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	<title>Scirocco News &#187; Attualità</title>
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	<description>eVENTIdelSUD - magazine online di approfondimento giornalistico, inchieste, reportage, notizie sulla Calabria e dintorni</description>
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		<title>Rotolando nell&#8217;anima, con i nostri muscoli interiori</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Sep 2014 07:20:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ChiaraUrsino</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Roberta Tota]]></category>
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		<description><![CDATA[Carissimi amici e lettori è con orgoglio che annuncio l’uscita del libro dal titolo “Rotolando nell’anima” dell’amica Roberta Tota, ospite nella mia rubrica. Roberta in questo libro ha riportato i più significativi pensieri, poesie e riflessioni mettendo in luce parte &#8230; <a href="/index.php/2014/09/22/rotolando-nellanima-con-i-nostri-muscoli-interiori/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Carissimi amici e lettori è con orgoglio che  annuncio l’uscita del libro  dal titolo “Rotolando nell’anima” dell’amica Roberta Tota, ospite nella mia rubrica. Roberta in questo libro ha riportato i più significativi pensieri, poesie e riflessioni mettendo in luce parte della sua esistenza al lettore con la speranza che riesca anche per poco a comprendere una nuova visione della vita, non compassionevole e vittimistica, bensì vittoriosa e colma di risorse.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="/wp-content/uploads/2014/09/41TifP6UtFL._AA258_PIkin4BottomRight-4722_AA280_SH20_OU29_.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-77240" title="41TifP6UtFL._AA258_PIkin4,BottomRight,-47,22_AA280_SH20_OU29_" src="/wp-content/uploads/2014/09/41TifP6UtFL._AA258_PIkin4BottomRight-4722_AA280_SH20_OU29_.jpg" alt="" width="280" height="280" /></a>In definitiva il suo libro può essere considerato a mio avviso un punto di partenza per andare oltre l’orizzonte e sfatare quel mito che la disabilità è solo sofferenza e dolore. Riporto uno stralcio della premessa del testo che ricordiamo è reperibile online sul sito  www.amazon.it in versione ebook. “Le sofferenze, le paure non scompariranno ma impareremo ad essere più consapevoli di quello che siamo e dove vorremmo arrivare, senza il fine logico di arrivare ad una fine, ma al contrario, capiremo che c’è sempre un inizio possibile. Quello da seguire è sicuramente il nostro cuore! Ho scritto questo libro perché, per una volta, volevo superare le mie insicurezze e porre all’attenzione di queste righe tanti occhi e magari distruggere quel pregiudizio, anche stupido, che domina la nostra coscienza. Ognuno di noi è qualcuno anche nelle avversità. Ciò che conta davvero sono i nostri muscoli interiori: Cuore, Comprensione, Sensibilità, Ascolto, Coraggio, Determinazione e Volontà. Roberta Tota”. Vi auguro buon viaggio alla scoperta di un mondo fantastico.</p>
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		<title>Raccontare i silenzi e superare le paure: #Calabriaoltre la narrazione a Scilla in Passerella</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Aug 2014 15:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>SciP</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il silenzio dell’omertà, delle parole vuote, delle domande non formulate, della paura delle risposte. Scilla in passerella, l’evento organizzato dalla Filodrammatica Scillese con la direzione artistica di Ossi di Seppia e Sabbiarossa Edizioni, ha scelto di sviscerare la #Calabriaoltre la &#8230; <a href="/index.php/2014/08/14/raccontare-i-silenzi-e-superare-le-paure-calabriaoltre-la-narrazione-a-scilla-in-passerella/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il silenzio dell’omertà, delle parole vuote, delle domande non formulate, della paura delle risposte. <em>Scilla in passerella</em>, l’evento organizzato dalla <em>Filodrammatica Scillese</em><em> </em>con la direzione artistica di <em>Ossi di Seppia</em> e <em>Sabbiarossa Edizioni</em>, ha scelto di sviscerare la <em>#Calabriaoltre la narrazione</em> attraverso il valore ambiguo del silenzio, aprendo la serata con il “testimone silenzioso” di Kieslowski: «in ogni episodio del decalogo del regista polacco c’è un personaggio che sta fermo, scruta e non interviene mai» ha ricordato il giornalista <strong>Alessandro Russo</strong> «come una parte dei calabresi che osservano quanto accade loro intorno e continuano ad aspettare». Testimoni silenziosi. «Per narrare la Calabria non si può prescindere dal raccontarne i silenzi, superandoli cercando di ascoltare» ha sottolineato <strong>Paola Bottero</strong>. «Quando l’apparenza diventa sostanza» ha continuato la giornalista e scrittrice, autrice del romanzo <em>Cartavetrata</em>, «è facile usare la stampa per raccontare una realtà sublimata. Ognuno di noi può passare il segno, diventare colui che lancia il personaggio e non la notizia. Noi giornalisti rischiamo di fare quanto già sperimentato dai politici: creare uno scollamento tra ciò che si vive e ciò che si racconta».  Uno scollamento che non può prescindere dai tabù culturali: per lo scrittore <strong>Mimmo Gangemi</strong> «il silenzio ha purtroppo delle giustificazioni forti, è sintomo di una difficoltà di esporsi in un luogo in cui lo stato ha spesso abdicato alla sua funzione. Il silenzio è spesso paura, è vero, ma io continuo a rivendicare il diritto di non essere eroi». Il magistrato antimafia <strong>Antonio De Bernardo</strong> ha però ricordato che questo stesso diritto «non può diventare un alibi per la rassegnazione diffusa. Ci sono, esistono persone che decidono di raccontare la verità anche in situazioni difficili, e quando questo accade riacquistano un modo di essere vivi che avevano perso. Ho visto persone rinascere attraverso la denuncia. La verità redime».</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="/wp-content/uploads/2014/08/SciP-narrazione13.