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	<title>Scirocco News &#187; Cultura</title>
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	<description>eVENTIdelSUD - magazine online di approfondimento giornalistico, inchieste, reportage, notizie sulla Calabria e dintorni</description>
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		<title>Contaminare e contaminarsi verso lo stesso orizzonte</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Sep 2014 08:25:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sabbiarossa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Esiste un laboratorio, tra i tanti, all&#8217;Unical. Contamination lab. Contaminazioni tra docenti, studenti, idee, progetti, imprese. Le idee si suggeriscono, si elaborarano, diventano pensiero e studi di fattibilità, prendono forma per creare impresa. Esiste una scuola estiva, la summer school &#8230; <a href="/index.php/2014/09/23/contaminare-e-contaminarsi-verso-lo-stesso-orizzonte/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Esiste un laboratorio, tra i tanti, all&#8217;Unical. Contamination lab. Contaminazioni tra docenti, studenti, idee, progetti, imprese. Le idee si suggeriscono, si elaborarano, diventano pensiero e studi di fattibilità, prendono forma per creare impresa.<br />
Esiste una scuola estiva, la <strong><span style="color: #ff0000;">summer school </span></strong>in corso a Cutro, nel crotonese. Organizzata da <strong><span style="color: #ff0000;">Libera</span></strong>, mette a confronto mondo universitario con aspiranti giovani imprenditori, ma anche e soprattutto con chi crede in una Calabria etica, pulita, libera dalla &#8216;ndrangheta e da ogni altro tipo di gioco mafioso.</p>
<p style="text-align: justify;">Esistono tante altre realtà, su questo nostro territorio che qualcuno racconta come irrecuperabile, qualcun altro disegna come un paradiso di cultura e natura. Sono realtà che si contaminano costantemente. Come facciamo noi da quando siamo nati, piccoli granelli di sabbia spinti dal vento di scirocco, contaminando poi <strong><span style="color: #ff0000;"><a href="http://www.touring104.it/" target="_blank">Radio Touring</a></span></strong> con <strong><span style="color: #ff0000;"><a href="http://ossidiseppiaonair.com/" target="_blank">ossi di seppia</a></span></strong>, declinando l&#8217;estate con la nostra <strong><a href="http://calabriaoltre.com/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">#CalabriaOLTRE</span></a></strong>: l&#8217;oltre il pregiudizio a <strong><a href="http://www.tabularasafestival.com/" target="_blank">Tabularasa</a></strong>, i tanti oltre nella rassegna <strong><span style="color: #ff0000;"><a href="http://scillainpasserella.com/" target="_blank">Scilla in passerella</a></span></strong>, oltre gli invertebrati nella mostra personale di <strong><span style="color: #ff0000;"><a href="http://caterinaluciano.com/" target="_blank">Caterina Luciano</a></span> <a href="http://sabbiarossa.it/2014/09/09/9-ix-14-•-vivono-tra-noi/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">#vivonoTRAnoi</span></a></strong>, in corso nell&#8217;art space <strong><span style="color: #ff0000;">BeCause</span></strong> di Lamezia Terme, ed ora nuovamente l&#8217;etere con i dibattiti politici di <strong><span style="color: #ff0000;"><a href="http://politicaltour.com/" target="_blank">PolitiCALtour</a></span></strong>, iniziati ieri nell&#8217;afa reggina di un settembre caldissimo. Come sembra continuerà ad essere anche ottobre, dalle premesse.</p>
<p style="text-align: justify;">In una terra in cui sarebbero tante le cose da raccontare, ma alla fine si disperdono nella frammentazione di un mondo dell&#8217;informazione che è già imploso, soprattutto in questa nostra Calabria, noi abbiamo deciso che alla guerra tra poveri preferiamo l&#8217;alleanza tra chi condivide gli stessi valori. Su questo stiamo lavorando. Continuando a contaminare, unendo le forze, cercando di aggregare. Perché riteniamo che sia l&#8217;unico orizzonte possibile, quello delle alleanze. Ce lo ripetiamo da tempo. Però adesso non è urgente: è imprescindibile.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="/wp-content/uploads/2014/09/calderPP.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-77245" title="calderPP" src="/wp-content/uploads/2014/09/calderPP-300x138.jpg" alt="" width="300" height="138" /></a>Il nostro autunno incomincia così. Riprendendo da dove non ci siamo mai fermati. Con tantissime fucine aperte. Una goccia dopo l&#8217;altra, come raccontava Madre Teresa, come costruiva, deframmentando per rimettere in movimento, Calder. Con la voglia di fare sempre di più, e sempre meglio. E con la gioia di ritrovarvi ancora qui, sempre più forti, sempre più attenti nel segnalarci ciò che non siamo e ciò che non vogliamo. Ma, soprattutto, ciò che possiamo e dobbiamo essere.</p>
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		<title>Valerio Aulicino: teatro classico, emozioni contemporanee</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Aug 2014 08:25:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TerLib</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non mi doveva proprio sfuggire, mille peripezie in queste settimane pre-agostane ma alla fine ci sono riuscita ad incontrarlo. Quell’adolescente che mi ha incantato per mesi con la sua fermezza e la sua straordinaria maturità. Conosco l’attore Valerio Aulicino da &#8230; <a href="/index.php/2014/08/02/valerio-aulicino-teatro-classico-emozioni-contemporanee/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Non mi doveva proprio sfuggire, mille peripezie in queste settimane pre-agostane ma alla fine ci sono riuscita ad incontrarlo. Quell’adolescente che mi ha incantato per mesi con la sua fermezza e la sua straordinaria maturità. Conosco l’attore <strong>Valerio Aulicino</strong> da quando stava per finire le scuole medie. Ci trovavamo a parlare dei “fatti della vita” sul posto di lavoro sia di sua madre che mio.</p>
<p style="text-align: justify;">Dimostrava già una spiccata levatura culturale e una eccezionale sensibilità, un’educazione d’altri tempi oserei dire. Quelli giusti, quelli in cui il rispetto verso l’altrui persona, delle sue idee e delle sue diverse vedute diventava per l’interlocutore una risorsa di cui fare tesoro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Valerio Aulicino</strong> era così da piccolo. Un adolescente che con la maturità sarebbe diventato un uomo deciso anche a voler formarsi professionalmente e artisticamente nel campo del teatro e della recitazione “d’autore”.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Certo, il gioco ed i divertimenti per noi ragazzi sono importanti ma sono lo studio e l’impegno che porteranno frutti</em>” mi diceva Valerio quando eravamo seduti l’uno di fronte all’altra negli intervalli del mio lavoro “<em>e mai sottovalutare e soprattutto rendere per scontati i sacrifici dei nostri genitori</em>”.<br />
Quelle parole non potevano non riecheggiarmi nella mente quando ho visto su un sito web specializzato che tra i protagonisti di una tragedia in scena il mese scorso a Siracusa c’era proprio lui, il ragazzino “a modo” con il quale trascorrevo piacevolmente delle ore a scambiarci opinioni e vedute.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed è stato autimatico, a questo punto, cercarlo e parlare con lui ancora una volta. Per me, per Reggio, per conoscerlo ancora meglio.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché il teatro classico e non il contemporaneo?</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il Teatro classico richiede una preparazione più profonda e globale. Sicuramente il teatro classico può essere la base Per altre formule di recitazione in quanto è molto più impegnativo.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Cosa significa per un ragazzo – ti posso chiamare ancora così vero? – trovarsi a recitare in uno degli scenari più suggestivi non solo della Sicilia ma anche di tutto il mondo?</p>
