziaria. Dal punto di vista politico-amministrativo il rinvio a giudizio di Scopelliti rappresenta la conclamata conferma delle documentate denunce condotte dal PD, che aveva visto per tempo come Palazzo San Giorgio fosse stato trasformato in luogo simbolo di dilapidazione di denaro pubblico, in una enorme macchina dello spreco, senza regole e con una concezione privatistica del potere che avrebbe inevitabilmente portato la città nel vicolo cieco dell’attuale crisi.
Il PDL e il centro destra invece di risponderne nel merito ed operare scelte in netta discontinuità col passato hanno, invece, da un lato proseguito nell’irresponsabile negazione della crisi dei conti comunali e nell’esaltazione del modello Reggio, oggi esportato in Regione, e, dall’altro, continuato ad insultare ed offendere i rappresentanti del PD che hanno condotto una coraggiosa e trasparente battaglia per la legalità a favore della città, nel vano tentativo di occultare la verità e continuare ad ingannare i cittadini di Reggio.
Nei giorni scorsi il sindaco Arena ed il centro destra, incalzati dall’aut aut della Corte dei Conti, sono stati costretti ad approvare il conto consuntivo 2010, nel quale si certifica, da parte della stessa maggioranza, l’esistenza dell’enorme buco di bilancio e lo sforamento del patto di stabilità.
Il PD nel corso di questi mesi, con un atteggiamento di grande responsabilità, aveva offerto la propria disponibilità al dialogo nell’interesse supremo della città, mentre da parte del sindaco Arena e della sua maggioranza si è preferita la strada negazionista e dei pannicelli caldi, sacrificando gli interessi generali e del futuro di Reggio per difenderne quelli della propria parte.
L’enorme e colpevole ritardo con cui si è pervenuti solo oggi ad un primo parziale accertamento dei conti comunali avrà, purtroppo, effetti pesanti le cui conseguenze saranno fatte pagare ai cittadini di Reggio.
Tutto ciò nel mentre è venuto via via emergendo, acquisendo tratti sempre più inquietanti, il reale quadro del decennio di potere comunale targato Scopelliti-Arena.
La relazione degli Ispettori del Ministero dell’Economia e delle Finanze i quali, solo per alcuni anni, hanno accertato un buco di bilancio di 170 milioni di euro; la pesante condanna per associazione mafiosa del direttore generale della società comunale della Multiservizi ed il suo controllo da parte di una delle famiglie della ‘ndrangheta reggina; l’arresto di un consigliere comunale con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa; la Commissione d’accesso al Comune inviata dal Ministero dell’Interno al fine di verificare eventuali condizionamenti o infiltrazioni da parte della ‘ndrangheta nell’attività dell’Ente.
Un quadro estremamente preoccupante, con la città che ha subito un atteggiamento poco responsabile delle forze del centro destra, impegnate a sminuire la reale portata delle vicende e che oggi dovrebbero quanto meno chiedere scusa a noi ed ai reggini.
E’ interesse di Reggio, trascinata suo malgrado a pagare responsabilità non sue, che venga fatta fino in fondo chiarezza su quanto accaduto in questi anni intorno all’attività del comune.
Il PD continuerà a rivolgere il proprio sguardo alla città, al suo bisogno di verità, alla sua crisi ed alle iniziative utili per farla uscire dal vicolo cieco nel quale è stata cacciata.





