Giustizia

17 avvisi di garanzia dalla Procura di Reggio per corruzione elettorale a favore del consigliere Rappoccio

La Procura della Repubblica di Reggio Calabria ha emesso 17 avvisi di garanzia nei confronti di collaboratori del consigliere regionale Antonio Rappoccio in cui si ipotizza il reato di corruzione elettorale.
Gli avvisi, scrive il giornale on line “Il Corriere della Calabria”, rientrano nell’inchiesta su presunti concorsi “fantasma” banditi prima delle regionali del marzo 2010 che ha già portato al rinvio a giudizio di Rappoccio, del gruppo Insieme per la Calabria-Scopelliti presidente, in quota Pri.

Antonio Rappoccio

Rappoccio è accusato di avere ideato prima delle elezioni, dei concorsi nel corso dei quali avrebbe chiesto il sostegno elettorale agli aspiranti ad un posto di lavoro. Ai candidati sarebbero anche state consegnate delle schede che venivano restituite dopo essere state compilate con anche l’indicazione del seggio in cui gli aspiranti avrebbero votato.

Gli avvisi di garanzia sarebbero stati inviati a 12 collaboratori del consigliere che avrebbero avuto un ruolo nelle cooperative ed a cinque candidati che avevano accettato le promesse di un futuro lavoro in cambio di voti.
L’inchiesta ha preso il via da una serie di denunce presentate dall’ex presidente del Consiglio comunale di reggio Calabria, Aurelio Chizzoniti, primo dei non eletti nella lista “Insieme per la Calabria”.
Secondo il Corriere della Calabria il provvedimento, firmato dal sostituto procuratore Stefano Musolino, è stato notificato a Santo Surace (di 52 anni), Maria Antonia Fedora Catanzariti (45), Elisa Campolo (31), Roberta Arcidiacono (48), Consolato Occhiuto (57), Andrea Gullì (46), Santo Mandalari (47), Antonino Scimone (38), Ilenya Comerci (23), Loredana Tolla (48), Emilio Domenico Tripepi (43) e Pasquale Tommasini (69). Nell’ambito della stessa inchiesta la Procura della Repubblica ha notificato altri cinque avvisi di garanzia anche ai soggetti che, «in qualità di elettori, avevano accettato le promesse formulare dal candidato Rappoccio Antonio e dai suoi sodali di procurare a loro e ai loro familiari, anche attraverso la cooperativa “Alicante” e successivamente un altra denominata “Iride Solare”, futuri posti di lavoro, in cambio di un consistente numero di voti»: Antonino Caridi, Santino e Filippo Nucera, Antonino Malara e Domenico Quattrone.

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