Capita a volte che, mentre ti ritrovi a fare i conti con i problemi di un’intera società, mentre analizzi fenomeni e ambiguità, mentre cerchi soluzioni e proposte. Capita, a volte, di trovarsi di fronte, nel 2013, a dichiarazioni agghiaccianti.
Apro il giornale oggi e leggo con sconcerto alcune dichiarazioni di una signora, Francesca Chaouqui [Direttore delle relazioni esterne multinazionale Ernst & Young Italia, n.d.e.] la quale, prendendo spunto dalla tristissima vicenda della ragazzina uccisa a Corigliano dal fidanzato, si rivolge a tutti i lettori scrivendo: “… sono scappata dalla Calabria. Dalle nostre parti si fa voto per avere un figlio maschio, se nasci donna disattendi le speranze di chi dovrebbe amarti. In Calabria le donne si sentono intimare il silenzio, devono stare zitte. Lì si cresce vedendo padri e nonni dare schiaffi alle proprie compagne, e si vedono quest’ultime subirle passivamente perché ‘i panni sporchi si lavano in famiglia’. In Calabria le donne che restano sono poche, noi altre andiamo via per diventare qualcuno e per essere libere, cosa che in Calabria non potremmo mai fare!”.
Dopo questa atroce lettura, mi fermo e penso: “In Calabria succede questo? Ma dove? Ed io dove sono nata e cresciuta per 27 anni?”.
Allora ragiono, placo la mia collera e decido di rispondere.
Cara Francesca, tralasciando il fatto che tu ti sia sentita in diritto di parlare di un popolo e di una Regione in maniera offensiva e fuorviante, tralasciando che ti sei permessa di definire tutte (o quasi) le donne Calabresi come delle povere vittime silenziose e compiacenti del predominio maschile e tralasciando anche il fatto che hai raccontato un mondo completamente irreale (forse descrivendo una tua situazione personale o quella di qualche tuo conoscente!), vorrei farti riflettere sulla gravità delle tue affermazioni.
Tu hai descritto i calabresi come un popolo di violenti prevaricatori maschili, culturalmente e socialmente arretrati, dediti alla violenza. Hai descritto la Calabria come una terra dalla quale fuggire per potersi salvare ed hai descritto come conniventi a questo modo di vivere coloro che, invece, in questa terra decidono di restare!
Ora la mia domanda è: ti senti fiera di ciò che hai detto? In base a quali studi sociologici ti sei permessa il lusso di denigrare ed offendere i calabresi? Su quali basi hai affermato, con fierezza e sicurezza matematica, che gli abitanti della Calabria sono QUASI TUTTI COSÌ?
Cara Francesca, benvenuta nel mondo reale.
Il calabrese non ammazza, non picchia le donne, non butta giù dalla rupe le figlie femmine… Il calabrese non va in giro con la clava e non rinchiude la moglie nella cantina.
La Calabria è una regione problematica, così come la Sicilia, la Campania, il Lazio ed il Veneto. In Calabria esistono famiglie normali, con problemi normali… Fenomeni come quello che ha coinvolto la famiglia della povera Fabiana sono, ahimè, nazionali (come sapresti bene se, di questo fenomeno di fossi informata!). L’assassino di donne lo puoi trovare a Bolzano così come puoi trovarlo a Palermo.
Hai descritto la Calabria come la terra dei mostri, dell’arretratezza e della violenza. El’hai fatto in base a nulla.
Diffamando un’intera regione cosa hai cercato di fare? Non hai analizzato il fenomeno del femminicidio, non hai parlato delle eventuali problematiche familiari (personali) dell’assassino… non hai fatto nulla! Hai solo perso spunto da un fatto terribile di cronaca nera per insultare ed inveire gratuitamente contro un popolo.
Ed allora, cara Francesca, da donna calabrese, in piena autonomia delle mie facoltà mentali (che ho potuto, liberamente, sviluppare anche restando qui), mi ritengo moralmente OFFESA ed INSULTATA dalle tue parole, offese che hanno coinvolto non solo me ma tutti i calabresi che, a differenza di ciò che pensi tu, non sono tutti assassini violenti e maschilisti.