<p style="text-align: justify;"><em>È una emozione fantastica e fortissima. Non tutti possono provarla. Entri in un altro mondo. Recitare davanti a migliaia di spettatori attenti e motivati è una emozione indescrivibile. Da brividi.</em></p>
<p style="text-align: justify;">In poche parole, raccontami le emozioni vissute la prima volta che ti sei trovato là.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Quando ho iniziato le prove per questi spettacoli, già stare in contatto e vedere professionisti all’opera mi ha fatto provare una gioia immensa. Attraverso loro puoi imparare tantissimo ed io personalmente ho appreso tanto da questi professionisti.<br />
</em><em>Recitare lì è molto interessante anche  dal punto di vista tecnico. Il Teatro Greco rispetto ad altre realtà fa provare sensazioni assolutamente diverse anche nel modo di recitare.<br />
</em><em>Quando ho messo la prima volta piede nel Teatro Greco a Siracusa mi veniva da piangere. </em><em>Da spettatore, per la prima volta avevo assistito all’EDIPO RE sognavo di essere nel cast e non vedevo l’ora di conoscere personalmente gli attori per attingere da loro consigli e “dritte” su come stare su questo palcoscenico. </em><em>Da attore, facente parte dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico, durante le mie pause solevo origliare mentre il regista dava consigli ai professionisti. Mi fermavo con attenzione a seguire passo dopo passo tutto ciò che facevano nella costruzione dello spettacolo.<br />
</em><em>La mia prima volta da attore in questo meraviglioso scenario classico è stato un susseguirsi di emozioni. La prima il tremore assolutamente giustificato dalla magnificenza del posto e dalla importanza delle rappresentazioni che mi vedevano tra i protagonisti del cast.<br />
</em><em>Lavorare al fianco di attori del calibro di Paola Gassman, Ugo Pagliai, Francesco Scianna, Elisabetta Pozzi e Antonello Fassari mi riempie d’orgoglio e per me professionalmente tutto ciò rappresenta la mia prima soddisfazione personale.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Adesso voglio formularti una domanda “blasfema”.<br />
Oltre alla tua indiscutibile bravura, sei anche baciato dalla natura. Non hai mai pensato di rivolgere le tue attenzioni ai vari casting di modelli, tronisti e quant’altro?</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Sinceramente no. Non considero questi ruoli adatti alla mia personalità e alla mia formazione. Ho preferito e continuerò a preferire ruoli che mi diano la soddisfazione di trasmettere ad altri un certo livello di passione verso il teatro o quantomeno verso la recitazione vera.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Ai giovani che volessero intraprendere la carriera di attore impegnato quale consiglio dai?</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Prima di intraprendere questa strada bisogna sicuramente andare a teatro, vedere molti spettacoli, non soltanto classici ma di vario genere.<br />
</em><em>Ecco, frequentare proprio il teatro con tutte le sue bellezze. Il teatro è un luogo di riflessione e attenzione. Quando si assiste a un qualsivoglia spettacolo teatrale bisogna prestare attenzione oltre che alle parole degli attori, ai loro abiti scena ma soprattutto allo gestualità e alla mimica che non sono dettati dal caso o dalla improvvisazione ma certamente dall’esperienza frutto di impegno e studio. Un giovane aspirante attore deve fare della costanza nello studio il proprio stile di vita. A chi professionalmente volesse seguire questo filone di studi consiglierei caldamente di frequentare le Accademie di Recitazione. Io ho trovato nell’Istituto Nazionale del Dramma Antico molta professionalità in tutti i docenti, professionisti che hanno la capacità di offrire un’ottima preparazione a tutti i livelli e per tutte le discipline (ad es. recitazione, movimento, canto, dizione, scherma scenica).</em></p>
<p style="text-align: justify;">Cosa in te è rimasto ancora bambino?</p>
<p style="text-align: justify;"><em>L’attaccamento alle persone a me più care e la continua ricerca di affettuosità che fanno parte della mia sfera emotiva.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>
<a href='/index.php/2014/08/02/valerio-aulicino-teatro-classico-emozioni-contemporanee/istruttoria-regia-ninni-bruschetta/' title='ISTRUTTORIA regia NINNI BRUSCHETTA'><img width="150" height="150" src="/wp-content/uploads/2014/08/ISTRUTTORIA-regia-NINNI-BRUSCHETTA-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="ISTRUTTORIA regia NINNI BRUSCHETTA" title="ISTRUTTORIA regia NINNI BRUSCHETTA" /></a>
<a href='/index.php/2014/08/02/valerio-aulicino-teatro-classico-emozioni-contemporanee/foto-val_r/' title='foto val_R'><img width="150" height="150" src="/wp-content/uploads/2014/08/foto-val_R-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="foto val_R" title="foto val_R" /></a>
<a href='/index.php/2014/08/02/valerio-aulicino-teatro-classico-emozioni-contemporanee/foto-val_3/' title='foto val_3'><img width="150" height="150" src="/wp-content/uploads/2014/08/foto-val_3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="foto val_3" title="foto val_3" /></a>
<a href='/index.php/2014/08/02/valerio-aulicino-teatro-classico-emozioni-contemporanee/foto-val_2/' title='foto val_2'><img width="150" height="150" src="/wp-content/uploads/2014/08/foto-val_2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="foto val_2" title="foto val_2" /></a>
<a href='/index.php/2014/08/02/valerio-aulicino-teatro-classico-emozioni-contemporanee/con-francesco-scianna-dopo-coefore-eumenidi/' title='Con Francesco Scianna dopo COEFORE-EUMENIDI'><img width="150" height="150" src="/wp-content/uploads/2014/08/Con-Francesco-Scianna-dopo-COEFORE-EUMENIDI-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Con Francesco Scianna dopo COEFORE-EUMENIDI" title="Con Francesco Scianna dopo COEFORE-EUMENIDI" /></a>
<a href='/index.php/2014/08/02/valerio-aulicino-teatro-classico-emozioni-contemporanee/con-antonello-fassari-durante-le-vespe/' title='Con Antonello Fassari durante LE VESPE'><img width="150" height="150" src="/wp-content/uploads/2014/08/Con-Antonello-Fassari-durante-LE-VESPE-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Con Antonello Fassari durante LE VESPE" title="Con Antonello Fassari durante LE VESPE" /></a>
<a href='/index.php/2014/08/02/valerio-aulicino-teatro-classico-emozioni-contemporanee/attore-massimo-cimaglia/' title='attore MASSIMO CIMAGLIA'><img width="150" height="150" src="/wp-content/uploads/2014/08/attore-MASSIMO-CIMAGLIA-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="attore MASSIMO CIMAGLIA" title="attore MASSIMO CIMAGLIA" /></a>
<a href='/index.php/2014/08/02/valerio-aulicino-teatro-classico-emozioni-contemporanee/005-coefore-eumenidi/' title='005.Coefore-eumenidi'><img width="150" height="150" src="/wp-content/uploads/2014/08/005.Coefore-eumenidi-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="005.Coefore-eumenidi" title="005.Coefore-eumenidi" /></a>
<a href='/index.php/2014/08/02/valerio-aulicino-teatro-classico-emozioni-contemporanee/004-le-vespe-di-aristofane-04/' title='004. LE VESPE di ARISTOFANE.04'><img width="150" height="150" src="/wp-content/uploads/2014/08/004.-LE-VESPE-di-ARISTOFANE.04-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="004. LE VESPE di ARISTOFANE.04" title="004. LE VESPE di ARISTOFANE.04" /></a>
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<a href='/index.php/2014/08/02/valerio-aulicino-teatro-classico-emozioni-contemporanee/003-verso-argo-03/' title='003. VERSO ARGO.03'><img width="150" height="150" src="/wp-content/uploads/2014/08/003.-VERSO-ARGO.03-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="003. VERSO ARGO.03" title="003. VERSO ARGO.03" /></a>
