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	<title>Scirocco News &#187; Cronaca</title>
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	<description>eVENTIdelSUD - magazine online di approfondimento giornalistico, inchieste, reportage, notizie sulla Calabria e dintorni</description>
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		<title>Partiti anche nella Locride i campi della legalità 2014</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jul 2014 08:50:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[dall&#8217;uff. st. Cgil Rc-Locri &#8212; Anche quest’anno, l’appuntamento con i Campi della Legalità è giunto. Sono iniziati ufficialmente giorno 27 luglio, quando un gruppo di 17 ragazzi provenienti da Avellino e da Bologna e cinque pensionati dello Spi Cgil Reggio Emilia &#8230; <a href="/index.php/2014/07/30/partiti-anche-nella-locride-i-campi-della-legalita-2014/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="color: #ff0000;">dall&#8217;uff. st. Cgil Rc-Locri &#8212; </span></em></p>
<p style="text-align: justify;">Anche quest’anno, l’appuntamento con i Campi della Legalità è giunto.<br />
Sono iniziati ufficialmente giorno 27 luglio, quando un gruppo di 17 ragazzi provenienti da Avellino e da Bologna e cinque pensionati dello Spi Cgil Reggio Emilia sono stati accolti all’aeroporto dagli organizzatori del primo campo del 2014; campo che si svolgerà sino al 2 agosto.<br />
L’iniziativa, promossa da Cgil, Spi Cgil e Flai Cgil del Comprensorio Rc-Locri, Arci-Comitato territoriale Rc e Libera, si inserisce in un percorso virtuoso all’insegna della legalità e della compartecipazione dei giovani attraverso quest’esperienza unica e particolare: una settimana di sperimentazione attraverso l’arte, la cultura, la tradizione, il confronto e il rapporto con un territorio difficile come, appunto, è la Calabria.<br />
Ma anche l’approfondimento di temi quali l’integrazione, la legalità, la lotta alla criminalità organizzata e alla ‘ndrangheta.<br />
Una settimana ricca di appuntamenti e di “esperienze”: dalla visita al laboratori di Riace alla scoperta delle bellezze del territorio (a Roccella Jonica con la Festa del Popoli e a Monasterace con guida archeologica presso gli scavi del Paese); dalle attività al Borgo del Paese dell’Accoglienza all’incontro con i volontari di Emergency a Polistena. E poi, tavole rotonde, incontri, proiezioni di video, musica…<br />
Sette giorni intensi durante i quali i ragazzi non solo conosceranno a tutto tondo il territorio, ma ne apprezzeranno le bellezze seguendo un unico filo conduttore: la legalità in ogni sua forma.</p>
<p><a href="/wp-content/uploads/2014/07/campi-legalita.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-76955" title="campi legalita" src="/wp-content/uploads/2014/07/campi-legalita-300x171.jpg" alt="" width="300" height="171" /></a>Chi sceglie di partecipare a questo tipo di “vacanza” lo fa perché spinto dalla curiosità; perché ama confrontarsi con nuove realtà e conoscere un tema complesso, quello della ‘ndrangheta; perché convinto che solo attraverso il contatto con il luogo, con la Calabria, è possibile capirne meglio le logiche, le particolarità, le dinamiche; perché vuole cercare di sapere il più possibile come funziona una realtà di cui si conosce poco o di cui ha sentito parlare solo in linea generale, senza approfondimenti; perché spinto dalla voglia di “fare”, di “sperimentare”, di “dialogare” con altre culture…</p>
<p>Il Campo della Legalità, il primo di quest’anno, a cui seguirà quello della settimana dal 3 al 9 agosto, è quindi una sette giorni significativa, importante, veicolo di un messaggio universale: il rispetto dell’altro passa dalla solidarietà e dalla reciprocità attraverso azioni concrete e virtuose, perché «ciò che riguarda uno, coinvolge tutti».</p>
<h3><span style="color: #ff0000;">A Riace i ragazzi incontrano il Sindaco</span></h3>
<p><span style="text-decoration: underline;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;">Una sala gremita, quella del centro di aggregazione e di prima accoglienza del Comune di Riace, Palazzo Pinnarò (sede dell’associazione  <em>Città futura</em>): i giovani provenienti da Avellino e Bologna insieme con i pensionati dello Spi Cgil Reggio Emilia, accompagnati dagli organizzatori del campo (Salvatore Lacopo e Lea Marziano per la Segreteria Spi Cgil Rc-Locri, Domenico Mandarano e Mimma Pacifici per la Segreteria Cgil Rc-Locri, Emiliano Barbucci e Dario Grilletto per l’Arci-Comitato territoriale Rc), hanno prestato particolare attenzione alle parole del Sindaco Mimmo Lucano.<br />
Un intervento, quello del Primo Cittadino, volto a spiegare e raccontare la realtà di Riace, “Paese dell’Accoglienza” che ha fatto dell’integrazione e della convivenza un valore imprescindibile della sua politica amministrativa.</p>
<p>“Su un Paese di 1800 abitanti – ha spiegato Mimmo Lucano &#8211; 300 persone sono straniere. Il nostro programma di accoglienza e di integrazione è stato sviluppato seguendo sia la linea governativa sia una nostra idea: quella di destinare un bonus per ogni ospite in modo tale da permettere all’immigrato di essere indipendente, di potersi fare la spesa, di acquistare vestiti, libri o altri beni. Così abbiamo creato un piano organizzativo che consiste in più fasi: il momento dell’accoglienza e identificazione; quello dell’informazione (sia economiche che logistiche); quello dell’indipendenza (permettere ai minori di seguire attività di formazione e/o attività ludiche e agli adulti di apprendere sul campo un mestiere)”.<br />
Ma il progetto di Riace è andato ben oltre, perché l’integrazione è avvenuta realmente: agli immigrati sono state date in dotazione case nel centro storico, così da ri-popolare il borgo ed evitare fenomeni di ghettizzazione come in altri paesi con una forte presenza di immigrati.<br />
E, allo stesso tempo, attraverso il ruolo delle cooperative e di personale professionalizzato a Riace è stato creato un indotto economico che coinvolge centinaia di persone con un contratto di lavoro regolare.</p>
<p>“La difficoltà maggiore che abbiamo cercato di superare come Amministrazione – ha aggiunto Lucano – è stata la burocrazia, non solo per partecipare ai bandi ministeriali ma anche per l’affidamento diretto, per esempio, della raccolta differenziata alle cooperative sociali del nostro territorio, garantendo sempre trasparenza nelle gare di appalto”.</p>
<p style="text-align: justify;">La raccolta differenziata, infatti, presso il Comune di Riace avviene per mezzo di asini e carrette che permettono di inoltrarsi lungo i vicoli del caratteristico borgo.</p>
<p style="text-align: justify;">Lavoro, integrazione, rispetto dell’altro. Valorizzazione delle botteghe artigiane. Ri-popolamento dell’entroterra. Seguendo questi fili-conduttori, Mimmo Lucano ha spiegato ai giovani e ai pensionati presenti all’incontro, la sperimentazione che ha intrapreso il suo Comune: “una sperimentazione che – ha sottolineato – non è magia, ma normalità. Un progetto che guarda ai valori della persona, per affrontare temi di portata sociale e allontanarsi dalle logiche condizionanti di ogni forma di criminalità”.</p>
