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	<title>Scirocco News &#187; Editoriali</title>
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	<description>eVENTIdelSUD - magazine online di approfondimento giornalistico, inchieste, reportage, notizie sulla Calabria e dintorni</description>
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		<title>Contaminare e contaminarsi verso lo stesso orizzonte</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Sep 2014 08:25:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sabbiarossa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Esiste un laboratorio, tra i tanti, all&#8217;Unical. Contamination lab. Contaminazioni tra docenti, studenti, idee, progetti, imprese. Le idee si suggeriscono, si elaborarano, diventano pensiero e studi di fattibilità, prendono forma per creare impresa. Esiste una scuola estiva, la summer school &#8230; <a href="/index.php/2014/09/23/contaminare-e-contaminarsi-verso-lo-stesso-orizzonte/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Esiste un laboratorio, tra i tanti, all&#8217;Unical. Contamination lab. Contaminazioni tra docenti, studenti, idee, progetti, imprese. Le idee si suggeriscono, si elaborarano, diventano pensiero e studi di fattibilità, prendono forma per creare impresa.<br />
Esiste una scuola estiva, la <strong><span style="color: #ff0000;">summer school </span></strong>in corso a Cutro, nel crotonese. Organizzata da <strong><span style="color: #ff0000;">Libera</span></strong>, mette a confronto mondo universitario con aspiranti giovani imprenditori, ma anche e soprattutto con chi crede in una Calabria etica, pulita, libera dalla &#8216;ndrangheta e da ogni altro tipo di gioco mafioso.</p>
<p style="text-align: justify;">Esistono tante altre realtà, su questo nostro territorio che qualcuno racconta come irrecuperabile, qualcun altro disegna come un paradiso di cultura e natura. Sono realtà che si contaminano costantemente. Come facciamo noi da quando siamo nati, piccoli granelli di sabbia spinti dal vento di scirocco, contaminando poi <strong><span style="color: #ff0000;"><a href="http://www.touring104.it/" target="_blank">Radio Touring</a></span></strong> con <strong><span style="color: #ff0000;"><a href="http://ossidiseppiaonair.com/" target="_blank">ossi di seppia</a></span></strong>, declinando l&#8217;estate con la nostra <strong><a href="http://calabriaoltre.com/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">#CalabriaOLTRE</span></a></strong>: l&#8217;oltre il pregiudizio a <strong><a href="http://www.tabularasafestival.com/" target="_blank">Tabularasa</a></strong>, i tanti oltre nella rassegna <strong><span style="color: #ff0000;"><a href="http://scillainpasserella.com/" target="_blank">Scilla in passerella</a></span></strong>, oltre gli invertebrati nella mostra personale di <strong><span style="color: #ff0000;"><a href="http://caterinaluciano.com/" target="_blank">Caterina Luciano</a></span> <a href="http://sabbiarossa.it/2014/09/09/9-ix-14-•-vivono-tra-noi/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">#vivonoTRAnoi</span></a></strong>, in corso nell&#8217;art space <strong><span style="color: #ff0000;">BeCause</span></strong> di Lamezia Terme, ed ora nuovamente l&#8217;etere con i dibattiti politici di <strong><span style="color: #ff0000;"><a href="http://politicaltour.com/" target="_blank">PolitiCALtour</a></span></strong>, iniziati ieri nell&#8217;afa reggina di un settembre caldissimo. Come sembra continuerà ad essere anche ottobre, dalle premesse.</p>
<p style="text-align: justify;">In una terra in cui sarebbero tante le cose da raccontare, ma alla fine si disperdono nella frammentazione di un mondo dell&#8217;informazione che è già imploso, soprattutto in questa nostra Calabria, noi abbiamo deciso che alla guerra tra poveri preferiamo l&#8217;alleanza tra chi condivide gli stessi valori. Su questo stiamo lavorando. Continuando a contaminare, unendo le forze, cercando di aggregare. Perché riteniamo che sia l&#8217;unico orizzonte possibile, quello delle alleanze. Ce lo ripetiamo da tempo. Però adesso non è urgente: è imprescindibile.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="/wp-content/uploads/2014/09/calderPP.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-77245" title="calderPP" src="/wp-content/uploads/2014/09/calderPP-300x138.jpg" alt="" width="300" height="138" /></a>Il nostro autunno incomincia così. Riprendendo da dove non ci siamo mai fermati. Con tantissime fucine aperte. Una goccia dopo l&#8217;altra, come raccontava Madre Teresa, come costruiva, deframmentando per rimettere in movimento, Calder. Con la voglia di fare sempre di più, e sempre meglio. E con la gioia di ritrovarvi ancora qui, sempre più forti, sempre più attenti nel segnalarci ciò che non siamo e ciò che non vogliamo. Ma, soprattutto, ciò che possiamo e dobbiamo essere.</p>
