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	<title>Scirocco News &#187; Politica</title>
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	<description>eVENTIdelSUD - magazine online di approfondimento giornalistico, inchieste, reportage, notizie sulla Calabria e dintorni</description>
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		<title>Questa inutile e stupida guerra a colpi di editoriali sta uccidendo la Calabria migliore</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Aug 2014 16:30:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Bottero</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Voi siete troppo ottimisti. Questo è il vostro unico difetto: siete ancora convinti che questa terra possa essere salvata. Per il resto complimenti davvero, e grazie per ciò che fate, dite, rappresentate». Suonava pressappoco così una delle frasi che più &#8230; <a href="/index.php/2014/08/14/questa-inutile-e-stupida-guerra-a-colpi-di-editoriali-sta-uccidendo-la-calabria-migliore/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">«Voi siete troppo ottimisti. Questo è il vostro unico difetto: siete ancora convinti che questa terra possa essere salvata. Per il resto complimenti davvero, e grazie per ciò che fate, dite, rappresentate». Suonava pressappoco così una delle frasi che più ho ruminato dentro, ricacciandola nei meandri del <em>tour de force</em> che porta il nome di <em>Scilla in passerella</em>, rassegna di declinazioni di un’idea, un progetto, un modo di essere, un orizzonte: <a href="http://calabriaoltre.com" target="_blank">#CalabriaOLTRE</a>. Declinazioni che sera dopo sera, fino all’ultima in arrivo, oltre i commissariamenti, si sono intrecciate, mescolate e completate l’un l’altra, senza un vero principio, identificabile come tale, e senza una fine. Il bolo dell’ottimismo “troppo”, difficile da digerire, è arrivato in una di queste declinazioni, durante l’ormai classica pausa tra la prima e la seconda parte della serata, in cui Aldo e Francesco hanno offerto un aperitivo e gli ospiti “parlanti” si sono mescolati agli ospiti “ascoltanti”, confondendo anche loro e tra loro domande e risposte, sensazioni e comune sentire. Mi ha fatto riflettere più del consueto sul vecchio tema di restanze e partenze. Di ultimo treno perso, di impossibilità di redenzione o di salvezza di questa mia/nostra/vostra/loro Calabria.</p>
<p style="text-align: justify;">Il bolo va su e giù. Non cala. Ritorna. Si ripresenta, sempre più indigeribile. E la domanda diventa mia: sono troppo ottimista? Poi arriva una risposta secca. Che lascia in bocca, al posto del bolo ruminato e digerito con condanna definitiva, l’amaro sapore di una guerra senza vincitori.</p>
<div id="attachment_77218" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="/wp-content/uploads/2014/08/JacksonPollock-War1947.jpg"><img class="size-medium wp-image-77218" title="JacksonPollock War1947" src="/wp-content/uploads/2014/08/JacksonPollock-War1947-300x240.jpg" alt="" width="300" height="240" /></a><p class="wp-caption-text">War 1947, Pollock</p></div>
<p style="text-align: justify;">Forse aveva ragione Camus, quando nella sua peste scriveva «Quando scoppia una guerra, la gente dice: “Non durerà, è cosa troppo stupida”. E non vi è dubbio che una guerra sia davvero troppo stupida, ma questo non le impedisce di durare». O forse bisogna ascoltare <em>La forza della ragione</em> di Oriana Fallaci: «Ogni nostro gesto è un atto di guerra. Ogni nostra azione quotidiana è una forma di guerra che esercitiamo contro qualcuno o qualcosa». O la <em>Guerra e pace</em> di Hermann Hesse: «Finché l’uomo resta un animale, vive per il combattimento, a spese degli altri, teme e odia il prossimo. − La vita, quindi, è guerra».</p>
<p style="text-align: justify;">Di qualunque guerra si tratti, è sicuramente stupida come ogni guerra. Inutile, come ogni guerra. E rabbiosa. Disumana. Come ogni rancore, come ogni odio. Una guerra in cui siamo tutti contro tutti. In cui i personaggi si muovono sulla scena accusandosi, accusando, facendosi accusare. E le persone dimenticano di essere persone, diventano personaggi, dividono il mondo in due blocchi: chi-sta-con-me e chi-no. E chiunque spara quello che ha. Come in alcuni racconti di capodanno, buttando dal balcone ogni cosa, utile e inutile, preziosa e no.</p>
<p style="text-align: justify;">E si fa la conta. Si sta a guardare chi sta con chi. Si punta il dito. Si mietono vittime. Si butta nel calderone ogni cosa. Ogni gesto. Ogni parola. Si strumentalizza, si alzano indici. Si urla più forte per far percepire la propria voce in questo orwelliano mondo dell’inganno universale. Si massacra. Si distrugge. Si incensa, si fa diventare vittima consacrata e onorata. Il tempo di un flash di agenzia. Il tempo di un fondo urlato. Il tempo di perdere il tempo e concentrarlo sul nulla.</p>
<p style="text-align: justify;">Rigurgito. Non capisco più. Non so più da che parte stare. Non so più qual è la parte. Perché ho deciso, da piemontese sabauda con addosso questa cicatrice indelebile – anche questo mi è stato amabilmente contestato in una serata di pausa aperitivo –, di raccontare la Calabria che amo, quella che mi fa sentire calabrese nel profondo, quella che in silenzio sopporta e spera. E mi trovo di fronte a tante, troppe Calabrie divise da un rancore antico, in cui il <em>cu apparteni</em> non è senso di appartenenza, ma sudditanza.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi, quando il bolo inizia a consumarsi, quando il tempo cancella le notizie urlate, arriva un altro rigurgito. È un rigurgito di poteri forti. Orwelliano, ancora. Certa stampa che fa la guerra alla magistratura. Certa stampa nazionale che strumentalizza la magistratura. Certa politica che vorrebbe controllare la magistratura. Certe istituzioni commissariate dalla non politica. Un giro vizioso e continuo, l’un contro l’altro armati, accecati dalla voglia di veder decretata la propria vittoria, costi quel che costi. Brave, ottime persone che si fanno la guerra. Rischiando di ri-degenerare in caste e in fazioni interne alle caste.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho letto il pezzo di Aldo Varano sul &#8220;caso Lamberti&#8221;. Chi mi conosce sa cosa penso di Edi: non ho mai smesso di ripeterlo, in privato e in pubblico, scrivendo e riscrivendo su di lui anche e soprattutto quando era circondato da silenzi imbarazzanti. Condivido e sottoscrivo totalmente il<em> “non ci credo” </em>triplicato da Aldo, senza aggiungere altro. Perché io scendo da questa giostra. Scendo qui e ora: l’appartenenza ha ben altro significato.</p>