Attendo quindi una tua risposta di scuse, possibilmente con la stessa celerità con la quale ti sei arrogata il diritto di insultare la mia Regione.












La Calabria, mamma mia che brutta parola, palla al piede di questa sciagurata nazione, una regione che in molti si sbarazzerebbero ben volentieri, terra di mafiosi, di ladri, pedofili, assassini, gente ignorante, rozza, donne brutte e puzzolenti, da evitare assolutamente, c’è il rischio di contagio di qualche malattia, in particolare bisogna evitare come la peste CORIGLIANO CALABRO. La gente in questo paese la sera esce con la pistola, è un luogo di drogati, la cocaina la prendono tutti, io stesso la mattina distribuisco la cocaina ai miei figli al posto del latte, FRANCESCA, mi congratulo con te e con tutti quelli che ti danno ragione, io stesso ti avrei dato ragione se non fosse che il tuo articolo è stato pubblicato con un secolo di ritardo. CORIGLIANO CALABRO… Cerchiamo di capire di cosa stiamo parlando! Aprite GOOGLE MAPS per capire dove è situato il paese, (la geografia per molti è un optional), è stato detto che CORIGLIANO è un paesello di 40 mila anime, non è vero siamo 48 mila, siamo la prima città della provincia di Cosenza. Prima che L’ITALIA si inguaiasse con l’Euro eravamo uno dei comuni più ricchi D’ITALIA, e forse nonostante la crisi ancora lo siamo, il nostro tenore di vita è medio-alto che manteniamo grazie al nostro onestissimo lavoro, la nostra economia aiutata anche da un’ottima posizione geografica, (vi invito ancora a consultare qualche libro). Abbraccia vari settori, in quello agrumicolo, produciamo un prodotto di eccellenza, LE FAMOSE CLEMENTINE DELLA PIANA DI SIBARI, con questo prodotto copriamo il 50% del fabbisogno nazionale, oltre a dare lavoro a migliaia di stranieri, produciamo anche olio oliva di grande qualità in cui come le clementine lo esportiamo in tutto il mondo, buona parte di questo viene consumato in loco,( il Coriglianese per natura non compra mai olio di oliva al supermercato perchè la merda la mangiano gli altri), per quanto riguarda la pesca possediamo una delle flotti più grande della Calabria, il nostro pescato viene distribuito nelle grande città della penisola, l’artigianato Coriglianese è ricercato in molte regioni Italiane per la professionalità e serietà. Sul nostro territorio è in forte espansione un’area industriale, il settore edile nonostante la crisi da lavoro a molte famiglie, il turismo è un fiore a l’occhiello del nostro comune, 13 chilometri di magnifica spiaggia, con discoteche, lidi, ristoranti, feste gastronomiche, sagre e passeggiate ecologiche dentro una montagna lussureggiante, garantiscono un liete soggiorno a circa 80 mila turisti che tra luglio/agosto affollano la nostra città, molte sono le associazioni di volontariato, ambientalisti, sanitari, associazioni culturali, associazione fotografiche (girano più reflex qui che a Milano) il borgo antico è tra i più belli D’ITALIA, con un castello spettacolare (vi invito ancora ad aprire GOOGLE MAPS) il 90% degli abitanti è proprietario di case. La casa per un Coriglanese è un bene primario, il condominio non è mai decollato per e questo motivo oggi si costruiscono solo villette e il 50% possiede più di una casa. La scuola nonostante i tagli garantisce un alto grado di insegnamento grazie anche alla professionalità degli insegnanti, molti giovani Coriglianesi dopo il diploma si avviano verso l’università e l’ateneo di COSENZA primo in Italia per grandezza con 35 mila iscritti è uno tra i migliori delle università Italiane (fonte wikipedia). Nella grande distribuzione alimentare siamo al top, sul nostro territorio è presente una vasta rete, AUCHAN, CONAD, SMA, DECATHLON ecc ecc… Sono moltissime le banche presenti nel nostro territorio e moltissime società finanziarie, segno di un’ottima economia. Nel nostro vasto territorio, sono presenti tutti i marchi automobilistici con una buona rete di vendita. E poi nel ramo turistico possiamo vantare che COSTA CROCIERE sbarca i turisti nel nostro porto per fargli ammirare le bellezze del nostro territorio. Nel campo energetico il FOTOVOLTAICO è fortemente presente, grazie alla nostra posizione il solare è in piena espansione. Nel campo delle comunicazioni siamo al completo dato che tutti i gestori sono presenti e forniscono un’ottima copertura, INTERNET la fa da padrona, siamo forse l’unico paese dove in ogni abitazione è attiva una connessione ADSL, ultimamente anche FAST WEB ha firmato un accordo con il nostro comune per la fibra ottica. Il GAS CITTA’ copre tutto il fabbisogno del paese. Insomma siamo una citta in forte crescita .