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		<title>La Calabria della fiction battuta dalla Calabria della realtà</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Mar 2014 14:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Bottero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<description><![CDATA[Le coincidenze sono le cicatrici del destino. Non lo dico io. Lo scriveva Zafòn. E queste parole vibrano sospese da qualche giorno sulla punta dello stivale, mescolate alle atmosfere noir della sua ombra e del suo vento. Si accavallano immagini &#8230; <a href="/index.php/2014/03/04/la-calabria-della-fiction-battuta-dalla-calabria-della-realta/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Le coincidenze sono le cicatrici del destino</em>. Non lo dico io. Lo scriveva Zafòn. E queste parole vibrano sospese da qualche giorno sulla punta dello stivale, mescolate alle atmosfere noir della sua ombra e del suo vento.</p>
<p style="text-align: justify;">Si accavallano immagini compiute, dai contorni sfumati.<br />
Cinghiali feriti che <em>“minano ad ammazzari”</em>. Rotative di ultima generazione che si rompono provvidenzialmente, perché sono macchine, e le macchine si possono rompere in qualunque momento. Ricostruzioni a varie firme della vita di due gentil fratelli che da via Popilia conquistarono la città bruzia, catapultandosi poi da Cosenza a Catanzaro e Roma – un piede qui e uno là per mantenere fermo il baricentro. Poltrone che fanno la tarantella tra loro, tanto tremano presidenti, assessori e sottosegretari cui erano state destinate dall’alto. Contenitori radio-tv che urlano, format che cambiano in corsa per stare sulla notizia, battaglie per l’intervista dell’ultimora. Toni Servillo che tiene la sigaretta tra i denti muovendo l’anca al ritmo remixato della Raffaella nazionale, in mezzo a colori accesi come il nulla in cui è immersa l’Italia da Oscar superbamente dipinta da Sorrentino. Hashtag – tag da cancelletti, o cancelletti tagganti, se preferite: quelle doppie croci, #, che ormai precedono ogni concetto, ogni parola al ritmo delle 140 battute imposte dalla cinguettata su Twitter – che declinano il tutto o il niente. A seconda della bisogna. #GreatBeauty e via con panorami mozzafiato sullo Stretto. #GentileDimettiti per dare la stura agli insulti: insulto ergo sum, recita il comandamento numero uno dei social da smartphone. #giudicemeschino in guerra con #GF13 (ha vinto la fiction, con un milione in più di spettatori), Zingaretti in lotta con se stesso, Mimmo Gangemi in lotta con Camilleri e Montalbano, occhi inchiodati per vedersi in comparsata, o per amare ancora di più Reggio, o per criticare Carlei, o per dire tutto il bene e tutto il male possibile.<br />
Una guerra, insomma. Tanto che parte la bomba. Sta ancora andando in onda l’ultima parte della prima parte (non è un gioco di parole: stasera c’è la seconda e ultima), Gentile è già dimenticato con tutti i cinghiali stracotti, l’hashtag è superato, ha sbagliato i tempi: poteva farlo alla fine della fiction, o almeno dopo la notizia che il suo nome non è nel registro degli indagati per la vicenda DeRoseOradellaCalabria. #quandosidiceiltempismo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="/wp-content/uploads/2014/03/dimesso-gentilePP.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-74372" title="dimesso-gentilePP" src="/wp-content/uploads/2014/03/dimesso-gentilePP.jpg" alt="" width="650" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La bomba, appunto. In pieno centro. A Reggio Calabria. A un passo da piazza Italia, quella dove sul piccolo schermo sta ancora passeggiando il giudice Lenzi, non più meschino perché colpito negli affetti più cari. La notte si riempie di telecamere, giornalisti, curiosi. I social impazzano: tutti indagatori dell’incubo. Tutti Dylan Dog alla ricerca delle ragioni di quel botto. Ma ancora non sanno che nella periferia sud, rione Modena, c’è un cadavere a terra. Aveva 43 anni, Fabio Quirino. Sparato per strada.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma oggi è un altro giorno.</p>