<p style="text-align: justify;">Appartengo, ad esempio, a chi crede nelle persone e non nei personaggi. Nella verità e nella sua ricerca, e non nella sua rappresentazione. Nella giustizia e nella magistratura, come nella libertà di stampa, e non nel giustizialismo o nel garantismo per partito preso. Nella Calabria vera, bella e pulita, che esiste e che stiamo cercando, tutti insieme, di affogare. Nella capacità di scindere le simpatie/antipatie personali dalla professione – e di conseguenza dalla professionalità. Anche e soprattutto nel vasto mondo della comunicazione, in cui si rischia, con il messaggio sbagliato, di far passare una convinzione opposta alla verità. Citando Oliviero Toscani: <em>«Terroni? Malavitosi? Incivili? Omertosi? Ultimi della classe? Sì, siamo calabresi»</em>.</p>
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		<title>Amministrative Calabria: nasce la Buona Calabria a sostegno di Mario Oliverio</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jul 2014 18:30:26 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[news 24]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Comitato “Buona Calabria”]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni amministrative]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Oliverio Presidente]]></category>

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		<description><![CDATA[da Buona Calabria &#8212; La scelta per chi crede nella Calabria è obbligata: dopo gli anni del modello Scopelliti ed il fallimento del sistema regionale occorre rivolgersi alla certezza di un esempio virtuoso e positivo, un modello costruito sulle buone pratiche &#8230; <a href="/index.php/2014/07/29/amministrative-calabria-nasce-la-buona-calabria-a-sostegno-di-mario-oliverio/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #ff0000;">da Buona Calabria &#8212;</span></em></p>
<p style="text-align: justify;">La scelta per chi crede nella Calabria è obbligata: dopo gli anni del modello Scopelliti ed il fallimento del sistema regionale occorre rivolgersi alla certezza di un esempio virtuoso e positivo, un modello costruito sulle buone pratiche e sulla buona amministrazione, quello di una Calabria buona e credibile.</p>
<p style="text-align: justify;">La certezza di una innovazione continua ed un cambiamento quotidiano che Mario Oliverio ha portato avanti nei suoi anni di lavoro amministrativo rendendo l’Ente da lui governato efficiente nella spesa dei fondi europei senza perdere nemmeno un euro di finanziamenti, attento al bilancio tanto da essere pluripremiato per questo da soggetti esterni e tutto senza mai abbassare la qualità dei servizi e pagando i fornitori entro 16 giorni.</p>
<p style="text-align: justify;">Dobbiamo necessariamente scegliere Mario Oliverio, il migliore modello di amministrazione che la Calabria ha messo in campo negli ultimi 10 anni senza mai un problema con la giustizia, senza mai essere stato protagonista di un dissesto finanziario. Un amministratore che può camminare a testa alta tra la gente sicuro di aver fatto sempre il suo dovere con responsabilità, qualità e passione. E’ il senso del dovere verso i Calabresi, verso la Calabria che ci spinge a muoverci a sostegno di Mario Oliverio Presidente con un comitato animato da giovani amministratori ed attivisti, gioventù ed esperienza come connubio identitario della Calabria, per cambiare davvero.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="/wp-content/uploads/2014/07/buonacalabria.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-76963" title="buonacalabria" src="/wp-content/uploads/2014/07/buonacalabria-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Scegliamo Mario Oliverio perché la macchina burocratica diventi efficiente, perché vengano tutelate le esigenze dei territori e garantita la piena legalità legalità nella gestione della cosa pubblica; perché vogliamo più impresa e più lavoro, vogliamo più dignità, più sociale, una sanità di qualità senza emigrazione sanitaria, politiche culturali, urbanistiche e ambientali all’altezza senza più un governo dei potenti e delle lobby.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo con Mario Oliverio perché venga rilanciato, dopo gli sciagurati anni di governo del centro destra, il ruolo istituzionale della città Capoluogo di Regione.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo con Mario Oliverio perché è una scelta obbligata per una Calabria che vuole cambiare davvero nella sostanza e non solo nella forma. Una Calabria che cambi il metodo, l&#8217;approccio alla politica, all&#8217;azione amministrativa e che realizzi dei risultati concreti. La “Buona Calabria” c’è, esiste e si vede: basta sceglierla sostenendo Mario Oliverio Presidente.</p>
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		<title>Il centrodestra si riunisce a Lamezia su &#8220;punti cruciali&#8221; del dibattito politico. E fa saltare il consiglio di venerdì</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jul 2014 15:40:29 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Antonella Stasi]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Talarico]]></category>

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		<description><![CDATA[dall&#8217;uff. stampa Consiglio Regione Calabria &#8212; Fondi comunitari, riforma dello Statuto regionale e nuova legge elettorale: su questi tre cruciali punti del dibattito politico si è concentrata la riunione odierna, svoltasi a Lamezia Terme, della maggioranza di centrodestra, cui hanno &#8230; <a href="/index.php/2014/07/15/il-centrodestra-si-riunisce-a-lamezia-su-punti-cruciali-del-dibattito-politico-e-fa-saltare-il-consiglio-di-venerdi/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #ff0000;">dall&#8217;uff. stampa Consiglio Regione Calabria &#8212; </span></em></p>
<p style="text-align: justify;">Fondi comunitari, riforma dello Statuto regionale e nuova legge elettorale: su questi tre cruciali punti del dibattito politico si è concentrata la riunione odierna, svoltasi a Lamezia Terme, della maggioranza di centrodestra, cui hanno preso parte anche  il presidente del Consiglio regionale Francesco Talarico e la presidente facente funzioni della Giunta regionale Antonella Stasi.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto concerne  l’esame della Programmazione comunitaria (Por e Psr 2014-2020), si è deciso di chiedere la convocazione del Consiglio per lunedì 21 luglio (slitterà quindi di qualche giorno la seduta consiliare programmata per venerdì prossimo), per consentire un ulteriore approfondimento nella Commissione competente, considerato che si tratta di un  provvedimento (da trasmettere alla Commissione europea entro il 22 luglio) “assolutamente fondamentale, in quanto mobilita una spesa di 3.5 miliardi di euro che  potrà costituire per la Calabria una straordinaria  occasione di sviluppo”.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="/wp-content/uploads/2014/07/UeQ.