<a href='/index.php/2014/08/02/valerio-aulicino-teatro-classico-emozioni-contemporanee/003-verso-argo-02/' title='003. VERSO ARGO.02'><img width="150" height="150" src="/wp-content/uploads/2014/08/003.-VERSO-ARGO.02-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="003. VERSO ARGO.02" title="003. VERSO ARGO.02" /></a>
<a href='/index.php/2014/08/02/valerio-aulicino-teatro-classico-emozioni-contemporanee/003-verso-argo/' title='003. VERSO ARGO'><img width="150" height="150" src="/wp-content/uploads/2014/08/003.-VERSO-ARGO-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="003. VERSO ARGO" title="003. VERSO ARGO" /></a>
<a href='/index.php/2014/08/02/valerio-aulicino-teatro-classico-emozioni-contemporanee/002-verso-argo-02/' title='002. VERSO ARGO.02'><img width="150" height="150" src="/wp-content/uploads/2014/08/002.-VERSO-ARGO.02-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="002. VERSO ARGO.02" title="002. VERSO ARGO.02" /></a>
<a href='/index.php/2014/08/02/valerio-aulicino-teatro-classico-emozioni-contemporanee/002-verso-argo/' title='002. VERSO ARGO'><img width="150" height="150" src="/wp-content/uploads/2014/08/002.-VERSO-ARGO-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="002. VERSO ARGO" title="002. VERSO ARGO" /></a>
<a href='/index.php/2014/08/02/valerio-aulicino-teatro-classico-emozioni-contemporanee/001-verso-argo/' title='001.VERSO ARGO'><img width="150" height="150" src="/wp-content/uploads/2014/08/001.VERSO-ARGO-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="001.VERSO ARGO" title="001.VERSO ARGO" /></a>
<br />
</em></p>
<address style="text-align: justify;"><strong>Valerio Aulicino </strong><span style="font-style: normal;">nato il 21 Agosto 1988 (Leone) a Reggio Calabria (Italia) </span><span style="font-style: normal;">sotto il segno del Leone.</span></address>
<address style="text-align: justify;">Inizia la sua passione per la recitazione fin da piccolo, trasmessa dal nonno Antonio, attore anche lui. Questa passione si fa sempre più viva  nel corso del tempo, fin tanto che nell’anno 2010 all’età di 22 anni viene scelto per un docufilm come attore protagonista dal titolo “<strong>I martiri di Gerace</strong>” per la regia di <strong>Mimmo Raffa</strong>. Questa nuova esperienza lo porta a coltivare sempre di più quel desiderio di migliorarsi nella recitazione e spinto da questa forte passione, durante un provino davanti al regista <strong>Ninni Bruschetta</strong> mette in evidenza le sue doti attoriali , tant’è che viene scelto per uno spettacolo teatrale dal titolo “<strong>L’istruttoria</strong>” per la regia di Ninni Bruschetta. E’ il momento per Valerio in cui sceglie di dover continuare a studiare per perfezionarsi e quindi poter lavorare come attore professionista, presentandosi ai provini per l’ammissione all’<strong>Accademia Nazionale del Dramma Antico (INDA)</strong> di Siracusa e superando le selezioni inizia il suo percorso di studio nel mondo del teatro classico, a tutt’oggi, allievo del 2°anno dell’accademia INDA.</address>
<address style="text-align: justify;">Inizia in Accademia a fianco a docenti di recitazione di grande calibro:</address>
<address style="text-align: justify;">(<strong>Daniele Pecci, Maurizio Donadoni, Mauro Avogadro, Andrea Battistini, Manuel Giliberti, Simonetta Cartia</strong>, questi alcuni….),</address>
<address style="text-align: justify;">debutta nel 2014 nell’<strong>Orestea</strong> per il centenario dell’Inda con gli spettacoli, <strong>Verso Argo</strong> per la regia di <strong>Manuel Giliberti</strong>, <strong>Coefore- Eumenidi</strong>, per la regia di <strong>Daniele Salvo</strong>, e le <strong>Vespe</strong> per la regia di <strong>Mauro Avogadro</strong> a fianco ad attori di grande spessore come <strong>Ugo Pagliai, Paola Gassman, Elisabetta Pozzi, Piera degli Esposti, Francesco Scianna e Antonello Fassari</strong>. Questa esperienza e’ stata un successo portando quest’anno (2014) il premio dei giornalisti agli allievi dell’Accademia del Dramma Antico (INDA).</address>
<address style="text-align: justify;"><em><br />
</em></address>
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		<title>Paolo Mieli fa Tabularasa a Lamezia: i conti con la storia e la Calabria</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jul 2014 09:30:49 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #ff0000;">da Labecom &#8212; </span></em></p>
<p style="text-align: justify;">E’ un’immagine lontana dal solito copione che vuole la Calabria perennemente in debito nei confronti di chiunque, quella offerta alla folta platea di piazzetta San Domenico a Lamezia Terme, da Paolo Mieli. Il presidente di Rcs libri, e già direttore de <em>La Stampa</em> e del <em>Corriere della Sera</em>, è stato protagonista del primo appuntamento lontano da Reggio Calabria dell’edizione 2014 di <em>Tabularasa</em>. Insieme a lui sul palco ad approfondire i temi legati alla memoria, all’oblio e alla partecipazione politica, gli organizzatori, Giusva Branca e Raffaele Mortelliti, e il sindaco di Lamezia, Gianni Speranza. Quest’ultimo nel fare gli onori di casa ha messo in evidenza <em>“la straordinaria capacità di Mieli di essere sempre un punto di riferimento serio e autorevole, sia come giornalista che come storico”</em>.</p>
<div id="attachment_76662" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="/wp-content/uploads/2014/07/Da-sx_Branca_Mieli_Speranza_Mortelliti.jpg"><img class="size-medium wp-image-76662" title="Da sx_Branca_Mieli_Speranza_Mortelliti" src="/wp-content/uploads/2014/07/Da-sx_Branca_Mieli_Speranza_Mortelliti-300x186.jpg" alt="" width="300" height="186" /></a><p class="wp-caption-text">da sin: Branca, Mieli, Speranza, Mortelliti</p></div>
<p style="text-align: justify;">“I conti con la storia” è anche il titolo dell’ultima fatica letteraria edita da Rizzoli, in cui Mieli esamina alcuni fatti fondamentali di oltre due millenni, senza preconcetti o pregiudizi. Un approccio utilissimo per una regione come la Calabria “la cui immagine – spiega Mieli – è spesso deformata da vicende di sangue e malaffare. Ma come per altri contesti, si tratta di realtà tramandate nel tempo in maniera distorta. Nei miei viaggi in America del Sud ho incontrato tantissimi calabresi che hanno dato, e danno ancora oggi, lustro ai posti in cui vivono. Dunque non c’è nessuna anomalia o difetto genetico. Semmai è stata la politica che ha ceduto il passo a certe immagini distorte e in tal senso è emblematica la vicenda della lotta per il capoluogo del ’70 che ha consegnato al Paese lo stereotipo di una regione segnata da faide e guidata da persone incapaci di presentarsi come comunità coesa. Oggi serve una grande battaglia politica e culturale per affermare il vero volto della Calabria”.</p>
<p style="text-align: justify;">Un volto fatto di realtà di promozione culturale “come Tabularasa – afferma convinto il direttore di Rcs – che qui e in altre regioni del Mezzogiorno stanno offrendo, attraverso un lavoro bestiale, momenti di crescita politica e civile. Si tratta di un compito immane, quello cioè di far passare un nuovo valore da associare a questi territori. Proprio ciò che faceva la politica prima di eleggere quale unico luogo di confronto e dialogo i siparietti della televisione. Un modello autoreferenziale che, sono convinto, sta per essere rifiutato definitivamente e allora anche i grandi leader capiranno che sarà nuovamente necessario conoscere la gente, parlarci, proprio come avviene nei paesi anglosassoni”.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="/wp-content/uploads/2014/07/platea_3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-76663" title="platea_3" src="/wp-content/uploads/2014/07/platea_3-300x207.jpg" alt="" width="300" height="207" /></a>Mieli ha poi messo in guardia contro il rischio mistificazione che caratterizza la lettura delle vicende storiche, anche più recenti. “Spesso sentiamo parlare di “berlusconismo” dimenticando che Berlusconi, a cui pure vanno attribuite tante responsabilità, ha governato nove anni contro gli undici del centrosinistra. Lo storico deve liberarsi delle semplificazioni e guardare alla responsabilità dei singoli. Questo significa fare i conti con la storia. Proprio come la lettura offerta dal giornalista  Pino Aprile i cui ragionamenti rivelano in modo potente, aspetti che gli storici non sono riusciti a raccontare”.</p>
