Non c’è alcuna certezza che Domenica Ruggiano, la donna che ha ucciso il marito e la figlia ed ha poi tentato il suicidio, venga arrestata.
“Bisogna valutare per questo – ha detto il Procuratore della Repubblica di Castrovillari, Franco Giacomantonio – le esigenze cautelari. I processi vanno fatti nel rispetto della normativa e non seguendo gli umori dell’ opinione pubblica”.
“Stiamo esaminando gli atti – ha aggiunto Giacomantonio – e prenderemo, con i tempi che speriamo siano i più rapidi possibili, le decisioni necessarie”.
Domenica Ruggiano è tuttora ricoverata nell’ospedale di Rossano per la ferita che si è procurata ad un’anca sparandosi un colpo, nel tentativo di suicidarsi, con lo stesso fucile che aveva usato per uccidere il marito e la figlia. La donna, le cui condizioni non suscitano alcuna preoccupazione, viene tenuta sotto stretta vigilanza da parte dei carabinieri per evitare che possa ritentare di suicidarsi.
“Mio marito era un padre-padrone, un violento, e mi picchiava”. Lo ha detto Domenica Ruggiano nella dichiarazione fatta al pm di Castrovillari, Maria Grazia Anastasia, alla quale ha confessato di essere stata lei venerdì scorso ad uccidere il marito, Vincenzo Genovese, e la figlia Rosa.
E’ da questa situazione che ha avuto origine ed è maturato il risentimento di Domenica Ruggiano nei confronti del marito che l’ha portata al punto di ucciderlo. Un risentimento che l’avrebbe anche indotta a rifiutarsi di assisterlo dopo che l’uomo era stato colpito da un infarto con problemi di deambulazione, anche a causa di una condizione di obesità, che lo costringevano a muoversi con le stampelle, oltre ad una grave forma di asma.
Il comportamento da padre-padrone di Vincenzo Genovese, secondo quanto ha raccontato la moglie, veniva messo in atto anche nei confronti delle due figlie, anche loro maltrattate e picchiate ripetutamente. Una situazione che si era attenuata dopo che Vincenzo Genovese aveva avuto problemi di salute, ma che era sempre incombente, con frequenti liti e discussioni tra Genovese e la moglie.
Ieri, il primo maggio, la confessione: li ho uccisi io
Una storia di disperazione e di sofferenza finita nel modo più tragico: due morti ammazzati ed il ferimento di una terza persona che poi si è scoperto essere stata la responsabile del duplice omicidio.
La soluzione del giallo di Villapiana, dove venerdì scorso sono stati assassinati a colpi di fucile Vincenzo Genovese, di 67 anni, e la figlia Rosa, di 26, è arrivata all’alba di oggi quando, a conclusione di un interrogatorio protrattosi per tutta la notte, Domenica Ruggiano, moglie e madre delle vittime, è crollata ed ha ammesso le proprie responsabilità. La donna ha anche riferito che dopo avere ucciso marito e figlia ha tentato di uccidersi, ma non è riuscita ad attuare il suo proposito, procurandosi soltanto una ferita ad un’anca.
Per risolvere il caso sono stati determinanti la caparbietà e l’impegno dei Carabinieri del Comando provinciale di Cosenza e della Compagnia di Corigliano Calabro, che avevano subito intuito che non reggeva la versione dei fatti fornita da Domenica Ruggiano, secondo la quale un estraneo si era introdotto in casa ed aveva commesso il duplice omicidio, e di un giovane magistrato della Procura della Repubblica di Castrovillari, Maria Grazia Anastasia. Negli ultimi giorni il magistrato ha lavorato senza sosta per dare un nome ed un volto all’assassino di Vincenzo e Rosa Genovese ed alla fine, grazie anche all’apporto determinante dei Carabinieri, c’é riuscita.
“Ero disperata – ha detto Domenica Ruggiano al pm – perché non ne potevo più dei dissidi con mio marito, che si trascinavano da anni”.