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-76713" title="UeQ" src="/wp-content/uploads/2014/07/UeQ-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Sul dossier “riforme istituzionali”, la maggioranza di centrodestra ha condiviso, per quanto concerne lo Statuto, l’impostazione legislativa di recente esplicitata dal presidente Talarico, ossia  difendere le innovazioni introdotte, su cui il Governo ha avanzato delle osservazioni,  dinanzi la Corte Costituzionale (la presidente f.f. Stasi è stata incaricata di muoversi in tale direzione). “Lo  Statuto approvato dal Consiglio regionale,   in prima e  seconda lettura, ha introdotto &#8211; è stato spiegato &#8211;  modifiche  di un certo peso ed ha, coerentemente, introdotto, nel rispetto della Costituzione, istituti che, mentre assicurano la governabilità della Regione, come il consigliere supplente, assicurano l’economicità dell’intera riforma (come è stato d’altronde  chiarito  con una comunicazione formale inviata, dal Presidente del Consiglio regionale,  al Presidente del Consiglio dei ministri -Dipartimento Affari regionali ed al Ministero degli Interni) visto che l’introduzione della figura del consigliere supplente non comporta nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.  Senza dimenticare, tra l’altro,  che  la figura del consigliere supplente nel 2009  era stata già introdotta nello Statuto della Calabria  e che la relativa legge regionale fu esaminata dal Governo il 6 novembre dello stesso anno, ma non venne impugnata, né è stata mai contestata preliminarmente dai Ministeri competenti. Al contrario, oggi, il Governo ha  deciso di impugnare la legge regionale, per cui ci si domanda  cos’è cambiato, dopo neanche un quinquennio, considerato che la ratio sulla base della quale fu allora introdotta la figura del consigliere supplente è identica e che identiche sono le norme costituzionali di riferimento. La riforma dello Statuto da noi  realizzata &#8211; è stato detto &#8211;  mira a garantire il principio del normale funzionamento degli organi dell’Assemblea legislativa, atteso che la riduzione dei consiglieri regionali, da 50 ridotti a 30, comporterebbe la paralisi dei lavori delle Commissioni permanenti e di conseguenza delle stesse funzioni, costituzionalmente garantite, del Consiglio regionale nel caso in cui il Presidente della Regione dovesse nominare  quali assessori soltanto membri del Consiglio stesso. Nessun giochetto da parte del Consiglio regionale, quindi,  ma soltanto attenzione alle esigenze di funzionamento dell’Assemblea di una regione  che, con una popolazione di poco inferiore ai 2 milioni di abitanti, si è vista tagliare ben 20 consiglieri regionali”.  Sulla legge elettorale, la maggioranza ha deciso di attendere le osservazioni del Governo, ancora non formalmente pervenute, “per prendere visione, con la dovuta attenzione e responsabilmente,  dei rilievi del Governo”. A quel punto, “con atteggiamento assolutamente sereno  e con l’intento di  evitare ulteriori polemiche ed assicurare alla Calabria piena legittimità operativa nel rinnovo del Consiglio regionale  della X legislatura che avverrà col voto di  novembre”, la maggioranza discuterà l’intera questione “e deciderà di conseguenza con l’eventuale  accoglimento dei rilievi del Governo”. I consiglieri regionali ed i capigruppo della maggioranza, infine, hanno apprezzato l’atteggiamento istituzionale e politico del presidente Talarico e della presidente f.f. Stasi all’indomani delle dimissioni del presidente Scopelliti, riconoscendo, sia a Talarico che alla Stasi, “equilibrio e forte  senso delle istituzioni” sia nel  portare a termine provvedimenti legislativi  fondamentali per il futuro della Calabria che  nell’espletamento delle loro rispettive funzioni,  in una fase particolarmente difficile per la Calabria, che ha dovuto fronteggiare &#8211;   per la prima volta da quando è stata introdotta l’elezione diretta &#8211; le dimissioni del Presidente della Regione con tutto ciò che ne è derivato, sia in termini legislativi che politici”.</p>
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		<title>Primarie di Reggio, dopo la sconfitta per 200 voti parla Battaglia: «Le diffuse anomalie nei seggi non ci lasciano tranquilli circa la correttezza delle operazioni di voto»</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jul 2014 16:30:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[«Nonostante la straordinaria partecipazione di oltre 16mila cittadini, le primarie per il candidato a sindaco di Reggio Calabria del centro sinistra non hanno consegnato un dato chiaro e netto circa la volontà di scelta del prossimo candidato, fotografando una sostanziale &#8230; <a href="/index.php/2014/07/07/primarie-di-reggio-dopo-la-sconfitta-per-200-voti-parla-battaglia-le-diffuse-anomalie-nei-seggi-non-ci-lasciano-tranquilli-circa-la-correttezza-delle-operazioni-di-voto/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">«Nonostante la straordinaria partecipazione di oltre 16mila cittadini, le primarie per il candidato a sindaco di Reggio Calabria del centro sinistra non hanno consegnato un dato chiaro e netto circa la volontà di scelta del prossimo candidato, fotografando una sostanziale parità dei due candidati del Pd». Lo afferma Mimmo Battaglia, candidato alle Primarie del centrosinistra e battuto <a href="/index.php/2014/07/07/reggio-calabria-falcomata-vince-le-primarie-per-200-voti/">per soli 200 voti </a>da Giuseppe Falcomatà.</p>
<div id="attachment_76525" class="wp-caption alignright" style="width: 290px"><a href="/wp-content/uploads/2014/07/domenico-battaglia.jpg"><img class="size-full wp-image-76525" title="domenico-battaglia" src="/wp-content/uploads/2014/07/domenico-battaglia.jpg" alt="" width="280" height="280" /></a><p class="wp-caption-text">Domenico Battaglia</p></div>
<p style="text-align: justify;">«Esprimo un sincero ringraziamento ai giovani, alle donne e agli uomini che in una calda domenica di luglio hanno inteso concorrere a cercare di dare alla Città una diversa prospettiva. Il confronto elettorale, soprattutto nell&#8217;ultima settimana, è stato segnato da un&#8217;aggressione, non solo mediatica, che in silenzio ho subito ed ha disorientato una moltitudine di elettori &#8220;condizionando&#8221; la libera espressione del voto».</p>
<p style="text-align: justify;">«Queste primarie sono state caratterizzate da manovre subdole per attribuirmi, nonostante la mia storia trasparente,scorciatoie mai percorse. Di fatto è stato scientemente e strumentalmente confuso il mio sforzo di intercettare gli elettori moderati, apostrofandomi come l&#8217;uomo degli accordi e questo in una città dove circa il 70%degli elettori ha,nel tempo, tributato ogni successo al centrodestra.<br />
A tali misere e strumentali affermazioni avrei potuto rispondere e con gli stessi toni ma non l&#8217;ho fatto e non lo faccio per stile personale e per sintonia con lo spirito delle primarie. Per lo stesso motivo, all&#8217;estemporanea variazione degli orari di apertura e chiusura dei seggi non mi sono frapposto nonostante le diffuse anomalie nei seggi non ci lasciano tranquilli circa la correttezza delle operazioni di voto».<br />