<p style="text-align: justify;">“Il punto – ha aggiunto – è come si vive questa esperienza: io lo faccio con responsabilità e con senso di umanità. Cercando di guardare con un occhio all’ambiente e con l’altro al bene del Paese. Da qui, l’idea del turismo solidale, dei mezzi pubblici a disposizione della gente per spostamenti finalizzati a corsi di formazione o attività importanti. O anche, creare rete tra i diversi progetti, affinché esista un sistema capillare sul territorio provinciale e regionale che permetta all’ospite di crescere nel nostro Paese, di lavorare, di produrre e di essere utile a sé stesso e alla società”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Comune di Riace ha poi stilato delle convenzioni con la Prefettura e la Questura perché capo-fila tra i Paesi che hanno messo in atto buone pratiche di accoglienza.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed è questo ciò che ha colpito di più i ragazzi del Campo: “Riace – hanno dichiarato a fine incontro &#8211; è un esempio di buona amministrazione (con una pressione fiscale bassissima, quasi inesistente) ed è un modello di sviluppo che ha saputo integrare la diversità culturale con la tradizione, in un rapporto reciproco di convivenza e crescita”.</p>
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		<title>Reggio: a Ecolandia dal 1 al 10 agosto FACE. Il 30 luglio la presentazione del festival</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jul 2014 12:50:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[da FaceFestival &#8212; Dopo l&#8217;invasione delle “Faces of FACEfestival” sul lungomare di Reggio, domani mercoledì 30 luglio alle ore 19.00 presso i locali della Luna Ribelle (Torre Nervi, Lungomare Falcomatà di Reggio Calabria) si terrà la conferenza stampa di presentazione &#8230; <a href="/index.php/2014/07/29/reggio-a-ecolandia-dal-1-al-10-agosto-face-il-30-luglio-la-presentazione-del-festival/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #ff0000;">da FaceFestival &#8212; </span></em></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo l&#8217;invasione delle “Faces of FACEfestival” sul lungomare di Reggio, domani mercoledì 30 luglio alle ore 19.00 presso i locali della Luna Ribelle (Torre Nervi, Lungomare Falcomatà di  Reggio Calabria) si terrà la conferenza stampa di presentazione del  <a href="www.facefestival.org" target="_blank">FACE</a>, Festival dell’Arte, della Creatività e dell’Ecocultura, evento che  si svolgerà dall&#8217;1 al 10 Agosto al Parco Ecolandia di Arghillà.</p>
<p style="text-align: justify;">Nato  in una notte di follia ascoltando una canzone, il FACE ha tentato, nel  corso di tre edizioni (dal 2007 al 2009) e con la partecipazione di  oltre 150 artisti, di scuotere le coscienze, troppo spesso assopite,  sull&#8217;urgenza dell&#8217;agire e sul coinvolgimento di tutti per attivare una  spirale di cambiamento e partecipazione attiva attraverso l&#8217;arte e la  creatività come forme di rinnovamento culturale e sociale. Perché “per  quanto voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti”.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="/wp-content/uploads/2014/07/logo-Face.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-76941" title="logo Face" src="/wp-content/uploads/2014/07/logo-Face-300x178.jpg" alt="" width="300" height="178" /></a>Il FACE,  che torna ad Ecolandia dopo 4 anni di silenzio, guarda al passato, con  la partecipazione e la collaborazione di numerosi “amici”, ma anche al  futuro, coinvolgendo attivamente il territorio nella convinzione  dell&#8217;importanza di fare rete delle realtà artistiche e culturali.<br />
Durante  la conferenza stampa verrà presentata l&#8217;iniziativa e il programma che  quest&#8217;anno prevede tre serate di punta (l&#8217;1, 6 e 10 Agosto) con mostre,  installazioni, performance e concerti e numerosi workshop e momenti di  approfondimento per tutto il corso dell&#8217;evento.<br />
Già nel pomeriggio di  domenica 27 luglio un coinvolgente Flash mob ha visto la partecipazione  di artisti, musicisti, ed organizzatori dell&#8217;evento che, a ritmo di  musica, hanno indossato una delle tante “facce” del FACE per il lancio  dell&#8217;iniziativa alla città. Tanti i curiosi ed i momenti di  coinvolgimento con l&#8217;accompagnamento di strumenti propri della  tradizione calabrese e non solo: Enzino Y al tamburo, Giovanni Iapichino  al didgeridoo, Demetrio Bruno all&#8217;organetto e Paolo Serra alla zampogna  hanno scandito il tempo di una coinvolgente passeggiata sul lungomare.</p>
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		<title>Tabularasa a Gambarie (Rc): legalità per il rilancio della montagna</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jul 2014 13:25:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[da Labecom &#8212; Ha scelto le vette dell’Aspromonte Tabularasa 2014 per discutere di legalità, di regole condivise, di tutela e valorizzazione del patrimonio naturalistico. La nuova tappa del contest promosso da ‘Urba/Strill’, si inserisce nell’ambito della partnership siglata con l’Ente &#8230; <a href="/index.php/2014/07/27/tabularasa-a-gambarie-rc-legalita-per-il-rilancio-della-montagna/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #ff0000;">da Labecom &#8212; </span></em></p>
<p style="text-align: justify;">Ha scelto le vette dell’Aspromonte Tabularasa 2014 per discutere di legalità, di regole condivise, di tutela e valorizzazione del patrimonio naturalistico. La nuova tappa del contest promosso da ‘Urba/Strill’, si inserisce nell’ambito della partnership siglata con l’Ente Parco d’Aspromonte che ha già segnato l’appuntamento del 22 luglio scorso a Reggio e si riproporrà il 29 a Gerace in occasione dell’evento conclusivo.</p>
<div id="attachment_76894" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="/wp-content/uploads/2014/07/da-sx_branca_zoccali_bombino_creazzo_mortelliti.jpg"><img class="size-medium wp-image-76894" title="da sx_branca_zoccali_bombino_creazzo_mortelliti" src="/wp-content/uploads/2014/07/da-sx_branca_zoccali_bombino_creazzo_mortelliti-300x159.jpg" alt="" width="300" height="159" /></a><p class="wp-caption-text">da sin: Branca, Zoccal, Bombino, Creazzo, Mortelliti</p></div>
<p style="text-align: justify;">Al dibattito che si è svolto in piazza Mangeruca, hanno preso parte Giuseppe Creazzo, procuratore della Repubblica di Firenze, Giuseppe Bombino presidente dell’Ente Parco Aspromonte e Michele Zoccali, sindaco di Santo Stefano in Aspromonte. Con loro anche gli organizzatori Giusva Branca e Raffaele Mortelliti.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo cittadino di Santo Stefano ha aperto la conversazione con un richiamo al “recupero dell’identità ‘stefanita’ e aspromontana, attraverso il rispetto delle regole e la tutela della natura in un territorio che ha tutte le carte in regola per affermarsi”.</p>
<p style="text-align: justify;">Sulla stessa lunghezza d’onda anche Bombino, secondo cui “il rispetto della legge è insito nella funzione stessa del Parco. Proprio questo approccio, però, ha determinato una spaccatura fra quanti hanno inteso mettersi al servizio del territorio e della natura e quanti invece, si sono ribellati a questa nuova impostazione. Ricordiamo tutti, non a caso, la stagione degli incendi che ha preso il via proprio in concomitanza con la nascita del Parco nazionale”.</p>
