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È calabrese l’urlo olimpionico di bronzo per il judo

Rosalba Forciniti, judoka di Longobucco (Cs), conquista a Londra la medaglia di bronzo per l'Italia. Dal tatami l'urlo di gioia per la conquista di un risultato sempre sognato. Festa grande nella sua cittadina di origine per la ventiseienne che è salita sul podio per la categoria 52 kg.
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i complimenti di Gattuso i complimenti di Gattuso

“Le buone ragazze vanno in paradiso, le cattive ragazze vanno…a Londra!”. È la maglia mostrata da Rosalba Forciniti, subito dopo aver conquistato la medaglia di bronzo nella categoria 52 chili. “I love you Papi, Papi”, ha gridato la judoka di Cosenza dopo la fine del suo incontro, sempre a favore di telecamera, indirizzandosi al padre Domenico presente in tribuna.

Arriva la sesta medaglia per l’Italia alle Olimpiadi di Londra 2012. Rosalba Forciniti ha vinto la medaglia di bronzo nel judo categoria 52 chilogrammi. Nella finalina ha sconfitto la rappresentante del Lussemburgo Maria Muller col verdetto dei giudici.
“Non ci credo ancora, l’ho sempre sognato. Ma si dice volere è potere, no?”. Rosalba Forciniti è raggiante. Appena scesa dal tatami, dove ha conquistato un inatteso quanto meritato bronzo olimpico nel judo, ha ancora addosso la carica di adrenalina per l’incontro appena vinto.
“Volevo salire sul tatami ed essere felice – spiega – Ho iniziato a fare judo da bambina ma mia madre non voleva perché già ero un maschiaccio e diceva che così peggioravo la situazione. Poi ho insistito con mio padre. Ed ora eccomi qui”.”In realtà – aggiunge dopo un secondo – ho fatto anche un po’ di ginnastica artistica”. Per fare felice mamma? “Vabbé sì, è cosi”, risponde.
Rosalba ha mosso i primi passi sul tatami a Longobucco, un piccolo paese in Calabria, ma già a 15 anni si è trasferita a Roma per frequentare il centro federale: “Nel judo è così, se sei forte fin da piccola. Ma ora devo andare – taglia corto mentre il telefono continua a squillare – Mi aspetta la mia famiglia con mamma, papà, zii, sorelle e il mio fidanzato”.

il padre: lo sognava da quando era una bambina
“Lo sognava da quando era una bambina. E anche oggi non ha mollato mai”. Domenico e Pina Forciniti sono increduli ma orgogliosi per il bronzo olimpico conquistato dalla loro Rosalba alle Olimpiadi.
“Non era neanche la favorita a causa di un infortunio ma lei é sempre stata molto determinata, fin da piccola”, spiegano i due genitori. La madre si scioglie in lacrime ma è il padre che più di tutti cede al pianto. Ed è a lui che l’azzurra ha dedicato la medaglia “L’ho seguita fin da bambina in tutto il mondo – racconta – Non l’ho lasciata mai. Anche oggi ci siamo visti: lei sapeva che noi si siamo. Le ho detto sali sul tatami e divertiti. Abbiamo fatto tanti sacrifici e questa è la ricompensa”. Domenico, Mimmo per gli amici, è convinto che la vita di sua figlia “non cambierà “: “E’ una ragazza semplice che ama lo sport”. “Ricordo quando mi disse: papà voglio andare alle Olimpiadi, io la guardavo. Era una bambina”.

Longobucco in festa
Festa grande in piazza a Longobucco, nel cosentino, paese d’origine di Rosalba Forciniti medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Londra. In tanti hanno seguito in un maxischermo la sfida per il terzo e quarto posto che ha visto la judoka calabrese avere la meglio sulla lussemburghese Marie Muller. Alla conclusione del match è stato un grande boato per il meritato terzo posto.
In paese vivono i genitori di Rosalba il padre Domenico, meccanico, e la madre Bina Savoia, parrucchiera che adesso sono a Londra. Nel comune della Sila Greca, Rosalba ha mosso bambina i primi passi sul tatami, nell’allora palestra Mangiarano, prima di trasferirsi a Roma dove si è arruolata nei carabinieri e ha potuto perfezionarsi nella disciplina sportiva.
“C’é grande orgoglio per questo ennesimo successo – dice il sindaco di Longobucco Luigi Stasi – e siamo già pronti a riservare a Rosalba tutti gli onori che merita. Quando vinse l’argento agli europei di Vienna l’accogliemmo con la banda, adesso dopo questo nuovo successo sarà di nuovo festa”.
“E’ un’affermazione – prosegue il sindaco Stasi – che tutta la gente di Longobucco vuole condividere con Rosalba. Mi stanno chiamando a decine, anche dall’estero, per manifestare la soddisfazione per un risultato che fa parlare della Calabria positiva che esiste e deve essere sempre più conosciuta”.