Prosegue Battaglia: «Ciò che è rilevante, è che il risultato di questo importante momento divide (assommando i consensi dei candidati non del Pd) in tre parti i voti, registrando una sostanziale parità tra i primi due che di fatto non legittima nessuno. Infatti, queste primarie, consegnano un risultato parziale , esiguo, per il quale sarà necessario compiere enormi sforzi per riconciliare la Città».<br />
Conclude Battaglia: «In questo momento, agli oltre seimila elettori liberi e fuori dalle logiche dei partiti che mi hanno dato fiducia e a quanti in queste ore ci esprimono amicizia e vicinanza diciamo che siamo e restiamo in campo con il nostro impegno caratterizzato dalla ferma volontà di unire e non di dividere, di dialogare e non di offendere Alla nomenclatura del partito democratico reggino ,schierata chiaramente alle primarie, dico che ha inteso regalare alla Città una ennesima stagione tutta giocata sul terreno della disputa personale e non a difesa degli interessi di Reggio e dei suoi cittadini.<br />
Assicuro che moltiplicherò il mio impegno nel partito nel fermo convincimento che occorre promuovere un radicale rinnovamento della classe politica dirigente vista dei prossimi appuntamenti elettorali».</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>Reggio Calabria, Falcomatà vince le primarie per 200 voti</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jul 2014 05:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>arusso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sarà il trentaduenne Giuseppe Falcomatà il candidato sindaco del Pd e del centrosinistra per Reggio Calabria. Giuseppe Falcomatà – figlio di Italo, il sindaco della primavera di Reggio – ha battuto per soli 200 voti il candato Mimmo Battaglia, anche &#8230; <a href="/index.php/2014/07/07/reggio-calabria-falcomata-vince-le-primarie-per-200-voti/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sarà il trentaduenne Giuseppe Falcomatà il candidato sindaco del Pd e del centrosinistra per Reggio Calabria. Giuseppe Falcomatà – figlio di Italo, il sindaco della primavera di Reggio – ha battuto per soli 200 voti il candato Mimmo Battaglia, anche lui figlio d’arte (suo padre, Piero, guidò il comune nelle turbolenti fasi della Rivolta del 1970). Un risultato che la dice lunga su quanto siano state combattute queste primarie che, in totale, hanno mobilitato nelle urne allestite in città circa 17.000 elettori. Ecco i risultati dei candidati: <strong><span style="color: #ff0000;">Falcomatà 6258</span></strong> preferenze, <strong><span style="color: #ff0000;">Battaglia 6058</span></strong>, il cardiologo <strong><span style="color: #ff0000;">Enzo Amodeo 2596</span></strong> e <strong><span style="color: #ff0000;">Filippo Bova 1576</span></strong>.</p>
<div id="attachment_76494" class="wp-caption aligncenter" style="width: 660px"><a href="/wp-content/uploads/2014/07/festeggiamenti-via-PossidoneaPP.jpg"><img class="size-full wp-image-76494" title="festeggiamenti via PossidoneaPP" src="/wp-content/uploads/2014/07/festeggiamenti-via-PossidoneaPP.jpg" alt="" width="650" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Falcomatà (al centro) festeggia con alcuni sostenitori la vittoria alle primarie (foto tratta da Facebook)</p></div>
<p>Festa grande nel corso della notte nella sede elettorale di Via Possidonea, dove si sono raccolti i sostenitori di Falcomatà. Anche Facebook è inondata di auguri e commenti trionfali. Resta da capire se, con un risultato che divide praticamente in tre blocchi l’elettorato delle primarie (Amodeo e Bova insieme raccolgono oltre 4000 voti) il Pd riuscirà a trovare la necessaria unità per fronteggiare il candidato che sarà scelto dal centrodestra in vista del voto che si terrà presumibilmente a novembre. Solo duecento voti di scarto mettono già alla prova le capacità di ricucitura politica del giovane candidato.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">Gli auguri di Magorno</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Le Primarie di Reggio Calabria sono state una bella festa di democrazia, una ulteriore dimostrazione che il Partito Democratico ha in questo strumento un suo segno distintivo, che lo distingue dalle altre forze politiche», lo dice il segretario del Pd Calabria Ernesto Magorno che aggiunge: «La straordinaria affluenza ai seggi, il regolare svolgimento delle operazioni di voto attestato ancora un volta che noi democratici, pur avendo al nostro interno diverse sensibilità, quand’è il momento di confrontarci lo sappiamo fare correttamente e come detto, democraticamente ». Conclude Magorno: «Auguri al vincitore, il giovane Giuseppe Falcomatà, 32 anni simbolo di rinnovamento che ora sarà alla guida di un percorso di cambiamento e di una proposta di governo per la città di Reggio Calabria, che tutto il partito sosterrà unitariamente e con il massimo spirito di coesione e nell’esclusivo interesse dei reggini. Un contributo che giungerà sicuramente da Domenico Battaglia e dagli altri candidati che rappresenteranno delle risorse per il nostro partito e ai quali va la nostra gratitudine per aver scritto insieme quest’altra bella pagina per il nostro partito».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">Il voto nei quartieri: dati parziali</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">•I Circoscrizione (Centro storico) – via Possidonea &#8211; Votanti: 881 – Voti: Falcomatà 417, Battaglia 311, Bova 83, Amodeo 69.</p>
<p style="text-align: justify;">•II Circoscrizione (Pineta Zerbi-Tremulini-Eremo) – via Prolungamento Aschenez- Votanti: – Voti:</p>
<p style="text-align: justify;">•III Circoscrizione (S. Caterina-Vito) via Montello &#8211; Votanti: – Voti:  Falcomatà 406, Battaglia 385, Bova 122, Amodeo 75.</p>
<p style="text-align: justify;">•IV Circoscrizione (Trabocchetto-Condera-Spirito Santo) – via Reggio Campi &#8211; Votanti: – Voti:</p>
<p style="text-align: justify;">•V Circoscrizione (Stadio – Ferrovieri-Gebbione) – via San Giuseppe Tr. IV &#8211; Votanti: – Voti:</p>
<p style="text-align: justify;">•VI Circoscrizione (Sbarre) – via Graziella &#8211; Votanti: – Voti:</p>
<p style="text-align: justify;">•VII (Circoscrizione San Giorgio-Modena-S. Sperato) – via Modena Chiesa- Votanti: – Voti: Falcomatà 544, Battaglia 347, Amodeo 135, Bova 56.</p>
<p style="text-align: justify;">•VIII Circoscrizione (Arghillà-Catona) – piazza Matteotti &#8211; Votanti: – Voti: Battaglia 805, Falcomatà 318, Amodeo 262, Bova 69.</p>
<p style="text-align: justify;">•IX Circoscrizione (Gallico-Sambatello) – piazza Calvario &#8211; Votanti: – Voti:</p>
<p style="text-align: justify;">•X Circoscrizione (Archi) – Rione C.E.P. lotto 20/a &#8211; Votanti: – Voti: Falcomatà 302, Battaglia 265, Bova 132, Amodeo 89.</p>