Non nascondo che esistono anche i problemi come la spazzatura, la sanità, la viabilità, la prostituzione e immigrazione clandestina, tutti problemi legati alla politica, comunque grazie a Dio ancora nel mio comune nessuno si e suicidato per la crisi, si vive bene, i nostri anziani vivono in modo decoroso, non li parcheggiamo negli ospizi e non li mandiamo ad elemosinare come nelle grandi città. Per quanto riguarda il sesso femminile le donne nel nostro paese sono le più privilegiate perchè rappresentano il decoro della famiglia e genitori arrivano a spendere grosse cifre per elevare le loro figlie nella scala sociale, il legame genitore e figli da noi è molto forte dura per tutta la vita, altro che maltrattamenti… In questi giorni siamo sulla bocca di tutti per l’omicidio di FABIANA, che ci addolora molto, ma per favore non dite idiozie su un luogo se nemmeno lo conoscete, vi consiglio di passare un fine settimana di luglio/agosto nella cittadina, per toccare con mano quello che ho appena detto. Signora FRANCESCA ,ma veramente crede che ancora in Calabria il matrimonio è combinato? Che la donna viene maltrattata? Che non esiste cultura? Lei non può mettere alla gogna un popolo di oltre due milioni di abitanti, per colpa di qualche famiglia disastrata, la Calabria possiede una sua storia millenaria ,un pò di rispetto per una regione che ha dato il nome alla nostra nazione, detto questo Corigliano si dissocia dalle tue affermazione, e per chiudere voglio rispondere a tutte quelle persone che ti hanno dato ragione, MI DISPIACE PER VOI, MA NOI SIAMO NOI, SIETE VOI CHE NON SIETE UNA CACCHIO.
ma scusate…la chiamate ancora signora a questa???come vedi francesca siamo in tante che scriviamo di te…siamo donne e viviamo in Calabria.e non ti preoccupare che domani non finiremo in tv perchè i nostri padri ci hanno ammazzato.siamo libere,libere di parlare,libere di dire e fare ciò che vogliamo(ovviamente nei limiti della legge).tu invece no.non sei libera di insultare la gente,chi ti da questo diritto?sei una poveretta e ti dovresti solo vergognare.farti pubblicità sulla pelle di una povera ragazza morta in quel modo atroce, è una cosa squallida.squallida come quelle persone che conosci tu che fanno quelle cose che dici nel tuo orrendo articolo…te ne sei andata dalla Calabria???ma hai fatto bene…ma vattene dalla faccia della terra guarda.sei una vergogna…
NON HO PAROLE PER UNA DONNA CHE DICE DI ESSERE CALABRESE E POI SI COMPORTA DA L E G H I S TA,ANZI
PEGGIO.ECCO QUAL’E’ LA VERA FOGNA DELLA GENTE CALABRESE,MENO MALE CHE SONO IN POCHI.
COMUNQUE SEI UNA VERGOGNA PER LA NOSTRA TERRA-ANCH’IO COME FRACESCA BAFFA TRASCI SONO UN
ARBRESCE ORGOGLIOSO DELLE MIE RADICI (sofioto del 1941)
una calabrese con padre tunisino nullatenente. che si vergogna delle sue umili origini e dei suoi natali. che si vergogna al punto che dice che suo padre è una specie di ambasciatore a parigi. che dice di essere direttore della comunicazione di una multinazionale, e invece è solo una professionista come tante e tanti. che si inventa di avere case sull’aventino a Roma, o al centro storico di Roma, pubblicate sui principali giornali di arredamento mondiali, o proprietà a Pantelleria, a Capri o a Capalbio. senza che sia vero ovviamente. che spaccia suo marito come 007 del ministero degli interni (si è sposata questa donna!), e invece lui non ha neanche fatto il militare. che si inventa di mantenere economicamente i suoi cari amici ed i loro figli, perché si vergogna di dire che frequenta gente della sua stessa umile estrazione. dunque una persona che ha sempre inventato una vita diversa da quella reale. a san sosti sappiamo tutti come stanno le cose. questa è la premessa che bisogna sapere per capire l’articolo della francesca.