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-77211" title="SciP narrazione13" src="/wp-content/uploads/2014/08/SciP-narrazione13-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Dal canto suo il regista de <em>Il Sud è niente</em> <strong>Fabio Mollo</strong> ha evidenziato che «rifiutarsi di conoscere la verità è già un modo per ometterla. Costruire un film sul silenzio è stata una sfida per dimostrare che la mia generazione sta dando segnali di voler andare oltre la paura e soprattutto il retaggio antico della diffidenza reciproca». Segnali deboli ma esistenti, quelli catturati da <em>Scilla in Passerella</em> in un Lido Francesco stracolmo di persone decise ad andare oltre le narrazioni stereotipate. «Non è che parlare dei mali di questa terra è parlare male» ha continuato De Bernardo. «Occorre avere il coraggio di urlare due verità, che la ‘ndrangheta esiste e va sconfitta e che la Calabria è una terra bellissima. L’omertà comincia quando finisce la purezza e finisce quando si ritrova la dignità: quando questo succede, non importa più se lo stato non funziona come dovrebbe, si ritorna vivi». Una redenzione che parte da dentro: Alessandro Russo ha quindi chiesto ai relatori, citando Corrado Alvaro: «Quanto del vostro lavoro è sentirsi responsabili e chiedere scusa per il mondo come va?».</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="/wp-content/uploads/2014/08/SciP-narrazione26.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-77213" title="SciP narrazione26" src="/wp-content/uploads/2014/08/SciP-narrazione26-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Sfaccettate le risposte: «Per me, che vengo dal Gebbione» ha ricordato Mollo «diventare regista è stato importante per tentare di contribuire ad una narrazione differente. Debuttando insieme, facendo gioco di squadra». «Io non sento né di dover chiedere scusa né di dover insegnare qualcosa» ha affermato Gangemi «anche se noi che lavoriamo con le idee abbiamo una forte responsabilità nell’alimentare i pregiudizi dall’interno». Per Paola Bottero «l’unico modo per chiedere scusa è iniziare a guardarsi dentro, prendere coscienza dei propri sbagli, rifiutare facili assoluzioni nei confronti di se stessi. Chiedere scusa significa smettere di essere indifferenti,  e iniziare a dire cose scomode per porsi insieme delle domande. Perché di narrazione in narrazione si è costruito un mondo che non c’entra con la realtà».</p>
<p style="text-align: justify;">Durante il dibattito è stato offerto un rinfresco a cura del Lido Francesco.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi Scilla in Passerella si chiude in Piazza San Rocco alle ore 21.30 con la #Calabriaoltre i commissariamenti: Aldo Aldi intervistato da Filippo Teramo.</p>
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		<title>Scilla in passerella: da Forza Italia porte chiuse a Scopelliti. E nel Pd si levano le voci critiche</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Aug 2014 11:40:28 +0000</pubDate>
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<p style="text-align: justify;">«Non ci sarà nessun rientro: nel partito non ci sono porte girevoli. D’altra parte, nessuno di questi signori è mai stato in Forza Italia. Possiamo aprire a delle future alleanze, ma non ci può essere nessun ritorno a casa»: così <strong>Nino Foti</strong>, vicecoordinatore regionale FI, rispondendo alla domanda del giornalista <strong>Alessandro Russo</strong>, ha chiuso la porta all’ingresso dell’ex governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti nel partito di Silvio Berlusconi. Una terrazza <em>Le Sirene </em>affollata per <em>#Calabriaoltre il declino della politica</em>, quinto appuntamento di <em>Scilla in Passerella</em>, l’evento organizzato dalla <em>Filodrammatica Scillese</em> con la direzione artistica di <em>Ossi di Seppia</em> e <em>Sabbiarossa Edizioni</em>. Una ripartenza che non può prescindere dall’autocritica di governanti e governati: «In questi ultimi tempi, siamo portati a vivere il nostro ruolo pubblico con vergogna e senso di colpa» ha sottolineato <strong>Mimmo Talarico</strong>, consigliere regionale indipendente, «anche perché la stampa spesso non aiuta a capire. Ma occorre domandarsi cosa si vuole fare per la Calabria: troppo spesso ci si parla addosso cercando solo consensi». «Non può essere esclusivamente l’affidabilità sul piano amicale l’unico requisito per fare politica» ha rincarato <strong>Giuseppe Raffa</strong>, presidente della provincia di Reggio Calabria, candidato alla guida della Regione da una parte del gruppo dirigente di Forza Italia. «È necessario saper dire di no e rispondere alla propria coscienza» ha continuato: «Da vicesindaco di Reggio, mi avevano chiesto e ripetuto continuità. Ma nessuno può calpestare la dignità personale». Dal canto suo, <strong>Demetrio Naccari Carlizzi</strong>, consigliere regionale, ha giudicato la situazione della sua compagine politica «un quadro per alcuni versi imbarazzante. L’alternativa a delle primarie 2.0, con dei giovani capaci che portino a nuove politiche pubbliche, è la cooptazione».</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="/wp-content/uploads/2014/08/scip-politica-relatori.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-77199" title="scip-politica-relatori" src="/wp-content/uploads/2014/08/scip-politica-relatori-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Dopo un passaggio polemico sulla nomina di Ivano Nasso a presidente della <em>Fondazione</em> <em>Calabria Film Commission</em>, giudicata da tutti i relatori assolutamente inopportuna e incomprensibile, anche a fronte dell’esclusione “via bando” dello scrittore Mimmo Gangemi, gli ospiti sono stati incalzati da Alessandro Russo sulla questione infiltrazioni tra ‘ndrangheta e politica: «oramai la magistratura ricopre i vuoti lasciati dalla politica» ha chiosato il giornalista. Per Talarico «occorre andare oltre i poli opposti del giustizialismo e del moralismo. È un problema politico, di chi sceglie di avere un certo tipo di consenso. Davvero non si è a conoscenza di determinati rapporti da parte di alcuni esponenti dei partiti? Davvero i partiti che li hanno candidati non avevano alcun sentore dei comportamenti dei consiglieri regionali arrestati? Di certo, c’è da riflettere molto sul confine tra ciò che è moralmente riprovevole e l’illecito penale o amministrativo». «Io non chiedo a un sindaco di fare lo sceriffo» ha sottolineato Naccari Carlizzi «Deve essere giudicato per gli atti e i gesti amministrativi. La magistratura è un baluardo di legalità ma non si può delegare l’impegno a singole persone, con gli organici di polizia e forze dell’ordine incompleti. Vi è un evidente limite di natura statale, per i beni pubblici essenziali che lo Stato non è in grado di garantire». Raffa ha invece precisato come sia «troppo facile scaricare le responsabilità sulle segreterie dei partiti. Chi fa politica, deve stringere un patto con se stesso e opporsi. La pulizia deve partire dalla coerenza personale di chi vuole svolgere una funzione pubblica».</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="/wp-content/uploads/2014/08/scip-politica-pubblico.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-77198" title="scip-politica-pubblico" src="/wp-content/uploads/2014/08/scip-politica-pubblico-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Durante il dibattito, è stato offerto un rinfresco a cura dell’hotel “Le Sirene”.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi Scilla in Passerella si ferma per riprendere domani, sempre alle ore 21:30, al lido Francesco con la #Calabriaoltre la narrazione. Per andare al di là dei sensazionalismi con Paola Bottero, scrittrice, Fabio Mollo, regista, Antonio De Bernardo, magistrato antimafia, moderati dal giornalista Alessandro Russo.</p>