<p style="text-align: justify;">•XI Circoscrizione (Ortì-Podargoni-Terreti) – piazza Municipio Ortì &#8211; Votanti: – Voti: Bova 259, Battaglia 98, Amodeo 69, Falcomatà 35.</p>
<p style="text-align: justify;">•XII Circoscrizione (Cannavò-Mosorrofa-Cataforio) – via Anzario 3 (Mosorrofa) &#8211; Votanti: – Voti: Falcomatà 315, Battaglia 169, Amodeo 89, Bova 16.</p>
<p style="text-align: justify;">•XIII circoscrizione (Ravagnese) – via Ravagnese Superiore &#8211; Votanti: – Voti:</p>
<p style="text-align: justify;">•XIV circoscrizione (Gallina) – via delle Rimembranze &#8211; Votanti: – Voti: Falcomatà 285, Battaglia 249, Amodeo 76, Bova 34.</p>
<p style="text-align: justify;">•XV Circoscrizione (Pellaro) – Centro Civico &#8211; Votanti: – Voti: Falcomatà 580, Battaglia 396, Amodeo 253, Bova 45.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>Regione, da Reggio avanza la candidatura di Giuseppe Raffa</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jun 2014 07:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>scirocco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Quella che ci attende in occasione delle prossime elezioni regionali è una sfida difficilissima e siamo consapevoli che ancora più arduo sarà il compito di chi guiderà per i prossimi cinque anni una Regione in forte difficoltà come la nostra. &#8230; <a href="/index.php/2014/06/30/regione-da-reggio-avanza-la-candidatura-di-giuseppe-raffa/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">“Quella che ci attende in occasione delle prossime elezioni regionali è una sfida difficilissima e siamo consapevoli che ancora più arduo sarà il compito di chi guiderà per i prossimi cinque anni una Regione in forte difficoltà come la nostra. Tuttavia crediamo che ci siano le condizioni affinché Forza Italia, insieme agli alleati che si uniranno al progetto, sarà in grado di riuscire a presentare ai nostri cittadini una proposta convincente che possa meritare la loro fiducia”. E’ quanto dichiarano in una nota il vice Coordinatore Regionale di Forza Italia Nino Foti e il coordinatore Provinciale Roy Biasi, che lanciano la candidatura alla Regione di Giuseppe Raffa, una proposta che si affianca a quella già circolata in questi giorni relativa a una discesa in campo della catanzarese Wanda Ferro o a un possibile impegno in prima persona della coordinatrice regionale Jole Santelli. Sembra chiaro che Foti e Biasi abbiano giocato d&#8217;anticipo, visto che si vocifera di un possibile rientro in Forza Italia dell&#8217;ex governatore Giuseppe Scopelliti: il quale, si sa, potrebbe mettersi di traverso visti i rapporti non esattamente idilliaci con Raffa.</p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 394px"><img class="  " src="http://www.socialsud.it/socialsud/wp-content/uploads/Peppe_Raffa-.jpg" alt="" width="384" height="332" /><p class="wp-caption-text">Giuseppe Raffa</p></div>
<p style="text-align: justify;">“Bisogna proseguire sulla strada intrapresa in questi mesi – si legge nella nota dei due azzurri – e dar seguito a quella proficua dialettica interna finalizzata all’individuazione del candidato intorno al quale costruire la squadra e il programma di governo della nostra coalizione. In questa discussione, che ha prodotto fino ad ora diverse ipotesi tutte estremamente valide, crediamo che si possa inserire un’ulteriore soluzione di indubbio valore, che vedrebbe impegnato quale candidato alla Presidenza della Regione, l’attuale Presidente della Provincia di Reggio Calabria Giuseppe Raffa. Su questa ipotesi, individuata al termine di una campagna d’ascolto del territorio promossa dal coordinamento provinciale, convergono in maniera unanime gli eletti e gli amministratori a tutti i livelli di Forza Italia della Provincia”.</p>
<p style="text-align: justify;">“Considerato che fino ad oggi – affermano Nino Foti e Roy Biasi – si è riscontrato un consenso generale in Forza Italia nel ribadire più volte di essere contrari ad un candidato “calato dall’alto”, non addentrato nei problemi della nostra realtà, auspicando invece una soluzione che garantisca capacità, competenza e un sano legame con il proprio territorio, crediamo che il Presidente Raffa, amministratore integerrimo ed espressione di quella buona politica che deve essere difesa e tutelata dal disfattismo imperante abbia quasi il dovere morale di mettersi nuovamente a disposizione dei cittadini calabresi. Siamo consapevoli dell’importante sforzo che il Partito chiede al Presidente Raffa, già profondamente impegnato con la sua amministrazione in un duro ma proficuo lavoro quale unico punto di riferimento istituzionale in un territorio estremamente complesso, ma crediamo allo stesso tempo che Forza Italia e il centrodestra tutto non possano privarsi di quella che riteniamo una risorsa importante che in questi anni si è spesa sul campo con successo e senza mai risparmiarsi”.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Per i due azzurri Raffa è “una risorsa che ha dimostrato di sapersi battere con determinazione fronteggiando ogni sorta difficoltà come in occasione della storica affermazione elettorale ottenuta nel 2011, che ha saputo costruire intorno a se un gruppo di lavoro valido che si sta rendendo protagonista di un’azione politica concreta ed efficace apprezzata in tutta la Provincia. Una risorsa che ha dato un contributo fondamentale alla crescita del nostro Partito nel contesto di quel lavoro di squadra che ha portato quella di Reggio Calabria, in virtù degli importanti risultati ottenuti, quali ad esempio quelli delle elezioni politiche del 2013 o del successo ottenuto dall’operazione Club di Forza Silvio, con oltre 160 Club in tutta la Provincia, o ancora i risultati delle ultime elezioni europee che hanno portato Forza Italia, con il 22,6% dei consensi, ad affermarsi quale secondo Partito della Provincia, ad essere definita la Provincia più azzurra d’Italia”.</p>
