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Sosteniamo i prodotti di “Libera Terra”: produzioni e controcultura per abbattere tutte le mafie

A Roma si è appena terminata la riunione del Comitato di sicurezza alimentare della Fao. Per la prima volta nel gruppo di appoggio è entrato anche un rappresentante della società civile e delle organizzazioni contadine. Si spera che questo contribuisca a facilitare la comprensione dei problemi reali dei contadini e contadine del mondo. Aria nuova quindi, non solo nelle riunioni ma anche negli spazi aperti dove varie organizzazioni approfittano per conoscere le loro azioni concrete in favore dello sviluppo. Una di loro, presente per la prima volta, è Libera (www.libera.it), un’associazione nata nel 1995 col proposito di stimolare la società civile nella lotta alla mafia. Uno dei settori (LiberaTerra) che li vede molto attivi riguarda il riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie (in questo caso parlo delle aziende agricole).

La mietitura in un terreno confiscato alla 'ndrangheta a Isola Capo Rizzuto

Mi raccontano Giulia e Valentina, le due ragazze che sono venute a presentare l’associazione, che in questi quindici anni di lavoro si sente crescere un sostegno sociale sempre piú forte, da parte delle gente ma anche dalle istituzioni locali. Chiaro, le intimidazioni esistono sempre, e nelle zone dove il fenomeno mafioso (in senso lato, mafia, ndrangheta, camorra, sacra corono unita od altro) è più radicato chiaramente il lavoro è più difficile. Lenta, ma costante la crescita dell’appoggio nazionale. Mi segnalano che finalmente il ministro Maroni ha concretizzato una proposta iniziata fin dai tempi del governo Prodi, una Agenzia per i beni confiscati, cosa che sta migliorando molto i rapporti istituzionali.

La distribuzione geografica delle terre confiscate non riguarda oramai più solo il sud, ma cominciano ad esserci fattorie anche in Piemonte e Lombardia. Le produzioni, nel filone dell’agricoltura biologica, variano dall’olio al vino, alla pasta, verdure e conserve alimentari. Un marchio specifico (di qualità e legalità – Libera Terra) permette di riconoscerli nei posti vendita (Coop, Naturasì ed altri). Libera Terra non è solo agricoltura, ma è essenzialmente controcultura, abbattere le barriere mentali che le mafie costruiscono per sottomettere la gente e i territori dove prosperano, per far ritornare a respirare aria civile. Per questo sono così impegnati anche con campi di volontariato, per far sí che chi vuol saperne di più, aiutarli e cooperare possa farlo e anzi sia invogliato a farlo.

All’inizio di questo mese, a Castel Volturno (Caserta), città simbolo della camorra, è stata inaugurato un caseificio che produce una mozzarella speciale, misto di latte, caglio ed etica, sulla terra confiscata al boss dei Casalesi Michele Zaza. Un esempio di vittoria delle istituzioni a vari livelli, di “vittoria del noi” dice don Luigi Ciotti di Libera contro le mafie che ha inaugurato il caseificio. Per quello che hanno fatto e stanno facendo hanno bisogno ogni giorno di più di appoggio da tutti noi. Aiutiamoli a crescere.

 

Don Luigi Ciotti con i volontari di Libera su un terreno confiscato

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