La donna, sia pure in maniera confusa, ha riferito perché ha deciso di uccidere anche la figlia, che da alcuni mesi aveva allacciato una relazione che i familiari della ragazza, secondo quanto riferito dai Carabinieri, non gradivano. Domenica Ruggiano non voleva, questa la sua spiegazione, che la ragazza, legandosi ad un uomo, subisse le stesse sofferenze che aveva patito lei. E così, dopo avere assassinato il marito, la donna ha rivolto l’arma contro la figlia e l’ha uccisa. Momento culminante di una spirale di violenza incontenibile.
La donna, dopo avere tentato il suicidio, non ha avvertito nessuno di ciò che aveva fatto e si è distesa sul letto “attendendo – ha detto al magistrato – la morte”. Che però non è arrivata perché la ferita che si era procurata non era così grave da provocare effetti letali.
Dopo la scoperta del duplice omicidio ed il suo ricovero in ospedale, Domenica Ruggiano non si è preoccupata di nient’altro che negare le sue responsabilità. Ma alla fine, posta di fronte all’evidenza dei fatti e degli elementi emersi dal sopralluogo effettuato dai Carabinieri, secondo cui il duplice omicidio poteva essere stato commesso soltanto da una persona appartenente all’ambito familiare, è crollata ed ha reso piena confessione.
Donna sorvegliata: potrebbe suicidarsi
E’ tenuta sotto stretta sorveglianza in ospedale Domenica Ruggiano, la donna che ha confessato di avere ucciso il marito, Vincenzo Genovese, e la figlia Rosa. Il Procuratore di Castrovillari, Franco Giacomantonio, ha spiegato di avere disposto un controllo a vista per Domenica Ruggiano in considerazione della possibilità che la donna possa tentare di uccidersi così come aveva fatto subito dopo il duplice omicidio sparandosi un colpo con lo stesso fucile con cui aveva ucciso marito e figlia.
Ancora nessun provvedimento cautelare per la Domenica Ruggiano
Nessuna misura cautelare, al momento, per Domenica Ruggiano, che la scorsa notte ha confessato nell’ospedale di Rossano, dove è ricoverata, di essere stata lei ad uccidere venerdì scorso il marito e la figlia. Il Procuratore di Castrovillari, Franco Giacomantonio, ha detto che “il fermo di Domenica Ruggiano non è tecnicamente possibile e che dovrà essere il gip ad emettere la misura cautelare”. Di fatto, dunque, al momento, Domenica Ruggiano, pur avendo confessato un duplice omicidio, è libera.
“Domani – ha detto ancora il procuratore Giacomantonio – esamineremo gli atti e valuteremo i tempi ed i modi della richiesta al gip della misura cautelare nei confronti di Domenica Ruggiano. Ci sono pochi dubbi che la sua confessione sia veritiera, ma in casi come questi bisogna procedere con molta cautela”.
Nei confronti della donna, dunque, non è stato disposto alcun piantonamento, ma soltanto una vigilanza fissa per evitare che possa ripetere il tentativo di suicidio già messo in atto subito dopo il duplice omicidio.
I FUNERALI TRA I PALLONCINI COLORATI
Centinaia di palloncini bianchi ed i fuochi d’artificio hanno accompagnato l’ultimo viaggio di Rosa Genovese, la ragazza di 26 anni uccisa venerdì scorso insieme al padre, Vincenzo, di 67, a Villapiana, nel cosentino.
All’uscita della bara, coperta da rose bianche ed orchidee, subito dopo quella del padre, un lungo applauso si è levato dalle centinaia di persone che hanno gremito la chiesa della Sacra famiglia per i funerali, mentre all’esterno i palloncini venivano liberati in aria con l’accompagnamento dei fuochi.
Tanti gli abitanti del piccolo paese della costa ionica cosentina accorsi alle esequie di padre e figlia. Molti non sono riusciti ad entrare in chiesa ed hanno seguito la cerimonia dal piazzale antistante. Al funerale c’é stata una sola assenza.
Quella di Domenica Ruggiano, madre e moglie delle vittime, ancora ricoverata nell’ospedale di Rossano per la ferita all’anca subita in occasione del duplice omicidio.
In chiesa, chiusi nel loro dolore, i familiari di Genovese e di Rosa: l’altra figlia, Maria, ed il fidanzato della giovane uccisa che per tutta le cerimonia è stato seduto accanto al feretro della sua ragazza.