<p style="text-align: justify;">Parlare di sviluppo oggi a Gambarie, significa ripercorrere una storia di progressivo degrado come sottolineato da Creazzo che ha ricordato la vitalità del centro aspromontano “circa 30, 40 anni fa, quando questa era una delle più apprezzate e frequentate stazioni sciistiche da calabresi e siciliani. Oggi non è più così dopo una lunga fase segnata da un vero e proprio stupro della civile convivenza. Un declino iniziato, dobbiamo dirlo chiaramente, da quando la stanza dei bottoni è stata affidata alle amministrazioni locali. Invece di promuovere sviluppo, ci siamo piegati a un meccanismo di gestione delle risorse fuori da ogni regola. A tutto ciò va aggiunta la progressione geometrica della ‘ndrangheta che si è impossessata delle leve dell’economia”. Creazzo cita poi provocatoriamente il noto aforisma di Churchill (“Se due persone fumano sotto il cartello ‘divieto di fumo’ gli fai la multa, se lo fanno venti persone chiedi loro di spostarsi, se le persone diventano duecento togli il cartello”), per rimarcare l’esigenza di “rifiutare la condizione di assoggettamento e la limitazione della libertà”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma per creare un clima favorevole al rispetto delle regole occorre, secondo Zoccali, “una maggiore e più incisiva presenza dello Stato. Non è ammissibile che il ministero non abbia ancora dato il via libera all’insediamento del consiglio direttivo del Parco eletto ormai da ben sette mesi”.</p>
<p style="text-align: justify;">Storicamente solo 0,23 per cento delle risorse statali sono state utilizzate per la  funzione primaria del Parco, ovvero la tutela della biodiversità. “Il resto – ha detto Bombino – è finito in feste, spettacoli e altre cose simili e spesso senza alcuna rendicontazione. Inoltre il fatto di avere ereditato un avanzo di amministrazione di circa 9 milioni significa che mentre si pensava alle sagre, non è stata attuata alcuna azione a favore del territorio”.</p>
<p style="text-align: justify;">Le responsabilità vanno divise fra tutti a detta di Creazzo, “nessuno escluso”. “In quarant’anni siamo riusciti a smantellare qualsiasi sistema di controllo, cioè il fondamento stesso della democrazia. Una comunità non è tale – ha concluso il magistrato – senza una politica forte e autorevole”.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>#iononminchino: di Fiorello, di Oppido, di Giannetta e di nuove Grazie</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jul 2014 15:25:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ponzio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;#iononminchino non è una hashtag ma una scelta di vita, dire ogni giorno no alla corruzione e all&#8217;illegalità, dire sì alla vita e al bene&#8221;. Così twittò @donTommaso, sacerdote cosentino informatizzato per vocazione: rispondono al suo nome (Scicchitano è il &#8230; <a href="/index.php/2014/07/09/iononminchino-di-fiorello-di-oppido-di-giannetta-e-di-nuove-grazie/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;#iononminchino non è una hashtag ma una scelta di vita, dire ogni giorno no alla corruzione e all&#8217;illegalità, dire sì alla vita e al bene&#8221;</em>. Così twittò @donTommaso, sacerdote cosentino informatizzato per vocazione: rispondono al suo nome (Scicchitano è il cognome) un sito personale, www.dontommaso.org, un profilo Twitter con quasi settemila seguaci, una pagina Facebook, un canale YouTube. Poche e chiare le parole che ha digitato per descriversi nel mare magnum di bit e social. <em>&#8220;Prete. Ogni giorno è più bello di quello che lo precede. Vivo solo nell&#8217;attesa di quanto ancora di meraviglioso mi possa succedere&#8221;</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="/wp-content/uploads/2014/07/fiorello.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-76610" title="fiorello" src="/wp-content/uploads/2014/07/fiorello-300x237.jpg" alt="" width="300" height="237" /></a>Il suo tweet ha seguito la rivolta della rete che ha seguito la notizia dell&#8217;inchino della Madonna di Oppido che ha seguito la notizia diramata con grande enfasi che ha seguito la denuncia fatta dal maresciallo dei carabinieri che ha seguito la necessità di rompere il silenzio e con esso gli inchini. Il suo tweet, insomma, è stato ritweettato per 77 volte. Di tutto rispetto, ma niente a che vedere con i 297 retweet e le 329 preferenze sul laconico rilancio da hashtag, peraltro sollecitato, di Fiorello. Il cantante, presentatore, imitatore e #chipiùnehapiùnemette, al secolo – non a caso – Rosario, ci ha messo un&#8217;ora ad accogliere la richiesta di un suo fan. Ed è andato di cancelletto. Era lunedì mattina, l&#8217;inchino iniziava ad affacciarsi tra le tendenze dei social.</p>
<p style="text-align: justify;">Due giorni e qualche ora dopo anche Domenico Giannetta, sindaco di Oppido Mamertina, apre il cancelletto di Twitter per rivelare: <em>&#8220;Raccolgo l’appello virtuale di Fiorello, anche #iononminchino!&#8221;</em>. Anzi, vuole fare di più. Lo rivela #ilprimocittadinoinpersona: <em>&#8220;Anzi voglio fare di più! Propongo a Fiorello di rendere reale questo appello virtuale. Vorrei che mi desse la sua disponibilità per incontrarci e per organizzare insieme un evento annuale che possa coinvolgere tutte le Istituzioni, le Forze dell’Ordine, le Autorità ecclesiastiche e politiche, le associazioni e tutti coloro i quali si impegnano quotidianamente nel sociale e da sempre si battono contro ogni tipo di mafia. Musica, danza, cultura, sport e divertimento per dire con gioia e insieme, qui ad Oppido, “IO NON MI INCHINO” e per sensibilizzare tutti, soprattutto i giovani, sul delicatissimo tema della legalità in terra di Calabria. Questo evento potrebbe annualmente coincidere proprio con i festeggiamenti in onore di Maria S.S. delle Grazie&#8221;</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="/wp-content/uploads/2014/07/iononmiinchino.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-76611" title="iononmiinchino" src="/wp-content/uploads/2014/07/iononmiinchino-300x154.jpg" alt="" width="300" height="154" /></a>Un evento annuale. Contro tutte le mafie. Per sensibilizzare. Soprattutto i giovani. In terra di Calabria. Coincidente con i festeggiamenti. Come scriveva don Tommaso? Scelta di vita? #maancheno</p>
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		<title>Orgogliosa di essere e farmi riconoscere terrona</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jul 2014 07:25:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angpot</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Io sono una terrona. Sono una terrona perché parlo il mio dialetto. A volte ci si imbatte in cose del genere se frequenti le piazze virtuali. E se provi a controbattere ti ritrovi nel ginepraio del più becero, qualunquista e &#8230; <a href="/index.php/2014/07/09/orgogliosa-di-essere-e-farmi-riconoscere-terrona/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Io sono una terrona. Sono una terrona perché parlo il mio dialetto. A volte ci si imbatte in cose del genere se frequenti le piazze virtuali.</p>
<p style="text-align: justify;">E se provi a controbattere ti ritrovi nel ginepraio del più becero, qualunquista e spicciolo razzismo. Sotterraneo e silenzioso. Quello che non ti aspetti perché proviene dalla tua stessa gente, quella gente che però “non abita più qui” e vota probabilmente Lega.</p>
