"come le rondini"
L’Assessore alla Cultura della Regione Calabria Mario Caligiuri, l’Assessore alla Cultura della Provincia di Reggio Calabria Eduardo Lamberti-Castronuovo e Parola d’Autore con il poeta Michele Caccamo, il cantautore Edoardo De Angelis, l’attrice Luisella Pescatori, il regista Matino Palmisano ed il portavoce di Parole d’Autore Titty Siciliano presenteranno Il Segno Clinico di Alda, spettacolo teatrale itinerante che sarà ospitato, in prima nazionale, al Teatro Comunale Francesco Cilea di Reggio Calabria, e proseguirà con altre 3 date in Calabria.
Lunedì 18 marzo alle ore 10:30, nella Sala Giuditta Levato del Consiglio Regionale della Calabria la conferenza stampa di presentazione dell’evento.
In occasione della giornata mondiale della poesia e dell’anniversario di nascita della poetessa Alda Merini, il prossimo 21 marzo 2013, alle ore 20.30 il Teatro Comunale Francesco Cilea aprirà la sua stagione con un progetto artistico e socio culturale autofinanziato con finalità benefica. Una parte degli incassi saranno infatti devoluti alla rinascita del Teatro Reggino, per il rilancio delle attività teatrali e delle associazioni culturali giovanili.
Si tratta di un concept interessante sviluppato da artisti impegnati e noti al panorama culturale ed alla scena teatrale, che ha trovato la volontaria condivisione ed il sostegno di amici e di professionisti, la condivisione ed il concreto sostegno dell’Assessore alla Cultura della Provincia di Reggio Calabria e dell’Assessore alla Cultura della Regione Calabria, rimasti entusiasti dei contenuti e della finalità che esso si prefigge e della circostanza che esso si rivolga prima di tutto alla sensibilità dei giovani e si avvii proprio nella nostra Città, che amiamo nel quotidiano nostro e vostro operare. Ne sono naturali destinatari tutti coloro che si ritrovano consapevoli che l’orizzonte del futuro è fatto essenzialmente di innovazione, coesione, solidarietà e rinnovamento etico – culturale, anche attraverso il potenziamento e la realizzazione di “infrastrutture culturali”.
La poesia, che ricostruisce, cuce e adatta sapientemente frammenti inediti avuti in dono da Alda Merini ha la firma originale di Michele Caccamo, che la consegna sulla scena come fosse un messaggero delegato della Poesia. Ad impersonare il pensiero combattivo e multisfaccettato della Merini è la bravissima attrice teatrale Luisella Pescatori, che, nel duettare con Michele Caccamo, rende Visione la Parola, mentre la voce di Edoardo De Angelis, con le sue canzoni e le sue musiche, i suoi accordi e la sua chitarra, scandiscono il ritmo pulsante dello spettacolo.
Il pensiero e la passione espressi nella Poesia, così dinamicamente scolpiti e ribaltati, acquistano tridimensionalità sul palcoscenico, grazie alla fusione sinestetica di Parole, musica, movimento e capacità scenica, che, espressioni delle arti umane si offrono simultaneamente ed armoniosamente al pubblico nella loro capacità di integrarsi e costituire un unico prodotto artistico di particolare pregio e sensibilità.
L’attenta ed elegante Regia di Martino Palmisano condurrà, appassionandolo, lo spettatore in quello spazio metafisico in cui gli schemi saltano, dove non esiste una “normalità“, dove follia e genio creano l’arte che, nell’appartenere egualmente a tutti gli uomini, si rivolge anche ai più deboli, agli emarginati, agli apparenti sconfitti, e a quelli che della bellezza della vita hanno imparato il caro prezzo.
Lo spettacolo si rivolge dunque a tutti, con particolar attenzione ai giovani che si avvicinano con entusiasmo a scoprire la poliedricità e la forza emotiva ed evocativa dell’uso della parola nelle arti.
Per assecondare questa finalità principale di avvicinare i giovani all’arte, alla musica d’autore, alla poesia e al teatro, i proventi dello spettacolo saranno in parte devoluti al Teatro Comunale di Reggio Calabria per la sua rinascita e dunque alle iniziative teatrali di giovani e di associazioni culturali. In considerazione della finalità benefica non sono previsti biglietti omaggio. Per garantire la massima adesione e partecipazione è stato fissato un prezzo biglietto simbolico di euro 10 cadauno.