Alle esequie ha partecipato anche il sindaco di Villapiana, Roberto Rizzuto, con la fascia tricolore ed il gonfalone della città. Nell’occasione è stato proclamato il lutto cittadino.
Domenica Roggiano: “L’avvocato mi ha detto di non parlare con nessuno”
“L’avvocato mi ha detto di non parlare con nessuno”. Così ha risposto Domenica Ruggiano, ai medici dell’ospedale di Rossano che stavano valutando le sue condizioni dopo l’intervento e lo choc provocato dall’uccisione del marito Vincenzo Genovese e della figlia Rosa, avvenuto venerdì scorso a Villapiana.
Le condizioni della donna, operata per la riduzione della frattura all’anca, secondo quanto si è appreso sono complessivamente buone.
Anche oggi ha chiesto del marito e della figlia, quasi non sapesse che sono stati uccisi. Circostanza alla quale la donna potrebbe avere assistito visto che era in casa al momento del duplice omicidio e che è stata ferita a sua volta.
GLI AGGIORNAMENTI DEL 29 APRILE
Continua a chiedere notizie del marito e della figlia, Domenica Ruggiano, di 54 anni, la donna rimasta ferita nel duplice omicidio commesso a Villapiana.
La donna è ricoverata nell’ospedale di Rossano e, nonostante lo stato di choc, continua a chiedere di avere notizie del marito, Vincenzo Genovese, e della figlia Rosa. La donna, subito dopo il suo ricovero, è stata iscritta nel registro degli indagati dalla Procura di Castrovillari che ha disposto lo stub su di lei e sui cadaveri del marito e della figlia. La donna è indagata, secondo quanto si fa notare dagli inquirenti, perché lo stub è un accertamenti tecnico irripetibile. Proprio per effetto della sua posizione di indagata la donna, prossimamente, sarà sentita con l’assistenza di un difensore di fiducia.
Nell’ospedale di Castrovillari, intanto, è stata eseguita l’autopsia sui due cadaveri. Il primario del reparto di medicina legale, Walter Caruso, ha lavorato per diverse ore ma sugli esiti mantiene il più stretto riserbo.
Gli investigatori ritengono fondamentale gli esiti degli accertamenti tecnici. In particolare quelli relativi allo stub, alle impronte digitali e ad una traccia di sangue trovati sul fucile rinvenuto nell’abitazione. Dagli esiti di questi tre accertamenti gli investigatori ipotizzano di poter riuscire a far luce su quanto avvenuto nella villetta di Villapiana.
LA RIFLESSIONE DEL GIORNO DOPO: ANCORA MISTERO E SANGUE
Ancora avvolto nel mistero il duplice omicidio di Vincenzo Genovese, di 67 anni, di sua figlia Rosa, di 26, ed il ferimento della moglie, Domenica Ruggiano, di 54, avvenuto ieri a Villapiana, ma le indagini sembrano essere state indirizzate verso l’ambito familiare. La Procura di Castrovillari ed i carabinieri mantengono uno stretto riserbo, continuando a ripetere che nessuna ipotesi viene esclusa. Ma la ricostruzione del duplice omicidio, così come è stata raccontata da Domenica Ruggiano e da come comincia a emergere anche dagli accertamenti, sembra portare proprio in direzione dell’ambito familiare.
Chi ha sparato, infatti, doveva necessariamente sapere che Vincenzo Genovese possedeva un fucile da caccia e dove lo teneva custodito. Inoltre doveva avere una certa confidenza con la famiglia che gli consentisse di entrare nella loro abitazione senza problemi. Solo se è vero questo, sembra essere l’ipotesi degli investigatori, l’assassino può essere entrato, avere preso il fucile, avere ucciso e poi, dopo avere abbandonato l’arma, essere fuggito indisturbato.
Per cercare di dare una risposta a quello che è ancora un’enigma, la Procura di Castrovillari ha disposto l’esame dello stub sui cadaveri di Genovese e della figlia, e sulla moglie.
Inoltre sono state disposte perizie tecniche sull’arma, trovata nel corridoio della spartana abitazione della famiglia sul quale si affacciano le camere da letto, alla ricerca di impronte digitali e di ogni altra traccia che potrebbe risultare utile.
