il sonno dei bronzi e il museo chiuso
il ritrovamento
l'ipotesi di Mimmo Gangemi
40 anni di ipotesi e misteri
Stefano Mariottini, sub in vacanza a Riace, sul confine ionico tra la provincia di Reggio e quella di Catanzaro, avvistò i due bronzi esattamente 40 anni fa, il 16 agosto 1972.
Pochi giorni dopo, il 20 agosto, i Carabinieri li disincagliarono e li fecero riaffiorare in superficie con palloni gonfiati a gas. I bronzi si avviarono a Firenze, per essere ripuliti.
Quando tornarono in Calabria iniziò la loro vera Odissea, finita dopo venticinque secoli di attesa, e ancora in corso.
Sono bronzi, e dunque reggono alle troppe strattonate subite da allora, da quell’estate di quarant’anni fa. Non ci siamo neppure preoccupati di battezzarli: abbiamo iniziato a farli nostri, a rivendicarli, ad eleggerci loro padroni assoluti e decisori dei loro destini.
Noi di scirocco siamo convinti che la cultura non abbia targhe, che debba circolare, che non debbano essere posti veti o dinieghi.
Ci chiediamo cosa ci facciano i nostri bronzi, di cui siamo tanto orgogliosi, che abbiamo voluto inchiodare nella città dello Stretto – già rea di essersene appropriata al momento del loro ritrovamento -, coricati in un palazzo che già fin dal nome – l’Astronave – crea pericolose sillogi.
Ci chiediamo se il loro destino fosse proprio quello di finire, ridicole parodie in 3D, testimonial in uno dei tanti spot osceni per valorizzare le bellezze di Calabria.
Ci chiediamo, soprattutto, perché altre opere, molto meno importanti, sono riuscite a diventare fulcri attrattivi di un’intera comunità (tanto per fare un esempio facile facile, quasi banale: la sirenetta di Copenaghen), mentre noi continuiamo ad avere i nostri tesori adagiati là, in quei finti letti al pianoterra del palazzo regionale, in attesa di. Già, perché questa terra è la terra “perennemente in attesa di”, me ne ero dimenticata.
Parleranno tutti, dei bronzi, in questi giorni. Alcuni lo faranno in modo accanito, cercando di far prevalere la propria tesi sulle altre. Altri cercheranno il senso di una commemorazione. Altri ancora li utilizzeranno come strumento di attacco a questo o quello.
A seguire, gli appuntamenti sul territorio per commemorare il ritrovamento di A e B.
DUE BRONZI DA QUARANTA ANNI TRA I PIEDI
Convegno per il Quarantennale dei Bronzi di Riace
Venerdì 17 agosto 2012 dalle ore 21,00 si terrà a Riace Marina nella piazzetta centrale un convegno dal titolo “DUE BRONZI DA QUARANTA ANNI TRA I PIEDI”. L’evento è stato organizzato dalla locale pro loco in collaborazione con l’associazione Agorà per celebrare anche nel luogo di ritrovamento il quarantennale della scoperta di queste 2 meraviglie dell’umanità.
la pro loco “i Bronzi PER Riace”è nata per volontà di alcuni giovani e meno giovani con l’intento di ripartire dai Bronzi per fare in modo che finalmente Riace e tutta la locride abbia qualcosa da queste due splendide statue. Dal lontano 16 agosto del 1972 RIACE e tutto il comprensorio non sono mai riusciti ad ottenere una giusta valorizzazione di immagine e soprattutto economica da questa straordinaria scoperta.
Consci del fatto che i Bronzi devono essere esposti nel Museo di Reggio Calabria è giusto però che anche il “LUOGO DI RITROVAMENTO” , il cui nome è famoso in tutto il mondo, debba essere intelligentemente valorizzato.
Il convegno vedrà tre momenti:
LA FESTA: quaranta anni e milioni di incanti globali: il prof. Daniele Castrizio dell’Università di Messina offrirà la propria tesi sulla possibile “paternità” artistica dei Bronzi.
LA DENUNCIA: il Vero e il Falso: il prof. Giuseppe Braghò, giornalista e inchiestista, autore del famoso libro FACCE DI BRONZO, svelerà numerosi retroscena riguardo ciò che avvenne nell’anno della scoperta e anche successivamente.
LA PROPOSTA: progettualità per Riace. il prof. Giuseppe Braghò e Antonio Trifoli membro della proloco “I Bronzi PER Riace” esporranno proposte progettuali che si spera siano prese in considerazione dagli Enti interessati. Si pensa di organizzare, dunque, tutte quelle attività che, con il mare e l’Archeologia, abbiano attinenza, quali ad esempio:
A) Seminario Internazionale di archeologia subacquea, da compiersi con cadenza biennale.
B) Scuola Stabile di Archeologia subacquea, con istituzione di corsi specifici teorici e applicati rivolti sia al mondo accademico sia al volontariato, come ad esempio:• volontariato archeologico• corsi propedeutici all’archeologia subacquea• corsi avanzato in archeologia subacquea• corsi di cine/fotografia subacquea archeologica •corsi di alta formazione in archeologia subacquea
C) Centro Nazionale Permanente di Studio e Protezione del Patrimonio Culturale Sommerso: pensato intorno allo sviluppo della cooperazione internazionale specifica, oltre che per l’applicazione di una strategia comune nei settori di studio e protezione del nostro Patrimonio Sommerso: ricerca, tutela e valorizzazione dei beni e relitti archeologici sommersi.