<p style="text-align: justify;">Si sta aprendo una nuova fase politica. Di questo si è detto convinto Mieli sottolineando la necessità di “stabilire un nuovo modo di stare insieme, riprendendoci l’individualità del nostro ruolo, esigendo di parlare con le persone, ricostruendo subito il senso della comunità. Tornerò presto in Calabria – ha annunciato in chiusura– magari per parlare della Prima guerra mondiale e di un’identità nazionale a cui il Mezzogiorno ha dato un contributo enorme”.</p>
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		<title>Tabularasa: una Calabria che va oltre la narrazione</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Jul 2014 13:00:43 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #ff0000;">da Labecom &#8212; </span></em></p>
<p style="text-align: justify;">Serata ricca di storie e di interesse, quella di ieri a Tabularasa nello scenario della Luna ribelle a Reggio Calabria. Apertura dedicata ai bambini con Andrea Marelli che ha raccontato le vicende dei protagonisti della collana ‘Football dream’ scritta a quattro mani con la fidanzata Alessandra Borello. I quattro volumi (editi da Einaudi Ragazzi) narrano delle vicende adolescenziali legate al mondo del calcio e alle tematiche ad esso correlate (stasera si replica alle ore 20 presso lo ‘Sportvillage’ di Catona).</p>
<p style="text-align: justify;">Successivamente gli organizzatori della manifestazione Giusva Branca e Raffaele Mortelliti hanno tenuto le redini di un dibattito volto ad esaltare gli ‘esempi’ positivi della Calabria, e di Reggio in particolare, e la presenza significativa degli italiani in America.</p>
<div id="attachment_76631" class="wp-caption aligncenter" style="width: 660px"><a href="/wp-content/uploads/2014/07/tabularasaPP.jpg"><img class="size-full wp-image-76631" title="tabularasaPP" src="/wp-content/uploads/2014/07/tabularasaPP.jpg" alt="" width="650" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">da sinistra Mortelliti, Tamburri, Mollo, Karlkvist, Bottero e Branca</p></div>
<p style="text-align: justify;">Quest’ultimo argomento è stato esposto dal presidente del Calandra Italian American Institute Anthony Tamburri. “L’istituto – ha affermato &#8211; è rivolto allo studio della storia degli italiani d’America e della loro  cultura. Nasce nel ’79 dopo aver registrato una vera e propria discriminazione degli italoamericani da parte del mondo accademico. I docenti, anche se meritevoli, di origini italiane non riuscivano a fare carriera perché considerati non all’altezza del compito. Da qui nasce l’importante istituto che promuovere l&#8217;istruzione superiore, e la conduzione di ricerche per approfondire la cultura e il patrimonio italoamericano. L’orgoglio di essere italiani – ha continuato Tamburri &#8211; è ancora molto forte negli Usa anche se i giovani hanno un approccio diverso alle proprie origini rispetto alla mia e alle passate generazioni”.</p>
<p style="text-align: justify;">Per le eccellenze reggine, sul palco il regista e la protagonista del film rivelazione ‘Il Sud è niente’ ovvero Fabio Mollo e Miriam Karlkvist. “Ho voluto &#8211; ha rimarcato il regista &#8211; raccontare il vero Sud, quello autentico, non quello stereotipato che generalmente viene descritto dalla stampa o dal cinema stesso. Il risultato è stato delineare i tratti di un Meridione che vuole alzare la testa, un Sud che oggi vuole aprire gli occhi affrontare la realtà e non girarsi dall’altra parte, un Sud di speranza. Il ‘niente’ del titolo – spiega Fabio Mollo &#8211; condensa quell’omertà radicata con cui il nuovo Sud, quello che ho raccontato nella pellicola, vuole prendere le distanze”.</p>
<p style="text-align: justify;">Le stesse tematiche raccontate in modo differente si rintracciano nel volume ‘Carta vetrata’ di Paola Bottero, presente alla Torre Nervi. “Il libro – ha affermato l’autrice &#8211; narra di personaggi totalmente di fantasia che presentano un’aderenza alla realtà disarmante. Descrivo il pericoloso e terribile passaggio che la società moderna ci ha abituati a vivere, ovvero quando l’apparenza viene percepita come sostanza”.</p>
<p style="text-align: justify;">Consistenza ne ha invece tanta la debuttante Miriam Karlkvist, che ha prestato il volto a Grazia, protagonista della pellicola di Mollo. “Mi sono ritrovata – ha dichiarato l’attrice reggina &#8211; a condividere innanzitutto  degli ideali con Fabio, ovvero la voglia di cambiare questa città. Entrambi siamo cresciti nel rione Gebbione e abbiamo vissuto le medesime esperienze, volevamo scuotere le coscienze delle nuove generazioni affermando che il Sud è colmo di bellezze materiali ed immateriali e non deve assolutamente essere più considerato ‘niente’ ”.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante la serata poi il regista (alla sua opera prima) ha raccontato alla platea il successo della pellicola nei vari festival di settore, con quelli di Toronto e Berlino in testa, e i suoi prossimi progetti tra cui un workshop cinematografico che partirà nelle prossime settimane proprio a Reggio Calabria.</p>
<p style="text-align: justify;">Anthony Tamburri ha proposto la realizzazione in futuro di un festival del cinema calabrese negli USA sottolineando che “il Calandra Italian American Institute – ha rimarcato &#8211; mantiene un costante contatto con l’Italia proponendo scambi culturali, allestendo manifestazioni di carattere artistico e istituendo dei veri e propri corsi didattici con atenei italiani tra i quali l’Unical dove è presente un corso di ‘Cultura e letteratura italo-americana’”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ringraziando Paola Bottero per la collaborazione fattiva insieme ad Alessandro Russo per l’allestimento dell’intera kermesse, Branca e Mortelliti hanno sottolineato come la Bottero abbia cercato di dare un taglio ottimistico nell’ambito di Tabularasa.</p>
<p style="text-align: justify;">“Abbiamo bisogno – ha sottolineato la giornalista – di buoni esempi. E soprattutto abbiamo il diritto di tutelare ciò che di bello e di positivo c’è in questa città che spesso quando riceve l’elogio dell’opinione pubblica viene messo in un angolo dai reggini stessi. Sono dinamiche malsane che vogliamo eliminare con il nostro lavoro  esaltando quando possibile le persone, i nomi e le azioni positive che Reggio possiede”. La serata è stata conclusa con il concerto di Carmelo Coglitore accompagnato da Pino Delfino per la sezione Tabularasa Alone.</p>
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		<title>I due mondi di Vasarely e Fontana a confronto. Dal 12 luglio al Maca di Acri (Cs)</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jun 2014 10:00:09 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #ff0000;">dall&#8217;uff. stampa Maca &#8212;</span></em></p>