Al riguardo, un contributo potrebbe venire dalla macchia di sangue rinvenuta sul fucile. Sapere di chi sono quelle tracce ematiche potrebbe risultare decisivo.
L’assassino ha sparato, da distanza ravvicinata, due colpi di fucile ciascuno contro padre e figlia ed uno contro la donna.
Rosa, probabilmente, è stata ferita ad una gamba mentre era a letto. Ha cercato di fuggire, ma è stata raggiunta da un’altra fucilata alla schiena mentre era quasi arrivata alla porta dell’ingresso. Il padre, invece, è stato centrato al torace e all’ascella mentre era in giardino. La moglie è stata ferita mentre era nell’ingresso. Il fucile è stato trovato a metà strada tra il corpo di rosa ed il letto su cui si era adagiata la madre.
I carabinieri per tutta la notte hanno sentito i familiari della vittime: la seconda figlia con il marito, il fidanzato di Rosa ed anche alcuni conoscenti. Dagli interrogatori è emerso un quadro familiare conflittuale, con frequenti litigi. Ma chi veramente potrebbe dare una svolta alle indagini è Domenica Ruggiero. Lei ha indicato l’autore in un misterioso individuo.
Il suo racconto, però, ha sollevato più di una perplessità negli investigatori.
La donna, dopo essere stata operata per la riduzione di una frattura all’anca provocata dal colpo di fucile, è sotto choc e non può essere interrogata. Agli investigatori dovrà chiarire alcuni particolari. A cominciare dal comportamento tenuto dopo il duplice omicidio, avvenuto, come hanno accertato anche le indagini, ieri mattina verso le 10 ma scoperto casualmente verso le 20 perché un passante ha notato il corpo di Genovese.
Domenica Ruggiero ha detto di essere stata ferita e di essere andata a letto. Ma perché, si chiedono gli investigatori, non ha dato l’allarme nonostante in casa siano stati trovati alcuni telefoni cellulari? Una domanda al momento senza risposta.
LA CRONACA DELL’ACCADUTO, NELLA TARDA SERATA DEL 28 APRILE
Vincenzo Genovese, 67 anni, agricoltore, e la figlia Rosa, di 26, commessa, sono le vittime del fatto di sangue avvenuto stasera a Villapiana, nel cosentino. Le due vittime sono state raggiunte da colpi di fucile.
Il fatto è successo in una casa di campagna isolata, posta tra il paese e la frazione “scalo”. Uno dei corpi si trova fuori dall’abitazione. Sulla dinamica i carabinieri stanno svolgendo accertamenti.
L’allarme è stato dato verso le 20 da un passante che ha visto il cadavere di Genovese.
La moglie dell’uomo, madre della ragazza, Domenica Ruggiano, di 54 anni, è rimasta ferita ed è ricoverata, in stato di choc, nell’ospedale di Rossano, dove è stata portata dal personale del servizio 118. Le sue condizioni non destano preoccupazione e l’intervento chirurgico, iniziato poco prima della mezzanotte, è finalizzato a ridurre una frattura all’anca.
Mentre si trovava nel reparto di chirurgia è stata sentita dai carabinieri ma il racconto è particolarmente confuso.
La donna è in stato di choc. Il suo racconto è al vaglio dei carabinieri che intendono verificarne la veridicità. Il racconto della donna presenta alcuni punti poco chiari, a cominciare dal fatto che dopo il duplice omicidio Domenica Ruggiano si è coricata a letto dove è stata trovata stasera dai medici del 118 intervenuti.
Secondo quanto ha detto, stamani, dopo avere accompagnato il marito nel giardino esterno all’abitazione, è rientrata in casa, quando avrebbe sentito la figlia urlare e poi avrebbe visto uno sconosciuto uscire. Dopo di che è andata a letto.
Al momento, dunque, l’ipotesi per cui procedono i carabinieri è quella di duplice omicidio. Anche perché, secondo i primi accertamenti, un caso di omicidio-suicidio non sarebbe possibile. Il fucile con cui sono stati uccisi padre e figlia, infatti, è dentro la casa, ma non vicino al corpo della giovane, mentre il cadavere del padre è all’esterno dell’abitazione.
