“Perché in comuni limitrofi a quello di Reggio in cui sono state dimostrate evidenti commistioni tra amministratori e appartenenti al crimine organizzato, non si è proceduto con lo scioglimento? Se la scelta sarà politica assumeremo le nostre decisioni chiedendoci ‘se questa sia democrazia’”. Così il presidente della Regione Scopelliti, intervenendo poco fa in Consiglio Regionale, sul problema dello scioglimento o meno del Consiglio Comunale di Reggio Calabria per mafia.
Per Scopelliti “questo grande conflitto è emerso perché in questa Regione si vuole cambiare. Ed a qualcuno non sta bene.
Perché dietro il meccanismo degli articoli cadenzati c’è gente che nella regione ci ha mangiato e non può più farlo. Ma negli anni vedremo quale stampa era asservita a quelle logiche. La giustizia arriverà a più livelli. Prima o poi capiremo – ha proseguito Scopelliti -perché una parte dell’informazione anche locale ha agito così. Non abbiamo l’obbligo di stare qua, ma abbiamo l’obbligo di stare in piedi. Dobbiamo andare avanti. Chi amministra commette errori, rischia di sbagliare, ogni giorno.
Ma ancora più grave è vedere giudicare quelli che non hanno mai firmato nulla. Noi vogliamo continuare a dimostrare le scelte fatte che hanno cercato di offrire un contributo alla crescita del nostro territorio. Entro fine ottobre – ha annunciato Scopelliti – proseguiremo nel nostro percorso di riforma, intervenendo sugli enti sub regionali, il cui costo di gestione può essere razionalizzato per gli obiettivi di crescita del nostro”.
“Sulla mia città è rivolta una ferocia incredibile. Ma ricordo che le società miste sono state volute dall’Amministrazione Falcomatà e furono presentate come ‘fiore all’occhiello’ di quell’amministrazione”. Così due ore fa il presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, anticipando il suo intervento in Consiglio regionale in merito alla riduzione dei costi della politica e soffermandosi sulla vicenda riguardante il Comune di Reggio Calabria sul quale pendono le valutazioni del Consiglio dei Ministri per un eventuale scioglimento per infiltrazioni mafiose.
“A pochi giorni dalle elezioni amministrative, era il 24 maggio 2002 – ha aggiunto Scopelliti – fu proprio l’assessore Naccari Carlizzi ad informare del completamento della procedura di scelta del partner privato per quattro delle cinque società miste del comune, ‘la cui attivazione, disse testualmente, consentira’ immediatamente di stabilizzare, tra l’altro, cinquecento giovani tra lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità“.
“La Riforma Costituzionale del 2001 con la modifica dell’art. 117 – ha poi sostenuto Scopelliti sui costi della politica – ha rappresentato allora un passaggio comunque importante, perché diede alle Regioni la grande opportunità di disegnare il futuro dei propri territori. Probabilmente taluni non sono sono stati in grado di interpretare in maniera autentica questa grande opportunità. Oggi dobbiamo ripartire da quel testo. Chi come me conosce i disastri che lo Stato centralista ha creato nella mia Regione, ritiene indispensabile consolidare questa stagione di tagli e rivisitazione dei costi, ma va salvaguardata l’autonomia delle Regioni recuperando un concetto che rappresenta uno dei pilastri del Federalismo che è quello del principio della sussidiarietà“.