<p style="text-align: justify;">A partire da sabato 12 luglio 2014, il MACA (Museo Arte Contemporanea Acri) ospita una mostra dall’importante valenza culturale, che si pone l’obiettivo di gettar luce su due figure di assoluto primo piano del panorama artistico internazionale della seconda metà del Novecento – Lucio Fontana e Victor Vasarely –, intendendoli quali maestri e fonti di ispirazione di molti dei nomi che hanno animato Parigi, Milano e Venezia, le capitali dell’arte europea tra gli anni Cinquanta e Sessanta. Attraverso una collezione di circa settanta opere, la mostra, a cura di Valmore Zordan, rende omaggio a due rivoluzionari interpreti, in ambito artistico e culturale, del desiderio di cambiamento derivante dalle nuove scoperte scientifiche e tecnologiche e dalle nuove esplorazioni spaziali che hanno animato l’Occidente e il mondo intero in seguito alla fine della Seconda Guerra Mondiale.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>« La grandezza delle idee di Fontana e Vasarely </em>– scrive la curatrice –,<em> di origini lontanissime l’uno dall’altro – argentino il primo e ungherese il secondo –, ma accomunati dal viaggio verso i centri nevralgici dell’arte occidentale – Milano e Parigi –, è riuscita a influenzare molti giovani artisti, che pur dimostrando la propria originalità hanno espresso nelle loro opere le idee formative dei due grandi maestri »</em>.</p>
<div id="attachment_76199" class="wp-caption alignright" style="width: 232px"><a href="/wp-content/uploads/2014/06/FONTANA-LUCIO-Concetto-spaziale-1950-buchi-e-graffito-su-terracotta-cm.-33x275.jpg"><img class="size-medium wp-image-76199" title="Lucio FONTANA, Concetto spaziale,  1950, buchi e graffito su terracotta, cm. 33x27,5" src="/wp-content/uploads/2014/06/FONTANA-LUCIO-Concetto-spaziale-1950-buchi-e-graffito-su-terracotta-cm.-33x275-222x300.jpg" alt="" width="222" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Lucio FONTANA, Concetto spaziale (1950, buchi e graffito su terracotta, cm. 33x27,5)</p></div>
<p style="text-align: justify;">La visione poetica di Fontana esercita una fortissima influenza negli ambienti dell’arte sia con lo Spazialismo, così come concepito nei vari manifesti (tra cui: Manifesto Blanco, Buenos Aires 1946; Manifesto dell&#8217;Arte Spaziale, Milano 1951; Movimento Spaziale per la Televisione, Milano 1952), sia su artisti come Manzoni, Castellani, fondatori di Azimuth.</p>
<p style="text-align: justify;">La Op Art di Vasarely, la cui mostra a Buenos Aires del 1958 entusiasma molti artisti sudamericani, determina il trasferimento a Parigi di questi giovani artisti che frequentano attivamente il grande maestro seguendo, assieme a molti altri colleghi francesi, i dictat dell&#8217;arte ottico-cinetica.</p>
<p style="text-align: justify;">La mostra del MACA, che rimarrà aperta fino a domenica 19 ottobre 2014, trova nei due maestri i fili conduttori di una serie di esperienze artistiche e creative tuttora vive e vitali nell’arte contemporanea, e soprattutto, prende a esempio le loro figure quali paradigmi dell’artista immerso nella realtà che lo circonda, anticipatore e interprete dei cambiamenti culturali della sua epoca.</p>
<div id="attachment_76198" class="wp-caption alignleft" style="width: 215px"><a href="/wp-content/uploads/2014/06/VASARELY-VICTOR-Diam-va-1969.1970-olio-su-tela-cm.100x69.jpg"><img class="size-medium wp-image-76198 " title="Victor VASARELY, Diam-va (1969.1970, olio su tela, cm.100x69)" src="/wp-content/uploads/2014/06/VASARELY-VICTOR-Diam-va-1969.1970-olio-su-tela-cm.100x69-205x300.jpg" alt="" width="205" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Victor VASARELY, Diam-va (1969.1970, olio su tela, cm.100x69)</p></div>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Artisti in mostra</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>I maestri:<br />
</strong>Victor Vasarely</span><br />
<span style="color: #ff0000;">Lucio Fontana</span></p>
<address style="text-align: justify;">Area di influenza di Vasarely: Martha Boto, Enrique Careaga, Hugo Demarco, Horacio Garcia Rossi, Francesco Guerrieri, Julio Le Parc, Dario Perez-Flores, Francisco Sobrino, Jesus Raphael Soto, Joël Stein, Gregorio Vardanega, Yvaral.</address>
<address style="text-align: justify;">Area di influenza di Fontana: spazialismo veneto (Edmondo Bacci, Mario Deluigi, Ennio Finzi, Luciano Gaspari, Bruna Gasparini, Virgilio Guidi, Riccardo Licata, Gino Morandis, Saverio Rampin, Vinicio Vianello); spazialismo lombardo (Giuseppe Capogrossi, Roberto Crippa, Enrico Donati, Gianni Dova, Cesare Peverelli, Emilio Scanavino).</address>
<address style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">&nbsp;</p>
<p></span></strong><strong> </strong><strong> </strong><strong> </strong><strong> </strong><strong> </strong><strong> </strong><strong> </strong><span style="color: #ff0000;"> </span></p>
<div class="mceTemp"><strong style="font-style: normal;"><span style="color: #ff0000;">Vasarely – Fontana</span></strong></div>
</address>
<address style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">Due mondi, due culture, due scuole a confronto</span></strong></address>
<address style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">Luogo:  MACA (Museo Arte Contemporanea Acri) - Piazza Falcone, 1, 87041, Acri (Cs)</span></address>
<address style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">Curatore: Valmore Zordan</span></address>
<address style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">Date: dal 12 luglio al 19 ottobre 2014</span></address>
<address style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">Vernissage: sabato 12 luglio 2014, ore 18:00</span></address>
<address style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">Orari: dal martedì al sabato, 9-13 e 16-20 / la domenica, 10-13 e 16-20</span></address>
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		<title>Bellezze e rovine: Umberto Zanotti Bianco come non l&#8217;avete mai visto nel docufilm Art Production</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jun 2014 09:00:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[da Isidea Comunicazione &#8212; Fu definito un “apostolo laico” e anche “u signurinu”, ma ciò che Umberto Zanotti Bianco fece per l’istruzione e la formazione nella Calabria flagellata dal terremoto del 1908 non può che essere considerata una vera “missione” &#8230; <a href="/index.php/2014/06/11/bellezze-e-rovine-umberto-zanotti-bianco-come-non-lavete-mai-visto-nel-docufilm-art-production/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #ff0000;">da Isidea Comunicazione &#8212;</span></em></p>
<p style="text-align: justify;">Fu definito un “apostolo laico” e anche “u signurinu”, ma ciò che Umberto Zanotti Bianco fece per l’istruzione e la formazione nella Calabria flagellata dal terremoto del 1908 non può che essere considerata una vera “missione” che ha cercato in qualche modo di colmare quella distanza di conseguenza anche economica che divideva un Paese nato da poco meno di cinquant’anni. Di questo aspetto di Zanotti – che fu anche senatore a vita dal 1952, nominato da Einaudi -, della sua fondazione nel 1910 dell&#8217;Animi, l’Associazione nazionale per gli interessi del Mezzogiorno, della fondazione di Italia Nostra l’associazione nazionale per la tutela del patrimonio artistico e naturale della Nazione, e dell’esperienza della presidenza della Croce Rossa Italiana, ma anche di altro si sono fatti ambasciatori quelli dell’Art Production che di recente hanno prodotto “Rovine e bellezze – Il Mezzogiorno – L’Italia di Umberto Zanotti Bianco”, un docufilm che ripercorre le più rilevanti tappe del percorso svolto dal grande meridionalista nella nostra terra, dove raggiunse risultati concreti, densi di significati culturali, umanitari e sociali dall&#8217;istruzione alla sanità, dalla cultura popolare alla cultura della memoria storica. E lo hanno fatto in pieno stile docufilm, attraverso foto e documenti d’epoca, interventi autorevoli quale quello dell’attuale presidente di Italia Nostra Marco Parini, ma anche attraverso la fiction con una sorta di intervista impossibile allo stesso Zanotti Bianco.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="/wp-content/uploads/2014/06/UmbertoZanottiBianco.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-75960" title="UmbertoZanottiBianco" src="/wp-content/uploads/2014/06/UmbertoZanottiBianco-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>“Rovine e bellezze” è stato presentato lunedì pomeriggio a Catanzaro, nella sala consiliare della Provincia, alla presenza di un numeroso pubblico e di autorevoli relatori. Insieme a Giovanni Scarfò, presidente dell’Art Production, c’erano infatti il commissario straordinario della Provincia di Catanzaro, Wanda Ferro, Maria Adele Teti, presidente di Italia Nostra Catanzaro, Helda Nagero presidente regionale della Croce Rossa Italiana e lo storico Marcello Giovanni Novello, sottotenente commissario della Cri.</p>