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		<title>L’Aspromonte da barriera a patrimonio in scena a Scilla in passerella</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Aug 2014 11:20:03 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">«Sull’Aspromonte, in un periodo storico determinato, si sono consumati numerosi insulti al nostro territorio. Ma paradossalmente il fatto che sia stata per molto tempo un’area interdetta ai più, consente oggi di godere di un patrimonio naturalistico incontaminato da cui poter ripartire»: così Giuseppe Bombino, presidente del Parco, a #Calabriaoltre l’Aspromonte, terzo appuntamento di “Scilla in passerella”, l’evento organizzato dalla Filodrammatica Scillese con la direzione artistica di Ossi di Seppia e Sabbiarossa Edizioni. Il massiccio aspromontano da barriera ad opportunità: questo il tema della serata moderata da Marisa Larosa e Filippo Teramo in un affollata terrazza dell’hotel Le Sirene. Serata che si è aperta con i suoni della zampogna a moderna di Filippo Spanò, giovane virtuoso che incrocia le innovazioni estemporanee con le passate, melodie ipnotiche della tradizione: «Esistono due tipi di zampogna nella nostra provincia», ha precisato Spanò, «quella ‘a paro’, con due canne uguali, e quella ‘a moderna’, in cui si alternano due suoni, uno acuto e uno grave».</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_77175" class="wp-caption aligncenter" style="width: 810px"><a href="/wp-content/uploads/2014/08/scip-aspromonte-relatori-.jpg"><img class="size-full wp-image-77175" title="scip-aspromonte-relatori-" src="/wp-content/uploads/2014/08/scip-aspromonte-relatori-.jpg" alt="" width="800" height="436" /></a><p class="wp-caption-text">da sinistra Larosa, Lupini, Sframeli, Rigoli, Bombino, Spanò e Teramo</p></div>
<p style="text-align: justify;">Un’alternanza tra episodi problematici e potenzialità che si è riflessa negli interventi dei relatori: Cosimo Sframeli, carabiniere e scrittore, autore con Francesca Parisi del libro A ‘ndrangheta, protagonista in prima linea durante il periodo dei sequestri, ha ripercorso quella drammatica stagione non trascurando di evidenziare la ricchezza della cultura grecanica, che negli anni ha imparato a riconoscere ed apprezzare: «Per combattere i comportamenti scorretti non basta la legalità ma ci vuole la giustizia, che si ottiene con la forza di dire no incentivando l’arte e la cultura». Anche Fausta Rigoli e Rocco Lupini, madre e figlio sequestrati negli anni ’80, seppur ricordando come «i sequestrati non sono riconosciuti come vittime di mafia», hanno riaffermato la necessità di andare oltre il dolore per continuare a vivere come abitanti di un Aspromonte che vuole rinascere: «Ognuno ha la propria storia», ha sottolineato Lupini, «io ho deciso di andare via e poi tornare a fare l’imprenditore perché credo nelle possibilità di questa terra». Una ripartenza possibile se costruita dal basso: «La questione meridionale è stata trattata come questione criminale» ha evidenziato Bombino «nessuno aveva mai chiesto a quelli che vengono considerati come gli abitanti per eccellenza del Parco, i pastori, quali erano le loro esigenze, le loro necessità: noi lo abbiamo fatto, utilizzando il loro patrimonio esperienziale per aiutarci nell’avvistamento degli incendi, stimolando il senso di appartenenza alla montagna». Non dimenticando che, per andare oltre, occorre superare l’alternativa mare-monti «l’Aspromonte è il suo mare, arriva fino alle sue coste».</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="/wp-content/uploads/2014/08/scip-aspro-p2-.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-77174" title="scip-aspro-p2-" src="/wp-content/uploads/2014/08/scip-aspro-p2-.jpg" alt="" width="1370" height="600" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Durante il dibattito, è stato offerto un rinfresco a cura dell’hotel Le Sirene.</p>
<p style="text-align: justify;">Scilla in Passerella stasera si sposta al Lido Francesco: alle ore 21, la #Calabriaoltre gli inchini, con Giovanni Ladiana – padre gesuita, Stefano Musolino – magistrato antimafia, Alessio Magro, Alessandro Russo e Paola Bottero – giornalisti – moderati da Josephine Condemi.</p>
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		<title>La nomina di Nasso alla Film Commission unisce le polemiche. E rispunta il caso Gangemi</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Aug 2014 13:50:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ancora non avrà brindato alla nomina di Presidente della Film Commission, Ivano Nasso, ed è già polemica. Non che abbia fatto qualcosa per evitarle, le polemiche: come prime dichiarazioni, ieri sera, si è affrettato a dire di non avere l&#8217;abitudine &#8230; <a href="/index.php/2014/08/08/la-nomina-di-nasso-alla-film-commission-unisce-le-polemiche/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ancora non avrà brindato alla nomina di Presidente della Film Commission, Ivano Nasso, ed è già polemica. Non che abbia fatto qualcosa per evitarle, le polemiche: come prime dichiarazioni, ieri sera, si è affrettato a dire di non avere l&#8217;abitudine di guardare film – neppure quelli mandati sul piccolo schermo, dove preferisce le serie tv –, e di non capire le perplessità sul suo nome.<br />
