Attualità

Siamo davvero tutti esseri sociali?

L’uomo è per natura un essere sociale, e chi vive escluso dalla comunità è malvagio o è superiore all’uomo, come anche quello che viene biasimato da Omero: “empio senza vincoli sociali”; infatti, un uomo di tal fatta desidera anche la guerra. Perciò, dunque, è evidente che l’uomo sia un essere sociale più di ogni ape e più di ogni animale da gregge. Infatti, la natura non fa nulla, come diciamo, senza uno scopo: l’uomo è l’unico degli esseri viventi a possedere la parola; la voce, infatti, è il segno del dolore e del piacere, perché appartiene anche agli altri esseri viventi: la loro natura ha fatto progressi fino ad avere la sensazione del dolore e del piacere ed a manifestare agli altri tali sensazioni; la parola, invece, è in grado di mostrare l’utile ed il dannoso, come anche il giusto e l’ingiusto: questo, infatti, al contrario di tutti gli altri animali, è proprio degli uomini, avere la percezione del bene, del male, del giusto e dell’ingiusto e delle altre cose. E la comunanza di queste cose crea la casa e la città.

Aristotele
L’uomo, essere sociale (Politica, 1252a)

A chi ora mi legge è consentito fermarsi un attimo e tornare indietro per rileggere con attenzione quanto asseriva il “povero” Aristotele sulla natura dell’uomo.

Sull’avventura dell’uomo animale sociale ora che “uomo” pare destinato a diventare solo un morfema lessicale.

Caro Aristotele (mi venga concesso il tono confidenziale) sai cosa è accaduto nel frattempo?

Le api stanno morendo e l’uomo si comporta sempre più come i tuoi greggi.

Siamo in periodo elettorale e non posso aggiungere altro al riguardo.

Aristotele, la parola. Quella parola che lo rendeva dissimile dalle bestie l’uomo oggi la fende come sciabola a lama sempre più lunga, sempre più appuntita e meno curva perché ognuna deve squartare con precisione millimetrica il cuore.

“La percezione del bene, del male, del giusto e dell’ingiusto e di tutto ciò che, grazie all’uso della parola, dovrebbe formare società e quindi casa”.

Caro Aristotele sai oggi con chi preferisce relazionarsi l’uomo?

Sai su chi poggia la mano per avvertire la vita ed il senso di affetto?

L’uomo trova tutto ciò negli animali.

I cani ed i gatti sono i nuovi nobili che siedono a tavola e dormono con l’umano.

Mio fratello, per la verità, ama anche le galline, i conigli e il maialino.

A tavola ci stanno pure questi anche se non propriamente seduti.

Li preferisce ai cani ed ai gatti punto.

Un po’ come gli amici. Ognuno si sceglie quelli con i quali ci si trova meglio. A gusto non c’è prezzo, per intenderci.

Caro Aristotele oggi l’uomo (genere) è veramente un essere molto complesso.

E che città vuoi formare?

Qui, padri di famiglia, sai come si divertono?

Mettendo a repentaglio la vita di un ragazzino.

Ed il padre di famiglia (l’empio senza vincoli sociali) fa questo con il benestare dei suoi di genitori i quali, dopo che il macabro mancato aborto ha sferrato il fendente, hanno sentenziato “era solo un gioco!”

Sarebbe troppo lungo ora elencarti tutto ciò che porta a preferire l’animale.

Aristotele io odio la solitudine.

Appartengo ancora all’essere umano animale sociale.

Non sopporto dovermi svegliare la mattina e non poter dire buongiorno.

Non sopporto non apparecchiare più la tavola perché non ha senso quando si è soli e poi, ora, si usa mangiare sulla tastiera del notebook a stretto contatto con gli amici virtuali.

Avresti mai immaginato tu che l’uomo di allora sarebbe arrivato a confortarsi con gli animali e con gli amici virtuali?

Sic est …

E non mi arrendo.

Ho di mio quanto basta ossia la mia famiglia di origine.

Sai, i rami di uno stesso albero.

Quei rami che però via via e per ragione si allontanano anche se il nostro albero ha rami contorti e per questo ben avvinghiati. Una specie pochissimo diffusa e spero comunque non in via di estinzione.

Malgrado ciò, inutile negarlo, nella vita ognuno vorrebbe qualcosa per sé.

Per cui avanti con i succedanei.

Cerco amici dappertutto, sono una persona dinamica, amante dell’arte e dei libri e dei viaggi.

Aristotele, accade anche questo:

Amica per caso: “ciao, allora ci vediamo sabato”

Io: “sì, se vuoi si possiamo vedere”

Amica per caso: “non ti ha detto “…” che andiamo tutti ad una festa”

Io: “no, ma forse me lo dirà”

Amica per caso: “sì te lo dirà, è una cosa organizzata per tutti gli amici”

Aristotele ci resti leggermente, non assolutamente, male quando poi vedi delle foto su Facebook.

Se un’amica non ti vuole ad una festa di amici approfitto di questo angolo per dirle di usare il raziocinio per fare società e non per rincorrere miseri sotterfugi.

Di rilassarsi perché siamo consapevoli che per certe circostanze vanno bene taluni amici e non altri.

Di rilassarsi perché un amico è l’incontro di un bisogno e nulla più. Un bisogno di compagnia in genere.  Se coincidono il bisogno ed i tempi è fatta.

Viceversa, l’amicizia non è né un legame né un sentimento. E’ un uso e di questo anche io ne sono ben consapevole.

Un amico non ti vincola a nulla, proprio a nulla.

Lo prendi, lo usi e lo getti.

Ai tempi correnti vanno di moda molti “prodotti” usa e getta … uno dei motivi per cui aumenta la spazzatura.

Certo è bello che pensi a te ma … non è che questo promiscuo secolo un po’ reale, un po’ virtuale genera mostri, distorce rapporti personali, mette in discussione persino i veri valori umani?

La danse - Henri Matisse (1909)

PS. Che ci posso fare.

Rispetto tutti, anche gli animali. A questi ultimi voglio un gran bene ma non li voglio in casa perché se fossero stati esseri ragionevoli non avrebbero tentato in branco di sbranarmi mentre un altro avrebbe evitato il tentativo di staccare il braccino ad uno dei miei nipoti.

Cosa? Gli uomini fanno di peggio?

Vero.

E allora diciamo che rifuggo gli uni e spero di non incontrare mai gli altri.

Caro Aristotele porto avanti la tua filosofia.

Gli uomini devono costruire con gli uomini evitando accuratamente i malvagi e nel massimo rispetto di Lui che è l’unico Essere Superiore.

Per me l’essere sociale è un vincolo ed io ripudio la guerra.

L’uomo è in grado di comunicare l’utile ed il dannoso e se un individuo è per noi inutile e/o antipatico basta dirlo …

Aristotele, in tutta lealtà, sto pensando di approfondire Seneca.

Sic est, mi Lucili,  non muto sententiam: fuge multitudinem, fuge paucitatem, fuge etiam unum (così è mio Lucillo, non cambio parere; fuggi la moltitudine, fuggi i pochi, fuggi pure uno solo).

A presto.

Non lasciare mai la persona che ami per quella che ti piace poiché prima o poi chi ti piace ti lascerà per la persona che ama

 

Una risposta a Siamo davvero tutti esseri sociali?

  1. nadia leonte scrive:

    Ironia e sensibilità trapelano da questo sfogo così tremendamente attuale