<p style="text-align: justify;">Gentile torna in Calabria. L’ha scritto a Napolitano: «Torno a fare politica nelle istituzioni, come Segretario di Presidenza, e nella mia regione, come coordinatore regionale, aspettando che la magistratura, con i suoi tempi che mi auguro siano più brevi possibile, smentisca definitivamente le illazioni gratuite di cui sono vittima».</p>
<p style="text-align: justify;">Ha fatto bene? Ha fatto male? Se lo chiede la rete. Se lo chiedono i vignettisti, i blogger, i contenitori interattivi che vogliono veder digitata la nostra, più siamo più sono popolari. In questa immensa Babele in cui ognuno dice la propria ma nessuno è interessato ad ascoltare quella degli altri, dove i <em>like</em> e i <em>troll</em> arrivano sui titoli, a volte sulla singola parola, giudicata senza darsi la pena di comprenderne il significato inserendola nel contesto, dove tutti scrivono e nessuno legge, dove esistere significa digitare, si è consumato un altro giorno mediatico. Gentile forse siede già al tavolo politico regionale. Un tavolo imposto da un altro nome importante in quel di Cosenza: Jole Santelli, giovane avvocata bruzia formatasi nello studio Previti, deputato da tre legislature, già sottosegretaria di Berlusconi e di Letta, amica intima – si dice – della Pascale, coordinatore regionale della neorinata Forza Italia.<br />
Jole ha fatto la voce grossa con Peppe – Giuseppe Scopelliti, il governatore alfaniano in attesa di –, gli ha tolto l’appoggio dei suoi in Consiglio regionale. Imponendo il faccia a faccia proprio con Gentile, coordinatore regionale del Nuovo Centro Democratico. Le voci parlavano di rimpasti assessorili. Ora hanno cambiato tono. Ora si chiede di liberare la poltrona di Fincalabra, quella occupata dal tipografo che ama le metafore di caccia (il De Rose che si è fatto garante dei Gentile, diligentemente registrato dall’editore Citrigno junior). Le malelingue dicono che Jole vorrebbe fare la Presidente di Fincalabra per un po’. Giusto quel che basta per arrivare alle prossime elezioni regionali. Giusto per abituare ad un cambio di mentalità, in una Regione che ha eletto cinquanta #dicasicinquanta consiglieri regionali tutti di sesso maschile (le due donne subentrate devono ringraziare non gli elettori, ma la magistratura che ha fatto decadere i consiglieri uomini di cui hanno preso il posto). L’azzurro rimarrebbe il colore di partito. Il rosa potrebbe colorare la poltrona di una governatrice in pectore. Sempre che non riparta la macchina del fango, a coprire altre interruzioni di rotative. Sempre che non vengano messi in campo altri «motivi pretestuosi e strumentali organizzati ad arte per “mascariare” in modo indegno» gli attori di questo teatrino senza registi e senza parti prestabilite, dove si recita a soggetto giorno dopo giorno.<br />
Altro che fiction. È la grande bellezza. Anzi no. È la stampa, bellezza. Piena di cicatrici.</p>
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		<title>Scirocco e sabbiarossa: timone saldo anche in alto mare</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 12:30:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Bottero</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Siete folli»: questo il commento più ottimista ricevuto quando, a fine della scorsa primavera, abbiamo deciso di lasciarci trascinare dal vento di scirocco. Nonostante tutto. Qualcuno di voi ha seguito fin dall’inizio la nostra rotta. Qualcun altro ci ha intercettato &#8230; <a href="/index.php/2012/01/02/scirocco-e-sabbiarossa-timone-saldo-anche-in-alto-mare/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>«Siete folli»</em>: questo il commento più ottimista ricevuto quando, a fine della scorsa primavera, abbiamo deciso di lasciarci trascinare dal vento di scirocco. Nonostante tutto.</p>
<p style="text-align: justify;">Qualcuno di voi ha seguito fin dall’inizio la nostra rotta. Qualcun altro ci ha intercettato durante la traversata. Ma ciascuno di voi &#8211; lettori affezionati (tanti, davvero tanti. Incredibilmente tanti) e lettori occasionali &#8211; ormai ha gli strumenti per comprendere il grado della nostra follia. Ciascuno di voi può seguire la nostra rotta. Scomoda. Spesso fuori dal coro. Eppure sempre coerente con la nostra incoerenza. Che è l’esatta misura della voglia di essere liberi e di costruire – e mettere a disposizione &#8211; spazi liberi.</p>