I carabinieri stanno interrogando l’uomo che ha dato l’allarme. Quest’ultimo ha riferito che vedendo il corpo di Genovese steso a terra all’aperto, si è fermato pensando ad un malore. Poi ha visto il sangue ed ha chiamato i carabinieri.
Secondo quanto si è appreso, Genovese sarebbe stato raggiunto da una fucilata al volto, mentre la figlia potrebbe essere morta dissanguata dopo essere stata ferita ad una gamba.
Le indagini dei carabinieri sono dirette dalla Procura di Castrovillari, sotto l’investigazione diretta di Franco Giacomantonio. La Dda di Catanzaro escluderebbe che il delitto sia riconducibile alla criminalità organizzata.
— IL PUNTO —
Padre e figlia uccisi a fucilate e la moglie e madre delle vittime ferita. E’ giallo in Calabria dopo la scoperta dei cadaveri, avvenuta stasera a Villapiana, nel cosentino, di un agricoltore, Vincenzo Genovese, di 67 anni, e della figlia Rosa, di 26.
L’unica superstite, Domenica Ruggiano, ha una ferita all’anca ed è stata sottoposta a intervento chirurgico nell’ospedale di Rossano. Le sue condizioni non destano preoccupazioni e l’intervento si è reso necessario per ridurre la frattura.
Prima di entrare in sala operatoria ha raccontato ai carabinieri quanto è avvenuto, ma la sua versione è stata confusa e ci sono particolari poco chiari che lasciano aperte più ipotesi.
Teatro del duplice omicidio un casa di campagna isolata, situata tra Villapiana paese e la frazione Scalo, sulla costa ionica cosentina. In un primo momento, gli investigatori avevano anche pensato ad un caso di omicidio-suicidio, ma l’ipotesi ha perso consistenza dopo un sopralluogo più accurato sul luogo del duplice omicidio e le dichiarazioni di Domenica Ruggiano.
A scoprire quanto accaduto è stato un passante che verso le 20 ha notato Genovese riverso a terra nello spazio antistante l’edificio, una casa ad un piano. Pensando ad un malore, l’uomo ha varcato il cancello della proprietà di Genovese e si è avvicinato, ma quando ha visto il corpo ha capito che era stato ucciso ed ha chiamato i carabinieri.
Quando i militari ed i medici del 118 sono arrivati e sono entrati nella casa hanno trovato la figlia di Genovese, Rosa, riversa a terra, nell’ingresso, in una pozza di sangue. Forse la giovane era a letto ed ha cercato di allontanarsi ma è stata raggiunta da un colpo di fucile al polpaccio che ha provocato l’emorragia che l’ha uccisa. La madre, invece, è stata trovata a letto, in camera, ma sarebbe stata ferita mentre era in piedi nell’ingresso. I militari hanno anche trovato l’arma usata per il duplice omicidio, un fucile da caccia che Genovese deteneva legalmente. Ma l’arma era lontana sia dal cadavere dell’uomo che da quello della figlia. Circostanza che ha fatto perdere consistenza all’ipotesi dell’omicidio-suicidio.
Poi sono arrivate le dichiarazioni della ferita. La donna ha raccontato che i due delitti sono stati compiuti stamani da un estraneo. Circostanza che confermerebbero i primi rilievi.
Domenica Ruggiano ha raccontato di avere accompagnato il marito asmatico fuori di casa e di essere rientrata. Quindi di avere sentito un botto, la figlia urlare e poi avere visto qualcuno che usciva dall’abitazione. Quindi ha riferito di essere andata a letto. Il suo racconto, però, è stato confuso ed alcuni particolari hanno destato sorpresa tra gli investigatori, a cominciare dal fatto che la donna si sia coricata senza dare l’allarme.
Quello che al momento pare certo è che dietro a questo caso non ci sia la mano della criminalità organizzata. Le indagini sono coordinate dalla Procura di Castrovillari e la Dda esclude che il duplice omicidio sia opera della ‘ndrangheta. Per il resto qualsiasi altra ipotesi puo’ essere quella giusta. Un rebus che dovranno sciogliere i carabinieri della Compagnia di Corigliano e del Comando provinciale di Cosenza.