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Io sono veneta, ma ho avuto la fortuna di conoscere la Calabria ed anche la gente calabrese, vi ho lavorato insieme , stretto amicizia e ci torno sempre volentieri. Ho amiche che esercitano la professione forense, chi è madre di famiglia, chi insegna. Chi è sposata, chi è single, chi convive. Omicidi ne succedono in tutta Italia dal Nord al Sud, allora forse dovremo riflettere dove sta andando questa società piuttosto che colpevolizzare una regione.
Francesca..
Tu meriteresti veramente di essere trattata come dici sei la vergogna della Calabria sempre se sei calabrese.
se leggi altri commenti, la signora abbiamo capito che ha origini nord africane, marocchine tunisine o giù di li. che vergogna. quanto qualunquismo. spero che il comune di corigliano calabro la denunci per vie penali. so che gli abitanti lo stanno chiedendo a gran voce.
Ma non avete capito ancora che questa poveretta cercava solo di diventare famosa? chi se la filava altrimenti? io prima di questo pseudo-articolo non avevo mai sentito parlare di chaoqui o chaolì e dubito anche che sia calabrese…la lascerei semplicemente cadere nel dimenticatoio…
basta leggere il suo profilo twitter che trasuda cavolate da tutti i pori! oggi anche l’elogio del tartufo. sta poveretta. che non scherzasse col fuoco, i calabresi sono molto adirati e chiedono le scuse oppure che sia denunziata.
Carissime io sono calabrese come voi e non ho avuto la cattiva esperienza vissuta da Francesca.
Penso che l’errore sia generalizzare,in questo caso come in molti altri. Ci tengo però a puntualizzare un’altra questione. Perchè non si parla mai di tante donne calabresi (così come di altre parti d’Italia) realizzate e che aiutano queto Paese con il loro lavoro e le loro competenze? Vorrei portare queste testimonianze alla visione di De Bortoli e del Corriere della Sera, perchè per una volta, accanto alle cattive notizie ci possano essere delle belle notizie!
ma chi è codesta Francesca Chaoqui? e che direttore è del corriere del cessaiolo? ma in quale angolo ha vissuto o in quale arteria del suo cuore si ciba tale incompetenza, campanilismo oserei dire odio, e quali esperienze negative ha vissuto codesta Signora, si perchè se parla così è perchè simil situazioni le ha vissute proprio Ella, evidentemante ha bisogno non solo di una seria pscoanalisi, ma di aggiornarsi di come vivono le donne oggi in Calabria, se poi si parla di quello che è accaduto, ebbene me ne dispiace, ma ciò per sfortuna delle malcapitate, accade dappertutto, senza razza o colore, da est ad ovet da sud a nord anzi da noi un pò meno, tali femminicidi fra portati a termine e per fortuna non portati a termine, sono tanti par che dall’inizio dell’anno siano circa 150, Purtroppo la società stà impazzendo, forse nell’aria circolano molecole malate, ma tale fatto non va visto o associato come un costume prettamente Calabrese di questi fatti ne è impregnato il maondo intero. ed allora cosa dire delle donne che vengono senza alcun processo solo per la parola di un uomo, che uomo non è, tali donne vengono uccise come nel vecchio testamento, con il lancio delle pietre?
AA proposito
Signora Francesca Chaouqui, Lei sta scherzando? Ma certe frasi le ha pensate oppure le ha partorite senza dolore?
Si rende conto del significato e delle ripercussioni che hanno certe sue “elucubrazioni” mentali?
Sono calabrese, sono donna e non ho mai subito quanto le racconta.
