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“Non ci aspettiamo una ricompensa in Paradiso”, diceva Margherita Hack. Ma se il Paradiso esiste, ora è là

Nella nostra galassia ci sono quattrocento miliardi di stelle, e nell’universo ci sono più di cento miliardi di galassie. Pensare di essere unici è molto improbabile.

Intervista dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, 2001

«È troppo comodo spiegare tutto con Dio» diceva a Vespa due anni fa la grande Margherita. Professava anche l’impossibilità dell’unicità nel mondo. Ma era la prima ad essere unica. Continuerà ad esserlo.

L’astrofisica Margherita Hack è morta la notte scorsa all’ospedale Cattinara di Trieste, dove era ricoverata da una settimana per problemi cardiaci. Aveva compiuto 91 anni il 12 giugno scorso. Nata a Firenze, famosa nel mondo scientifico, ma anche per il suo impegno sociale e politico, è stata la prima donna a dirigere un osservatorio astronomico in Italia. Ha svolto un’importante attività di divulgazione e dato un forte contributo alla ricerca per lo studio e la classificazione spettrale di molte categorie di stelle. Hack è membro dell’Accademia dei Lincei, dell’Unione Internazionale Astronomi e della Royal Astronomical Society.

 

«Noi atei crediamo di dover agire secondo coscienza per un principio morale, non perché ci aspettiamo una ricompensa in Paradiso», spiegava. E lo ha fatto in ogni attimo della sua preziosissima vita.

Mancherà al mondo scientifico. Mancherà alla società. Mancherà a ciascuno di noi.

Ciao, Margherita.

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