All’evento di Reggio Calabria seguiranno le altre tappe calabresi, con gli spettacoli di venerdì 22 marzo – ore 21.30 all’Auditorium Casalinuovo Catanzaro, di sabato 23 marzo – ore 21.30 all’Auditorium ITC Severi di Gioia Tauro e di lunedì 25 marzo – ore 21.30 al Teatro Rendano di Cosenza.
I biglietti sono già disponibili in prevendita presso il botteghino del Teatro Cilea dalle ore 17:00 alle ore 19:00, presso la segreteria dell’Assessorato alla Cultura nel Palazzo della Provincia di Reggio Calabria, presso il negozio Cristoforo Labate sul Corso Garibaldi c/o Piazza San Giorgio, presso la Parafarmacia Salustore2, via Prolungamento Aschenez, 78, presso la Agenzia Giuffrè Editore di Antonino Pellicanò in Via pellicano 19 e presso il Bar Tiffany’s coffee di Via Ne Nava 117.
Parola d’autore: il segno clinico di Alda
Parola d’autore è il concept di carattere socio-culturale che ha genesi dalla coesione di Poesia e Musica; non a caso nasce dall’amicizia e dalla condivisione di intenti di due protagonisti del mondo della Poesia e del mondo della Canzone d’Autore Michele Caccamo ed Edoardo de Angelis che lo hanno ideato e studiato nelle sue diverse espressioni, come evento socio-culturale, didattico e di intrattenimento per la scena.
Michele ed Edo, dunque. Dalle loro pregresse esperienze professionali emerge come il mondo della parola, attraverso la sintesi della poesia, e l’immediato tramite della canzone, possa aprirsi, svelarsi, in una dimensione parallela e insolita, così da sollecitare consapevolezza dei sentimenti, coscienza critica, emozione e partecipazione. La Poesia, come la Musica, come ogni altra forma d’arte, attraversa le persone, le usa, le trasforma, le plasma.
La finalità degli ideatori e dei sostenitori di Parola d’autore è quella di presentare nei principali circuiti teatrali italiani lo spettacolo “Il segno clinico di Alda”.
Michele Caccamo, riceve da Alda Merini undici frammenti dattiloscritti, risalenti tutti agli anni della sua coercitiva punizione nell’ospedale psichiatrico di Taranto. Parole, frasi e deliri, dovuti alle cure subite negli anni, che Michele Caccamo lascia chiusi in un cassetto per molto tempo, fino a quando decide di rielaborarli per restituire loro quella forma di dignità poetica, cui la poetessa ci ha abituati, e scrive “Il segno clinico di Alda”.
La raccolta si compone pertanto della ricostruzione sia di un dialogo immaginato durante un viaggio, che Michele Caccamo intraprende con la poetessa, che delle poesie che hanno genesi dai frammenti.
Michele Caccamo, in questo contesto di ricostruzione letteraria su frammenti, adotta una cifra stilistica diversa rispetto a quella già maturata. Pungente e netta, tagliente e di denuncia, è l’ennesima evoluzione del suo percorso artistico di Poeta che non si siede mai ad aspettare l’ispirazione ma affronta la poesia, la sonda, la incide, quasi fosse a lei destinato e in una sapiente mistura di frammenti stonati di manicomio, intonati in modo naturale con la stessa musicalità istintiva della Merini si armonizza all’”io” della poetessa.
L’idea di farne oggi un evento teatrale nasce dal desiderio di offrire questo inedito lavoro-studio sulla Merini e contestualmente sostenere il progetto Parola d’autore che caldeggia la promozione coesa dell’evento poetico, che non è mai solo Poesia ma anche canzone d’autore.
Il testo, che viene presentato nella sua riduzione teatrale è un’accurata retrospettiva sul pensiero di Alda Merini con i contenuti maggiormente cari alla Poetessa: l’Amore, la Pazzia e la Religione. Sapientemente inserite all’interno della struttura drammaturgica del testo, nel rispetto del percorso tematico, sono le canzoni del cantautore Edoardo De Angelis.