<p style="text-align: justify;">L’abbiamo scritto fin troppe volte: abbiamo un’idea precisa dell’informazione. La seguiamo in ogni attimo, con l’obiettivo di essere fedeli e coerenti solo alla verità. O alla migliore rappresentazione della verità, quanto essa è troppo nascosta o camuffata.</p>
<p style="text-align: justify;">La follia, dunque. Quella che ha spinto il vento di scirocco a crescere in brevissimo tempo, posizionandosi con autorevolezza in un panorama carico di notizie ma povero, poverissimo di informazione reale. Quasi privo di capacità di mettere in relazione i fatti. Quella che ha spinto le tracce generate dal vento di scirocco, la nostra sabbia rossa, a diventare casa editrice non solo per obbligo di legge (e quindi per coordinare la parte buracratica del lavoro di redazione), ma anche per vocazione. Quella che negli ultimi due mesi del 2011, dal 31 ottobre, ci ha portato in giro per l’Italia a lasciare tracce di noi.</p>
<div id="attachment_28537" class="wp-caption alignleft" style="width: 260px"><a href="/wp-content/uploads/2012/01/Proust.jpeg"><img class="size-full wp-image-28537" title="Proust" src="/wp-content/uploads/2012/01/Proust.jpeg" alt="" width="250" height="278" /></a><p class="wp-caption-text">Marcel Proust</p></div>
<p style="text-align: justify;">Tanto per rimanere con l’amato <strong>Proust</strong>, scelto per avviare “l’entrata in società” di sabbiarossa ED, <em><span style="color: #ff0000;">«tutti siamo costretti, per rendere sopportabile la realtà, a tener viva in noi qualche piccola follia»</span></em>. E siccome in questa punta di stivale italiano la realtà è ancora meno sopportabile che altrove, la follia che teniamo viva non è piccola. La conoscete, avete imparato a seguirla. Ma, soprattutto, coltivate la medesima follia.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché credete, come noi, che si debba decidere da che parte stare. Che si debba urlare la propria scelta. Perché credete, come noi, che si è giunti a questa realtà irreale non solo per colpa della <em>«contiguità colpevole»</em>, come <strong><a href="/index.php/2011/12/04/linchiostro-della-memoria-che-puo-cambiare-la-realta/" target="_blank">Boemi</a></strong> ha egregiamente definito la zona grigia in cui cresce e si alimenta la ’ndrangheta, ma anche e soprattutto per il <em>«silenzio colpevole»</em>, molto più facile da seguire. Molto più difficile da estirpare, complice l’indifferenza gramsciana che abbiamo deciso di fare nostra per il Premio letterario in corso.</p>
<p style="text-align: justify;">Doveva essere un consuntivo, questo ammasso di pensieri e di parole. Doveva essere un elenco di obiettivi raggiunti e di obiettivi da raggiungere. E invece.</p>
<p style="text-align: justify;">E invece è la ripetizione di un comune sentire. È la conferma che ci siamo, e che siamo in tanti. Siamo davvero in tanti ad aver scelto da che parte stare. Ad aver scelto di continuare a ripeterci chi siamo, ma soprattutto chi non siamo, chi non vogliamo essere.</p>
<div id="attachment_28536" class="wp-caption alignright" style="width: 252px"><a href="/wp-content/uploads/2012/01/Poe.jpeg"><img class="size-medium wp-image-28536 " title="Poe" src="/wp-content/uploads/2012/01/Poe-242x300.jpg" alt="" width="242" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Edgar Allan Poe</p></div>
<p style="text-align: justify;">Noi, folli sciroccati impegnati ogni giorno a cercare di raccontarvi cosa succede e cosa potrà succedere in questo angolo di mondo, continueremo a utilizzare tutti i nostri strumenti di comunicazione. Che è condivisione. Che è spazio libero per ogni voce, “differente, non indifferente”. Che è scirocconews. Che è sabbiarossa ED. Che è voi. Che è noi.</p>
<p style="text-align: justify;">E per chiudere come ho aperto, con una citazione, scomodo un altro mio amatissimo maestro, Edgar Allan <strong>Poe</strong>: <em><span style="color: #ff0000;">«La follia è solo una maggiore acutezza dei sensi»</span></em>.<br />
Chissà che non avesse ragione. Buon 2012, folle, a ciascuno di noi/voi.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Al primo giro di boa il vento spinge caldo. Grazie per la forza che ci date</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jun 2011 16:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>scirocco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giro di boa? Giro di boa, con il vento che spinge forte e pastoso, trattenendo la sabbia che i soliti noti continuano a spargere per nascondere le notizie. Non è ancora passato un mese, da quando il vento di scirocco &#8230; <a href="/index.php/2011/06/16/al-primo-giro-di-boa-il-vento-spinge-caldo-grazie-per-la-forza-che-ci-date/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Giro di boa? Giro di boa, con il vento che spinge forte e pastoso, trattenendo la sabbia che i soliti noti continuano a spargere per nascondere le notizie.<br />
