Le rubriche

Roberto, che urla la sua solitudine dalla bacheca di Facebook: nessuno potrà dire “noi non sapevamo”

Ho deciso dopo aver letto per caso tramite un mio amico che ha commentato su Facebook, e poi su vari media locali, questa forte denuncia e dopo (ovviamente) aver chiesto l’autorizzazione al protagonista di dare spazio anche nella mia rubrica OLTRE LO SGUARDO a questa denuncia scritta.

Ho sentito il dovere, quasi l’obbligo, di renderla pubblica per due motivi precisi: per permettere ad ognuno dei lettori di farsi un esame di coscienza su quanto veramente ciascuno di noi opera per venire in aiuto all’altro. Perché ciò che esprime Roberto Diiorio ci fa comprendere che, nonostante il fatto che ci riteniamo una società civile ancora, c’è chi vive isolato dal mondo in un’immensa terra di nessuno. Nella malattia o nella sofferenza si sperimenta la solitudine più profonda e ci si rende davvero conto che i valori cardine non esistono più. Chi vive queste situazioni si ritrova solo due volte. La sofferenza se è condivisa pesa meno: aiutiamoci l’uno l’altro e non facciamolo solo dietro ad una ricompensa, ma doniamoci gratuitamente, perché come dice Chiara Amirante “Non c’è niente di più bello che donare gratuitamente: Una gioia profonda fiorisce dal cuore. Ciò che resta è solo l’Amore”.

Io sono più che certo che ciò che sta accadendo a me accade pure in altri paesi di questa bella Italia. Un disabile prigioniero in casa non fa notizia. Un disabile abbandonato dalle Istituzioni e dal Clero non è cosa per cui perdere tempo. Un disabile solo, senza parenti e con una mamma 80nne e con una semplice pensione di accompagno non è in grado economicamente di poter pagare persone per ogni piccola commissione. Qualcuno mi ha scritto “caro Roberto, ciò che paghi tu, lo paghiamo anche noi”. Certo, hai pienamente ragione, ma se a te serve un kg di pane lo paghi qualche euro. Io invece lo pago ben 10 euro, perché non ho le tue gambe, la tua salute, la tua macchina, i tuoi parenti. Che dici, c’è un po’ di differenza tra me e te? La domenica ci sono le chiese caiatine piene e certamente non sta a me criticare queste persone, ma la solidarietà cristiana, che spero insegnino i sacerdoti, dove sta? Allora mi viene da pensare che vi rechiate in chiesa solo per obbligo e una volta usciti arrivederci a domenica e tutto finisce lì. Be’, questo non è cristianesimo: questa è cazzimma vera e propria. Possibile che la cittadina del buon vivere, di cui tanto si fa vanto il nostro Sindaco, non abbia un solo volontario? Possibile che in questa cittadina le Istituzioni possano abbandonare un disabile alla mercé di approfittatori, senza muovere un dito?

Lunedì 26 agosto alle ore 12,30 il Direttore delle Caritas Diocesana inviò questa email alla mia amica: “Non ci sono stato fino a questo momento. Mi dispiace della situazione, mi metterò subito in contatto con la persona che ci hai segnalato.” Subito dopo inviò a me questa email: “Spero che la settimana prossima riusciamo a vederci, in questo momento purtroppo sono fuori. Cordialmente la saluto”. Naturalmente non l’ho più né visto e né sentito! Io non intendo piangermi addosso, ma credo sia giusto e doveroso che qualcuno si prenda le proprie responsabilità. Sono mesi che contatto l’Asl che si interessa del sottoscritto: parlo dell’Asl di Piedimonte Matese e sono mesi che ricevo, puntualmente, una telefonata con cui rimandano l’appuntamento fissato mesi addietro per parlare di questa situazione. Insomma il Comune di residenza fa orecchie da mercante, il Clero fa finta di non avere tempo, l’Asl rimanda e io sono prigioniero in un vicoletto, stufo di campare. E se a me dovesse girare il cervello e suicidarmi, tutte queste persone cosa diranno? NOI NON SAPEVAMO?

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5 risposte a Roberto, che urla la sua solitudine dalla bacheca di Facebook: nessuno potrà dire “noi non sapevamo”

  1. GabriellaParatore scrive:

    Caro Roberto ti capisco tantissimo, io ho un ragazzino disabile di 16 anni.
    Non mollare noi faremo girare questa denuncia su facebook.
    Devi insistere con il tuo comune di residenza all’ Uff. servizi sociali , HANNO l’obbligo di aiutarti ,se fanno orecchie da mercante denunciali hai carabinieri per mancato servizio pubblico.
    se no scrivi alle Iene loro si interessanno tantissimo….
    Caro Roberto un saluto da Gabriella

  2. rosanna costabile scrive:

    basterebbe che i soldi dati ai falsi invalidi, quelli scoperti, andassero nelle tasche di chi ha veramente bisogno…. che l’inps facesse meglio il suo dovere, più controlli e soprattutto pene severe a chi mente.
    P.s.: non è vero che la domenica le chiese sono piene :-) ciaoo

  3. Clara scrive:

    Roberto, non mollare .

  4. Giuseppe scrive:

    E’ veramente sconcertante leggere queste storie e sapere come le istituzioni molto spesso sono lontane dai veri bisogni dei propri cittadini, specie in casi di questo genere, e purtroppo in giro ci sono episodi frequenti, che richiederebbero attenzioni particolari. Ma quello che di più indigna è sapere che non sempre la Chiesa si mostra sensibile a chi veramente ha stretto bisogno. Anche qui c’è molta insensibilità e ipocrisia. Roberto ha fatto bene a urlare (cos’altro gli rimane se non questo, povero cristo!!!) la sua solitudine. In una società che bada soltanto alle apparenze e chiede a ciascun cittadino l’efficienza a tutti i costi, costituisce un ostacolo, che inceppa il proprio cammino, chi non è in grado di sostenere il ritmo. Ma all’interno della coscienza di chi non accetta questo sistema, nasce spontaneo il sentimento di ripulsa e di rabbia al punto di non ritenere che questa nostra (?) società sia civile. Se mancano i valori della solidarietà, dell’aiuto reciproco, soprattutto verso i più deboli, non si va da nessuna parte. E’ ora di riflettere seriamente su dove si vuole arrivare, senza il rispetto di tutti indistintamente.

  5. Carla scrive:

    Caro amico ti ignorano poiché sperano quanto prima che te e tua madre molliate , cioè chiediate di essere ricoverati in un istituto o casa di riposo , luoghi dove finiscono una barca di soldi pubblici … quando basterebbe darvi il necessario per pagar una badante , costerebbe 1/5 di quello che richiede la struttura per mantenervi …