Difficile che non scoppiasse la polemica, soprattutto in una regione dove per tanto tempo si è dato per certo che ad occupare quella poltrona sarebbe stato Mimmo Gangemi. Nome facilmente abbinabile a narrazione e fiction, che aveva coagulato intorno a sé solo consensi. A parte quelli non arrivati da parte di chi l&#8217;avrebbe dovuto nominare, si intende.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong><a href="/wp-content/uploads/2014/08/Nasso-Ivano.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-77120" title="Nasso Ivano" src="/wp-content/uploads/2014/08/Nasso-Ivano.jpg" alt="" width="160" height="160" /></a>Mimmo Talarico</strong></span>, consigliere regionale, parte con una richiesta piuttosto chiara. Di dimissioni. Ecco cosa scrive nel comunicato stampa diramato in tarda mattinata.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>In un clima da basso impero, mentre si attende ancora una parola definitiva sulla data delle elezioni, ciò che resta dello sgangherato governo di centrodestra continua a sfornare nomine di sottogoverno.</em><br />
<em> Ultima in ordine di tempo quella del dott. Ivano Nasso alla presidenza della Fondazione Calabria Film Commission, che, come se non bastasse la tempistica, ha pure dichiarato che col cinema lui non c’entra proprio nulla e che non guarda film ma solo serie tv.</em><br />
<em>Quali sarebbero allora i requisiti esibiti dal dott. Nasso per ricevere l’incarico? Sarebbe interessante avere una risposta da parte della giunta. Ancora: è vero, come l’interessato ha dichiarato, che l’incarico non prevede alcun compenso?</em><br />
<em>In ogni caso questa nomina, come è stato fatto rilevare su alcuni organi di stampa, ha tutta l’aria di un blitz ingiustificato ed ingiustificabile, visto che la giunta in carica opera in regime di prorogatio e per la sola ordinaria amministrazione.</em><br />
<em>A questo punto, anche per i risvolti ridicoli che la faccenda ha assunto in queste ore, sarebbe opportuno che tale nomina venisse revocata, demandando al prossimo governo regionale l’incombenza di definire assetti organizzativi e missione della struttura.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="/wp-content/uploads/2014/08/Gangemi.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-77142" title="Gangemi" src="/wp-content/uploads/2014/08/Gangemi-300x300.jpg" alt="" width="210" height="210" /></a>A pomeriggio inoltrato arriva l&#8217;affondo di un altro consigliere regionale, <span style="color: #ff0000;"><strong>Giuseppe Giordano</strong></span>: <em>Non aver nominato lo scrittore Mimmo Gangemi alla presidenza della Film Commission, è l&#8217;ennesima dimostrazione del fallimento politico  di questa maggioranza di centrodestra che viola spudoratamente  sia  la legge che ogni norma etica. Aver proceduto a fare nomine così delicate, quando da marzo il Presidente della Regione si è dimesso e quel che è rimasto della Giunta agisce in regime di prorogatio, significa violare la legge. Qui non siamo dinanzi ad esigenze straordinarie che giustifichino provvedimenti amministrativi. Aver preferito, poi, a Mimmo Gangemi, scrittore di fama nazionale e testimonial prezioso della Calabria positiva, un presidente che confessa di non avere dimestichezza alcuna col cinema, è paradossale. Inviterò tutti i colleghi dell&#8217;opposizione a far quadrato contro nomine dal sapore squisitamente clientelare, inclusa la possibilità di puntuali  ricorsi amministrativi. Ciò che sta accadendo è assolutamente grave. Chi ha sgovernato la Calabria per quattro anni, prima di andar via,  intende avvelenare l&#8217;acqua nei pozzi. Occorre  che il Governo e le Autorità istituzionali nazionali di  controllo trovino  i rimedi adeguati senza lasciar passare altro tempo.</em></p>
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		<title>La magia della #CalabriaOLTRE di Nicola Gratteri a Scilla</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Aug 2014 12:15:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Bottero</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">È arrivato con oltre mezzora di anticipo. Alla guida della sua auto, accanto la moglie Marina, che definisce «la mia unica padrona». Dietro, senza lampeggianti né sirene, l’auto della scorta. È sceso dall’auto, ha dato un’occhiata a piazza San Rocco, la terrazza sul mare e sul castello di Scilla, ed ha iniziato a coordinare i suoi agenti per decidere come e dove lasciare le due auto. «Fa sempre così», sorride la moglie, elegante signora in tailleur fucsia, accarezzandolo con gli occhi.</p>
<p style="text-align: justify;">Le prime strette di mano, le prime richieste di autografi, i primi scatti fotografici. La piazza si è mossa come un’onda, appena Nicola Gratteri ne ha toccato il <em>pavé</em>. Sorridente, rilassato. Un altro sguardo intorno, annusando l’aria, per cercare un luogo dove parlare con calma in attesa del termine del <em>soundcheck</em>. Vincono i gradini davanti all’ingresso del Municipio. Ci sediamo lì, come due turisti che vogliono godersi il panorama. Accanto le due colonne a sua protezione. Davanti una piazza già piena, ma non come lo diventerà mezzora dopo, alle 21:30. L’orario della prima declinazione di questa nostra #CalabriaOLTRE: dopo l’anteprima di martedì, <em>Scilla in passerella</em> oltre la passerella, è la volta di andare oltre i tribunali.<br />
La nostra mezzora vola via, come i racconti che si inseguono e si accavallano. Questo vorrei fare: raccontare non solo il magistrato Gratteri, il procuratore aggiunto della Dda di Reggio, ma anche Nicola, il geracese che mostra orgoglioso i calli della zappa, che si illumina quando parla del suo orto, della sua terra, dei pomodori e delle melanzane che tante soddisfazioni gli hanno dato e continuano a dargli.<br />
Non porta l’orologio, ma ha un timer incorporato. È ora di andare, dice. Poi controlla il telefonino, giusto per conferma. Sono le 21:27. Due minuti per attraversare la piazza. Uno per salire e sistemarci sul palco. «Non facciamoli aspettare: facciamo vedere ai nordici, sempre in ritardo, che noi siamo puntuali al secondo». Ride. Mi guarda. Si ricorda che sono stata nordica, un tempo. Ride ancora di più, e mi prende sotto braccio. Sei dei nostri, dice quell’abbraccio. Mi sento dei nostri da tempo. Mi sento orgogliosa di definirmi calabrese sempre, ma ancor più quando essere calabrese significa identificarsi con persone – non personaggi. Persone come Nicola. Che è salito per darsi, a 360 gradi, ad un pubblico che faceva esplodere la piazza.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="/wp-content/uploads/2014/08/SciP-GratteriPP.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-77092" title="SciP-GratteriPP" src="/wp-content/uploads/2014/08/SciP-GratteriPP-300x138.jpg" alt="" width="300" height="138" /></a>Quanti eravamo, ieri sera? Oltre mille. Ci respiravamo l’un l’altro, e respiravamo il nostro magistrato e le sue parole. Così semplici. Così efficaci. Un abbraccio infinito, quello che Scilla ha voluto dare a Nicola Gratteri, alla sua «prima volta» nella cittadina.