Non è ancora passato un mese, da quando il vento di scirocco ha iniziato a spirare timido su queste pagine, eppure le soddisfazioni sono davvero tante. E ciascuna porta il vostro nome.</p>
<div id="attachment_4232" class="wp-caption alignright" style="width: 237px"><a href="/wp-content/uploads/2011/06/tanguy_le_soleil.jpg"><img class="size-medium wp-image-4232" title="Yves Tanguy Le soleil dans son écrin (1937)" src="/wp-content/uploads/2011/06/tanguy_le_soleil-227x300.jpg" alt="" width="227" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Le soleil dans son écrin - Yves Tanguy (1937)</p></div>
<p style="text-align: justify;">Volevamo fare approfondimenti. Siamo certi di aver avviato bene questa rotta.</p>
<p style="text-align: justify;">Volevamo dare letture libere e, se possibili, per primi, delle varie vicende nostrane. E, solo per fare due esempi, siamo stati i primi a scoperchiare la pentola immensa delle irregolarità di voto nella provincia reggina, offrendo una serie battente di scoop sui quali i quotidiani locali sono dovuti venirci dietro, e ora seguiamo con interesse e speranza le indagini appena avviate. Primi siamo stati anche nel dire che il re era nudo, portando sul dibattito regionale, poi assurto a nazionale, la questione dello spot dei bronzi su cui tutto si è scritto e detto. Dopo di noi.</p>
<p style="text-align: justify;">Volevamo, soprattutto, aggregare. Volevamo creare una sorta di caffè culturale on line in cui discutere insieme, scambiare opinioni, dare letture differenti alle vicende che animano costantemente la società calabrese. Volevamo fare il nostro start up, la nostra prova prima di numeri zero che ci porteranno a definire il magazine cartaceo, coinvolgendo tutto il territorio. Ci sembra di essere riusciti anche in questo intento.</p>
<p style="text-align: justify;">Certo, siamo all’inizio. Tante cose devono essere migliorate, tanti autori devono ancora comparire sulle nostre pagine e nelle nostre rubriche. Stiamo lavorando sodo per arricchire il più possibili le sezioni che faranno esplodere la nostra estate, per offrire un’informazione capillare ed eterogenea.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci siamo. Orgogliosi di esserci. Orgogliosi dei numeri. Orgogliosi delle continue e-mail di sostegno, della collaborazione di ciascuno di voi. Di noi. Perché scirocco è questo: un vento di tutti. O almeno di tutti coloro che vogliono liberarsi dai vecchi schemi e dai vecchi preconcetti.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie, intanto. E buon vento.</p>
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		<title>Eppure il vento soffia ancora</title>
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		<pubDate>Sat, 21 May 2011 12:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>scirocco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Eccoci. Partiamo così, con la messa in linea del sito web, in un work in progress che è alla base di ogni cosa che facciamo. Girando per le lunghezze di tutte le Calabrie abbiamo avvertito l’esigenza di un’informazione libera, plurale, &#8230; <a href="/index.php/2011/05/21/eppure-il-vento-soffia-ancora/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Eccoci. Partiamo così, con la messa in linea del sito web, in un work in progress che è alla base di ogni cosa che facciamo.<br />
Girando per le lunghezze di tutte le Calabrie abbiamo avvertito l’esigenza di un’informazione libera, plurale, aggregante. Un’esigenza dei tanti che, come noi, hanno bisogno di uno spazio per poter dire e scrivere senza zavorre di alcun tipo. Abbiamo raccolto gli spifferi e ci siamo fatti vento. Un vento caldo e umido, lo scirocco. Nasce dalle masse d’aria calde e secche di un Sud che non può e non vuole arrendersi, e raccoglie sul suo percorso le lamelle umide dell’aria marina, trascinando la polvere asciutta delle coste nordafricane. Lascia tracce forti, quando soffia da sud-est. Spazza via la sabbia che troppo spesso copre le verità di questo territorio, e semina una polvere rossa a memoria del suo passaggio. E se soffia in prevalenza sulle regioni meridionali, lo scirocco sa risalire l’Adriatico, spingendosi fino in Lombardia e in Piemonte. Un vento in continuo movimento, che trascina con sé la sua voglia di portare calore e colore. Un vento che con il suo moto crea un vortice virtuoso che ingloba, incamera, rilancia per poi riprendere.<br />
