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Gli dei son caduti, ma i dinosauri sperano invano

Le inchieste giudiziarie travolgono coppie glamour in Calabria mentre i risultati delle europee sanciscono la fine dell'era Scopelliti. Ormai l'ex governatore deve solo prendere atto che una stagione politica è finita, mentre i suoi cortigiani cercano nuove collocazioni politiche. Nel Pd i vecchi colonnelli sgomitano e rilasciano interviste, ma non hanno capito che la vittoria di Renzi rappresenta il loro definitivo pensionamento

Le dimissioni di Martina Hauser da assessore comunale a Cosenza sono solo un altro capitolo di un film tutto calabrese che potremmo intitolare – copiando e con poca fantasia – La caduta degli Dei. La Hauser è stata coinvolta nel filone romano dell’inchiesta che ha portato agli arresti domiciliari il suo compagno, Corrado Clini, ex ministro all’ambiente, accusato di peculato con tanto di immancabile conto in Svizzera. Con Clini ai domiciliari e la Hauser indagata sono definitivamente finiti i tempi in cui la Cosenza glamour si metteva in fila per omaggiare la (non più) splendida coppia. Un po’ come succedeva ad Amedeo Matacena, latitante a Dubai, a sua moglie Chiara Rizzo, passata dai fasti di Montecarlo alla casa circondariale di Reggio Calabria, o a Claudio Scajola, finito dentro il tritacarne dell’inchiesta della Dda reggina sul presunto sostegno alla latitanza dell’ex parlamentare di Forza Italia.

Martina Hauser e Corrado Clini

Inutile ricordarvi, poi, che il titolo La caduta degli Dei si adatta benissimo ai risultati elettorali, con qualcuno che per festeggiare magari avrà fatto indigestione di cinghiale. O di ghiande. Peppe Scopelliti è fuori dall’Europa per qualche centinaio di voti e per il “tradimento” di alcuni dei suoi che non lo hanno fatto votare abbastanza, o che hanno fatto votare in Calabria i candidati Ncd-Udc poi effettivamente entrati: Cesa e Piccone. Soprattutto Piccone: pare che sia un grande amico dei fratelli Gentile.
Anche chi non mastica nulla di politica avrà notato commentatori fino a ieri proni al passaggio del fiero ex governatore e della sua corte farsi improvvisamente irriverenti e coraggiosi; avrà notato faccendieri, imprenditori, consulenti ed esperti manager in cerca d’autore professarsi improvvisamente renziani dopo aver giurato – fino all’altro ieri – fedeltà eterna alla destra scopellitiana. D’altra parte nessuno aveva spiegato a Peppe che la carriera politica di un uomo o di una donna è una parabola. Per dirla meglio, la carriera di un politico ha una sua primavera, una sua estate, un suo autunno e un suo inverno ma, a differenza del film di Kim-Ki-Duk non ha “ancora” una primavera. Scopelliti può gridare al tradimento, al complotto e all’ingiustizia, ma deve prendere atto di ciò che ha già capito il gruppo di cortigiani che lo ha attorniato per tanti anni. Per ora (e forse per sempre) è finita. Politicamente, s’intende. Con una condanna a sei anni, con l’ombra del caso Fallara e dello scioglimento del consiglio comunale di Reggio alle spalle, con la mannaia della Corte dei Conti, è davvero finita.

Peppe Scopelliti con Antonio Gentile

Nessuno seguirà un Peppe senza potere. Quando un uomo politico cade rovinosamente diventa peggio di appestato. Scopelliti guardi il crepuscolo del suo ex talent-scout Gianfranco Fini e se ne faccia una ragione. Sì, ci sarà la chiamata alla rivolta contro i nemici di Reggio, ci sarà tanta retorica sul “modello” distrutto dai cattivi che odiano le veline e Lele Mora. Ci sarà pure il raduno dei nostalgici dei fasti scopellitiani. Ma Peppe non è Napoleone, in questi anni è stata seminata troppa arroganza per raccogliere riconoscenza. Saranno soprattutto quelli che hanno preso le briciole ad arrabbiarsi per non aver ottenuto di più negli anni buoni. Chi si è sistemato è aggrappato alle poltrone, tra un po’ passerà al Pd (dove gli abili strateghi lo accoglieranno a braccia aperte) o a Forza Italia. Chi è rimasto con la bava alla bocca cercherà nuovi padroni. Ma in pochi rimarranno con Peppe, il quale, comunque, visto che all’Università di Messina gli hanno dato una docenza, potrà tornare a trasmettere le sue competenze ai giovani studenti di Economia e commercio. Forse non lo capirà ora, ma c’è più rispetto nel duro racconto di chi lo ha sempre avversato politicamente che nelle spallucce delle migliaia di opportunisti che lo hanno circondato in tutti questi anni e che oggi lo evitano.