<p style="text-align: justify;">“Non devi offenderti se ti chiamano terrona”, mi ha redarguito con piglio militaresco una mia conterranea. Non è necessario sbandierare di avere una laurea, perché tanti ce l’hanno, al Nord come al Sud, né specificare che se non c’è lavoro laggiù (perché quando partono le terre di origine vengono indicate improvvisamente con un generico “laggiù”) non è colpa di chi è rimasto. Si augura inoltre che io con i miei studi sia riuscita a sistemarmi in quel di Cosenza, sottintendendo che per esservi riuscita io abbia necessariamente dovuto avere appoggi politici. E rincarando la dose, chiosa precisando che le lauree vanno prese per essere usate non per fare da quadri alle pareti, e lei e le sue amiche per riuscirvi sono “emigrate” a Milano, dove mai nessuno le ha chiamate “terrone” e se anche lo avessero fatto perché offendersi?</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco, tutto questo sproloquio mi è piovuto addosso solo per aver tentato di difendere la mia terra.</p>
<p style="text-align: justify;">In sintesi: devo sentirmi dire che sono una terrona perché utilizzo la mia lingua e lasciar correre, non devo dire che ho studiato, perché pare brutto, <em>ci facciamo sempre riconoscere noi terun</em>, devo fare sì con la testa e ringraziare il cielo che molti del Sud abbiano avuto la possibilità di realizzarsi al Nord e tacere.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora, che ci fosse questa netta contrapposizione non lo avrei mai creduto, avrei potuto magari comprenderla se a promuoverla fosse stato un autoctono di Cuneo. Invece no, l’attacco mi è venuto dai miei stessi conterranei. Il dubbio che nelle sue parole potesse esserci il pregiudizio offensivo, che se riesci in questa terra non è per merito ma per raccomandazione, non l’ha neanche lontanamente sfiorata. Forse perché comprendere che non è l’involo verso Nord la soluzione, e che quei comportamenti che così ferocemente vengono stigmatizzati come lesivi della nostra dignità quali le raccomandazioni e/o gli appoggi politici, mai verranno corretti se voltiamo le spalle e rinneghiamo da dove proveniamo, è davvero difficile. Peccato.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed è con dispiacere allora che devo per forza credere che il senso di inferiorità che ci ha sempre contraddistinto, quello che ci porta a dare ragione al primo pseudointellettuale che passa e che ce ne dice di ogni, che ci costringe a mascherarci, ad assumere altre vesti, a perdere le nostre connotazioni linguistiche, non lo supereremo mai.</p>
<p style="text-align: justify;">Se rinneghiamo le nostre origini, se non dobbiamo offenderci se ci chiamano <em>terron</em>i in modo dispregiativo, se dobbiamo nasconderci, non profferire verbo nel nostro dialetto – perché è cafone –, significa non volerci riconoscere alcuna identità. E senza identità siamo involucri vuoti, senza storia e senza futuro.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="/wp-content/uploads/2014/07/No_al_terronismo.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-76554" title="No_al_terronismo" src="/wp-content/uploads/2014/07/No_al_terronismo-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Ma quel che avrei voluto sottolineare in quella conversazione creatasi è che non mi offende essere chiamata terrona, mi offende soltanto il pregiudizio sotteso, perché in verità io sono terrona. E me ne vanto, amo parlare il mio dialetto, che come ogni dialetto possiede la sua musicalità intrinseca, che racconta una storia, che mi dice da dove vengo, che rappresenta la memoria della mia gente, amo pensare di appartenere a questa terra e di esservi legata indissolubilmente. Di restarvi e resistervi, cercando di dare voce ai miei talenti, se ne ho, senza l’aiuto di nessuno ma con le mie sole forze, così come tanti altri che non mollano. E cara amica trapiantata a Milano ce ne sono davvero tanti che sono rimasti e che con il solo potere del loro entusiasmo hanno dato vita a cose meravigliose, anche in dialetto, pensa un po’! Sono tutti terroni. Terroni come me.</p>
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		<title>Strage sull&#8217;A3 nel Vibonese: morte tre donne su un furgone</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jun 2014 08:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>scirocco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tragico incidente stradale questa mattina sull’A3: l&#8217;impatto ha provocato tre morti e tre feriti, tutti a bordo del veicolo, uno dei quali in gravi condizioni. L’incidente mortale si è verificato al km 349,000 dell’autostrada, in carreggiata nord, tra gli svincoli &#8230; <a href="/index.php/2014/06/25/strage-sulla3-nel-vibonese-morte-tre-lavoratrici-migranti/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Tragico incidente stradale questa mattina sull’A3: l&#8217;impatto ha provocato tre morti e tre feriti, tutti a bordo del veicolo, uno dei quali in gravi condizioni. L’incidente mortale si è verificato al km 349,000 dell’autostrada, in carreggiata nord, tra gli svincoli di Serre e Sant’Onofrio. Un furgone proveniente da Rosarno, per cause in corso di accertamento, è sbandato ed è finito fuori strada. Le vittime sono tutte donne: una 32enne che era alla guida del mezzo e due 40enni. Si tratta di migranti dirette a Lamezia Terme per lavorare nei campi.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi i nomi delle vittime: <strong>Rosa Sgrò</strong>, 42 anni, di Laureana di Borrello, che guidava il furgone, <strong>Petrika Marsa</strong> (27 anni) e <strong>Elena Romila</strong> (39 anni). I feriti, ricoverati nell&#8217;ospedale di Vibo Valentia, appartengono ad un unico nucleo familiare: una donna, ricoverata in prognosi riservata, il figlio e sua moglie.</p>
<p style="text-align: justify;">L’incidente non ha coinvolto altri veicoli. Sul posto è intervenuto il personale del 118 per i primi soccorsi, le squadre Anas e la Polizia stradale per i primi accertamenti della dinamica e per la gestione della viabilità. Sul tratto è attivo un restringimento di carreggiata e il traffico in direzione nord viene deviato, temporaneamente, su una sola corsia. L’Anas raccomanda agli automobilisti prudenza nella guida e ricorda che l`evoluzione della situazione del traffico in tempo reale è consultabile sul sito web http://www.stradeanas.it/trafficooppure su tutti gli smartphone e i tablet, grazie all`applicazione `VAI Anas Plus`, disponibile gratuitamente in “App store” e in “Play store”. Gli utenti hanno poi a disposizione la web tv www.stradeanas.tv e il numero 841-148 ‘Pronto Anas’ per informazioni sull’intera rete Anas. -</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>Colpo all&#8217;impero dei Molè: 54 arresti tra Calabria e Lazio</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jun 2014 07:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>scirocco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I carabinieri del Ros e dei Comandi provinciali di Reggio Calabria e Roma stanno eseguendo provvedimenti cautelari, emessi dal gip del tribunale di Reggio Calabria, nei confronti di 54 soggetti ritenuti affiliati alla cosca Molè di Gioia Tauro. Sono indagati per associazione &#8230; <a href="/index.php/2014/06/24/colpo-allimpero-dei-mole-54-arresti-tra-calabria-e-lazio/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">I carabinieri del Ros e dei Comandi provinciali di Reggio Calabria e Roma stanno eseguendo provvedimenti cautelari, emessi dal gip del tribunale di Reggio Calabria, nei confronti di 54 soggetti ritenuti affiliati alla cosca Molè di Gioia Tauro. Sono indagati per associazione mafiosa, traffico di armi e di stupefacenti, intestazione fittizia di beni. L&#8217;operazione è denominata &#8220;Mediterraneo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra gli arrestati c&#8217;è l’attore romano di fiction Stefano Sammarco, accusato di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, ma anche Marino Belfiore, che a marzo era stato fermato tra Rizziconi e Gioia Tauro a bordo di un’autovettura contenente dieci kalashnikov, cinque pistole con matricole abrase, due fucili mitragliatori e una trentina di cartucce.