Questo è il nostro vento. Questo siamo noi.<br />
E come ogni vento inizia a soffiare piano, quasi in sordina, ma ben presto conquista terreno e cambia le temperature, riempendo il cielo di nubi, per poi restituirlo limpido e pulito. Stiamo raccogliendo, giornalisti del vento e nel vento, ma senza bandiere da gonfiare e sgonfiare a seconda della bisogna, tante voci che potranno aiutarci a restituire a questo nostro Sud il sereno che si aspetta da troppo tempo. Sono le voci che compariranno, una dopo l’altra, su questo sito, il nostro numero zero in progress, e che si eserciteranno con noi il tempo necessario per approdare al secondo mezzo di informazione, che si accosterà al web nell’estate: un magazine settimanale di approfondimenti, per ora solo calabresi, ma presto, prestissimo, meridionali.<br />
Abbiamo due obiettivi: divertirci, facendo informazione che segua solo le regole della correttezza e della libertà di opinione. E farci scirocco oltre i confini, iniziando a soffiare sempre più forte, fino a spingere il nostro essere e vivere meridionale in quella Padania che proprio ora, a 150 anni dall’unità di Italia, sembra ancora più lontana dal nostro Sud.<br />
Sarete voi, lettori delle prime ore e lettori di domani, a dirci se siamo nel giusto o se siamo, semplicemente, un manipolo di sciroccati. Intanto, buona navigazione, spinti dal vento caldo di scirocco.</p>
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		<title>Le 5 W dell&#8217;informazione libera</title>
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		<pubDate>Sat, 21 May 2011 06:00:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sono innumerevoli i punti di riferimento del giornalismo propriamente detto. Ma esiste una base fondamentale, che è il DNA, il codice genetico del giornalismo. O, per dirla in termini tecnici, la regola aurea dello stile giornalistico anglosassone. E non solo: sulle &#8230; <a href="/index.php/2011/05/21/le-5-w-dellinformazione-libera/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p style="text-align: justify;">Sono innumerevoli i punti di riferimento del giornalismo propriamente detto. Ma esiste una base fondamentale, che è il DNA, il <strong>codice genetico</strong> del giornalismo. O, per dirla in termini tecnici, la regola aurea dello stile giornalistico anglosassone.<br />
E non solo: sulle 5W si sono sviluppate tutte le scienze moderne di comunicazione e marketing, che studiano tecniche e modi per creare e posizionare un messaggio o un prodotto in un contesto, sia esso sociale, culturale o di mercato.<br />
Queste 5W sono il nostro codice genetico, su cui declinare scirocco.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Who – chi siamo<br />
</strong>Quattro amici al bar. Casualmente giornalisti, ci siamo trovati per caso, all’indomani della scelta, singola ma univoca, di lasciare le nostre esperienze lavorative per seguire meglio la nostra idea di libertà e giustizia. Che è l&#8217;informazione corretta e reale.<br />
Per caso abbiamo iniziato a sognare. Molto meno per caso abbiamo impiegato il nostro tempo a elaborare un progetto che, mentre si formava, sembrava sempre più fattibile. E credibile. In poco tempo abbiamo costruito una squadra di decine e decine di professionisti dell&#8217;informazione. Una squadra sciroccata e di sciroccati.<br />
Siamo innanzitutto giornalisti. Ma siamo anche sognatori. Idealisti. E sufficientemente “folli” per portare avanti questo progetto, del tutto nuovo in questa terra incredibile.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>What – cosa vogliamo fare</strong><br />
Se dovessimo definire con una singola parola, utilizzeremmo il termine <strong>aggregatore</strong>. Vogliamo che sia uno strumento libero e giusto che possa essere il veicolo di una nuova cultura, della e delle positività. Vogliamo fare informazione libera sul modello del vecchio, ormai fuori moda, giornalismo di inchiesta, in cui non ci sono buoni e cattivi, toccabili e intoccabili, ma c’è un unico obiettivo: la <strong>ricerca della verità</strong>. Vogliamo, soprattutto, creare ciò che manca davvero: un orientamento, una bussola in grado di indicare, proprio come la stella polare, le direzioni. Non vogliamo orientare verso un’unica direzione. Non vogliamo sposare una causa a discapito di altre. <strong>Vogliamo indicare le vie</strong>, accomunate dai nostri stessi ideali di libertà e di giustizia. <strong>Sempre e solo dalla parte della verità</strong>. Che è una. E non è di destra né di sinistra. Né di centro. È, semplicemente, <strong>giusta e necessaria</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>When – quando vogliamo farlo</strong><br />