Va quindi in scena il dialogo immaginato rappresentato, in copresenza scenica, dallo stesso Michele Caccamo, che propone un reading delle poesie selezionate dalla raccolta integrale, da Edoardo De Angelis, che interpreta le sue canzoni e dirige musicalmente la scena, e da Luisella Pescatori, l’attrice che da’ voce al pensiero della Poetessa.
Si parte dalla Calabria. Dalla punta più estrema, per risalire. Ogni spettacolo inizierà alle ore 20:30, con questo calendario:
- gio 21 marzo a Reggio Calabria – teatro Cilea
- ven 22 marzo a Catanzaro – teatro Casalinuovo
- sab 23 marzo a Gioia Tauro – auditorium ITC Severi
- lun 25 marzo a Cosenza – teatro Rendano
Da lunedì 11 marzo è possibile acquistare in prevendita i biglietti per la rappresentazione reggina presso il botteghino del Teatro Cilea dalle ore 17:00 alle ore 19:00, presso la segreteria dell’Assessorato alla Cultura sita al Palazzo della Provincia di Reggio Calabria, presso il negozio Cristoforo Labate, Corso Garibaldi 319, presso la Parafarmacia Salustore 2, via Prolungamento Aschenez 78 e presso Giuffrè Editore di Antonio Pellicanò, via Paolo Pellicanò 19.
Per ulteriori informazioni:
[tel 3938786207 opppure 3426309566]
Appunti di viaggio
di Luisella Pescatori
Leggendo il testo, ci si rende conto che la tragedia umana è tutta ampiamente catalogata e tecnicamente non è difficile pensare a una rilettura scenica dell’opera, adattata alla struttura tipica della tragedia greca.
Nel teatro greco il coro è il corpo scenico deputato al canto e alla danza, e, accompagnato dalla musica, svolge la funzione del narratore che, rivolgendosi direttamente al pubblico, interrompe l’azione per commentarla e spiegarla.
I poeti lirici scientemente sanno che il loro messaggio è destinato a durare nel tempo e, assecondando la massima originalità espressiva ripercorrono le esperienze quotidiane in modo soggettivo, si collocano al centro del proprio componimento e la loro verità diviene la proposta personale per diversamente scrutare la realtà.
Sono i protagonisti, i testimoni e i commentatori dei fatti cantati. La poesia greca antica non è soggetta alla lettura o all’ascolto individuale, ma è la performance di un singolo esecutore o di un’unità corale, sotto la conduzione musicale di uno strumento a fiato o a corda, e in certe rappresentazioni, è anche accompagnata dalla danza.
E’ uno spettacolo con forte comunicativa nel rapporto tra il singolo e la collettività, è uno strumento di partecipazione e integrazione, ma anche di interpretazione, discussione e costruzione della realtà. Fatte salve tutte queste premesse e considerato che anche le opere dei greci ci sono pervenute in forma frammentaria, grazie a due diverse linee tradizionali di conservazione, i papiri e le citazioni di altri autori, è possibile asserire che il testo si presta favorevolmente a una decontestualizzazione atta a favorire una teatralità di impronta classicista.
“Il segno clinico di Alda”, che vogliamo strappare dal contesto moderno di reading, è un format che in futuro vogliamo arricchire con la presenza in scena di un coro alla maniera della tragedia greca. A supportare questa scelta artistica, i “frammenti” che la poetessa consegna a Michele Caccamo su fogli dattiloscritti. L’autore conduce sapientemente in questa sua raccolta, un lavoro di rielaborazione e interpretazione letteraria, intingendo certamente la penna nel vivido ricordo che lo stesso Caccamo ha della poetessa, ma anche nella sua indubbia comprensione dell’animo della donna che si spoglia, dentro i versi, della poetessa. La natura stessa del lavoro, non richiede uno sforzo estetico, ma una ricerca strutturale, e quindi i movimenti scenici così come gli interventi del coro non sono di natura acrobatica o cinetica, finalizzati a una cornice, ma sono a favore della ricerca della verità, sia nella parola che nel gesto, con una precisa funzione evocativa, a esprimere il non “detto” della poesia, secondo un criterio semiotico multidisciplinare.