<p style="text-align: justify;">La proiezione del docufilm è stata preceduta dai saluti della padrona di casa, Wanda Ferro che si è soffermata sull’importanza delle realtà associazionistiche e del loro ruolo, ed è stata seguita da una ricca serie di relazioni, che hanno visto la partecipazione anche dei presenti in sala. Tutti gli interventi, anche i più “storici” si sono soffermati sull’importanza di un lavoro quale quello della Art Production, da promuovere soprattutto nelle scuole, per fare conoscere le sfide di Zanotti: le analisi sul territorio, il problema del trasferimento degli abitanti dopo un&#8217;alluvione o un terremoto, la difesa e il risanamento del suolo, il legame tra città e campagna, tra paesi interni e litoranei, la salvaguardia dei beni culturali, la ricerca archeologica e, soprattutto, l&#8217;istruzione, la cultura e la scuola, ritenuta da Zanotti, il fondamento della rinascita del Sud. La proiezione catanzarese è stata organizzata, inoltre in una ricorrenza particolare: il 7 giugno del 1924 – esattamente novant’anni fa &#8211; fu proprio a Catanzaro, al congresso degli educatori calabresi, che Zanotti, chiamato dal locale Provveditorato agli studi a intervenire sul tema dell’edilizia scolastica nella regione, tenne il ben noto discorso riportato in una delle ampie appendici al testo di Zanotti “Il martirio della scuola in Calabria”, edito da Vallecchi nel 1925.</p>
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		<title>La mia cartavetrata nella città dei venti che trasportano cultura</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jun 2014 13:40:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PiBi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Gli affetti hanno colori forti. Il verde kiwi, il panna banana e il rosso fragola della crostata di frutta: il mio benvenuta a Catanzaro Lido. Il porpora delle AllStars con para che mai pensavo sarebbero riuscite a fare la strada verso il mare. Il turchese elegante come le immagini evocate da chi lo indossava. L’amaranto bloccato in velvet che sta tanto bene sul giallo invertebrato. Il bianco imperante ovunque: nei sorrisi veri, nelle pareti e nelle librerie, persino addosso a me. Il nero 3D di un libro che ho amato, amo e amerò forse quasi più di qualunque altro: la nuova edizione “dark” di <em>1984</em>, <em>“più accattivante per i giovani”</em>. <em>Comprate e leggetene tutti, questo è il nostro verbo per la nuova ed eterna alleanza, versato per voi e per tutti in remissione dei peccati dal grande vate George</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli affetti hanno odori e sapori che ti rimangono dentro: sanno di capelli bagnati, di frutta profumata, di caffè bollenti, di cene mancate. Sanno del litorale marino succhiato avidamente con tutti i sensi per arrivare a Catanzaro Lido. Un sabato, il primo di un’estate tanto attesa ed esplosa in anticipo. Sabato scorso, 7 giugno. Libreria Ubik. Nunzio Belcaro, Nicola Fiorita e Donatella Monteverdi a presentare Demi Romeo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="/wp-content/uploads/2014/06/ubik-Demi.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-75879" title="ubik Demi" src="/wp-content/uploads/2014/06/ubik-Demi-300x111.jpg" alt="" width="300" height="111" /></a>Fare la cronaca di quel pomeriggio, di cui ancora mi scorrono le immagini mescolate da occhi e pancia? Impossibile. Forse è più facile riassumere per quadri, cercando di superare il pudore che mi imporrebbe silenzi costanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Quadro uno. Il bar della Ubik. Un angolo accogliente e curioso. Libri che declinano il cibo in tutte le sue sfaccettature, dalla Dukan alle cene di gala. Bottiglie importanti. Ambiente moderno e retrò, da sigaro, cognac e libro impegnato, se ancora esistessero i cognac di una volta. L’abbraccio con Nunzio, finalmente. Dopo due sole (quelle romane, seppur involontarie) infilate una dietro l’altra, <em>carta vetrata</em> è in attesa del microfono. Ma prima c’è la bomba affettiva, che attende dietro l’angolo. È riuscita a contenersi a stento con l’amico libraio che ha cominciato con me – la sua prima presentazione e il mio primo romanzo: un doppio <em>ius sanguinis</em> –. Esplode come l’estate subito dopo: è una crostata che entra timida, è la mia cucciola ormai grande che mi chiama mammina, è la mia stretta che annulla le distanze, e sa di Pietragrande passata, presente e futura.</p>
<p style="text-align: justify;">Quadro due. La scala per salire sopra e iniziare. Gli occhi buttati là per caso, appena sul pianerottolo. Una sfilata di variopinte edizioni economiche in cui si legge solo, verticale e a caratteri cubitali, su due righe, Fabio Volo. Piccolissimi i titoli, dettagli insignificanti per chi ha curato il marketing dell’operazione – e mi viene da pensare anche per i potenziali lettori –. Mai abbassare lo sguardo. Me lo hanno ripetuto in continuazione. Eppure. Mi fermo. Respiro. Cerco sostegno. Frugo con lo sguardo e trovo lui. Il mio lui. Il mio Orwell nuovaedizioneaccattivantepergggggiovani. <em>Nel tempo dell’inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario</em>. Appunto.</p>
<p style="text-align: justify;">Quadro tre. Due poltrone rosse. Una sedia di acciaio.</p>
<p style="text-align: justify;">Scena uno. Nunzio in piedi. A raccontare il nostro approccio. A spiegare come da allora, più di cinque anni fa, si sia cresciuti tanto, entrambi. La sua convinzione che «un territorio non si può raccontare se non attraverso la narrativa». I suoi elogi al mio romanzo, alla storia, ai protagonisti. E alle mie sofferte – ma convintissime – scelte stilistiche: «ha deciso di intraprendere la strada più difficile. Narrare in prima persona. Con un protagonista maschile. E lo fa con le palle, con una scrittura virile». Poteva farmi un complimento migliore? Mi bevo ogni sua parola. Ascoltarlo dà sempre un senso alla lettura, oltre che alla scrittura.</p>
<p style="text-align: justify;">Scena due. Donatella. Donna Libera, e non solo perché ne è la referente provinciale. Confessa che all’inizio è stata confusa proprio dalla scrittura maschia. Quella che, andando avanti, ha visto «restituire le distanze tra la storia e i personaggi». «I libri sono di chi li legge» scriveva Andrea De Carlo. La sua <em>carta vetrata</em> è famelica storia di miseria, dove l’appagamento dei sensi e il binomio sesso/cibo declinano in ogni personaggio la loro inaffidabilità. Lo ridirò con parole mie: è l’ingordigia umana dell’era del consumismo, quello che ha eletto a sostanza l’apparenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Scena tre. Nicola che esordisce con un secco «<em>Carta vetrata</em> è il più bel romanzo che sia stato pubblicato in Calabria nel 2013». E spiega come si sia fatto rapire dalla rapidità e dall’irragionevolezza, cifre del nostro tempo, in cui l’assenza di giudizio e un personaggio perfetto perché arido, acido, ruvido, insopportabile – e proprio per queste ragioni così aderente alla realtà – svelano il vero protagonista: il potere e la superficialità. Un libro che ha anticipato i tempi, sottolinea Nicola. E mi chiede come sia riuscita a raccontare il declino di alcuni eroi antimafia e del mondo dell’informazione in anticipo sui tempi. Mi ispiro a Bergonzoni, al suo tirare giù dai piedi le idee che galleggiano sopra di noi, a cui tutti abbiamo accesso, ma preferiamo non badare. Ho guardato intorno a me, Nicola. Non era difficile. Forse era controcorrente, ma certo non difficile.</p>
