LE PULCI AMMAESTRATE

Ponte: anche il governo dice no, con la faccia di Misiti

È FINITA LA FARSA: LA CAMERA APPROVA UNA MOZIONE DI IDV CHE IMPEGNA IL GOVERNO ALLA SOPPRESSIONE DI 1 MILIARDO E 770 MILIONI DI FINANZIAMENTO. IL BELLO È CHE IL GOVERNO, FINO A IERI FAVOREVOLE ALLA MEGA STRUTTURA, ATTRAVERSO IL NEO VICEMINISTRO HA DETTO SÌ AL TAGLIO
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Che dirà adesso Aurelio, promosso viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti appena due settimane fa, dopo cinque mesi di prove tecniche di sottosegretariato, e già agli onori delle cronache nazionali per l’affaire che qualche anno fa lo faceva definire “l’uomo di Berlusconi”?

La bomba è ancora calda. È esplosa in pausa pranzo, con un carico di tutto rispetto: 1 miliardo e 770 milioni di euro. E si chiama mozione. Di più: mozione approvata dalla Camera, che impegna l’esecutivo “alla soppressione dei finanziamenti che il Governo ha previsto per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina, pari complessivamente a 1 miliardo e 770 milioni di euro, di cui 470 milioni per il solo anno 2012 quale contributo ad Anas s.p.a. per la sottoscrizione e l’esecuzione – a partire dal 2012 – di aumenti di capitale della società Stretto di Messina s.p.a.”.

Rubinetti chiusi per il ponte sullo Stretto, dunque. Chi aspettava altri foraggiamenti dopo i quattrocento milioni spesi finora per parlare e far parlare dell’infrastruttura dovrà rivolgersi altrove. Questo stop ha l’aria di essere definitivo.

Dopo lo stop della logica, dopo lo stop del bilancio pubblico, dopo lo stop dei cittadini, dopo lo stop dell’Unione europea, arriva anche quello dei nostri parlamentari.

Eppure solo il 16 ottobre, due giorni dopo la nomina a suo vice di Misiti, il ministro Matteoli era stato perentorio: il ponte sullo Stretto si farà, aveva dichiarato, “a prescindere dall’eventuale finanziamento della Ue, in quanto le risorse per il manufatto saranno reperite sul mercato, come previsto dal piano finanziario allegato al progetto definitivo. Il Ponte per il governo resta una priorità essenziale per lo sviluppo del sistema dei trasporti dell’Italia”.

Oggi è successo ciò che non era proprio prevedibile. O meglio, ciò che non era prevedibile per chi non abbia seguito la carriera dell’ingegnere di Melicucco, già sindacalista, già assessore regionale, già presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, già parlamentare, già commissario straordinario per le grandi opere del Sud. Sono proprio questi ultimi due ruoli a far nascere alcune domande. Nel luglio del 2003, dopo due anni in cui è contemporaneamente assessore ai Lavori Pubblici ed Acque della Regione Calabria (scelto da Chiaravalloti, garante oggi come ieri) e Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, viene nominato da Berlusconi in persona Commissario straordinario per le grandi opere del Sud. Passata l’estate, a ottobre, fonda l’associazione culturale ProCalabria e inizia a incontrare sindaci e amministratori. Qualcuno si chiede il perché, e forse arriva a darsi una risposta nell’aprile 2006, quando Misiti diventa deputato. Eletto in Calabria. Lista di Italia dei Valori.

Oggi sembra difficile liquidare come una semplice coincidenza il fatto che la mozione sul trasporto pubblico, approvata con l’astensione della maggioranza, fosse targata proprio Idv, ed avesse ricevuto parere favorevole da parte del governo nella persona, appunto, del viceministro Aurelio Misiti.

“Evidentemente il viceministro Misiti, se è vero quanto è stato riferito, ha espresso un parere a titolo personale, che non corrisponde a quanto pensa il Governo né tantomeno il sottoscritto”: questo il commento a caldo del ministro Matteoli sul parere favorevole alla mozione dell’Idv, ormai approvata, che taglia i finanziamenti per la realizzazione del ponte sullo Stretto.

Torniamo alla domanda ab origine: che dirà adesso Aurelio?

Che si è accorto di trovarsi più vicino ai valori di Idv, o che invece si è immolato come capro espiatorio di un governo che fa acqua da tutte le parti, eliminando almeno quella che sarebbe dovuta passare sotto il ponte di Messina? Basteranno le prossime elezioni, forse di primavera, per capire.

 

POST SCRIPTUM

Ringraziamo sia Aurelio che il viceministro. Entrambi non ci hanno fatto attendere fino alle prossime politiche: dopo la sparata in pausa pranzo, all’ora del the (17:25 per la precisione) consegnano, nella duplice veste, le proprie precisazioni alle agenzie.

Testualmente, dall’Ansa:
Il vice ministro Misiti precisa che “nel dare il parere a nome del Governo” alla mozione dell’IdV, “ha proposto una riformulazione che escludesse il ricorso a fondi della società Stretto di Messina spa. La riformulazione non è stata accolta ma si è lasciata al governo la discrezionalità di trovare tali fondi da varie fonti. Pertanto è da escludere categoricamente che il Governo possa scegliere di non realizzare il Ponte sullo Stretto”.

Lo escludiamo anche noi, visto che i conti pubblici permettono questo e altri ulteriori sprechi: sarà impossibile riempire i buchi che sopportiamo da decenni. Compreso quello sullo Stretto.

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3 risposte a Ponte: anche il governo dice no, con la faccia di Misiti

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