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo confesso. Come l’ho confessato a lui quando ho avuto modo di confrontarmi fuori dalle occasioni pubbliche. Prima di conoscerlo, pur condividendo la più parte dei suoi concetti – pur citandone spesso alcuni passaggi, e ricevendo talvolta levate di scudi come risposta – non mi era esattamente simpatico. Anzi. Perché bisogna conoscere Nicola, per comprendere a fondo anche Gratteri. I suoi bianchi o neri che escludono ogni gradazione di grigio, le sue perentorietà nel sottolineare come anche a lui, se fosse «nato e cresciuto 50 metri più in là», sarebbe potuto diventare un capo mafia, il suo continuare a ripetere che «la ricchezza è una malattia», il suo amore «viscerale» per la Calabria sono elementi sostanziali, una vera e propria mappa necessaria per entrare nel profondo dei suoi concetti. Per comprendere appieno il suo percorso che lo porterà a riscrivere parte del diritto penale in seno alla Commissione che porta il suo nome, istituita a fine luglio dalla Presidenza del Consiglio dei ministri. Per dare il giusto valore al suo mantra, «essere mafiosi non conviene», che ripete all’ossesso in ogni occasione, soprattutto ai giovani.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="/wp-content/uploads/2014/08/SciP-Gratteri-2.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-77091" title="SciP Gratteri 2" src="/wp-content/uploads/2014/08/SciP-Gratteri-2-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Tutte importanti e degne di nota, le parole che il procuratore ieri sera ha lanciato tra Scilla e Cariddi. Ma ce ne sono alcune che mi piace sottolineare. Perché mi hanno fatto particolarmente piacere. Perché mi toccano ancora più da vicino. Come quando, con grande semplicità, ha detto «altrimenti non sarei qui», a chiosa del mio piccolo excursus su questa scommessa che è <em>Scilla in passerella</em>, una rassegna nata senza alcun finanziamento pubblico, con un programma che noi di <em>Ossi di Seppia</em> e Sabbiarossa ED abbiamo messo su per l&#8217;organizzatrice, la <em>Filodrammatica scillese</em>, con molta follia, tanta fiducia e tempo ridotto al minimo. O quando, rispondendo alla mia domanda sulle ragioni per le quali i media nazionali riprendono sempre e solo determinate notizie di questa nostra Calabria – domanda che è un po’ un’anticipazione di questa sera, con la #CalabriaOLTRE i pregiudizi partendo da <em>Marchiati</em> di Alessandro Russo –, non ha avuto problemi a dire: «la colpa è anche di noi magistrati: molte volte, forse per fretta, ci facciamo usare dalla stampa nazionale».</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo andati #OLTRE. Oltre mille le persone in piazza, oltre le più rosee aspettative per il debutto, dopo l&#8217;anteprima, di <em>Scilla in passerella</em>. Oltre le convinzioni di chi insiste nel dire che per fare antimafia ci vogliamo finanziamenti pubblici. Oltre chi non ci ha creduto ed ha cercato, fino all&#8217;ultimo, di toglierci la speranza che una #CalabriaOLTRE esiste. Esiste, è la maggioranza ed aveva facce bellissime, ieri sera. Quella dei presenti che hanno creato una magia infinita. Grazie a ciascuno di voi: insieme abbiamo declinato la frase di Kerouac che ci sta accompagnando: <em>&#8220;Si può sempre andare oltre, oltre – non si finisce mai&#8221;</em>. Abbiamo appena iniziato, per l&#8217;appunto.</p>
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		<title>Ecojazz reggino: la seconda serata con Berlin, Taylor e Watanabe</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Aug 2014 09:15:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[da Labecom &#8212; Puro jazz strumentale protagonista della seconda serata di Ecojazz 2014. Continua, sull’onda del successo, la manifestazione allestita dalla associazione musicale ‘Art Blakey’ (diretta da Giovanni Laganà) dedicata alla memoria del giudice Scopelliti e di tutte le vittime &#8230; <a href="/index.php/2014/08/08/ecojazz-reggino-la-seconda-serata-con-berlin-taylor-e-watanabe/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #ff0000;">da Labecom &#8212; </span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em></em>Puro jazz strumentale protagonista della seconda serata di Ecojazz 2014. Continua, sull’onda del successo, la manifestazione allestita dalla associazione musicale ‘Art Blakey’ (diretta da Giovanni Laganà) dedicata alla memoria del giudice Scopelliti e di tutte le vittime della criminalità: il Centro equitazione ‘Foti’ di Pellaro è stato teatro del concerto di tre ‘mostri sacri’ del settore.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="/wp-content/uploads/2014/08/trio-Berlin-Watanabe-Taylor.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-77130" title="trio Berlin - Watanabe - Taylor" src="/wp-content/uploads/2014/08/trio-Berlin-Watanabe-Taylor-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Al basso colui che vanta uno strumento che porta il suo nome ovvero Jeff Berlin. “Il jazz è magico, non è prevedibile. In qualsiasi momento &#8211; afferma  il bassista &#8211; durante un concerto posso trovare una combinazione armonica nuova. Il jazz affascina perché è uno stile che promette sempre la spontaneità”. Alla chitarra l’energico Kazumi Watanabe che si è prodigato anche in brevi, ma eccellenti e intensi, assoli.  “La musica – dice – ti permette di comunicare in una moltitudine di modi differenti; è una lingua universale mai uguale a se stessa. Io suono da cinquant’ anni, ma l’entusiasmo e la voglia di perfezionarmi sempre di più non sono mai scemati. Ogni giorno voglio riuscire a saltare su un gradino più alto. I giovani spesso si fanno coinvolgere da interessi futili, il mio augurio per loro – continua Watanabe &#8211;  è quello di innamorarsi  perdutamente di uno strumento musicale.”</p>
<p style="text-align: justify;">Alla batteria il californiano Joel Taylor, che vanta la collaborazione con artisti di fama internazionale quali Scott Henderson e Michael Bublè. “Abbiamo fatto ascoltare – afferma Taylor &#8211; brani tratti dagli ultimi lavori che abbiamo fatto, che prendono avvio tutti dal jazz fusion. Nei vari pezzi le composizioni melodiche sono ben supportate da un ritmo robusto donato proprio dalla batteria. Sono contento di aver suonato a Reggio Calabria, è  - dice &#8211; un territorio bellissimo”.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante l’intera performance i suoni e le note hanno preso corpo trasformandosi in voce, il numeroso pubblico ha apprezzato la maestria superba dei tre musicisti che hanno imposto la loro presenza sul palco senza eccedere in sterile show.</p>