<p style="text-align: justify;">Quadro quattro. Catanzaro. Perché è così. Io amo Catanga. Amo la sete di cultura vera, la capacità di cercare e trovare che ho respirato ogni volta in cui mi sono confrontata nel catanzarese. C’è un’aria alta, bella e frizzante da respirare. Sarà per via del vento. Tanti interventi. Ciascuno importante. Ciascuno con le caratteristiche che dovrebbero avere gli interventi: se è vero che si scrive per porre domande, e magari per condividerle, è altrettanto vero che chi legge dovrebbe aggiungere altre domande. O, se ne ha, qualche risposta. Scelgo tra tutte le parole, importantissime, che hanno chiuso la serata, una delle immagini di Daniela. Un treno che si allontana dalla stazione. Demi e tutti i protagonisti dietro ai vetri di un finestrino, ma anche sulla banchina a guardarsi mentre si allontanano. La rappresentazione per sé e per gli altri della staticità in movimento. Per dirci che dobbiamo smetterla di guardare gli altri o noi stessi mentre ci allontaniamo su treni di cui ignoriamo la destinazione: dobbiamo decidere, una volta per tutte, dove vogliamo andare. E partire.</p>

<a href='/index.php/2014/06/10/la-mia-cartavetrata-nella-citta-dei-venti/ubik-demi/' title='ubik Demi'><img width="150" height="150" src="/wp-content/uploads/2014/06/ubik-Demi-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="ubik Demi" title="ubik Demi" /></a>
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<a href='/index.php/2014/06/10/la-mia-cartavetrata-nella-citta-dei-venti/cartavetrata-ubik-cz14/' title='cartavetrata ubik cz14'><img width="150" height="150" src="/wp-content/uploads/2014/06/cartavetrata-ubik-cz14-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="cartavetrata ubik cz14" title="cartavetrata ubik cz14" /></a>
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		<title>Il Tuffo di Mario Vitale: la prima del corto il 12 giugno a Lamezia</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jun 2014 19:00:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[da Bunker Film &#8212; Mancano pochi giorni per l’uscita del cortometraggio “Il Tuffo”, opera prima del giovane lametino Mario Vitale che dopo svariati videoclip è al suo esordio nella regia cinematografica. Giovedì 12 giugno, infatti, alle ore 18:30 presso il &#8230; <a href="/index.php/2014/06/09/il-tuffo-di-mario-vitale-la-prima-del-corto-il-12-giugno-a-lamezia/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #ff0000;">da Bunker Film &#8212; </span></em></p>
<p style="text-align: justify;">Mancano pochi giorni per l’uscita del cortometraggio “Il Tuffo”, opera prima del giovane lametino Mario Vitale che dopo svariati videoclip è al suo esordio nella regia cinematografica. Giovedì 12 giugno, infatti, alle ore 18:30 presso il Teatro Umberto vi sarà la prima ufficiale con successiva replica giorno 16 al Teatro Morelli in quel di Cosenza. Termina, dunque, l’attesa per le numerose persone che, in questo mese, hanno apprezzato alcune immagini di scena attraverso il trailer e le fotografie pubblicate in anteprima on line.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="/wp-content/uploads/2014/06/IL-TUFFO.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-75970" title="IL-TUFFO" src="/wp-content/uploads/2014/06/IL-TUFFO-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Il corto, interamente autoprodotto dalla Bunker Film di Vitale, è tutto ambientato in una sala d’attesa, luogo che risponde a logiche diverse da quelle quotidiane. Il tempo, lo spazio e i rapporti tra le persone che aspettano insieme, finiscono col diventare qualcosa di surreale e straniante. Diciannove minuti in cui il protagonista, il signor Corso, aspetterà il suo turno in compagnia di due persone davvero particolari. “La voglia di realizzare un film è stato il motore propulsivo che ha spinto fuori questa idea che avevo partorito solo nella mia mente” afferma il regista Vitale “l’ho proposta a Marco Cavaliere, giovane scrittore di talento, che è stato ben felice di realizzare con me la stesura della sceneggiatura”. Affrontare la vita da protagonista, prendere coscienza delle proprie capacità e potenzialità, slanciarsi, tuffarsi e partecipare totalmente alla Vita, questo è il tema di fondo che si sviluppa lungo tutto il cortometraggio di cui gli attori protagonisti sono Achille Iera, Dario Natale, Stefania De Cola e Michelangelo Mercuri. Girato interamente in Calabria, a Lamezia terme, “Il Tuffo” rappresenta anche la voglia di fare e di mettersi in gioco dei giovani calabresi.</p>
<p>Scrive il regista:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il tuffo nasce da un’idea partorita tanti anni fa e sviluppata nel tempo, prima di essere messa su carta, solo nella mia testa: un dialogo surreale tra due uomini in una sala d’aspetto. La voglia di realizzare un film, di soddisfare quel desiderio e quella necessità, che rincorro da tempo, di esprimermi attraverso il mezzo filmico mi ha spinto a far uscire quell’idea dalla mia testa per proporla a marco cavaliere, giovane scrittore di talento, con cui ho collaborato per la stesura della sceneggiatura. Penso sia stata proprio questa impellenza comunicativa ed espressiva che ci ha portato a tirar fuori un dialogo denso sulla necessità di mettersi in gioco, di affrontare la vita da protagonista, di prendere coscienza delle proprie capacità e potenzialità. Il tema che permea l’intero corto è appunto un invito allo slancio, un invito a “tuffarsi” in mare per bagnarsi dalla testa ai piedi, un invito a partecipare alla Vita. Dal punto di vista stilistico avevo voglia di riproporre atmosfere cinematografiche che mi hanno sempre affascinato. Atmosfere calde e delicate da cinema da camera, in cui oltre all’immagine anche il sonoro svolge un ruolo di primo piano, ho cercato quindi di dare importanza alle parole, ai suoni, ai piccoli rumori, ma anche ai silenzi, ai gesti, agli sguardi e al “non detto”.</em></p>
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		<title>Il liceo Volta di Reggio vince la XVII edizione del Festival Teatro Scuola di Altomonte. Lo spettacolo il 5 al Cilea</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jun 2014 17:00:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[da Anna Borrello &#8212; Il Liceo “A. Volta” supera se stesso: dopo la classificazione al secondo posto nel concorso nazionale di lettura dantesca promosso dall’Accademia della Crusca e dalla casa editrice Loescher, al Laboratorio teatrale dell’Istituto è stato assegnato il &#8230; <a href="/index.php/2014/06/04/il-liceo-volta-di-reggio-vince-la-xvii-edizione-del-festival-teatro-scuola-di-altomonte-lo-spettacolo-il-5-al-cilea/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><em>da Anna Borrello &#8212; </em></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il Liceo “A. Volta” supera se stesso: dopo la classificazione al secondo posto nel concorso nazionale di lettura dantesca promosso dall’Accademia della Crusca e dalla casa editrice Loescher, al Laboratorio teatrale dell’Istituto è stato assegnato il Primo premio al FESTIVAL TEATRO SCUOLA svoltosi ad Altomonte  (CS) per lo spettacolo liberamente ispirato all’Inferno dantesco tenutosi il giorno 15/5/2014. Tale successo segue quello ottenuto al termine dell’edizione precedente, in cui erano stati attributi allo spettacolo “Pseudos” (L’inganno) tre importanti riconoscimenti: “Menzione speciale con medaglia del Presidente della Repubblica”, “Migliore progetto didattico” e “Migliore attrice” all’alunna Eleonora Amoroso.