La caduta degli Dei non riguarda solo Scopelliti e dintorni. Riguarda, paradossalmente – e nemmeno poi tanto, anche molti del Pd. Se Renzi non mente, la rottamazione inizia ora, con buona pace di Agazio Loiero che si fa intervistare un giorno sì e l’altro pure, dei vari Nicola Adamo e Mario Oliverio, che per fare il presidente della Regione si fa sponsorizzare dal rottamato numero uno, Massimo D’Alema. Anche in Calabria Renzi ha ottenuto un risultato straordinario (pur se inferiore di 5 punti alla media nazionale) che è soprattutto un investimento sulla sua credibilità. Quando ci sarà da scegliere il candidato alla presidenza della Regione (si vota in autunno) il premier sceglierà una figura nuova, con buona pace dei dinosauri.

Sui grillini non ho molto da aggiungere, se non che dopo il risultato non proprio brillante non si terrà l’annunciato processo a politici, imprenditori e giornalisti. Da giornalista tiro un sospiro di sollievo: potrò evitare di pagare le parcelle all’avvocato.

2 risposte a Gli dei son caduti, ma i dinosauri sperano invano

  1. decamp scrive:

    QUANDO LA STORIA SI RIPETE: GRANDI SOLO NELLA SVOLTA, OGGI PASSANDO PER I NUOVI DEMOCRISTIANI

    Una cosa credo si possa riconoscere, gli ex di tutto, sono capaci di fare le svolte al momento giusto, anche se oggi direttamente aiutati dal solito debito, dal grande vecchio e dalle faccine gioiose, nuove di zecca e per giunta ggggiovani.

    A loro che oggi trionfano, non gli si può certo rimproverare il debito fatto dai loro padri e per giunta come rimproverargli questo, visto che non sanno ancora a quali padri rivolgersi, come nella famosa battuta sono certi solo della madre.

    Dalla prima alla seconda repubblica attraverso la “Bolognina” fregando in pieno mani pulite e l’unico CINGHIALONE che io conosca, il mitico CRAXI, quelli attuali sono figli del nulla.

    Da allora per 20anni, nonostante la svolta, incapaci di fare emergere un vero capo di governo, non potevano che ricorrere sempre ai soliti democristiani, vedi Prodi e compagnie varie.

    Oggi nuova grande crisi e non potendo fare di più, svoltano nuovamente, realizzando il loro più grande sogno, ovvero quello di non sentirsi più comunisti ma veri socialisti, portati in alto dal solito democristiano, finto socialista per il momento, come nella grande tradizione del duo-colore dei bei tempi.

    Svolta al centro, con la benedizione dei soliti noti e mi raccomando caro Matteo, ricordati sempre che noi SIAMO UN PARTITO SERIO, noi siamo capaci di rinunciare a tutto, pur di stare perennemente a galla e con la “morale” alle stelle.

    Avanti nuovi compagni, questa è la svolta buona, nella gioia e nella cattiva sorte insieme fino alla morte, scandali permettendo ne vedremo delle belle già a fine anno e più il tempo passa più la matassa si farà dura da sbrogliare per gli ex, giacché, dall’Europa possono arrivare grossi aiuti, come un piano Marshall al contrario,
    collocazioni di rilievo al posto del gradito grano.

    UBER ALLES PDR, il nuovo che avanza, finalmente ha smesso di litigare per il CONDOTTIERO, ora si dispensa solo speranza e buona educazione, che di questi tempi non è poi da buttare via, per il resto ci pensiamo strada facendo, nuove liti permettendo.

  2. michele bisceglie scrive:

    l’analisi è perfetta tranne in un punto : i 5 stelle sono passati da ZERO deputati europei a 17, di cui sette meridionali!… e quindi non lo chiamerei “..risultato non proprio brillante..” , senza contare che la candidata calabrese, senza costose campagne elettorali e senza santi in paradiso, ha “fatto fuori” in un sol colpo Pirillo e Scopelliti…. in una Calabria da sempre abituata ad obbedire ai padroni di turno…e questo è la vera grande vittoria di un popolo (calabrese) che da oggi ha iniziato a riprendersi la propria vita.
    PS: i Giornalisti (noti la G maiuscola) dotati di una propria onestà intellettuale non credo che abbiano bisogno di difendersi in tribunale…perchè nessuno ce li porterà..ed anche questo sarebbe una bella vittoria per la sua categoria !