la gioia di Praticò (Coni)
“Esprimo la mia felicità e quella dell’intero sport calabrese per la straordinaria affermazione di Rosalba Forciniti”. Lo afferma il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò, dopo la medaglia di bronzo conquistata dalla judoka originaria di Longobucco nella Categoria 52 kg alle Olimpiadi di Londra.
“Rosalba – prosegue Praticò – è il simbolo dello sport calabrese, che grazie a lei, per la prima volta, se la memoria non ci inganna, riesce a conquistare un alloro nella più importante manifestazione sportiva del mondo. Questa ragazza incarna la caparbietà, la determinazione, l’impegno e la testardaggine di chi non molla mai. D’altra parte, non è un caso che Rosalba, che fin da bambina appariva destinata a una brillantissima carriera, faccia parte del prestigioso Gruppo sportivo dell’Arma dei Carabinieri, dando lustro all’intero movimento sportivo della nostra regione. Oggi possiamo dire senza timore di essere smentiti che, grazie a Rosalba Forciniti, l’Italia può essere orgogliosa della Calabria davanti al mondo intero”.

l’orgoglio di Oliverio
“Ho seguito le prove di Rosalba Forciniti in televisione con grande partecipazione e trepidazione. Sapevo che alla fine ce l’avrebbe fatta. Il carattere, la forza e la volontà tipiche delle donne calabresi unite ad anni di sacrifici e di allenamenti non potevano deluderla e deluderci”. E’ quanto afferma, in una nota, il presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio. “Ora – aggiunge Oliverio – siamo davvero felici e orgogliosi che una nostra corregionale nata a Longobucco, in provincia di Cosenza, sia salita sul podio delle Olimpiadi, conquistando la medaglia di bronzo e dando all’Italia una grande soddisfazione in uno sport difficile come il judo. A Rosalba e ai suoi genitori Bina e Domenico giunga dalla loro terra un abbraccio caloroso e sincero ed il ringraziamento profondo di tutti i calabresi per aver mostrato al mondo intero il volto di una regione positiva, ‘virtuosa’ e tenace, sempre pronta a dare generosamente il proprio contributo per affermare il prestigio e il valore dell’Italia. Sarò lieto, appena Rosalba ritornerà, di riceverla in Provincia con i suoi genitori per abbracciarla e ringraziarla”.
Anche il vicepresidente della Provincia Mimmo Bevacqua commenta il successo della jodoka calabrese. “Le emozioni che ho provato oggi davanti alla tv – afferma – sono davvero indescrivibili. Non solo mi sono sentito orgoglioso di essere italiano, calabrese e longobucchese, ma vedere conquistare la medaglia di bronzo alla ‘piccola grande’ Rosalba Forciniti mia concittadina e nostra conterranea, mi ha riempito di gioia e commosso a tal punto che a stento sono riuscito a trattenere le lacrime. Da tempo sto seguendo la giovane atleta e gli sono sempre particolarmente vicino e ricordo ancora i suoi primi successi e addirittura i primi allenamenti a Longobucco.
Rosalba è una ragazza soprattutto testarda e infaticabile. Non si è arresa ed ha vinto. E’ salita sul podio. Su quel podio salgono anche tutti i cosentini. Sul podio è salito anche l’orgoglio di tutte le donne calabresi, che malgrado difficoltà e sofferenze, combattono e vincono. La vittoria di Rosalba è soprattutto una vittoria delle donne italiane, delle nostre donne. E’ un segno di speranza e fiducia per le giovani generazioni”.

l’orgoglio di Scopelliti
“La medaglia ottenuta dalla giovane Rosalba Forciniti nel Judo riempie di orgoglio noi calabresi”. E’ quanto afferma il presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti in una dichiarazione diffusa dall’Ufficio stampa della Giunta regionale.
“Dal profondo del nostro cuore – prosegue Scopelliti – speriamo vivamente che la Forciniti continui a regalare, alla sua terra e all’Italia, le emozioni che solo lo sport sa dare, ma siamo altrettanto convinti che la sua volontà di concentrarsi nell’Arma dei Carabinieri sia una scelta importante per la sua professione”.

Carolina Girasole: un simbolo positivo
Rosalba Forciniti, prima donna calabrese ad ottenere una medaglia olimpica, “sia un simbolo positivo di forza per tutte le donne e, soprattutto, per le donne calabresi”. A parlare è Carolina Girasole, sindaco in prima linea contro la ‘ndrangheta a Isola Capo Rizzuto, che si dice molto contenta di questo traguardo. La Girasole, assieme ai sindaci donna di Monasterace, Maria Carmela Lanzetta e Rosarno Elisabetta Tripodi rappresenta il simbolo di una nuova stagione di impegno e protagonismo delle donne calabresi.
Più volte minacciata dalle cosche di ‘ndrangheta per il nuovo corso avviato nel comune del crotonese, dove si è messa al fianco delle cooperative di Libera create sui terreni confiscati alle cosche e dove ha contrastato l’abusivismo edilizio sulla costa, invita a guardare a questo primo bronzo femminile calabrese ottenuto a Londra come ad un esempio da seguire. “Questi obiettivi così importanti – aggiunge – si raggiungono solo credendoci e impegnandosi con grandi sacrifici.
E prima o poi impegno e sacrificio pagano. Per questo la medaglia di oggi deve essere uno sprone: quando si crede in quello che si fa i risultati prima o poi vengono. Solo così, con esperienze come queste, la Calabria potrà farcela. Certo, nello sport c’è bisogno anche del talento ma la componente del lavoro duro e determinato è altrettanto importante”.

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