Quarantacinque minuti per parlare di fede, religione, ma anche di politica e, soprattutto del futuro dell’Europa nel Mediterraneo: è stata una lectio magistralis accolta dagli applausi scroscianti di un teatro Politeama di Catanzaro gremito in ogni ordine di posti quella tenuta stasera dal cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato Vaticano, in occasione del conferimento della Laurea Honoris Causa in giurisprudenza conferitagli dall’università Magna Grecia.
Il card. Bertone, prima di ricevere la pergamena dalle mani del rettore dell’Ateneo Aldo Quattrone, ha tenuto la sua lectio magistralis incentrata sul tema del convegno svoltosi nell’occasione, “Quale futuro per l’Europa nel mediterraneo? Un percorso di fronte alla ‘res novae’ tra etica, economia e politica”.
Il Presule ha sottolineato come l’unione monetaria, finanziaria ed economica abbia una grande importanza “ma da sola non basta. Serve un’unità che attiene alla persona umana”, indicando poi il Mediterraneo come “un mare che unisce e che può essere il motore trainante di una nuova pace” ed esortando laici e cristiani impegnati in politica “a concorrere per il bene comune”.
La serata è cominciata con l’esibizione dell’Orchestra sinfonica e del coro del Conservatorio Torrefranca di Vibo Valentia. Quindi il vaticanista della Rai Enzo Romeo, che ha moderato i lavori, ha dato il via alla cerimonia sottolineando come la Calabria “non è il far west descritto spesso dai mass media, ma una terra che fa dell’accoglienza e della solidarietà le proprie leggi”.
Il presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti, porgendo il saluto al cardinale Bertone, ha ricordato la recente visita del Papa in Calabria e le parole del Pontefice che, tra l’altro, invitò i calabresi a non cedere alla tentazione del pessimismo.
“Vogliamo conquistarci il nostro futuro”, ha detto Scopelliti, sottolineando poi come alla globalizzazione è necessario che corrisponda una politica che dia risposte ai bisogni sociali ed un’economia dal volto umano. E’ stata poi la volta del saluto del presidente della Provincia di Catanzaro, Wanda Ferro, che ha evidenziato come “il relativismo ad ogni costo, l’economia come religione universale, la stessa idea di politica affermano il senso di un potere libero da qualsiasi vincolo. In questo scenario, le Res Novae devono essere una conversione di mentalità e la nascita di una nuova visione dell’uomo”.
I lavori sono poi entrati nel vivo del tema del convegno con l’intervento del vice presidente vicario del Parlamento europeo, Gianni Pittella, secondo il quale “bisogna costruire un dialogo autentico e franco coi nostri interlocutori meridionali che sappia essere mite ma autentico”. Pittella ha poi indicato come l’errore principale “quello d’inseguire, senza averle comprese, le rivendicazioni dei nostri vicini, di esser compiacenti in maniera strumentale” mentre anche l’irrigidimento identitario, il pregiudizio e la chiusura alle rivendicazioni “dei nostri amici arabi sarebbe un altro errore”. L’europarlamentare ha quindi indicato come una strada da seguire la “lezione del cardinal Bertone: solo se non rinunciamo a noi stessi, alle nostre radici, saremo in grado di aprirci autenticamente all’altro”.
L’arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace, mons. Vincenzo Bertolone, ha puntato il dito contro i problemi della Calabria che patisce i risvolti negativi della questione meridionale e di una criminalità organizzata che usa strumentalmente riti anche a carattere religioso di facciata per cercare consenso. In Calabria, ha sostenuto il presule, ci sono tante bellezze nascoste in luoghi oscuri “che vanno portate allo scoperto” ed ha indicato in cultura, legalità e fede i pilastri su cui poggiare il lavoro da svolgere.
E’ stata poi la volta del rettore dell’Università Magna Grecia, Aldo Quattrone, che dopo avere ricordato le mortificazioni imposte dai tagli ai bilanci degli atenei ha sottolineato i nuovi approcci nell’attività di ricerca dell’Ateneo e l’importanza di formare giovani in grado “di non tradire l’amicizia tra ricerca e fede” e di ricercare una ricchezza “forse immateriale che è quella della formazione della persona che non deve essere a scapito della conoscenza vera, della coscienza di se e del prossimo e della libertà di pensiero”. Quindi ha rivolto un invito ai ragazzi calabresi a “non andare via ed a contribuire a rendere più grande e più bella questa regione”.
Prima del conferimento della Laurea Honoris Causa al cardinale Bertone, il prof. Andrea Errera, ordinario di Storia del diritto medievale e moderno, ha tenuto la laudatio sottolineando come “é del tutto evidente ed innegabile il significativo contributo dato dal cardinale Tarcisio Bertone alla scienza giuridica, sia canonica sia civilistica”.











