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Cronaca di una notte alla rincorsa di una nuova primavera

La vittoria di Dilma Rousseff arriva in Italia quando gli ultimi cittadini di Reggio Calabria appartenenti a quel quasi 65% andato alle urne sta ancora esprimendo il proprio voto nei seggi elettorali. Secondo mandato per la presidente del Brasile, che supera sul filo di lana il suo avversario, Aécio Neves: uno stretto – ma sufficiente – 51,6% che batte l’abbondante 48,4%. Muito obrigada, molte grazie, twitta a caldo. E poi la prima dichiarazione ufficiale: “Ho vinto delle elezioni storiche, sono disposta al dialogo e questo sarà il mio primo impegno di questo secondo mandato: governare in forma pacifica e democratica”.

Corso Garibaldi si è riempito. Si passeggia meno del solito, ci si ferma molto di più in punti ben precisi. L’aria è frizzantina, e non solo perché l’autunno ha sfondato le porte dell’estate senza avvisare. L’aria è frizzantina perché 9 candidati sindaco e poco meno di un migliaio di candidati consiglieri sono tanti: impossibile non avere una curiosità personale che si affianca a quella generale. Nessun dubbio su chi vincerà: Giuseppe Falcomatà è dato avanti agli altri otto candidati da settimane. Mesi, forse. Il dubbio è: ce la farà al primo turno? E se ce la farà, scatterà il premio di maggioranza?

La maratona ha inizio in una sala stampa vuota, o quasi. La Prefettura ha organizzato le cose alla grande, ma alle 23 siamo in pochissimi intorno all’ovale messo a disposizione di noi giornalisti. Giorgio Neri per Ansa e Daniela Gangemi per AgenziaStampaItalia sono gli unici colleghi oltre a noi – con Alessandro Russo e Marisa Larosa stiamo facendo partire la diretta radiofonica su RadioTouring 104, che andrà avanti fino alle 4, in collegamento costante e continuo con gli studi di Campo Calabro dove Rocco Musolino, aiutato da Ilenia Musolino e Tiziana Galluso, coordina gli inviati: Danilo Santoro, Dario Baccellieri e Valentina Elia, Benvenuto Marra e Piero Alampi. Nel cortile della Prefettura è stato allestito un salotto televisivo: Francesco Chindemi e Enzo Romeo si passano la staffetta nella maratona in cui alternano gli ospiti nello speciale di Rtv.
Si parte con un “andamento lento”, più lento di quanto fosse prevedibile, fin dai dati di afflusso, che tardano ad arrivare. Nemmeno il 65%. I primi commenti sull’astensionismo sono di Demetrio Naccari, davanti alla segreteria del neosindaco di Reggio: sono soprattutto gli elettori di centrodestra ad aver disertato le urne. Più che fiducioso, il cognato di Giuseppe Falcomatà: ottimista nonostante una prudenza più dichiarata – non si sa mai – che reale. Interviste e collegamenti scorrono in Fm, ma anche in streaming. E i dati continuano a non arrivare. Fino alla prima, timidissima, sezione. Appare così. Con un dato che attesta il candidato Pd oltre il 60%, sotto il 30% il candidato Fi Ncd.

I due candidati principali ovviamente non si fanno vedere. Non lasciano dichiarazioni, non possono sbilanciarsi. Il primo a dare per certa la vittoria, ampia, è Gimo Polimeni. Non è ancora mezzanotte e mezza. Ce l’abbiamo fatta proprio bene, dice. Neppure scatta il premio di maggioranza. Vecchio lupo di mare, di lungo corso, Gimo: confermano la sua previsione i 22 seggi assegnati poco prima delle 10 di stamattina, con l’ufficializzazione dell’elezione da parte del Ministero dell’Interno, contro i 10 dell’opposizione.

Ma stanotte i dati ufficiali proprio non volevano arrivare. Alle 4, quando abbiamo staccato per un paio di ore la diretta, risultavano scrutinate solo 16 sezioni (abbiamo chiuso sui dati ufficiosi proiettati nella segreteria di Falcomatà, 20 sezioni all’attivo). Eppure nell’aria c’era il senso plastico della vittoria che ora accenderà i riflettori nazionali sul giovane, giovanissimo sindaco di Reggio Calabria. Perché ieri sera, come abbiamo sottolineato in apertura della maratona radiofonica, c’era solo il sito di Repubblica tra le grandi testate nazionali interessate a seguire lo spoglio: Corriere e Stampa, per fare due esempi, solo stamattina hanno dato la notizia.

Due ore di sonno. Poi di nuovo qui, tra dati in via di ufficializzazione e social. E se Dilma aveva twittato il suo grazie, Giuseppe Falcomatà rilascia la sua prima dichiarazione da sindaco con i mezzi classici, attraverso le agenzie di stampa: «È stata una cavalcata durata più di un anno, una candidatura cresciuta grazie al sentimento popolare perché siamo cresciuti grazie ai cittadini liberi. Grazie a tutti. Da domani al lavoro per Reggio, non abbiamo mai smesso di farlo ma lo faremo con un’altra veste, con la freschezza dei trent’anni, l’entusiasmo, l’energia e la passione per questa città viscerale che ha bisogno di ognuno di noi. Vogliamo che ci restiate accanto perché è grazie a voi che siamo saliti per restituire dignità a questa città».
Lo fa dopo l’ovazione dei resistenti nella sua segreteria, che saluta con un attesissimo “bentornata primavera”.

A Reggio Calabria i social vengono invasi, più che dai ringraziamenti, dai complimenti. Il carro è ampio: Reggio Calabria ha svoltato. Il vero lavoro di cucitura e tessitura, per Giuseppe, inizia adesso. Con lo stesso sorriso aperto e solare di papà Italo.
La maratona continua. O inizia?

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