I tagli alla sanità decisi con la spending review sono “insopportabili”, quindi “il governo cambi rotta o sarà rottura istituzionale”. Lo rendono noto le Regioni, le quali, in una conferenza stampa, denunciano il “cambio della natura dei servizi sanitari imposto dal governo”. Le Regioni faranno appello al Capo dello Stato
Le strutture a rischio in Calabria
Sarebbero in realtà 20 e non 18 le strutture a rischio di chiusura in Calabria.
Le strutture ospedaliere inserite nella lista della spending review del Governo Monti sono quelle di Praia a Mare, Lungro, Mormanno, San Marco Argentano, Cariati, Trebisacce, Acri, (Inrca) Cosenza, San Giovanni in Fiore, Chiaravalle Centrale, Tropea, Soriano Calabro, Serra San Bruno, Siderno, Gerace, Palmi, Oppido Mamertina, Taurianova, Gioia Tauro e Scilla.
Alcuni degli ospedali inseriti nella lista, secondo quanto prevede il piano di rientro dal deficit sanitaria, hanno però già dismesso le funzioni ospedaliere classiche entro lo scorso 31 marzo e sono in fase di riconversione. Nel 2011 il provvedimento ha riguardato i presidi di Taurianova, Palmi, Siderno, Chiaravalle Centrale, San Marco Argentano e Soriano; quindi, al 31 marzo 2012, sono stati interessati gli ospedali di Rogliano, Cariati, San Giovanni in Fiore, Mormanno, Acri, Serra San Bruno, Praia a Mare, Lungro, Trebisacce, Soveria Mannelli, Scilla e Oppido Mamertina.
Il riassetto complessivo della rete ospedaliera calabrese prevede la nascita di tre ospedali Hub (coincidenti con le aziende ospedaliere), otto Spoke, quattro ospedali generali, 14 distrettuali e quattro di zona montana.
Piccoli comuni: Governo decida con Regioni
Nell’annunciata chiusura dei posti letto degli ospedali, ed in particolare di quelli più piccoli, il criterio non può essere solo numerico; la razionalizzazione, che pure è necessaria, va valutata di caso in caso e soprattutto va gestita insieme alle Regioni.
Lo ha detto il presidente dei piccoli Comuni dell’Anci, Mario Guerra, parlando di spending review. Il taglio dei posti letto negli ospedali non è ancora certo; potrebbe interessare le strutture con meno di 120-70 posti letto. Guerra che in queste ore è in contatto con Delrio, il quale dopo aver incontrato Bondi si è intrattenuto al telefono con il presidente del Consiglio Mario Monti, ha sostenuto che le situazione sul territorio italiano sono molto diverse: esistono piccoli ospedali che potrebbero non creare un grande disservizio perché a ridosso di grandi città dove le strutture ci sono; ma se si parla – ha sottolineato Guerra – di piccoli ospedali in centri isolati la situazione cambierebbe di molto. “Prima di prendere una decisione – ha detto Guerra – bisognerebbe mettere sotto osservazione gli ospedali in questione e verificare sul territorio l’attuabilità dei tagli”; si deve capire se chiudendo questo o quell’ospedale i cittadini rispetto ad un servizio essenziale possono subire danni.