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="/wp-content/uploads/2014/06/RosPP.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-76212" title="RosPP" src="/wp-content/uploads/2014/06/RosPP.jpg" alt="" width="650" height="300" /></a>Al centro delle indagini del Ros, coordinate dalla procura distrettuale antimafia reggina, le attività illecite di una delle più potenti cosche della ‘ndrangheta, con diramazioni in ambito nazionale ed internazionale. Le attività hanno infatti documentato i consistenti interessi del sodalizio in ramificate iniziative imprenditoriali e commerciali in Calabria, Lazio e Umbria, nonché la gestione di ampi settori della distribuzione delle ‘slot machines sul territorio nazionale. Accertati anche rilevanti traffici di armi dai paesi dell’est europeo e l’importazione di ingenti carichi di stupefacenti dal Nordafrica.</p>
<p style="text-align: justify;">Sul fronte patrimoniale, sono stati sequestrati beni aziendali e quote societarie riconducibili alla cosca, per un valore complessivo di 25 milioni di euro.</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">La cosca si riforniva di armi in Slovenia</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Le indagini si sono sviluppate nel corso di due anni: abbiamo stretto il cerchio intorno ai malavitosi mettendo in luce le attività illecite della cosca Molè di Gioia Tauro, una delle più pericolose e potenti della &#8216;ndrangheta reggina». Il comandante del Ros, generale di Brigata Mario Parente, spiega così l&#8217;operazione &#8220;Mediterraneo&#8221;, il il blitz fatto scattare dal Ros e dei Carabinieri di Roma e Reggio Calabria contro la cosca Molè della &#8216;ndrangheta, che ha portato a 54 ordinanze di custodia cautelare in diverse regioni e al sequestro di beni e quote societarie per un valore di circa 25 milioni di euro. «Abbiamo ricostruito gli ingenti interessi illeciti del sodalizio -s piega il generale Parente &#8211; e le sue consolidate proiezioni fuori dalla Calabria, documentando anche i processi riorganizzativi interni, a seguito della cruenta contrapposizione con la famiglia storicamente alleata dei Piromalli, culminata nel 2008 nell&#8217;omicidio del reggente Rocco Molè». Il numero uno del Raggruppamento operativo speciale dell&#8217;Arma dei Carabinieri, rivela anche alcuni particolari delle indagini: «Il solidalizio criminale si riforniva di armi inertizzate, o parti di armi, in territorio sloveno, per poi modificarle e assemblarle all&#8217;interno di un&#8217;officina meccanica di Gioia Tauro, sotto il diretto controllo dei Molè».</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La ’ndrangheta ha la sua banca: blitz del Ros, 17 arresti</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jun 2014 10:00:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un &#8220;sistema creditizio parallelo&#8221; attraverso il quale le cosche della &#8216;ndrangheta erogavano prestiti, a tassi usurari, a imprenditori calabresi e lombardi in difficoltà. È quello che hanno scoperto i carabinieri del Ros e quelli del Comando provinciale di Reggio Calabria, coadiuvati &#8230; <a href="/index.php/2014/06/19/la-ndrangheta-ha-la-sua-banca-blitz-del-ros-17-arresti/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Un &#8220;sistema creditizio parallelo&#8221; attraverso il quale le cosche della &#8216;ndrangheta erogavano prestiti, a tassi usurari, a imprenditori calabresi e lombardi in difficoltà. È quello che hanno scoperto i carabinieri del Ros e quelli del Comando provinciale di Reggio Calabria, coadiuvati dalla Direzione investigativa antimafia (Dia). Diciassette gli arresti (7 ai domiciliari), 12 dei quali effettuati nella provincia di Reggio Calabria e 5 a Milano nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione denominata &#8220;Ndrangheta banking&#8221;. 17 arresti (sette ai domiciliari), 12 dei quali eseguiti in Calabria e 5 a Milano,</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="/wp-content/uploads/2014/06/carabinieri-ros.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-76096" title="carabinieri-ros" src="/wp-content/uploads/2014/06/carabinieri-ros.jpg" alt="" width="650" height="300" /></a>Nell&#8217;ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del tribunale di Reggio Calabria, si contestano agli indagati le accuse di associazione di tipo mafioso, usura, estorsione, esercizio abusivo dell&#8217;attività creditizia e intestazione fittizia di beni: tutti reati aggravati dalle finalità mafiose. Sono stati anche sequestrati anche beni aziendali e quote societarie per un valore di otto milioni di euro. Al centro delle indagini condotte dal Ros, le sinergie criminali instaurate tra le cosche &#8216;ndranghetiste di Reggio e Rosarno per la gestione delle risorse finanziarie provenienti dalle attività illecite.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">GLI ARRESTI</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Applicavano tassi ad usura del 20% mensile abbinati ad ulteriori garanzie vessatorie, quali cessioni di quote societarie e trasferimenti della titolarità di immobili, anche di pregio. Era questo il modus operandi delle 17 persone arrestate stamani dai carabinieri del Ros, coadiuvati da personale della Dia, con le accuse, a vario titolo, di associazione mafiosa, usura, estorsione, esercizio abusivo dell’attività creditizia e intestazione fittizia di beni, aggravati dalle finalità mafiose.</p>
<p><em>Il provvedimento, emesso dal gip di Reggio su richiesta della Dda, prevede la custodia cautelare in carcere per:</em><br />
<strong><span style="color: #ff0000;">Francesco Buda, di 49 anni, </span></strong><br />
<strong><span style="color: #ff0000;">Giuseppe Codispoti (49), </span></strong><br />
<strong><span style="color: #ff0000;">Domenico Condello (42), </span></strong><br />
<strong><span style="color: #ff0000;">Francesco Condello (32), </span></strong><br />
<strong><span style="color: #ff0000;">Gianluca Ciro Domenico Favara (47), </span></strong><br />
<strong><span style="color: #ff0000;">Francesco Foti (56), </span></strong><br />
<strong><span style="color: #ff0000;">Fortunato Danilo Paonessa (40), </span></strong><br />
<strong><span style="color: #ff0000;">Vincenzo Pesce (62), </span></strong><br />
<strong><span style="color: #ff0000;">Pasquale Rappoccio (58)</span></strong><br />
<strong><span style="color: #ff0000;"> Carmelo Vardé 28). </span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Sono stati posti ai domiciliari:</em><br />
<strong><span style="color: #ff0000;">Carlo Avallone (59), </span></strong><br />
<strong><span style="color: #ff0000;">Antonino Cotroneo (71), </span></strong><br />
<strong><span style="color: #ff0000;">Biagio Francesco Maduli (51), </span></strong><br />
<strong><span style="color: #ff0000;">Paolo Pizzimenti (26), </span></strong><br />
<strong><span style="color: #ff0000;">Maria Grazia Polimeni 37), </span></strong><br />
<strong><span style="color: #ff0000;">Giacinto Polimeni 62), </span></strong><br />
