Commenti

La strana terra dove i cinghiali fanno a cazzotti tra loro

La guerra tra Scopelliti e i fratelli Gentile, fatta di tradimenti e vendette, ha qualcosa di surreale, come la scena di un presidente sospeso e dimissionario dopo una condanna che va a una riunione di giunta per salutare gli assessori i quali, subito dopo, fanno fuori il manager di un'Asp legato politicamente ai suoi avversari. In tutto questo, in piena crisi dei giornali, mentre l'Ora della Calabria sembra quasi dimenticata, sta per nascere... un nuovo giornale

Aveva ragione Umberto De Rose, nell’ormai celebre telefonata ad Alfredo Citrigno: “Tu u sa cum’è u cinghiale quand’è ferito: pu mina ad ammazzare”.
Aveva ragione non solo perché l’Ora della Calabria non è più in edicola dal 18 aprile e, dopo la prima ondata emozionale, la morte di un giornale sembra non coinvolgere più il senso comune dei calabresi.
Aveva ragione, innanzitutto, perché questa è una terra popolata di cinghiali feriti. Una terra di mezzo, dove al posto degli hobbit ci finiscono i cittadini, al posto degli elfi ci sono i noiosi opinionisti e giornalisti che ci spiegano con concetti astrusi una realtà che sarebbe davvero semplice da vedere, e al posto dei troll ci sono orde di politicanti controllati da un Saruman indefinibile. Non tutti i troll sono cinghiali, ma se non ricordo male i mostri della saga grugnistrillavano in cinghialesche note. E in questo vedo una relazione.

Peppe Scopelliti e Antonio Gentile tra i big nazionali Ncd: da sinistra Quagliariello, Scopelliti, Gentile, Alfano e Schifani

Ma ora veniamo ai (mis)fatti.
Aldilà delle smentite e dei distinguo, la sequenza degli ultimi accadimenti ci dice che Peppe Scopelliti, dopo aver perso le elezioni europee per un presumibile tradimento dei fratelli Antonio e Pino Gentile, che a Cosenza hanno fatto votare il candidato abruzzese poi risultato primo dei non eletti, si è presentato alla riunione di giunta regionale per salutare gli assessori e, casualmente, questi ultimi subito dopo hanno deciso di silurare con il voto contrario di Gentile (Pino) il manager dell’Asp di Cosenza legato ai Gentile. La domanda sorge spontanea, direbbe qualcuno che si faceva mandare un po’ ovunque, ai bei tempi in cui domandare sembrava ancora lecito. Ed eccola. Spontaneamente: se Peppe aveva nostalgia degli assessori non poteva salutarli prima, magari in campagna elettorale?

Il bello di tutto questo è che in questa saga de noantri non ci sono cacciatori: il cinghiale ferito numero uno, Gentile, è stato colpito dal cinghiale ferito numero due, Scopelliti, mentre il cinghiale ferito numero tre, l’ex manager dell’Asp cosentina Gianfranco Scarpelli, già annuncia che si rivolgerà alla magistratura.
In questa guerra di cinghiali che fanno a cazzotti vorrei invitarvi a una riflessione. Essendo iniziata una guerra all’interno del Ncd tra Scopelliti e i Gentile, cosa fa (o avrebbe fatto) il primo per vendicarsi del tradimento elettorale? Toglie ai Gentile il controllo della sanità pubblica cosentina per interposta persona. Sanità che a Cosenza, come in Calabria, significa voti e voti sul piatto elettorale, che in autunno sarà il piatto più importante, quello della Regione.

Si è scandalizzato persino il segretario del Pd calabrese, Ernesto Magorno, che gestisce un partito che in Calabria di certo non assomiglia a un raduno di boy scout: «Quanto successo in giunta è gravissimo. Scopelliti, sospeso dopo la condanna, si permette ancora il lusso di dettare la linea a una giunta che resta in carica solo per l’ordinaria amministrazione. Non tocca a me difendere Scarpelli, né ho intenzione di farlo adesso, ma il diktat dell’ex governatore è un fatto che deve far riflettere tutti e viene tirato fuori solo per punire i fratelli Gentile che non lo hanno votato alle europee».

Ovviamente io spero che sia tutto un equivoco.
Spero che in Calabria i cosentini abbiano votato il candidato abruzzese per una ferrea e genuina convinzione politica e che la giunta regionale abbia sostituito il manager dell’Asp cosentina per meglio garantire il diritto dei cittadini a una sanità efficiente.
Spero anche che non stiate ridendo troppo forte.

 

Ps: nonostante i giornali stiano fallendo, nonostante l’Ora della Calabria sia chiusa e gli altri due giornali si trovino in uno stato di crisi molto pericoloso, sta per aprire un nuovo giornale a respiro nazional-calabrese. Si chiamerà il Garantista e sarà diretto da Piero Sansonetti. Ovviamente auguri, in attesa di capire se il Garantista nasca per garantire che qualcuno faccia il sindaco o il presidente della Regione o, semplicemente, nasca per garantire davvero i cittadini.

Ps bis: come direbbe Crozza-Razzi, “questo non creto”.

I commenti sono chiusi.