Sono tanti, più di 400, e vengono dalle regioni dove la mafia, le mafie, hanno colpito più duro: Calabria, Sicilia, Campania. I familiari delle vittime delle mafie, riuniti al teatro Carlo Felice di Genova per la 17/ma Giornata della memoria e dell’impegno voluta da Libera, si conoscono e si riconoscono guardandosi negli occhi.
Don Luigi Ciotti che siede davanti a loro comincia a parlare ricordando una frase di Saveria Antiochia, madre di Roberto, il poliziotto che venne massacrato dai killer di Totò Riina e Bernardo Provenzano mentre cercava di salvare Ninni Cassarà.
“Quando ti uccidono un figlio sparano anche su di te”, aveva detto Saveria poco prima di morire. “E così – dice don Ciotti – è necessario che tutti sentano sulla pelle quei colpi di pistola, perché venga mantenuta alta la memoria e perché la lotta alla mafia non si fermi”.
Tutti ascoltano, e applaudono quando don Ciotti ricorda Saveria Antiochia e Ninetta Burgio, quando sottolinea il coraggio dei genitori cui la mafia ha ammazzato i figli e quello dei figli cui la mafia ha assassinato i padri. E non è un caso che la Giornata della memoria sia fissata per il 21 marzo: è la Primavera, quella delle coscienze e quella della memoria sulla quale si basa la democrazia stessa, comunque la rinascita.
“Ci sono segmenti della politica – dice don Ciotti – che non tengono conto della vostra storia”. Parole durissime, quelle del leader di Libera, che si riferiscono alla volontà della Commissione Affari Costituzionali di “cancellare il 21 marzo come data della Giornata della memoria e dell’impegno”. “Ma il 21 marzo è la nostra data – sottolinea il prete – ce la siamo conquistata insieme. Libera non appartiene ad alcun gioco politico e che nessuno la deve strumentalizzare. La lotta alla mafia è iniziata con la Primavera, e così resterà“. Parole urlate, accolte da tutti con un lungo, caldo applauso.
Tra di loro c’é anche Placido Rizzotto, nipote del sindacalista di Corleone rapito e ucciso da Cosa nostra il 10 marzo 1948 e gettato nelle foibe di Rocca Busambra: “Mio zio è simbolo della lotta alla mafia e dei diritti dei lavoratori. Il funerale di Stato è un riconoscimento importante che è stato voluto in maniera spontanea dall’opinione pubblica”. “Ricevere qui questa notizia assieme a tanti altri parenti delle vittime – ha aggiunto – e condividerla con loro è stata un’emozione intensa”.
Il teatro è affollatissimo. Tutte queste persone attendono adesso il momento della veglia interreligiosa. Aspetteranno di sentir pronunciare il nome della persona che la mafia ha strappato al loro affetto. “Ognuno ha il diritto di sentirsi chiamare per nome”, aveva detto stamani don Ciotti. E tutti quei nomi, insieme, rappresentano l’anima e la cifra di una forza e di un coraggio che non deve finire mai.
Legambiente presenta “Cemento spa”
Il rapporto tra mafia, abusivismo ed edilizia è un’equazione ormai accertata anche al Nord, al punto che per la criminalità oraganizzata tutto il Nord Italia è una sorta di “Cemento spa”: illegalità, corruzione e abusivismo sono un humus ideale per favorire le infiltrazioni in settentrione. Questa la sintesi di “Cemento spa”, il dossier di Legambiente presentato oggi a Genova in occasione della XVII Giornata contro tutte le mafie, organizzata per sabato a Genova dall’associazione Libera.
Il dossier fornisce dati basati sulle risultanze investigative e le analisi conseguenti. Nelle regioni del Nord Italia – Liguria in testa, Lombardia e Emilia Romagna – sono 26 i clan e le ‘ndrine censiti dalla Direzione Nazionale Antimafia e 1.431 i beni confiscati. La Liguria detiene il triste primato delle infrazioni in materia edilizia con il 25,2% dei reati registrati nell’intero Nord Italia, 337 sequestri e 2.641 persone denunciate. Al 2/o posto c’é la Lombardia, seguita da Emilia Romagna, Piemonte, Veneto, Trentino, Friuli e Valle d’Aosta. Tra le province del Nord, quella che presenta maggiori criticità è Imperia, seguita da Genova, Savona e Sondrio.
E’ stato il vorticoso giro d’affari che ruota attorno all’ edilizia e al movimento terra, oltre che alle grandi opere pubbliche, a far diventare il Nord Italia appetibile per la criminalità organizzata, i cui insediamenti risalgono ai tempi del ‘confino’ dei capi clan siciliani, calabresi e campani.