<strong><span style="color: #ff0000;">Mario Donato Ria (67).</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le indagini del Ros, prosecuzione dell’inchiesta Meta, hanno evidenziato le sinergie criminali tra le cosche Condello e Imerti di Reggio e Pesce e Bellocco di Rosarno per la gestione delle risorse delle attività illecite, attraverso la creazione di un sistema creditizio parallelo a favore di imprenditori calabresi e lombardi. In questo contesto, secondo le indagini, la figura centrale era quella di Favara, indicato come il collettore degli interessi anche delle cosche reggine ed a cui faceva capo un gruppo di soggetti incaricati dell’individuazione degli imprenditori in difficoltà.<br />
Tra coloro che erano incaricati di individuare le vittime c’era l’imprenditore Rappoccio, già arrestato insieme a Favara nell’operazione Reggio Nord, indagine che aveva consentito di individuare il circuito criminale di riferimento di Domenico Condello, cugino del boss Pasquale &#8220;il supremo&#8221;, arrestato nell’ottobre 2012 dopo 20 anni di latitanza.<br />
Nel procedimento reggino sono confluite anche le acquisizioni fatte dalla Dia nell’ambito di una inchiesta della Dda di Milano nei confronti di tre arrestati. Il Ros e la Dia hanno accertato come un’articolazione territoriale dei Pesce-Bellocco sia stata in grado di attuare un lento e graduale processo di &#8220;aggressione&#8221; del patrimonio mobiliare ed immobiliare dell’imprenditoria milanese, con estorsioni ed usura, e come Favara ed i suoi abbiano sfruttato anche altre realtà associative già radicate in Lombardia sia ‘ndranghetiste, come la locale di Lonate-Pozzolo, sia appartenenti alla criminalità comune.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">Sistema gestito dai vertici delle cosche.</span></strong> Il &#8220;sistema creditizio parallelo&#8221; era gestito dal gotha delle cosche reggine e della piana di Gioia Tauro. Il sistema, infatti, sarebbe stato gestito dalle &#8216;ndrine Condello, De Stefano, Tegano, Imerti e Buda di Reggio Calabria e Pesce e Bellocco di Rosarno, le più potenti della Calabria. A gestire materialmente il credito a usura a imprenditori e commercianti calabresi e milanesi, sarebbe stato Gianluca Favara, 47 anni, imprenditore nel settore della distribuzione per alberghi e titolare di una lavanderia, già coinvolto nell&#8217;inchiesta Meta condotta contro le principali cosche di Reggio Calabria ed in quella Mentore condotta dalla Dia di Milano nel 2012.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">L&#8217;inchiesta. </span></strong>L&#8217;uomo sarebbe riuscito anche ad intessere relazioni con i Lampada di Milano, contatti interrotti dopo le operazioni giudiziarie che li hanno colpiti. Grazie ai suoi contatti con settori dell&#8217;imprenditoria più o meno lecita, Favara riusciva ad individuare quegli operatori economici che nel periodo della crisi avevano difficoltà economiche e si faceva avanti per prestiti a tassi usurai. Quando le vittime non riuscivano a fare fronte ai debiti venivano intimiditi allo scopo di ottenere beni quali automobili o la sottoscrizione di preliminari di vendita di immobili. In un paio di casi, i componenti dell&#8217;organizzazione hanno anche aggredito le loro vittime.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Ros ha anche scoperto una serie di intestazioni fittizie di beni riconducibili, in particolare, ai Condello e ai Pesce che si erano attivati, rispettivamente, nel settore della distribuzione di slot machine e nelle imprese edili.<br />
<em>(fonte il Messaggero)</em></p>
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		<title>Trematerra indagato per mafia, per 5 ore dal pm</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jun 2014 13:30:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>scirocco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[”L’Onorevole Trematerra, appena ricevuta la comunicazione da parte della Procura della Repubblica, ha subito inteso chiedere al Procuratore di essere sottoposto ad interrogatorio”. Così in una nota l’avvocato Sergio Calabrese comunica come dopo l’avviso di garanzia il Magistrato, il Dott. &#8230; <a href="/index.php/2014/06/10/lassessore-regionale-michele-trematerra-indagato-per-mafia/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-size: 16px; text-align: justify;"> </span></p>
<div>
<p style="text-align: justify;">”L’Onorevole Trematerra, appena ricevuta la comunicazione da parte della Procura della Repubblica, ha subito inteso chiedere al Procuratore di essere sottoposto ad interrogatorio”. Così in una nota l’avvocato Sergio Calabrese comunica come dopo l’avviso di garanzia il Magistrato, il Dott. Pierpaolo Bruni, con grande senso di responsabilità ed attenzione per le Istituzioni, ha provveduto, immediatamente, a sottoporre ad interrogatorio l’Onorevole Trematerra.</p>
</div>
<div>
<p style="text-align: justify;">”L’atto istruttorio, durato cinque ore – si legge nella nota che si riporta integralmente – ha offerto la possibilità all’Assessore di spiegare tutte le condotte contestate e, soprattutto, di chiarire che questi giammai ha assunto iniziative tese a fornire a chicchessia vantaggi ingiusti.<br />
L’agire dell’Onorevole Trematerra è stato sempre corretto, rispettoso della Legge ed avulso da ogni commistione con ambienti illegali.<br />
In ogni caso l’Onorevole Trematerra, dichiarandosi estraneo ad ogni addebito e, come detto sopra, rispondendo ad ogni domanda posta dall’Ufficio di Procura, ha manifestato la sua più ampia collaborazione e disponibilità all’accertamento della verità e, dichiaratosi sereno, rispetto all’indagine in corso, ha espresso la massima fiducia nella attività dell’Autorità Giudiziaria”.</p>
</div>
<p><span style="font-size: 16px; text-align: justify;">I FATTI</p>
<p></span></div>
<p style="text-align: justify;">Michele Trematerra, assessore all’Agricoltura della Regione Calabria, è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa nell’ambito di un’inchiesta della Dda di Catanzaro. Sono quindici gli indagati, tra i quali l’ex sindaco e un ex consigliere del Comune di Acri.</p>
<p style="text-align: justify;">I reati contestati &#8211; a vario titolo &#8211; sono quelli di associazione per delinquere di tipo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, usura, corruzione e detenzione d&#8217;armi. L&#8217;inchiesta, pare sia ancora in una fase preliminare e potrebbe dunque riservare altri sviluppi. Sono stati acquisiti &#8211; anche negli uffici dell&#8217;assessorato regionale all&#8217;Agricoltura di Catanzaro &#8211; documenti utili alle indagini.</p>
<div id="attachment_75910" class="wp-caption aligncenter" style="width: 660px"><a href="/wp-content/uploads/2014/06/Assessore_Trematerra.jpg"><img class="size-full wp-image-75910" title="Assessore_Trematerra" src="/wp-content/uploads/2014/06/Assessore_Trematerra.jpg" alt="" width="650" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Michele Trematerra</p></div>