<p style="text-align: justify;">Conclude la nota: “Una Provincia che tuttavia oggi si ritrova paradossalmente senza un rappresentante di Forza Italia nelle massime istituzioni nazionali ma dove nonostante tutto Forza Italia si presenta compatta ed unita nell’offrire alle discussioni che si terranno nei prossimi giorni, a partire dall’incontro di Mercoledì prossimo con il Presidente Berlusconi, un contributo importante, proponendo una risorsa sulla quale siamo convinti si possano costruire un consenso ampio in grado di coinvolgere le diverse anime del centrodestra e soprattutto una proposta con la quale poter dimostrare al nostro elettorato di meritare ancora quella fiducia più volte già concessa”.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>’Ndrangheta, sul caso Trematerra frecciate tra Pd e Cgil</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jun 2014 13:45:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>arusso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I rapporti tra ’ndrangheta e politica diventano terreno di scontro tra la segreteria regionale della Cgil e la segreteria regionale del Pd. Roba che qualche anno fa sarebbe stata impensabile. Il punto di frizione è l’inchiesta che ha coinvolto l’assessore &#8230; <a href="/index.php/2014/06/16/ndrangheta-sul-caso-trematerra-frecciate-tra-pd-e-cgil/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">I rapporti tra ’ndrangheta e politica diventano terreno di scontro tra la segreteria regionale della Cgil e la segreteria regionale del Pd. Roba che qualche anno fa sarebbe stata impensabile. Il punto di frizione è l’inchiesta che ha coinvolto l’assessore regionale all’agricoltura Michele Trematerra e, tra gli altri, l’ex sindaco di Acri. A lanciare la prima pietra è la segreteria regionale della Cgil: «L&#8217;on. Magorno ha caratterizzato la sua segreteria con una forte determinazione sul terreno della lotta alla &#8216;ndrangheta e alla corruzione, scelte e caratterizzazione che noi abbiamo condiviso e sostenuto unitamente ad un ampio schieramento democratico e civile calabrese. Per tali ragioni non comprendiamo il silenzio che ha caratterizzato la segreteria regionale del Pd e il gruppo regionale intorno all&#8217;indagine in corso sull&#8217;attività dell&#8217;attuale assessore regionale Trematerra».</p>
<div id="attachment_76067" class="wp-caption aligncenter" style="width: 660px"><a href="/wp-content/uploads/2014/06/Magorno-RenziPP.jpg"><img class="size-full wp-image-76067" title="Magorno-RenziPP" src="/wp-content/uploads/2014/06/Magorno-RenziPP.jpg" alt="" width="650" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Ernesto Magorno con Matteo Renzi</p></div>
<p style="text-align: justify;">Prosegue la Cgil: «L’opinione pubblica democratica ha bisogno di conoscere le ragioni di questo silenzio: garantismo?, non condivisione dell&#8217;azione in corso da parte dei giudici?, tattica politica?, o altre ragioni! Ci aspettiamo un intervento chiarificatore &#8211; conclude il sindacato &#8211; per tutti quelli che hanno creduto e credono nella battaglia per la legalità, la trasparenza e contro la corruzione che sta caratterizzando il nuovo corso del Pd del Presidente Renzi».</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Pronta la risposta del Pd calabrese con una nota riportata integralmente di seguito.</em></p>
<p style="text-align: justify;">«Il Pd non fa sconti a nessuno sulla linea dell’affermazione della legalità che è, e sarà sempre, la base e la premessa di ogni azione dei democratici calabresi», lo dichiara il segretario regionale del Pd Calabria, Ernesto Magorno, in risposta ad una nota della Cgil sulla vicenda che riguarda l’Assessore regionale Michele Trematerra. Dice ancora Magorno: «Non comprendo da cosa la Cgil evinca un nostro calo di tensione nell’impegno su tali questioni che è immutato e riaffermato quotidianamente. Il nostro giudizio su tutta la Giunta Scopelliti, alla quale abbiamo chiesto innumerevoli volte di andare a casa, è sempre stato netto, così come chiaro è stato il richiamo a porre la questione della legalità al centro del dibattito politico calabrese. Quanto ai fatti impuntati all’assessore Trematerra se accertati, sono evidentemente gravissimi, e spetterà alla Magistratura appurarli». Dice infine il segretario regionale: «Desidero che si prosegua assieme alla Cgil, in quel percorso condiviso fino ad ora e indirizzato a liberare la nostra regione da ogni sorta di malaffare e presenza criminale. Per questo sono certo che la Cgil contribuirà con noi a portare avanti quella profonda azione di rinnovamento nelle società e nella politica calabrese, senza la quale la legalità non potrà mai affermarsi pienamente».</p>
<p style="text-align: justify;">Posto che non ci risulta che per altri casi e per altri silenzi la Cgil calabrese abbia sempre puntato l’indice contro la segreteria del Pd, c’è da chiedersi perché proprio sul caso Trematerra si sia creata questa frattura evidente tra il Pd e il più grande sindacato che – peraltro – è il sindacato più vicino al primo partito del fronte progressista italiano.<br />
Non voglio fare dietrologie, ma constato che con l’approssimarsi delle elezioni regionali si moltiplicano le frizioni su terreni un po’ nebulosi per chi non mastica politica. E il fronte dell’antimafia ha bisogno di chiarezza, non di essere usato per botta e risposta i cui non detti restano accessibili solo alla stretta cerchia degli addetti ai lavori.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Perché Renzi passerà sopra &#8220;l&#8217;inaffidabile&#8221; Pd calabrese</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jun 2014 11:05:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>arusso</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Alcune ore dopo aver scritto questo articolo è uscita la notizia che il Pd si avvierebbe verso le primarie per la scelta del candidato a presidente della Regione. Cioè, tutto sarà deciso durante l&#8217;assemblea regionale del partito, che potrebbe essere convocata per il prossimo 30 giugno e alla quale parteciperà il vicesegretario nazionale del Pd, Lorenzo Guerini. L&#8217;orientamento sarebbe stato assunto in una riunione a margine della direzione nazionale del Pd, fra i democratici calabresi e il numero due di Renzi. Non mi stupisce il fatto che la notizia sia stata fatta uscire proprio nel momento in cui in molti – me compreso – hanno detto chiaramente di ritenere che Renzi non accetterà primarie che si preannunciano piene di truppe cammellate. Ma resto comunque della mia idea: Renzi individuerà un proprio candidato e non rischierà primarie che – come l&#8217;esperienza ha insegnato – in Calabria sembrano più le Olimpiadi dei signori delle tessere che una genuina espressione di volontà popolare.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">Ernesto Magorno</span></strong> non ha idea di chi sarà il candidato del Pd alla presidenza della Regione Calabria. Sa che <strong><span style="color: #ff0000;">Matteo Renzi</span></strong> non permetterà che dinosauri e fossili mettano l’ipoteca su una possibile vittoria, sa che non ci sarà alcun nome che in qualche modo possa ricordare la giunta <strong><span style="color: #ff0000;">Loiero-Adamo</span></strong>. Sa che il meccanismo delle primarie in Calabria è foriero di viaggi di truppe cammellate più che di democrazia, e che alla fine vincerebbero i colonnelli o i loro prestanome. Ma Ernesto Magorno – deputato nonché segretario regionale del Pd – in ultima analisi non sa chi sarà il prescelto da Renzi e dal suo entourage. L’improvviso e opportuno interesse del Governo e dei vertici nazionali del Pd per i destini della Calabria ha come conseguenza diretta che le decisioni sulla Calabria saranno prese senza il contributo determinante dei calabresi.<br />