Subito. Questo sito e la redazione centrale di Reggio Calabria sono l&#8217;inizio di un lungo viaggio. Che presto avrà anche tappe &#8220;cartacee&#8221; settimanali, con il magazine che uscirà in edicola.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Where – dove vogliamo farlo</strong><br />
La Calabria, il primo territorio di riferimento del nostro progetto, non è solo la regione cui apparteniamo per radici di nascita, culturali o affettive. La Calabria è una terra particolarmente difficile, la migliore in cui testare un prodotto così ambizioso, anche perché è la terra dove ciascuno di noi ha consolidato la propria esperienza professionale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Why – perché vogliamo farlo</strong><br />
Perché non sopportiamo più di vedere che ogni giorno la società abdica al potere oscuro che si espande grazie all’indifferenza e ai silenzi di ciascuno. Perché crediamo nell&#8217;informazione giusta e libera. Ma soprattutto perché sappiamo che le tantissime ricchezze umane, culturali, professionali sono costrette ad affermarsi – e a portare la propria ricchezza – fuori dai nostri confini, e lo riteniamo uno spreco e un peccato assoluto.</p>
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		<title>L&#8217;informazione libera e propositiva</title>
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		<pubDate>Sat, 21 May 2011 06:00:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un organo di informazione libera e propositiva, che non si limita a dire quello che non va, ma promuove e fa vedere quello che funziona o può funzionare, scovandolo, motivandolo ancora di più e spingendolo per farlo vedere fin dove &#8230; <a href="/index.php/2011/05/21/linformazione-libera-e-propositiva/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Un organo di informazione libera e propositiva, che non si limita a dire quello che non va, ma promuove e fa vedere quello che funziona o può funzionare, scovandolo, motivandolo ancora di più e spingendolo per farlo vedere fin dove si può spingere, e si spinge, il vento di scirocco. Un mezzo web e cartaceo che nasce sul presupposto di un’informazione non di parte, non a senso unico, libera dagli stereotipi, lontana dai luoghi comuni, aperta, vera. Capace di comprendere, mostrare, fornire chiavi di lettura non scontate di una regione, di tante regioni normalmente dipinte sempre con gli stessi colori. Territorio, questo nostro Sud da cui si propaga il vento di scirocco, caricandosi di sale, di sabbia e di calore, che di colori ne ha tanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Territorio che solitamente mostra sempre la stessa faccia, ma che ha più di un volto. Perché c’è un’altra Calabria, c’è un altro Sud rispetto a quelli che siamo abituati a vedere, che ci hanno abituato a vedere.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La nostra lente d’ingrandimento è come il vento di scirocco</strong>: caldo e carico, prepotente e dispettoso, irriverente e potente. Punterà, con il sito web e il magazine settimanale, su ciascuna delle innumerevoli contraddizioni della nostra società, mettendo a confronto le notizie e le idee, facendo inchieste, approfondendo tematiche.<br />
Il nostro scirocco appartiene a tutti: è un vento, quando soffia spazza e impone cambi di luce. Porta pioggia, a volte. Ma lascia sempre traccia. E sono tracce calde.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nostro <strong>scirocco</strong> è come gli altri <strong>eVENTIdelSUD</strong>, che aiuteranno e spingeranno ancora di più questo vento caldo del sudest: è rivolto a tutti, vuole ascoltare ed entrare in ogni casa, vuole dialogare, parlare con ognuno di un pezzo di realtà, con il coraggio della verità, offrendosi come mezzo per i territori ed i lettori che vogliono capire, che finora non hanno trovato la voce e lo spunto per uscire allo scoperto, che cercano un motivo, che si vogliono liberare.</p>
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