<p style="text-align: justify;">Le perquisizioni sono state eseguite dai Carabinieri del Comando Provinciale di Cosenza e della compagnia di Rende nei confronti di 12 indagati tra cui risulterebbero, oltre a Trematerra, anche un ex sindaco di Acri, un ex consigliere comunale con un incarico alla Regione Calabria e titolari di società edili, di movimentazione terra e lavorazione del legno. Gli investigatori stanno indagando su alcuni lavori affidati a società considerate vicine o contigue alla criminalità, in particolare alla cosca Lanzino di Cosenza, nella sua articolazione territoriale di Acri.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>GLI INDAGATI</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Oltre a <strong><span style="color: #ff0000;">Michele Trematerra</span></strong>, (50 anni), risultano indagati: <strong><span style="color: #ff0000;">Angelo Gencarelli</span></strong> (58), componente della segreteria del’assessore regionale ed ex consigliere comunale di Acri; l’ex sindaco di Acri, <strong><span style="color: #ff0000;">Luigi Maiorano</span></strong>, 49 anni; <strong><span style="color: #ff0000;">Giuseppe Perri</span></strong> (58); <strong><span style="color: #ff0000;">Giuseppe Burlato</span></strong> (37) di Cosenza; <strong><span style="color: #ff0000;">Giuseppe Tarsitano </span></strong>(58) di Fagnano Castello; <strong><span style="color: #ff0000;">Massimo Greco</span></strong>, nato a Cosenza (32); <strong><span style="color: #ff0000;">Angelo Ferraro</span></strong> (53) di Acri; <strong><span style="color: #ff0000;">Giorgio La Greca</span></strong> (71) di Acri; <strong><span style="color: #ff0000;">Salvatore Gencarelli</span></strong> (50) di Luzzi; <strong><span style="color: #ff0000;">Antonio Gencarelli </span></strong>(28) di Cosenza, <strong><span style="color: #ff0000;">Carmine Pedace</span></strong> (44) di Cosenza; <strong><span style="color: #ff0000;">Luigino Terranova</span></strong> (34) di Acri; <strong><span style="color: #ff0000;">Luigi Maiorano</span></strong> (49) di Acri; <strong><span style="color: #ff0000;">Elio Abbruzzese</span></strong> (42) di Luzzi (Cs); <strong><span style="color: #ff0000;">Franco Caruso</span></strong> (55) di Lattarico (Cs).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LE ACCUSE: L’ASSESSORE E GLI APPALTI CONTROLLATI DAL CLAN</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Trematerra, secondo gli investigatori, avrebbe aiutato il clan Lanzino, guidato da Giuseppe Perri, 58enne considerato il referente locale della cosca cosentina, ad aggiudicarsi degli appalti. Il clan &#8211; sempre secondo l&#8217;accusa &#8211; avrebbe acquisito il controllo dell&#8217;attività nel settore dei lavori pubblici e degli appalti di opere pubbliche che erano di competenza dell&#8217;assessorato regionale all&#8217;Agricoltura e Forestazione: tra questi risulterebbero lo spalamento della neve, l&#8217;attività di disboscamento e la vendita della legna &#8220;anche attraverso il condizionamento di enti pubblici quali la Regione Calabria e il Comune di Acri, avvalendosi &#8211; sostengono gli inquirenti nel decreto di perquisizione e sequestro &#8211; dell&#8217;apporto di figure istituzionali” tra cui dunque l&#8217;assessore Trematerra e l&#8217;ex sindaco del Comune di Acri, Luigi Maiorano. Perri, che è stato condannato in via definitiva nel processo &#8220;Twister&#8221;, è considerato dunque il capo dell&#8217;organizzazione criminale insieme adAngelo Gencarelli.</p>
<p style="text-align: justify;">Sempre nel provvedimento di perquisizione i magistrati mettono in evidenza un presunto ruolo centrale da parte di Gencarelli, ex consigliere comunale ad Acri e presidente della Commissione comunale urbanistica. Per gli investigatori, sarebbe stato lui, infatti, ad organizzare direttamente la cosca insieme a Giuseppe Perri. Secondo le ipotesi avanzate, Trematerra avrebbe avuto dunque un &#8220;ruolo di elemento di congiunzione tra l&#8217;associazione mafiosa e le istituzioni pubbliche, quali la Regione Calabria e gli Enti ad essa collegati ed il Comune di Acri&#8221;. L’assessore regionale sarebbe stato anche &#8220;soggetto in grado di condizionare, grazie al rapporto collusivo instaurato con pubblici funzionari, le scelte amministrative degli Enti e di orientarne le procedure amministrative riguardanti gli appalti pubblici di seguito indicati a favore di società o ‘cartelli’ di società facenti capo ad imprenditori organici alla cosca&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono sei intanto le aziende sottoposte a perquisizione e ritenute vicine alla cosca cosentina. Perquisiti inoltre gli uffici dell&#8217;assessorato regionale all&#8217;Agricoltura di Catanzaro, quelli di Cosenza in uso a Trematerra e Gencarelli; lo studio legale di Luigi Maiorano, ex sindaco di Acri e le abitazioni degli indagati.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>TANGENTI PER SFRUTTAMENTO CAVA</strong></p>
<p style="text-align: justify;">C&#8217;è anche il pagamento di tangenti finalizzate allo sfruttamento di una cava sul territorio del comune di Acri (Cs), fra gli episodi contestati dalla Dda di Catanzaro nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta che stamani è sfociata in una serie di perquisizioni ed all&#8217;emissione di avvisi di garanzia a carico di 15 persone, fra le quali Michele Trematerra, assessore all&#8217;Agricoltura ed alla Forestazione della Regione Calabria.</p>
<p style="text-align: justify;">Destinatario dei soldi corrisposti illegalmente da due imprenditori sarebbe stato, secondo l&#8217;ipotesi accusatoria, Angelo Gencarelli, 58 anni, ritenuto elemento di spicco del gruppo criminale guidato daGiuseppe Perri ed affiliato al clan Lanzino di Cosenza. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i due imprenditori, Franco Caruso ed Elio Abbruzzese, di 52 e 55 anni, entrambi indagati, avrebbero versato adAngelo Gencarelli, all&#8217;epoca membro della commissione urbanistica del Comune di Acri, somme di denaro affinchè la commissione deliberasse favorevolmente rispetto alla realizzazione della cava da parte dei due. A fare da contatto tra Gencarelli e gli imprenditori, sempre secondo l&#8217;accusa, sarebbe stato Giuseppe Burlato, 37 anni, a sua volta indagato. Angelo Gencarelli risulta essere figura chiave nell&#8217;inchiesta, essendo peraltro collaboratore dell&#8217;assessore Trematerra nella sua struttura alla Regione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #000000;">LE PERQUISIZIONI</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le abitazioni dei politici indagati nell&#8217;inchiesta della Dda di Catanzaro e gli uffici regionali sono stati perquisiti questa mattina dai carabinieri ad Acri. La Procura distrettuale ha disposto perquisizioni e sequestri nelle abitazioni dell&#8217;assessore Michele Trematerra, dell&#8217;ex sindaco facente funzioni di Acri Luigi Maiorana, nello studio legale di quest&#8217;ultimo, negli uffici del dipartimento Agricoltura e forestazione in uso a Trematerra e all&#8217;ex consigliere comunale di Acri Angelo Gencarelli (che è nella segreteria dell&#8217;amministratore regionale) e nell&#8217;abitazione di Gencarelli.</p>