Non esprimo giudizi in proposito. Mi limito a constatare che il Pd calabrese a Roma è considerato inaffidabile e che la disfatta di Rende, dove la monarchia della <strong><span style="color: #ff0000;">famiglia Principe</span></strong> è stata rovesciata dopo decenni, ha confermato che il 35 per cento al Pd in Calabria è solo fiducia in Renzi: quando si passa a valutare l’operato del Pd locale la disfatta è in agguato.</p>
<div id="attachment_75984" class="wp-caption aligncenter" style="width: 660px"><a href="/wp-content/uploads/2014/06/renzi_calabria_scalea12_1.jpg"><img class="size-full wp-image-75984" title="renzi_calabria_scalea12_1" src="/wp-content/uploads/2014/06/renzi_calabria_scalea12_1.jpg" alt="" width="650" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Renzi in Calabria: alla sua destra Magorno, a sinistra la Lanzetta</p></div>
<p style="text-align: justify;">Mentre l’avvocato <strong><span style="color: #ff0000;">Marcello Manna</span></strong> – che, sostenuto dalle liste del centrodestra, ha conquistato il castello socialista-piddino di Rende – festeggia l’elezione a sindaco, Magorno spiega che il candidato sarà fuori dai giochi di potere. Ora, posto che tra i nomi in circolazione non circolano quello di monaci tibetani o asceti del monte Athos, bisogna intendersi sul concetto di giochi di potere, visto che la Calabria ha avuto un&#8217;unica grande industria, la Regione, al centro dei giochi della politica e dell’economia. Mi pare un’impresa ardua trovare qualcuno fuori dai giochi, qualcuno che non abbia mai fatto parte di comitati politico-elettorali o che non abbia, in un modo o nell’altro, ricevuto finanziamenti dall’ente che andrebbe ad amministrare.</p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><img class="   " src="http://www.sudmagazine.it/wp-content/uploads/Rubbettino-416x396.jpg" alt="" width="240" height="228" /><p class="wp-caption-text">Florindo Rubbettino</p></div>
<p style="text-align: justify;">I nomi che circolano in questi giorni per il Pd sono di due tipi: quelli che vorrebbero candidarsi alla presidenza della Regione passando dalle primarie e quelli che saranno candidati direttamente da Roma, bypassando qualunque forma di condivisione con il partito calabrese. Magorno ha spiegato che – allo stato dei fatti – è più forte la probabilità che un cammello passi dalla cruna di un ago che in Calabria si tengano delle primarie, ma quelli che si sono fatti avanti ci sono lo stesso: <strong><span style="color: #ff0000;">Mario Oliverio</span></strong>, presidente della provincia di Cosenza che non si rassegna alla pensione dopo decenni di incarichi elettivi, sponsorizzato dal re dei rottamati, <strong><span style="color: #ff0000;">Massimo D’Alema</span></strong>; <strong><span style="color: #ff0000;">Demetrio Naccari Carlizzi</span></strong> e <strong><span style="color: #ff0000;">Mario Maiolo</span></strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi ci sono i candidati “veri”, quelli sui quali pare stiano riflettendo Renzi e la segreteria nazionale del Pd: l’editore <strong><span style="color: #ff0000;">Florindo Rubbettino</span></strong>, il ministro <strong><span style="color: #ff0000;">Maria Carmela Lanzetta</span></strong> e il sottosegretario <strong><span style="color: #ff0000;">Marco Minniti</span></strong>. Su Minniti, figura storica del Pd nonché di tutte le evoluzioni del Pci calabrese, non c’è altro da aggiungere se non che da più di dieci anni è stato sempre messo tra i papabili ad ogni elezione che riguardasse il presidente della Regione o il sindaco di Reggio, senza mai muoversi da Roma. Della Lanzetta mi limito a constatare che ottiene il gradimento generalizzato di tutto il partito. Di Rubbettino si può solo aggiungere che è stato in ottimi rapporti sia con la giunta Loiero che con la giunta Scopelliti e che, certo, il feeling con l’attuale assessore regionale alla cultura <strong><span style="color: #ff0000;">Mario Caligiuri</span></strong> ha dato ai più l’impressione (errata?) di una sua vicinanza al centrodestra. E comunque pare che Rubbettino sia tentato dalla proposta.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel centrodestra la caduta rovinosa di Scopelliti ha rimesso Forza Italia in un ruolo centrale rispetto al Ncd. Pare che i <strong><span style="color: #ff0000;">fratelli Gentile</span></strong> – protagonisti di una frattura nel Ncd con l’ex governatore dopo le europee – potrebbero dare il loro via libera a un candidato di Forza Italia, se questo fosse <strong><span style="color: #ff0000;">Giacomo Mancini jr</span></strong> (attuale assessore regionale al bilancio). Ma è già in campo <strong><span style="color: #ff0000;">Wanda Ferro</span></strong>, mentre qualcuno pensa anche a <strong><span style="color: #ff0000;">Roberto Occhiuto</span></strong>. La coordinatrice azzurra, <strong><span style="color: #ff0000;">Jole Santelli</span></strong>, cerca il colpo a sorpresa: che non sia magari lei stessa a buttarsi nella mischia?</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 90px;"><strong><span style="color: #ff0000;">Ps:</span></strong> a proposito del giudizio sulla Calabria a livello nazionale, ne approfitto per scrivere di una cosa che mi ha colpito e mi scuso se salto di palo in frasca. Due giorni fa commentando la gaffe del consiglio regionale, che per “sconvocare” una seduta ha inviato una nota firmata dal dirigente Nicola Lopez, deceduto all’alba, il giornalista della Stampa Guido Ruotolo ha scritto all’inizio del pezzo: <em>“Che vergogna Calafrica”</em>.<br />
<a href="/wp-content/uploads/2014/06/ruotolo-calafrica.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-75991" title="ruotolo-calafrica" src="/wp-content/uploads/2014/06/ruotolo-calafrica.jpg" alt="" width="284" height="284" /></a>Dopo le sacrosante e vibrate proteste di tanti – e tra loro alcuni miei ex colleghi del Quotidiano come Mita Borgogno e Francesco Rende – Ruotolo ha modificato l’attacco del pezzo, giustificandosi su Twitter: <em>“Calafrica è un atto d’amore verso una terra offesa da politici e ’ndrangheta”</em>. Amore? Di questi <em>“atti d’amore”</em> sono pieni i media nazionali, che da tanti anni <em>amano</em> i calabresi trasformando le colpe dei singoli in una maledizione collettiva che accomuna una regione e un popolo. Purtroppo il provincialismo di una parte della stampa locale (non tutta, fortunatamente) e di una parte dei lettori calabresi fa sì che ci si inchini e spesso si faccia fa da megafono alle banalità propinate dagli inviati di turno. Io dei loro <em>“atti d’amore”</em> non so che farmene: sogno una stampa locale e un’opinione pubblica che sgretoli una verità stereotipata che parla di una <em>Calabria con la lupara nel cervello</em>, che ci rende tutti <em><a href="http://marchiati.wordpress.com/">marchiati</a><span style="text-decoration: underline;"> </span></em>come si fa con il bestiame o con una stirpe maledetta.</p>