“La capacità di penetrazione delle organizzazioni criminali in enti locali e negli appalti per i lavori pubblici – ha detto Santo Grammatico, presidente di Legambiente Liguria – si è rafforzata anche grazie alla crisi economica. Il ponente ligure, con i Comuni di Ventimiglia e Bordighera sciolti per infiltrazione mafiosa a causa di interessi legati alla costruzione dei porti, al gioco d’azzardo e alla gestione degli appalti ne rappresenta una prima evidenza”.
Nel dossier di Legambiente viene ricordato l’alto numero di clan e ‘ndrine presenti al Nord: sono ben 26 e vengono considerati quelli di maggior spessore criminale ed economico.
Un altro dato che sintetizza la gravita’ della situazione è quello relativo ai beni confiscati alla criminalità organizzata: in tutta Italia, la Lombardia si attesta al terzo posto per numeri di confische: 205 sono stati i beni mobili e immobili posti prima sotto sequestro e poi confiscati dopo Sicilia (561) e Campania (317). E Milano, con 190 immobili sottratti ai clan è la quinta città d’Italia dopo Palermo (1.924), Reggio Calabria (245), Motta Sant’Anastasia, in provincia di Catania (230) e Roma (209).
gli appuntamenti della XVII giornata per le vittime delle mafie
Genova come un grande contenitore di memoria, come città dove la coscienza antimafia si concentra, si descrive, si racconta e chiede che la testimonianza sia sempre viva e attenta. Così nasce a Genova la XVII Giornata in ricordo delle vittime delle mafie con la quale Libera celebra, a partire da domani e fino a domenica, il ricordo di chi è morto per volontà mafiosa.
Le mafie, ovvero Cosa nostra, la Camorra, la ‘ndrangheta che nel corso dei decenni hanno massacrato e ucciso prima nelle regioni di riferimento poi in tutta Italia e in Europa, che hanno organizzato massacri, come quelli di Falcone e Borsellino, stragi come quelle del ’93/’94, patti scellerati con le istituzioni, inquinamento dell’economia, usura, omicidi e istigazioni al suicidio. Loro, le vittime, sono centinaia: tutti ammazzati per mano di mafia, uccisi perché la mafia li ha costretti a morire, vittime comunque. Per questo, perché la memoria è la base stessa della democrazia, Genova diventa punto di riferimento delle famiglie delle vittime di mafia e per questo intitolerà a quelle vittime una piazza, ospiterà concerti, seminari su ecomafie, zoomafie, gioco d’azzardo e gioco illegale, sulle normative che lo Stato ha posto in essere per il contrasto della criminalità organizzata.
Due giorni intensissimi che vedranno l’arrivo di oltre 100 mila persone che arriveranno con 400 pullman e treni speciali, una rivoluzione per la città che sarà percorsa sabato mattina da un imponente corteo.
La Giornata della memoria, sabato 17 marzo, sarà preceduta, domani, dalla veglia di preghiera interreligiosa per le vittime della mafia che si terrà in cattedrale alle 18. La veglia sarà presieduta dal cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei e arcivescovo di Genova e interverranno magistrati e i familiari delle vittime che nel primo pomeriggio si incontreranno riservatamente nel teatro Carlo Felice. Dove l’attrice Lella Costa rievocherà, tra le altre, le storie di figure simboliche di donne ‘ribelli’ come Felicia Impastato (madre di peppino), Saveria Antiochia (madre dell’agente di polizia Roberto, scorta ‘volontaria’ del commissario Ninni Cassarà), Michela Buscemi (parte civile al maxi processo). Poi l’attesa per il grande corteo che sabato mattina, alle 9,30 prenderà il via da piazza della Vittoria per attraversare Genova e arrivare in piazza Caricamento, al Porto Anrico.
Nel pomeriggio seminari e incontri sul rapporto tra mafia e politica, sul gioco d’azzardo, sui traffici illegali dei rifiuti e sull’agromafia, il convegno sulla legge Rognoni-La Torre, sul giornalismo d’inchiesta e sulla finanza illegale e illecita in Europa e ancora il racconto della partita che la Nazionale di Prandelli ha disputato a Rizziconi (Reggio Calabria) sul campo confiscato a una delle più potenti ‘ndrine calabresi. E infine gli spettacoli teatrali tratti da testi contemporanei.
Anche se ha l’aspetto di una festa, sarà prima di tutto “l’affermazione del nostro impegno per la giustizia e i diritti al fianco dei familiari delle vittime della violenza mafiosa”.
Così don Luigi Ciotti descrive la Giornata della memoria delle vittime di mafia. Non una festa, ma una testimonianza, “è memoria – ha detto Ciotti – che si fa impegno”.












