Liuzzo's factory
who is BOB?
Ragazzi, alcuni dei quali (tutti?) arrivati a Milano per mettere a frutto la creatività del Sud. Uno di loro è della Locride, si definiva nerd, e rispondeva al nome di Sasà, prima di sparire nelle nebbie lombarde. Si sono inventati questa cosa. La Liuzzo’s Factory. Difficile anche spiegare cosa facciano esattamente. Forse perché neppure loro lo hanno messo sufficientemente a fuoco. Ma ci credono. E non è poco, con i tempi che corrono.
Fanno cose. La gente li segue. Mettono su le prime tessere di un mosaico che cresce e cresce.
Si leggono nella loro presentazione la freschezza e l’esuberanza della gioventù. E mi rattrista vederlo scritto sul monitor: evidentemente inizio anche io ad avere un’età. Insomma, ecco la loro presentazione.
VAFFANCULO! Quante volte desideriamo dirlo, senza poterlo fare? MACHISSENEFREGA! Quante volte sentiamo la vocina interiore urlarcelo mentre noi siamo costretti a tacere?
Vi siete mai chiesti chi è quella vocina? Vi siete mai chiesti chi è questo “altro te” che ti indica sempre la strada sbagliata, ti dà dei consigli inconcludenti, che ti fa commettere sempre gli stessi errori?
Ecco, avete appena trovato la soluzione, perché quella vocina è BOB. BOB ti dice di stare fuori tutta la notte non pensando al domani, ti dice che l’esame andrà bene anche se salti un libro intero, ti dice che il tuo capo che non intende pagarti gli straordinari avrà una giusta punizione. BOB è il tuo alterego inconcludente e maledettamente felice dei suoi errori. Perché sono proprio gli errori che facciamo a rendere ognuno di noi unico e, allo stesso tempo, un po’ BOB! Ma con chi? Con chi condividere questo vento di rivoluzione personale? Insieme a chi commettere questi bellissimi errori? Come riconoscere un altro adepto di BOB? Con i kit della Liuzzo’s Factory, chiaro!
Quelle con il faccione di BOB stampato non sono semplici maglie e felpe, sono dichiarazioni al Mondo, sono un cartello, un vessillo, un urlo liberatorio. Sono un testamento intellettuale, armi di distruzione di massa. Sono la lista dei buoni propositi stilata a Natale e buttata rovinosamente nel dimenticatoio. Vuoi essere libero di essere te stesso? Con tutti i suoi pro e i suoi contro? Se sì, muovi quel dannato mouse e unisciti alla crew!
La Liuzzo’s Factory accoglie tutti, non solo perché è composta da dei bifolchi, proprio come te, e nemmeno perché fondamentalmente sono un ammasso di grassi e pelosi zotici, ma sempre e solo grazie a lui: BOB. BOB è il comune denominatore che, tramite la Liuzzo’s Factory, fa sì che gente sbagliata trovi altra gente sbagliata.
Perché essere sbagliati è un duro lavoro, ma qualcuno deve pur farlo.
Il faccione di Bob, loro “guru spirituale” non è esattamente ciò che mi stamperei sulla maglietta da mettere sotto la giacchetta d’ordinanza. Una via di mezzo tra il vecchio Che e un camionista texano di mezza età. Non so cosa incarni esattamente, non riesco a trovarlo così appetibile, tranne che per i ragazzi, appunto. Ma a qualcuno che proprio ragazzo non è deve essere piaciuto, e molto.
Scrivono ancora i nostri “bifolchi” della Liuzzo’s Factory, “ragazzetti da quattro soldi, buttiamo sangue e fatica per far in modo di poter realizzare le nostre idee folli e per non piegarci alla falsità che attanaglia una città come Milano per non dire tutto il bel paese, fatta di fashion nights, aperitivi in centro e persone che sono più interessate a quanto guadagni anziché importargli come ti senti. Insomma BOB è ormai diventato uno scudo per riuscire a urlare a chi ti vuole incatenato dietro una scrivania un bel “VAFFANCULO” … ok, fermiamoci qui, potreste scambiare questo messaggio per un becero tentativo di social marketing da sfigati (quali probabilmente siamo, ma oggi in veste diversa)”.
E cercano di spiegarsi: BOB “è stato “copiato” da un brand d’abbigliamento italiano chiamato “MAGAZZINI DEL SALE” che ha stampato una t-shirt cambiando solo il nome dentro il cappellino con un’anonima scritta FUCK DEATH”. Ma loro lo hanno saputo per caso: “BOB non è stato venduto a nessuno, e mai sarà venduto (è vero, mai dire mai, ma fidatevi per ora meglio crepare che vedere lo zio BOB e la sua filosofia che ci fa sopravvivere in un mondo pieno di falsità come una banale collezione Primavera Estate nel negozietto fighetto di una qualunque città italiana)”.
Un plagio bello e buono. Che poteva anche andare “liscio”, come credo dicano loro.
Riguardo Bob, le foto e i video di quei ragazzi, alcuni dei quali potrebbero essere davvero miei figli. E io Bob, visto che scrivono “tua mamma è Bob”. Loro ci hanno chiesto di diffondere la notizia. Noi siamo andati oltre. Forse da stasera Bob ha iniziato a urlare anche dentro di noi. Vaffanculo. Vaffanculo e vaffanculo. A partire da chi ha cercato di rubare la libertà della rivoluzione al contrario di questi amabili diffusori del BOB-pensiero.












Grazie mille del supporto ! purtroppo siamo stati investiti da questa tempesta … ma sappiamo che quando sarà finita ne usciremo zuppi ma vivi ! Siamo Giovani, piccoli, sconsiderati ma non rinunciatari … BOB, o almeno quello che rappresenta questo faccione per noi non sarebbe nulla senza le persone che gli ronzano attorno, lo rendono vero, autentico e con una personalità che manco il miglior marketing man potrà mai avere … i consigli sono quasi sempre sbagliati ma almeno provengono dalle nostre teste … BOB per noi è l’armatura che ci protegge dalla falsità obbligatoria che attanaglia una città come Milano, piena di gente del SUD emigrata per dar libero sfogo alle proprie passioni e idee che si ritrova inevitabilmente nel vortice del lecchinaggio da aperitivo … (non siamo bravi con le parole, e forse ci vantiamo pure di questo… non abbiamo il mega ufficio stampa che parla di BOB e di balordi che lo supportano, ogni parola, ogni pensiero viene esclusivamente dalle nostre teste) GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE ! TANTE BELLE COSE FRESCHE A TUTTI !!!