Naturalmente si prevede, per le proposte in elenco – qualora realizzabili – supervisione e partecipazione della Soprintendenza ai Beni Archeologici della Calabria e dell’Unical.
In più sarebbe anche bellissimo se ci fosse a Riace un museo permanente dove esporre tutto il materiale inerente alla scoperta, al restauro e a tutto ciò che riguardi i Bronzi con biblioteca annessa dove raccogliere tutto ciò che è stato scritto su di essi e che possa essere utilizzata dagli studiosi e magari tentare di organizzare un concerto evento nel luogo di ritrovamento dei Bronzi che possa essere l’inizio di un appuntamento annuale a cui si potrebbe dare il titolo “i suoni del mare”.
Interverrà anche la giornalista di Vanity Fair Tamara Ferrari, autrice del reportage sul quarantennale dei Bronzi che sarà in edicola lo stesso giorno del convegno, che esporrà su “Etica giornalistica e norme di legge intorno al modo di comunicare le notizie”. Coordinerà i lavori del convegno il giornalista Rai Pietro Melia.
Si potrà godere dell’esposizione di numerose foto inedite, scattate nei due giorni del recupero e non solo.
CONFERENZA DI PASQUALE AMATO SU “LA SECONDA VITA DI UN SUGGESTIVO VIAGGIO NEL CUORE DELLA STORIA”
Venerdì 24 agosto 2012 alle ore 21 nel Chiostro della Chiesa di San Giorgio al Corso di Reggio Calabria, a pochi giorni dal 40° Anniversario della scoperta dei Bronzi davanti alla spiaggia di Riace (16 agosto 1972) e alla vigilia del loro rientro del rinnovato Museo Archeologico Nazionale della Magna Grecia della più antica e grande città calabrese (la polis Reghion, fondata nel 730 a.C.), il Centro Internazionale Scrittori della Calabria e il Premio Mondiale di Poesia Nosside organizzano un Grande Evento Culturale. Lo storico prof. Pasquale Amato terrà la Conferenza introduttiva sul tema “I 40 anni dei Bronzi di Riace. La seconda vita di un suggestivo viaggio nel cuore della storia”, trattando le vicende di cui sono stati protagonisti principali i due splendidi massimi capolavori della scultura ellenica classica.
Dopo la presentazione della Presidente del CIS Calabria Dott.ssa Rosita Loreley Borruto e la Conferenza del prof. Pasquale Amato seguiranno alcuni Interventi Programmati: la Dott.ssa Simonetta Bonomi, Soprintendente ai Beni Archeologici della Calabria; il prof. Massimiliano Ferrara, Direttore Generale dell’Assessorato Cultura della Regione Calabria; il dott. Eduardo Lamberti Castronuovo, Assessore Cultura e Legalità della Provincia Di Reggio Calabria; il prof. Vincenzo Panuccio, Presidente dell’Associazione Amici del Museo di Reggio Calabria; Francesco Alì, del Comitato per la Tutela e la Valorizzazione dei Bronzi di Riace e del Museo reggino.
Il prof. Amato ripercorrerà le fasi salienti della “seconda vita” dei due Guerrieri: dal ritrovamento e dai primi interventi di restauro nel laboratorio del Museo Nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria al trasferimento a Firenze per il completamento di quel primo restauro; dalla sosta al Quirinale alla definitiva esposizione in una Sala appositamente attrezzata nel loro Museo con il Presidente della Repubblica Sandro Pertini e l’attrice Melina Mercouri Ministro della Cultura della Grecia; dal primo grande intervento di restauro con laboratorio allestito nel Museo reggino ai vari tentativi di allontanarli dalla loro casa sino alla campagna d’autunno del 2009; una campagna conclusa col felice esito del secondo ampio intervento di restauro, dal gennaio 2010 al gennaio 2012, con il laboratorio aperto al pubblico nella stessa Reggio, a due passi dalla loro casa, nel moderno e funzionale Palazzo Campanella, sede del Consiglio Regionale della Calabria. Sala frequentata in due anni da 218.000 visitatori, che hanno potuto assistere alle cure delle due eccelse opere d’arte assieme ai loro cugini Bronzi di Porticello, ammirando altri preziosi reperti custoditi del Museo della Magna Grecia: i Dioscuri e i Pinakes di Locri e il Kouros di Reggio.
Amato concluderà affrontando, assieme agli altri interlocutori, il presente costituito dall’esigenza basilare di ultimare la ristrutturazione del magnifico Palazzo Piacentini e di anticiparla col ritorno dei Bronzi di Riace nella Sala supertecnologica con le piattaforme antisismiche studiate e preparate dall’ENEA; nonché quel futuro in cui il maestoso edificio di Piacentini rinnovato rivaleggerà – ancor più che in passato – con i grandi Musei Archeologici del mondo, forte dei suoi due capolavori assoluti e dei suoi tanti altri Tesori.














