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Teni raggiuni: Reggio tra i troppu figghioli e i troppu sperti

Domenica prossima si vota per scegliere il nuovo sindaco e la corte dei consiglieri comunali di Reggio Calabria. Riflessioni semiserie – ma nemmeno troppo – nuotando in mezzo al #marenostrum del qualunquismo dilagante

Chiddu? Figghiolo. Troppo giovane, con la mamma alle spalle, che lo eterodirige. Figurati. Ha già deciso lei i nomi di tutti i fidati che faranno parte della giunta. Chiddautru? Troppu drittu. Sapi tutte cose. Figurati che puru Peppe dj non lo fa votare. Anzi. Dici chi porta chiddautru. Chiddu libero di ricominciare, che va peri peri con chidda canzuni là. Strada facendu. Che rici? L’avvucatu? Avrebbe un testa a testa cu cui? Dai. Quinni? Posso scegliere tra gli altri cinque? C’è quello che rici che u figghiolu nun avi la… comu si chiama? ah, sì. L’abilitazione. Sì, u sacciu che è impossibile. Ma intanto non ha smentito di averlo detto. E dunque anche se non l’ha detto almeno l’avi pensatu. Le stelle? Belle in cielo, dai. E la sinistra? Unnè? A viristi? Dai. Alla fine mi guardo chi portare al Consiglio. E per il candidato sindaco decido all’ultimo. Sapimu comu vannu ste cose. Il più pulito… Vabbè.

Chi dice che a Reggio non c’è vita? Che a Reggio niente succede? Provate ad andare sul corso in questi giorni. Sembra il centro di Milano nell’ultimo sabato prima di Natale. E l’ultimo sabato è stato, di fatto. Prima del silenzio di riflessione preelettorale. Il corso è vestito a festa: volantini, facsimile e santini che coprono le basole, vecchie e nuove, così non ci si accorge dei centimetri in più e/o in meno, striscioni che nascondono balconi e rivestono vetrine di vario genere e colore, gazebi, bandiere e ogni altro mezzo consentito e non consentito a far credere che no, non c’è crisi. Non c’è recessione. Non mancano i soldi.

Non per fare i conti in tasca a chi sta correndo per l’ultimo voto utile, per carità. Ma avete idea di quanto possano costare stampa e affissione selvaggia – come ad ogni tornata, ci sono sempre i più furbi convinti che ricoprire con il proprio faccione la palina dell’autobus possa portare consensi – di tutto ciò che sta imbrattando i nostri muri e il comune buonsenso? Per non parlare della decenza.

Lunedì prossimo, poco più di una settimana, sapremo. Ma intanto in quest’ultima settimana scateniamo l’inferno, mi raccomando. Tra un totoassessori e l’altro, ecco il susseguirsi degli ultimi colpi di coda.

Peppe sta scendendo, dobbiamo mobilitare tutti i voti utili, altrimenti Lucio se ne va al ballottaggio, e allora rischia di vincere. Rischia. Dico io. Non è vero: è sopra il 50. Sta cercando di confondere le acque perché spera che non scatti il premio di maggioranza: a lui farebbe molto più che comodo. Piuttosto, l’hai vista quella cosa delle sentinelle in piedi? Bravi ragazzi, dici? Dici di lasciarli fare perché almeno per la prima volta in vita loro prendono in mano un libro? Teni raggiuni, mi sa. Però, libri a parte. Pare che stiano dalla parte di Peppe, non hai letto? E quella che ha portato il tricolore contro gli immigrati? Alla fine vuoi darle torto? No, certo, ci mancherebbe. Hanno ragione anche loro di avere riconosciuti i diritti minimi. Ma anche noi, non credi? Come, che c’entra? Davvero stai dicendo ammìa di non fare il fascista? Pi daveru?

Mai come in questi giorni sono contento di poter continuare a lavarmene le mani. A voi tutti, sudditi di sempre che forse ci credete ancora, posso solo augurare il male minore. Qualunque esso sia.

Una risposta a Teni raggiuni: Reggio tra i troppu figghioli e i troppu sperti

  1. Mimmo Martino scrive:

    Ho la sensazione sia troppo facile, però, osservare da dietro una scrivania ciò che succede, sparando a zero a destra e a manca senza una reale analisi o proposta di come uscire da una situazione che attanaglia una città collocandola in una condizione senza vie di uscita. Sono colpi a salve. Servono ad aumentare il senso di frustrazione. Lavarsene le mani? Personalmente non ci riesco. Sarà un mio difetto!
    Lunedì prossimo spero si aprano gli spiragli di cui Reggio ha bisogno.