<p style="text-align: justify;">L’assessore regionale all’Agricoltura Michele Trematerra avrebbe posto in essere ‘’una serie di condotte materiali e procedimentali amministrative a favore dell’associazione’’ e in particolare ‘’a favore degli imprenditori facenti parte della cosca medesima Salvatore Gencarelli, Antonio Gencarelli, Carmine Pedace e Luigino Terranova e delle rispettive società’’. E’ questa l’accusa ipotizzata dalla Procura distrettuale antimafia di Catanzaro nei confronti del politico calabrese, finito nell’inchiesta per concorso esterno in associazione mafiosa.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ex sindaco di Acri Luigi Maiorano e l’ex consigliere comunale Angelo Gencarelli avrebbero agevolato la cosca Lanzino di Cosenza con affidamento di appalti pubblici tramite procedure irregolari. Anche i due ex amministratori devono rispondere dell’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, insieme all’assessore regionale Michele Trematerra. Questa mattina i carabinieri del Reparto operativo del Comando provinciale di Cosenza e della Compagnia di Rende hanno eseguito una serie di perquisizioni nel Comune di Acri, in altri enti pubblici e nelle sedi di società su disposizione del sostituto procuratore della Dda di Catanzaro Pierpaolo Bruni. L’ipotesi è che il gruppo criminale abbia ottenuto appalti in settori di competenza dell’assessorato regionale all’Agricoltura retto da Michele Trematerra, originario di Acri. L’ex consigliere comunale Angelo Gencarelli, tra l’altro, è membro della segreteria del politico regionale.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ex consigliere comunale di Acri Angelo Gencarelli sarebbe stato “elemento di congiunzione tra l’associazione mafiosa in questione e le istituzioni pubbliche, quali la Regione Calabria e gli Enti ad essa collegati ed il Comune di Acri; nonché soggetto in grado di condizionare, grazie al rapporto collusivo instaurato con Pubblici funzionari, le scelte amministrative degli Enti appena richiamati e di orientarne le procedure amministrative riguardanti gli appalti pubblici”.</p>
<p style="text-align: justify;">Soldi per il voto favorevole in commissione urbanistica per la realizzazione di una cava. Sarebbero i termini dell’accordo stipulato tra Angelo Gencarelli, ex consigliere comunale di Acri e membro della commissione urbanistica, e due imprenditori interessati alla cava. Risultano per questo motivo indagati anche Elio Abbruzzese e Franco Caruso, insieme a Giuseppe Burlato il quale avrebbe creato un contatto interponendosi tra Gencarelli e i due imprenditori finalizzato alla corresponsione di denaro nel caso in cui la commissione avesse licenziato positivamente la pratica della cava.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>CHI È MICHELE TREMATERRA</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Michele Trematerra è nato a Cosenza il 27 settembre 1964. Sposato, con due figli è medico ed è stato eletto per la prima volta in Consiglio regionale il 4 aprile 2005, nella lista dell’Udc della circoscrizione di Cosenza. Presidente del gruppo consiliare regionale dell’Udc fino al 17 marzo 2008, ha svolto anche la carica di vicepresidente della Commissione speciale di vigilanza. Non solo: Trematerra è consigliere nazionale dell’Udc e vincitore di una borsa di studio per una collaborazione presso il Consiglio Nazionale di Ricerca (Cnr). Specializzato in oculistica, è impegnato in programmi di studio e ricerca scientifica nel settore ed è autore di numerose pubblicazioni in campo Oftalmico. Nella sua bio in Regione si indicano anche i suoi hobby: la lettura (thriller) ed il calcio.</p>
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		<title>Corigliano, studenti in corteo con una rosa bianca per ricordare Fabiana Luzzi</title>
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		<pubDate>Sat, 24 May 2014 15:00:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Corteo commemorativo, a Corigliano Calabro, nel Cosentino, per ricordare Fabiana Luzzi, la sedicenne uccisa dal fidanzatino, Davide Morrone, condannato in primo grado a 22 anni di carcere, un anno fa. I compagni di scuola hanno sfilato con una rosa bianca &#8230; <a href="/index.php/2014/05/24/corigliano-studenti-in-corteo-con-una-rosa-bianca-per-ricordare-fabiana-luzzi/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Corteo commemorativo, a Corigliano Calabro, nel Cosentino, per ricordare Fabiana Luzzi, la sedicenne uccisa dal fidanzatino, Davide Morrone, condannato in primo grado a 22 anni di carcere, un anno fa. I compagni di scuola hanno sfilato con una rosa bianca in mano. &#8221;Vogliamo ricordarti com&#8217;eri, pensare che ancora vivi. Vogliamo pensare che ancora ci ascolti, che come allora ci sorridi&#8221;, c&#8217;era scritto su un grande striscione preparato dai giovani e che ha aperto il silenzioso corteo, al quale hanno partecipato anche i genitori della ragazza uccisa. La frase riportata nello striscione dedicato a Fabiana Luzzi è tratta da una canzone di Carmen Consoli, &#8220;Canzone per un&#8217;amica&#8221;. In testa al corteo, che si è svolto in modo silenzioso, i genitori di Fabiana, Mario e Rosa, abbracciati al loro arrivo dai compagni della sedicenne, che come il padre e la madre della ragazza si sono abbandonati ad un pianto dirotto.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter" src="http://www.lametino.it/images/stories/Foto-Fabiana-Luzzi-2.jpg" alt="" width="600" height="377" />All&#8217;inizio anche uno striscione del &#8221;Centro antiviolenza Fabiana Luzzi&#8221;, costituito a Corigliano Calabro dopo l&#8217;uccisione della sedicenne. Tutti i ragazzi hanno una rosa bianca in mano e un nastrino bianco attaccato. Un giovane, che precede di poco i compagni, porta in mano un bouquet di rose bianche che sarà lasciato nel punto in cui la sedicenne fu uccisa dal fidanzato, Davide Morrone, oggi diciottenne, condannato in primo grado a 22 anni di reclusione. Il prefetto di Cosenza, Gianfranco Tomao, stamattina ha incontrato i genitori di Fabiana nella loro abitazione per rinnovare loro la sua solidarietà.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">Boldrini: “Non assuefarsi all&#8217;orrore”</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Il numero delle donne uccise nel 2013 è di 177, molte delle quali proprio per mano di chi avrebbe dovuto amarle. Un orrore al quale non dobbiamo assuefarci se non vogliamo che diventi inutile la morte di Fabiana e di tutte le altre. L&#8217;uccisione di Fabiana, accoltellata e bruciata viva a soli 16 anni suscita la stessa rabbia e la stessa commozione di un anno fa. Rabbia e commozione per quella violenza travestita da amore. Fabiana è stata uccisa proprio nei giorni in cui la Camera dei deputati ratificava la Convenzione di Istanbul, il primo strumento internazionale per la protezione delle donne da qualsiasi forma di violenza che entrerà pienamente in vigore fra pochissimo: il primo di agosto. E&#8217; un traguardo importante che certo non allevierà il dolore della mamma e del papà di Fabiana, ai quali oggi va il mio pensiero e la mia vicinanza. Porto sempre con me il ricordo dell&#8217;incontro con Mario e Rosa Luzzi, il loro dolore straziante e composto. La morte di Fabiana ci rammenta ancora una volta come la sfida che ci attende sia prima di tutto culturale. La battaglia sarà vinta quando riusciremo a debellare concetti come subalternità e possesso nel rapporto uomo-donna&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">Il padre di Fabiana: &#8220;Omicida dovrebbe stare sempre carcere&#8221;</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;L&#8217;assassino di mia figlia dovrebbe stare in carcere per tutta la vita, così come tutti quelli che hanno commesso crimini di questo genere. La presenza di questi ragazzi, ai quali rivolgo un grazie di cuore ci dà la forza per continuare ad affrontare la vita malgrado il dolore terribile che siamo costretti a sopportare. Ringrazio le tante persone che nel corso dell&#8217;anno che è trascorso dalla morte di Fabiana, ed in modo particolare oggi, ci sono state vicine&#8221;.</p>
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