<p style="text-align: justify;">Tre artisti con lunghe carriere alle spalle, considerati dalla critica come punti di riferimento del panorama jazzistico mondiale soprattutto Berlin citato spesso come il ‘più grande bassista vivente’ . A tale affermazione lui risponde: “Ho avuto la fortuna – sottolinea -  di imparare dai più grandi, su tutti Bill Bruford e Allan Holdsworth, ognuno di loro mi ha donato qualcosa e mi ha resto un musicista migliore. Le basi, nella musica, sono fondamentali. Imparare uno strumento richiede dedizione e passione totale, appresa la tecnica in maniera quasi meccanica si può dare spazio all’arte vera e propria. Se si hanno delle basi solide – conclude Jeff Berlin  -  il talento ha terreno fertile per esprimersi”.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Scilla in passerella leva gli ormeggi, in attesa di Gratteri</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Aug 2014 14:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>SciP</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una pedana sul mare. Perché occorre ricominciare a navigare, dove non c’è più terra dove andare. Questa la suggestione che ha condotto ieri sera, al Bleu de Toi di Chianalea, l’equipaggio di Scilla in Passerella, rassegna culturale che fino al &#8230; <a href="/index.php/2014/08/06/scilla-in-passerella-leva-gli-ormeggi-domani-ce-gratteri/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Una pedana sul mare. Perché occorre ricominciare a       navigare, dove non       c’è più terra dove andare. Questa la suggestione che ha condotto       ieri sera, al <em>Bleu de Toi</em> di Chianalea, <em>l’equipaggio           di <strong><span style="color: #ff0000;">Scilla in             Passerella</span></strong>, rassegna culturale che fino al 14 agosto vedrà           impegnati ventisette           ospiti </em>tra scrittori, magistrati, giornalisti e       protagonisti della       politica per ripartire dalla rocca di Scilla e, come gli antichi       pescatori       sulla passerella del pescespada, andare oltre. #CalabriaOLTRE non       è solo       l’hashtag lanciato dai direttori artistici della rassegna, <em>Sabbiarossa         Edizioni</em> e <em>Ossi di Seppia</em>, cui l’organizzatrice <em>Filodrammatica Scillese </em>ha demandato la scelta dei       contenuti che       verranno declinati fino al 14 agosto. #CalabriaOLTRE è anche un       contenitore,       perché, come ha sottolineato Filippo Teramo, conduttore della       serata, «per       portare al largo la passerella serve un equipaggio coeso e       numeroso»: a       organizzatori e direttori artistici si sono affiancati l’hotel <em>Le         Sirene</em>,       il <em>Lido Francesco</em> e il ristorante <em>Bleu de Toi</em>, che hanno messo a         disposizione le         location, i patrocinatori &#8211; Comune di Scilla e Provincia di         Reggio Calabria –         cha hanno aiutato nella logistica, i partner, che si sono         imbarcati credendo         nell’orizzonte #oltre:<em> Scilla Eventi</em>, <em>Progetto         5</em>, <em>Radio         Touring 104</em>, <em>Gal Basso Tirreno</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
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<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em></p>
<div id="attachment_77059" class="wp-caption aligncenter" style="width: 1052px"><a href="/wp-content/uploads/2014/08/bombino-lamberti-aldi-teramo-alvaro-pisano-vitetta.jpg"><img class="size-full wp-image-77059" title="bombino-lamberti-aldi-teramo-alvaro-pisano-vitetta" src="/wp-content/uploads/2014/08/bombino-lamberti-aldi-teramo-alvaro-pisano-vitetta.jpg" alt="" width="1042" height="350" /></a><p class="wp-caption-text">da sinistra Bombino, Lamberti, Aldi, Teramo, Alvaro, Pisano e Vitetta</p></div>
<p></em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
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<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Le note           di </em>Cilea,         Bocelli e <em>Dalla,             magistralmente             interpretate dalla soprano <strong>Eleonora               Pisano</strong>, hanno dato un valore aggiunto e una direzione             a</em>lla       partecipatissima presentazione in cui Marisa Larosa e Josephine       Condemi hanno       illustrato le tappe del percorso che partirà questa sera, giovedì       7 agosto,       alle 21.30, in piazza San Rocco. «Vogliamo contaminarci e       raccontare una Calabria         diversa», ha spiegato Teramo. E       così sarà, a partire dalla #CalabriaOLTRE i tribunali, serata in       cui il procuratore       aggiunto della Dda di Reggio Calabria, <strong>Nicola         Gratteri</strong>, sarà sollecitato dalle domande di Paola Bottero.</p>
<div id="attachment_77060" class="wp-caption aligncenter" style="width: 660px"><a href="/wp-content/uploads/2014/08/scillainpass-e.pisanoPP.jpg"><img class="size-full wp-image-77060" title="scillainpass e.pisanoPP" src="/wp-content/uploads/2014/08/scillainpass-e.pisanoPP.jpg" alt="" width="650" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">l&#39;esibizione della soprano Eleonora Pisano</p></div>
<p style="text-align: justify;">L’anteprima al Bleu de Toi ha raccontato una Calabria diversa che passa, come         evidenziato dal         presidente del <em>Parco Nazionale dell’Aspromonte</em> <strong>Giuseppe Bombino,</strong> «dal diventare da oggetto,         soggetto di         narrazione. L’Aspromonte è il suo mare, è contaminazione       tra climi,       popoli e culture e vuole narrarsi, dire la sua verità e raccontare       la sua       storia millenaria». Contaminazione, sinergia e impegno derivante       dall’identità       le parole chiavi di tutti gli interventi: se per <strong>Aldo Aldi,</strong> commissario comune di Scilla         «è necessario         che i migliori non si sottraggano all’amministrazione della         polis, della loro         città, riscoprendo il senso di appartenenza», per <strong>Eduardo Lam</strong><strong>berti         Castronuovo</strong>, assessore provinciale alla cultura e alla       legalità «occorre un       senso di pragmaticità che deriva dal conoscere ciò di cui si       parla, quindi le       proprie radici e la propria cultura, per poterla poi esportare».       Per <strong>Antonio Alvaro</strong>,       presidente <em>GalBatir</em>,       «qualcosa si sta muovendo, ma occorre mettersi a un tavolo con gli       enti       istituzionali per concretizzare sinergie proficue anche in       relazione ai fondi       europei Horizon 2020», mentre <strong>Nicodemo         Vitetta</strong>, presidente <em>Proloco         Gioiosa         Jonica</em>, si è impegnato ad avviare un dialogo per far       rinascere una Proloco       sotto la rocca.</p>
