E’ stato sospeso il consigliere comunale di Reggio Calabria Giuseppe Plutino, di 47 anni, arrestato ieri dalla polizia con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa.
Il provvedimento è stato adottato dal prefetto di Reggio Calabria, Luigi Varratta, in considerazione del provvedimento restrittivo eseguito nei confronti di Plutino.
Il consigliere comunale arrestato sarebbe stato un referente politico della cosca Caridi della ‘ndrangheta.
I FATTI
E’ di nuovo bufera intorno ai rapporti tra ‘ndrangheta e politica nei palazzi del potere di Reggio Calabria. L’ultimo caso eccellente è quello di Giuseppe Plutino, consigliere comunale del Pdl arrestato dalla squadra mobile nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Dda reggina contro la cosca Caridi della ‘ndrangheta.
Plutino, in carica da tre legislature e che in passato ha anche ricoperto la carica di assessore comunale, è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Assieme a lui sono stati arrestati Domenico Condemi, di 35 anni; Filippo Condemi (37); Rosario Calderazzo (41); Vincenzo Rotta (58) e un vigile del fuoco Vincenzo Lombardo (38) in servizio nel Comando provinciale della città. Per Leo Caridi, 50 anni, considerato l’attuale reggente della cosca a seguito dell’arresto dei fratelli Antonino, Santo e Bruno è stato disposto il fermo.
La cosca Caridi aveva il controllo delle attività estorsive a commercianti in alcuni quartieri della città e per ottenere i propri scopi non esitava ad attuare danneggiamenti. A garantire la copertura politica ci pensava Plutino che veniva gratificato con i consensi elettorali. Secondo quanto emerso, il consigliere comunale, in passato esponente dell’Udc e poi spostatosi nel Pdl, avrebbe fornito alla cosca un “concreto, specifico, consapevole e volontario contributo come referente politico”. E per questo su Plutino erano piovute preferenze elettorali sia dagli affiliati, sia da parte di terzi, ma raccolte dagli esponenti della cosca nel corso delle varie consultazioni elettorali, con particolare riferimento alle comunali del maggio 2011 “anche mediante sistemi di alterazione della libera competizione elettorale”.
Tra i favori che Plutino,nella sua qualità di rappresentante istituzionale, avrebbe assicurato alla consorteria Caridi, anche il tentativo, assieme a Domenico Condemi, di costringere il consigliere regionale Giovanni Nucera ad assumere in qualità di collaboratore temporaneo delle struttura del gruppo Pdl alla Regione Calabria, Maria Cuzzola, nipote di Eugenio Borghetto.
Dinanzi al suo rifiuto Nucera aveva avuto la sgradita sorpresa di trovare una tanica con liquido infiammabile sul cofano della propria autovettura. “Nell’inchiesta – ha confermato il procuratore della Repubblica di Reggio Calabria Giuseppe Pignatone – c’é la prova dell’atto intimidatorio in danno del consigliere regionale Nucera ma c’é anche la prova di un sostegno elettorale da parte della cosca al consigliere Plutino in occasione delle ultime elezioni amministrative”.
LO MORO: VIMINALE SI OCCUPI DEL COMUNE DI REGGIO
“Apprendiamo dalle agenzie che è in corso un’operazione della Polizia di Stato per l’esecuzione a Reggio Calabria di sette ordinanze di custodia cautelare in carcere contro altrettanti presunti affiliati alla cosca Caridi, con cui si contesta l’associazione per delinquere finalizzata ad estorsione e danneggiamenti”. Lo afferma la parlamentare del Pd Doris Lo Moro.
“Apprendiamo, in particolare – aggiunge – che tra gli arrestati vi è Giuseppe Plutino, consigliere comunale di Reggio Calabria del Pdl in carica da tre mandati. Mi chiedo e chiederò oggi al Ministro dell’Interno, nel corso dell’audizione prevista presso la Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati, cos’altro deve succedere perché si proceda ad una seria verifica di quanto succede a Reggio Calabria”.