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		<title>La legge elettorale per il rinnovo del Consiglio regionale della Calabria è miope come chi l&#8217;ha appena approvata</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jun 2014 19:00:21 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[news 24]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[legge elettorale]]></category>
		<category><![CDATA[Mimmo Talarico]]></category>

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		<description><![CDATA[da Mimmo Talarico &#8212; La maggioranza di centrodestra ha approvato una legge elettorale che colpisce il pluralismo e la democrazia paritaria. Ha pensato di porre un argine al dilagare dell’antipolitica innalzando le soglie di sbarramento per l’accesso in Consiglio regionale, &#8230; <a href="/index.php/2014/06/05/la-legge-elettorale-per-il-rinnovo-del-consiglio-regionale-della-calabria-e-miope-come-chi-lha-appena-approvata/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #ff0000;">da Mimmo Talarico &#8212; </span></em></p>
<p style="text-align: justify;">La maggioranza di centrodestra ha approvato una legge elettorale che colpisce il pluralismo e la democrazia paritaria. Ha pensato di porre un argine al dilagare dell’antipolitica innalzando le soglie di sbarramento per l’accesso in Consiglio regionale, non riflettendo sul fatto che proprio la difesa ad oltranza del fortino, assediato dai mille bisogni inevasi di una regione in ginocchio, costituisce linfa nuova per quanti, in questa fase, si alimentano della disillusione e della rabbia dei cittadini verso una politica percepita sempre più come inconcludente ed autoreferenziale.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="/wp-content/uploads/2014/06/CalabriaAulaQ.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-75820" title="CalabriaAulaQ" src="/wp-content/uploads/2014/06/CalabriaAulaQ.jpg" alt="" width="253" height="253" /></a>Hanno anche affossato la norma sulla doppia preferenza di genere, facendo prevalere una logica auto &#8211; conservativa a scapito di un allargamento della democrazia e di una riqualificazione, di un arricchimento, della rappresentanza politica in seno alla massima assise regionale. Non ne sono rimasto sorpreso, beninteso. Che da parte del “partito dei consiglieri regionali” e della giunta non ci fosse alcun interesse ad affrontare seriamente il tema della democrazia paritaria me n’ero accorto fin dall’inizio della legislatura, registrando fragorosi silenzi e fastidiose inadempienze, perfino scorrettezze, sulla proposta di legge in materia che mi vedeva primo firmatario. Rimane l’amarezza, nondimeno, per l’ennesima occasione mancata, per la miopia dimostrata da gran parte dei consiglieri regionali, ma anche da parte delle principali forze politiche, di centrodestra e di centrosinistra.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa legislatura, apertasi all’insegna di tronfie promesse e conclusasi, anticipatamente, nel modo inglorioso che conosciamo, poteva darsi un sussulto di dignità proprio con l’adozione di una nuova legge elettorale che valorizzasse il pluralismo politico-culturale e la parità di genere. Ciò non è avvenuto, per responsabilità di chi ha scambiato le istituzioni per casa propria, minandone l’immagine e la credibilità, fino agli estremi della tragicommedia andata in scena all’indomani della condanna di Scopelliti e, mi sia consentito, del modello che egli ha per tanti anni incarnato.</p>
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		<title>Primarie per Reggio: il 29 giugno organizziamole nei gazebo in piazza</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jun 2014 09:00:51 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[news 24]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Falcomatà]]></category>
		<category><![CDATA[primarie]]></category>
		<category><![CDATA[sindaco]]></category>

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		<description><![CDATA[da Giuseppe Falcomatà * Le elezioni primarie del 29 giugno, per la scelta del candidato Sindaco della coalizione di centrosinistra, scriveranno una pagina importante, e a suo modo storica, nella politica cittadina. Cerchiamo di rendere questo appuntamento un vero momento &#8230; <a href="/index.php/2014/06/04/primarie-per-reggio-il-29-giugno-organizziamole-nei-gazebo-in-piazza/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #ff0000;">da Giuseppe Falcomatà * </span></em></p>
<p style="text-align: justify;">Le elezioni primarie del 29 giugno, per la scelta del candidato Sindaco della coalizione di centrosinistra, scriveranno una pagina importante, e a suo modo storica, nella politica cittadina. Cerchiamo di rendere questo appuntamento un vero momento di partecipazione libera e democratica da parte di tutti i cittadini.<br />
A tale scopo sarebbe fondamentale che queste primarie fossero, per la prima volta, completamente gratuite. È del tutto evidente, tuttavia, che l’organizzazione comporti dei costi per i partiti e i movimenti che vi partecipano. È fondamentale, pertanto, fare prima un’analisi attenta delle spese cui si va incontro. Fin ora le operazioni di voto si sono svolte all’interno delle circoscrizioni o di locali privati adibiti per l’occasione a seggio elettorale e questo ha comportato, nella maggior parte dei casi, importanti costi di affitto.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="/wp-content/uploads/2014/06/giuseppe-falcomataQ.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-75780" title="giuseppe-falcomataQ" src="/wp-content/uploads/2014/06/giuseppe-falcomataQ.jpg" alt="" width="120" height="120" /></a>Ecco la prima proposta: gazebo in piazza. Scegliere una piazza per ogni circoscrizione e allestirvi il seggio elettorale. Questo comporterebbe due effetti positivi: abbattere quasi totalmente i costi e rendere più facilmente individuabili i luoghi dove poter votare. Al termine delle primarie, inoltre, i gazebo resterebbero ai circoli e sarebbero utilizzabili per altri appuntamenti.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo punto i costi sarebbero relativi soltanto alla stampa delle schede elettorali. Ecco la seconda proposta: pagamento delle spese di tipografia a carico dei partiti e dei movimenti che partecipano alle primarie. La suddivisione delle spese comporterebbe una quota pro capite sostenibile per tutti.</p>
<p style="text-align: justify;">Al momento del voto, infine, sarà possibile da parte dei cittadini dare un contributo volontario di partecipazione. In questo caso, si potrebbe pensare di devolvere il ricavato ad un’associazione (da individuare) che opera concretamente nel sociale.</p>
<p style="text-align: right;"><em><span style="color: #ff0000;">* candidato Sindaco di Reggio Calabria alle Primarie Csx</span></em></p>
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