<p style="text-align: justify;">La passerella ormai è in mare, on e offline: il sito <a href="http://www.scillainpasserella.com">www.scillainpasserella.com</a> contiene tutti i       dettagli, i percorsi futuri e i dietro le quinte della rassegna,       dalla mappa       dei luoghi alla descrizione delle singole serate, con foto e       biografia di       ciascun ospite, passando per i videoracconti di quello che Scilla       è stata e di       ciò che può ritornare ad essere; l’hashtag #CalabriaOLTRE sta       diventando virale       in attesa della prossima tappa di oggi, <strong><span style="color: #ff0000;">giovedì           7</span></strong> dalle ore 21.30 a <em>Piazza San Rocco</em>, dove ci si chiederà se       esiste una <em>#Calabriaoltre         i tribunali</em>, con <strong>Nicola Gratteri</strong> (procuratore       aggiunto della Dda di       Reggio Calabria) intervistato da <strong>Paola Bottero</strong> (giornalista, scrittrice,       editrice e conduttrice di <em>Ossi         di Seppia</em>)       e, a seguire, <strong>Hantura</strong> in concerto.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="/wp-content/uploads/2014/08/scillainpass-pubblico.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-77061" title="scillainpass pubblico" src="/wp-content/uploads/2014/08/scillainpass-pubblico.jpg" alt="" width="800" height="450" /></a></p>
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		<title>Il servizietto al Bronzo A e la levata di scudi e tulle</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Aug 2014 10:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ponzio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Possedere i bronzi – pardon: il bronzo A, quello B non è degno di lui – significa infilargli il tanga leopardato e coprirlo di tulle da sposina, rigorosamente bianco, con tocco fucsia di boa? Evivaddio, direbbe chi è venuto dopo &#8230; <a href="/index.php/2014/08/02/il-servizietto-al-bronzo-a-e-la-levata-di-scudi-e-tulle/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Possedere i bronzi – pardon: il bronzo A, quello B non è degno di lui – significa infilargli il tanga leopardato e coprirlo di tulle da sposina, rigorosamente bianco, con tocco fucsia di boa? Evivaddio, direbbe chi è venuto dopo di me. Forse anche prima: soffro di<em> jet lag</em> storico, con questa cosa del prima e dopo Cristo, prima e dopo la mia esistenza e la relativa lavata di mani.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="/wp-content/uploads/2014/08/bronzoA-Bruneau.jpg"><img class="size-medium wp-image-77047 alignleft" title="bronzoA-Bruneau" src="/wp-content/uploads/2014/08/bronzoA-Bruneau-300x138.jpg" alt="" width="210" height="97" /></a>Passo indietro per capirci.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo Gerald Bruneau, fotografo – anche di Giulio Andreotti, tanto per, di cui spiegò, <em>post mortem</em>, quel suo toccarsi la fede per scandire il tempo finito – se l&#8217;è inventata bella. Tanto di nascosto nel Museo della Magna Graecia (ma si chiama ancora così?) non ci sarà andato, visto l&#8217;armamentario che ha fatto entrare, tra luci, trucchi e parrucchi, per il &#8220;servizietto&#8221; al BronzoA. Se scatta un flash scattano gli allarmi, in quella sala ovattata e pluriattenzionata. E qualcuno entra, agghinda, tocca, fotografa, senza che qualcun&#8217;altro se ne accorga?<br />
<a href="/wp-content/uploads/2014/08/bronzoA-stage.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-77046" title="bronzoA stage" src="/wp-content/uploads/2014/08/bronzoA-stage-300x222.jpg" alt="" width="300" height="222" /></a>Dei lavori di Gerald Bruneau qualcuno scrive: <em>&#8220;un tuffo senza fine in un oceano di molteplici e variegate realtà, talmente diverse le une dalle altre da disorientare chiunque provi a metterci piede. Ed io mi ci sono persa&#8221;.</em> Dell&#8217;ultima trovata, quella del Bronzo rivestito (sarà una citazione <em>au contraire</em> della Maya desnuda?) che segue <em>La Paolina </em>in vetrina, ha scritto in tempo reale <em>Dagospia</em>. E <em>Lettera43</em>. E altri media nazionali. Ieri sera ve ne siete accorti anche voi, organilocalicalabri. E solo oggi i social fanno a gara a pubblicare l&#8217;indignazione per questa cosa &#8220;shock&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma. Se ce li vogliono portare via, questi bronzi, giustamente urliamo allo scandalo. Se accennano ad una mostra fuori confine cittadino ci mobilitiamo massicci. Ora lo facciamo pure se un fotografo da tempo agli onori della cronaca cita Sontag (<em>&#8220;l’immagine, per ottenere tutta la sua potenziale efficacia e scuotere le coscienze, deve essere ben ancorata alla situazione storica, quindi affrontare le tematiche più spinose e pressanti; tra queste, oggi, di primaria importanza, dignità, uguaglianza, e giustizia sociale&#8221;</em>) e dice la sua contro l&#8217;omofobia nella città che proprio due settimane fa ha ospitato il primo GayPride della regione. #CalabriaPride14, per la precisione.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="/wp-content/uploads/2014/08/bronzoA-tanga.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-77048" title="bronzoA-tanga" src="/wp-content/uploads/2014/08/bronzoA-tanga-195x300.jpg" alt="" width="195" height="300" /></a>Io mi sto zitto, come faccio da due millenni.<br />
E <em>tacco u scecco</em>, come si fa qui.<br />
Ma non ci sto a gridare allo scandalo spostando il tema dell&#8217;irriverenza. Che è nei confronti della tutela di un&#8217;opera artistica, non nel significato che si vuole dare all&#8217;irriverenza.</p>
<p style="text-align: justify;">E. E spero. E spero fortemente che Gerald Bruneau o altro fotografo di grido arrivi in fretta a Reggio Calabria per fotografare l&#8217;immondizia che decora le strade o quella che riempie i Palazzi. Magari susciterebbe quella levata di scudi che continua ad essere silente, in riva allo Stretto.<br />
Odiatemi pure. Ma lavarsi le mani non vuol dire tapparsi le orecchie. E quando i silenzi sono troppo forti li sento urlare. Proprio come voi.</p>