ANGELA NAPOLI: SI SCIOLGA IL COMUNE
”L’arresto odierno del consigliere comunale Giuseppe Plutino, con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, nell’ambito dell’operazione contro la cosca Caridi della ‘ndrangheta reggina, credo non possa piu’ esimere il ministro dell’Interno dall’avviare adeguate procedure per lo scioglimento del Consiglio comunale di Reggio Calabria per infiltrazione mafiosa” Lo afferma l’On.
Angela Napoli (FLI),Componente Commissione Parlamentare Antimafia.
“Già nello scorso mese di novembre 2011 dalle indagini che avevano portato all’operazione ‘Sistema’ contro alcuni presunti affiliati alla cosca Crucitti della ‘ndrangheta reggina, e’ emerso – dice la Napoli – che per infiltrarsi nel Comune di Reggio Calabria, il capo della cosca, Santo Crucitti, aveva fatto convogliare i propri voti e quelli dei suoi gregari su Pasquale Morisani, attuale Assessore ai lavori pubblici presso il Comune della Città.Sempre nello stesso mese di novembre 2011 l’operazione ‘Astrea’ ha evidenziato il controllo della cosca Tegano sulla società mista ‘Multiservizi’, società municipalizzata, dove il Comune di Reggio Calabria detiene ben il 51% delle quote, e che fino allo scorso anno ha avuto, quale suo consulente, il commercialista Demetrio Arena, attuale Sindaco di Reggio Calabria.Per non parlare di quanto è fin ora emerso dall’ inchiesta ‘Meta’, con il coinvolgimento di ex consiglieri comunali, di imprenditori affidatari di incarichi e di assunzioni varie da parte del Comune di Reggio Calabria.
Né credo si possa pensare che quanto si nasconde dietro il suicidio della dirigente comunale Orsola Fallara continui ad essere coperto dalle dichiarazioni “compiacenti di alcuni indagati. Ritengo che la misura sia davvero colma e nessuno possa più continuare ne a chiudere gli occhi ne a coprire, omettendo gli adeguati interventi, su quanto sta accadendo a Reggio Calabria”.
ETHOS: MODELLO REGGIO E’ GIUNTO AL TERMINE
“Affrontare, nelle competenti sedi politiche ed istituzionali, discussioni riguardanti il coinvolgimento di consiglieri in carica ed ex consiglieri in inchieste giudiziarie contro il crimine organizzato, chiedendo quantomeno chiarimenti su determinati atteggiamenti assunti da esponenti di primissimo piano della politica regionale e comunale nei confronti di noti personaggi di ‘ndrangheta, sarebbe stato, da parte dell’attuale Sindaco e di quello precedente, un concreto gesto d’amore nei confronti di Reggio e dei suoi cittadini”. E’ quanto afferma, in una nota, il presidente dell’associazione Ethos, Giuseppe Musarella.
“Specie oggi – prosegue Musarella – dopo l’ennesimo arresto eccellente di uno dei protagonisti del ‘modello Reggio’. Invece, si preferisce discutere esclusivamente di altro, crisi economica in testa, sforzandosi di distinguere nettamente le vicende amministrative e politiche da quelle giudiziarie e criminali, tentando addirittura di ridurre la crisi della maggioranza comunale, che ha definitivamente e responsabilmente archiviato Scopelliti, Arena e tutti i ‘superstiti’ del modello Reggio, in mero mercimonio. In questo contesto, la città soffre, schiacciata da incapacità, corruzione, esasperato individualismo ed arrogante ignoranza. Per queste ragioni è necessario cambiare il presente, se si vuole sperare in un futuro migliore”.
“Tranquillizzando Scopelliti ed Arena – prosegue Musarella – che, almeno da parte di Ethos, non esiste alcun complotto per distruggere o delegittimare la loro immagine, i due ci riescono benissimo da soli, senza l’aiuto di nessuno, ritenendo comunque che il modello Reggio sia giunto al termine anche per evidenti ragioni politiche, ciò che si ritiene prioritario è cambiare in fretta la classe dirigente. Non può essere un obiettivo a lunga scadenza, ma è imperativo che altre persone, competenti e libere, amministrino adesso, in questo momento, il nostro territorio”.