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="/wp-content/uploads/2014/06/vinci.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-75809" title="volta" src="/wp-content/uploads/2014/06/vinci-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Lo spettacolo che conclude l’attività annuale del Laboratorio teatrale dell’Istituto verrà rappresentato il giorno <strong>5/6/2014</strong> alle <strong>ore 20.30</strong> presso il <strong>Teatro Comunale F. Cilea</strong>, con la regia dell’esperto esterno Cristina Merenda ed il coordinamento delle Professoresse Gabriella Cucinotta (referente del progetto), Laura Zambarelli e Maria Cristina Meduri.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo spettacolo di quest’anno offre al pubblico un moderno adattamento dell’Inferno di Dante che, avvalendosi del supporto di teatro-danza, musica elettronica e canzoni del repertorio pop rock, guida il pubblico alla comprensione della complessa psicologia dei personaggi danteschi, che prendono forma attraverso brevi monologhi scritti dagli stessi studenti-attori. Prestigiose “contaminazioni” letterarie si fondono con le terzine dantesche, conferendo all’opera un carattere sperimentale e altamente originale, con una giustapposizione di stili e immagini, prosa e poesia che riproduce il caos della civiltà contemporanea.</p>
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		<title>Bestiole, bestiacce e intolleranze: Sedaris sotto l&#8217;ombrellone per essere diversi</title>
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		<pubDate>Fri, 30 May 2014 14:50:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angpot</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[IL GIOCO DELLE PERLE DI VETRO]]></category>
		<category><![CDATA[Le rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Angela Potente]]></category>
		<category><![CDATA[Bestiole e bestiacce]]></category>
		<category><![CDATA[David Sedaris]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">È successo per puro caso, stavo cercando di mettere ordine nel caos dei miei libri e mi è caduto letteralmente in testa un libretto dal titolo <em>Bestiole e bestiacce</em> di David Sedaris, scrittore e umorista statunitense. Bisogna ammettere che di alcuni libri ricordo anche le virgole, così come altri restano come sospesi nella memoria, e questo era proprio uno di quelli sospesi.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarà stato il fatto che è caduto colpendomi in piena fronte, quasi come se si fosse offeso del mio oblio, o il titolo che mai come adesso mi è sembrato appropriato ai tempi, ho deciso di scriverne, anche per farmi perdonare ed evitare altri prossimi contundimenti: a quanto pare i libri sanno essere piuttosto permalosi quando si sentono trascurati.</p>
<p style="text-align: justify;">Il permaloso in questione raccoglie sedici storie “cattive”, favole in verità, in cui gli animali diventano gli interpreti privilegiati delle nostre fobie, delle nostre ossessioni, dei nostri comportamenti più biechi dettati dall’egoismo e dall’ignoranza.</p>
<p style="text-align: justify;">Sedici storie per illuminarci sui vizi (tanti) e sulle (poche) virtù dell’umana specie.</p>
<p style="text-align: justify;">E sono davvero cattive, come cattive possono essere le nostre azioni quando guardiamo il nostro personale “dark side”. O quando lo facciamo venire fuori.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="/wp-content/uploads/2014/05/bestiole.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-75706" title="bestiole" src="/wp-content/uploads/2014/05/bestiole-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Da più d’una di queste storie è l’egoismo il tratto caratteriale e caratteristico che viene messo in luce: l’orsa rimasta orfana cieca di fronte alle sventure altrui, o la topolina che salva il serpente solo per sentirsi migliore rispetto ai suoi simili e che pagherà caro il prezzo del suo individualismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Oppure l’avarizia di sentimenti furiosa e sfrenata, nonché incipriata da una buona dose di cattiveria, protagonista di una storia in particolare e che mi ha colpito più di altre nel leggerla, forse perché per una strana associazione di idee mi ha fatto venire in mente La ballata dell’amore cieco di Faber.</p>
<p style="text-align: justify;">La storia è semplice e decisamente dark, ogni animale della fattoria decide di scegliere un altro animale cui fare il regalo di Natale, e la mucca decide di scegliere il tacchino ben sapendo che sarebbe diventato il primo piatto della vigilia, per risparmiare il regalo forse. O per il gusto di rivelare la mattina del 25 al povero e innocente tacchino il suo terribile destino. Ma, mentre la rivelazione non desta altro che una rassegnata accettazione nel tacchino, la soddisfazione della mucca viene rovinata da un pensiero improvviso che le si affaccia alla mente: chi aveva scelto il tacchino per il suo regalo? Morale: ad essere così sfacciatamente insensibili e ingenerosi cosa si guadagna se non la nostra stessa arida insensibilità che ci si rivolta contro come un boomerang?</p>
<p style="text-align: justify;">Il sangue secco al posto dell’amore ucciso dalla vanità. Bella morale, eh?</p>
<p style="text-align: justify;">Ma l’autore non manca di farci leggere anche le terribili conseguenze dell’intolleranza razziale, (la tamia che deve rinunciare al suo amore per lo scoiattolo perché di “razza” diversa), o dell’incapacità di essere se stessi a beneficio dell’omologazione più totale nel timore del giudizio altrui.</p>
<p style="text-align: justify;">Il libro di Sedaris rappresenta di sicuro una lettura divertente, che fa sorridere (come si può ridere dei nostri stessi difetti, un riso amaro), ma al contempo ci costringe a riconoscerci in tutti questi atteggiamenti e ci insinua dentro uno estremo desiderio di migliorarci. Di essere diversi.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi ha fatto pensare il libercolo e dato che i libri, o almeno alcuni, servono a smuoverci le sinapsi, ho iniziato a fare mente locale su quanti comportamenti sbagliati facciamo subire al nostro prossimo quotidianamente senza che minimamente ci se ne avveda (per esempio questo scioglilingua che ho appena scritto è davvero una tortura leggerlo, vedete? Ho appena avuto un atteggiamento decisamente insopportabile nei confronti di voi lettori. <em>Mea culpa</em>, ma cambiare adesso tutto il periodo è faticoso, siate buoni e perdonatemi, migliorate voi stessi!).</p>
<p style="text-align: justify;">Usare a proprio beneficio la disponibilità altrui senza al contempo riconoscerne il valore, o porre il proprio interesse davanti alle necessità degli altri, o non riuscire ad essere grati del tempo che gli altri ci dedicano, perché ci sembra tutto scontato ed ovvio, non sono forse questi i comportamenti tra i più diffusi e meno esecrati? Che non ci turbano, né ci scandalizzano più ormai. Perché? Perché ci siamo abituati ad usare e ad essere usati, a prendere e a non dare, nell’amicizia, nel lavoro, in ogni aspetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo credo che leggere queste sedici storie farebbe bene a molti, e dato che sta arrivando l’estate, cercatelo e portatelo con voi sotto l’ombrellone. Sicuramente vi farà odiare di meno il vostro vicino che ama la musica di D’Alessio e ve la spara a palla dritto nelle trombe di Eustachio. Oppure vi insegnerà come renderlo innocuo!</p>
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