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		<title>Lotta al crimine, si è insediata la Commissione Gratteri</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Aug 2014 05:00:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si è insediata a Palazzo Chigi la Commissione per l’elaborazione di proposte normative in tema di lotta, anche patrimoniale, alla criminalità presieduta da Nicola Gratteri, Procuratore aggiunto della Procura della Repubblica di Reggio Calabria. La commissione, voluta dalla Presidenza del &#8230; <a href="/index.php/2014/08/01/lotta-al-crimine-si-e-insediata-la-commissione-gratteri/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Si è insediata a Palazzo Chigi la Commissione per l’elaborazione di proposte normative in tema di lotta, anche patrimoniale, alla criminalità presieduta da Nicola Gratteri, Procuratore aggiunto della Procura della Repubblica di Reggio Calabria. La commissione, voluta dalla Presidenza del Consiglio di concerto con il Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha il compito di proseguire il lavoro di revisione della normativa che riguarda la lotta alla criminalità organizzata sul fronte della repressione personale e patrimoniale. Dovrà individuare strumenti idonei a contrastare in modo efficace l’infiltrazione criminale nell’economia locale.</p>
<div id="attachment_76986" class="wp-caption aligncenter" style="width: 660px"><a href="/wp-content/uploads/2014/08/nicola-gratteriPP.jpg"><img class="size-full wp-image-76986" title="nicola-gratteriPP" src="/wp-content/uploads/2014/08/nicola-gratteriPP.jpg" alt="" width="650" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Nicola Gratteri, ospite di Scilla in passerella il 7 agosto</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Graziano Delrio, ha portato i saluti e gli auguri di buon lavoro. Nel decreto si sottolinea che “la lotta alla criminalità mafiosa, alle sue infiltrazioni nel tessuto istituzionale, imprenditoriale e sociale del Paese” è ritenuta “una priorità del governo”. Tra gli incarichi alla commissione c’è anche quello di “introdurre nuove figure di reato per fronteggiare l’utilizzo di strumenti finanziari e tecnologici innovati da parte della criminalità anche in ambito internazionale”. Ed è ritenuto, in particolare, che “i beni confiscati alla criminalità mafiosa e, soprattutto le aziende, debbano diventare ‘presidi di legalità, forieri di rinnovate relazioni economiche e occasione di rilancio economico e occupazionale”.</p>
<p style="text-align: justify;">“Una moderna politica antimafia – si legge nel decreto firmato dal premier Matteo Renzi – in una logica lungimirante di prevenzione deve incidere anche sui fattori che innescano il circolo vizioso della criminalità, in particolare sul degrado urbano, sulla scarsa o assente scolarizzazione, sulla mancanza di lavoro e sull’ambiente familiare disgregante, favorendo l’azione convinta, sinergica e vigorosa di tutte le amministrazioni coinvolte nel miglioramento della qualità della vita delle comunità amministrate”.</p>
<p style="text-align: justify;">Della commissione presieduta da Nicola Gratteri, fanno parte: il procuratore aggiunto di Messina, Sebastiano Ardita; la docente di Diritto processuale dell’università Piemonte Orientale, Marta Bargis; il presidente del Tribunale di Lecco, Renato Bricchetti; il consigliere della Cassazione, Piercamillo Davigo; il docente di diritto penale dell’università di Torino, Paolo Ferrua; il sostituto Pg della Cassazione, Pietro Gaeta; l’avvocatessa Ambra Giovene del foro di Roma; il consigliere di Cassazione Alberto Macchia; la docente dell’università Mediterranea di Reggio Calabria, Angela Marcianò; l’avvocato Antonio Mazzone del foro di Locri; il giudice del Tribunale di Napoli, Maria Luisa Miranda; il magistrato della Corte costituzionale, Valerio Napoleoni; il sostituto procuratore di Latina, Luigia Spinelli; e il docente di Diritto penale dell’universita’ di Milano, Francesco Viganò. Il decreto costituisce una segreteria tecnica composta dal ricercatore di Diritto costituzionale dell’università Sapienza di Roma e dal sostituto Pg della Cassazione Alfredo Viola.</p>
<p style="text-align: justify;">La Commissione avrà anche il potere di «acquisire dati informativi o contributi da persone o rappresentanti di Enti che hanno particolare esperienza nel settore» e per questo «il Presidente della Commissione può invitarli a partecipare a una o più sedute della Commissione, per essere ascoltati nella materia specifica per la quale sono stati convocati».<br />
Un dettaglio merita, di questi tempi, la giusta sottolineatura: per espresso volere del presidente Gratteri, condiviso da tutti i componenti, la partecipazione alla Commissione sarà a titolo assolutamente gratuito.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gratteri: un grande onore</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Un grande onore, soprattutto per gli studiosi che ne fanno parte, che però richiede uno straordinario impegno per arginare la criminalità organizzata nel nostro Paese con azioni e strumenti innovativi. Per tali motivi ho deciso di accettare l&#8217;incarico conferitomi dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi». Lo ha detto il Procuratore aggiunto della Repubblica di Reggio Calabria, Nicola Gratteri, neo presidente della Commissione per l&#8217;elaborazione di proposte normative in tema di lotta, anche patrimoniale, alla criminalità organizzata.<br />
«Com&#8217;è spiegato nel decreto del presidente del Consiglio dei Ministri – ricorda Gratteri – occorre concentrare l&#8217;analisi non solo sul fronte della repressione personale, ma anche al rafforzamento delle misure volte al contrasto patrimoniale, mirando ad una maggiore efficienza e congrua durata del procedimento, e introducendo nuove figure di reato per fronteggiare l&#8217;utilizzo di strumenti finanziari e tecnologici innovativi da parte della criminalità, anche in ambito internazionale».<br />
Nel Decreto di nomina, inoltre, si sottolinea che «una moderna politica antimafia, in una logica lungimirante di prevenzione, deve anche incidere anche sui fattori che innescano il circolo vizioso della criminalità, in particolare sul degrado urbano, sulla scarsa o assente scolarizzazione, sulla mancanza di lavoro e sull&#8217;ambiente familiare disgregante, favorendo l&#8217;azione convinta, sinergica e vigorosa di tutte le amministrazione coinvolte nel miglioramento della qualità della vita delle comunità amministrate».</p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #ff0000;">Nicola Gratteri sarà ospite di Scilla in passerella il 7 agosto</span></strong><br />
<strong><span style="color: #ff0000;"> a Piazza San Rocco (ore 21 e 30), dove sarà intervistato da Paola Bottero</span></strong></p>
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