Sono calabrese, sono una donna di cultura e colta e non ho mai incontrato una signora come lei, adesso vorrei tanto poterle “stringere la mano” e chiederle di rivedere quanto scrive e soprattutto Le chiedo di “dimandare scusa” a tutte le donne calabresi.
Antonella
Se diciamo che Francesca non afferma una realtà, sbagliamo. Stiamo negando che esista un fenomeno chiamato femminicidio, stiamo negando che la violenza sulle donne è reale. Sappiamo benissimo che al sud Italia persistono contaminazioni patriarcali difficili da eliminare, il negarlo è come negare che la mafia in Sicilia esista, come negare che la camorra riesce a governare in Campania. Fenomeni del genere sono diffusissimi, al sud più che al nord, perchè è vero che “i panni sporchi si lavano in famiglia” ed è vero che le donne del sud, spesso, anzi spessissimo, non si ribellano perchè non c’è nessuno che le aiuta, nemmeno le madri, le sorelle, le zie. E’ una mentalità diffusa e reale, che non va negata. Invece di negarla, facciamo in modo di cambiarla, ma per cambiarla, dobbiamo prima accettarla, altrimenti, mi cara Anna Rita, non potremmo prenderne coscienza. Te lo dice una persona che al sud c’è nata, cresciuta e vissuta per quasi trent’anni e che alla fine si è allontanata per motivi di lavoro. Prova a dare concretezza alle parole, quante sono le donne del sud che lavorano? Quante occupano posti rilevanti o sono in politica? Quante denunciano i propri compagni, mariti, padri? Con dati reali e alla mano, confrontali con quelli del nord Italia, o del centro, e avrai grandi sconcerti. Ciò non significa che tutti i meridionali sono uguali, ma non possiamo nemmeno dire che le dichiarazioni di Francesca sono inventate o frutto di sporadici episodi o di esperienze personali.
Sarebbe troppo lungo da spiegare, ma trovo queste parole razziste al pari di quelle della “signora” Francesca.Se proprio vogliamo aprire gli occhi facciamolo su tutta l’Italia, perché la mafia è ovunque così come il femminicidio..anzi, scusa..al nord preferiscono uccidere i genitori per soldi o le intere famiglie per follia..provate ad azionare il cervello prima di parlare, vedrete che le cose funzioneranno meglio.
la tua risposta mi sembra la più sensata di tutte quelle che ho letto finora.
Mi riferivo alla risposta di sissi
Le parole più sagge mi sembrano quelle di Sissi. Se andiamo ad analizzare i dati : dove e quali sono le donne che si ribellano? qualche settimana fa, Fabio Fazio ha ricordato la morte per maltrattamenti di Maddalena, una mamma reggina, morta per le percosse ricevute dal marito.
Perché non c’è stata nessuna manifestazione di solidarietà? dove erano le donne reggine? Reagire con veemenza ai fatti di Corigliano mi sembra più un sussulto di cieco orgoglio ( nostro grande difetto), non si offendono i calabresi se si riconosce la verità.
La Sig.ra non dice in quale epoca e’ vissuta in Calabria. Tutto quello che ha scritto è vero che anni or sono succedeva , come e’ pur vero che succedeva in altre parti d’Italia e forse del mondo. Questa donna e’ scappata per conquistarsi la libertà e diventare qualcuno, ma pensando e scrivendo queste coso non so cosa sia diventata.
Da calabrese doc posso dire di essere orgogliosa di esserlo e non scapperei dalla mia magnifica terra per niente al mondo e sopratutto per motivi così futili , bisogna conquistarsi qualsiasi cosa nella vita e non scappare che è la cosa sicuramente più semplice. Da donna calabrese posso dire di essere felice, mi sono costruita una famiglia, ho un lavoro, coltivo i miei hobby, mi dedico al volontariato , …insomma mi sono costruita i miei spazi,sono felice di vivere in un post
o baciato dal sole per quasi tutto l’hanno , il segreto della mia felicità ? appena mi alzo la mattina apro il balcone …guado il mare e canto.Mi spiace per lei cara signora, spero che lei ,nel posto dove si trova abbia trovato lo stesso sorriso delle donne calabresi regalano quotidianamente.
Francesca ha sicuramente sbagliato a generalizzare. Le sue considerazioni sono risultate offensive, lo riconosco. Ma io mi domando se tutti quelli che l’hanno aspramente criticata, conoscano bene la loro regione oppure conoscono solo una parte, cioè la loro realtà. Possibile che vivano realmente una vita così evoluta ed emancipata nelle loro città oppure vivono con i paraocchi? Possibile che nessuno di loro conosca una ragazza/donna che abbia un fidanzato/marito geloso che non la faccia uscire da sola? Tutte le ragazze/donne sono davvero così emancipate e libere di uscire la sera da sole? Io lavoro in istituto di istruzione superiore e di ragazze ( provenienti da differenti paesini della costa ionica ma anche interni )dai 13 ai 19/20 anni ne conosco tantissime e parlo spessissimo con loro alcune delle quali mi raccontano di avere ragazzi gelosi che non permettono loro di vestirsi in un certo modo, o di truccarsi o di uscire. Ogni volta resto allibita e incredula di come possano accettare e subire queste imposizioni. Addirittura qualcuna mi confessa di non poter andare all’università perché il suo ragazzo non vuole. Ditemi dove sono questi uomini così evoluti? Sicuramente ce ne sono e sono tanti, per carità ma purtroppo esiste ancora una buona parte che è rimasto fermo al medioevo. Questi ragazzi che tipo di vita pensate possano proporre un domani alle loro future mogli?
Magari sono ancora giovani per ribellarsi, ma col tempo lo faranno, e non sposeranno l’uomo primitivo. Occorrerebbe più istruzione. Se mi imbatto in una donna alle prese con un marito o con un fidanzato geloso, provo a parlare con loro per far loro capire che la gelosia morbosa è malattia. E comunque una cosa è la gelosia e una cosa è alzare le mani e magari uccidere. Lo stalking è reato, e come tale è punito. Lo stalking esiste anche a Milano. Gli uomini evoluti esistono e sono per fortuna la maggioranza. Non facciamo di tutta l’erba un fascio.
Oh Rita, possibile che sono in Calabria dovrebbero esistere uomini “ominicchi”, mentre le altre regioni hanno solo uomini evoluti?
Ma come mai quando succede qualcosa in Calabria tutti pronti a puntare il dito e se la misma cosa si verifica a Milano passa quasi inosservata?
Riflettere un attimo no?
rispondo a Rita. dicendole cara Rita io dico a Te dove vivi, e che lavoro fai per aver ricevuto confessioni di ragazze che lamentano di vivere con ragazzi gelosi e quant’altro. fai forse la psicologa??
Insegni in qualche Istituto? poi per ciò che riguarda la gelosia e l’impedimento di vestire a modo proprio e gusto, ciò non fa certamente solo del costume della Calabria ma ripeto di ogni angolo del mondo, la gelosia è semprte esistita e sempre esisterà è intrinseca nel genere umano sia donna che uomo. e a volte fa bene all’unione, il problema è saperla incanalare, e viverla come un fatto reale e positivo. senza farla sfociare a stati di foliia, ma le ragazze che si lamentano come tu dici, e ripeto tali situazioni esistono dappertutto, dicevo tali ragazze invece di lamentarsi con TE CHE NON SEI CERTAMENTE l’Alter EGO, perchè non cercano il colloquio ed il convincimento col partner? e se proprio questo non ne vuol capire, perchè non lo mollano? e tu che naturalmente vivi coi paraocchi cosa dici a queste che tanto lamentano? Non dirai …abbiate pazienza….spero, mi auguro dirai fatevi valere o lasciatelo.Ma vedi certe volte ci si lamenta per niente, ricordi la moda dei pantaloni a vita bassa? che per fortuna pare sia passata? bè un ragazzo farebbe bene a lamentarsene, senza però incidere sulla decisione della ragazza, se non gli va bene come veste e l’estetica credimi è importante la lasci , sarebbe da stupidi continuare un rapporto ove ci sono modi di vedere la vita con stili differenti. con classe e stile sia la donna che l’uomo non devono subire imposizioni, ma all’orchè queste esistano si lascino e basta, e ricorda bene che ogni donna picchiata dovrebbe denunciare tale fatto a tutte le autorità affinchè il mondo migliori, ciao spero non capiti a te un gelosone.