viaggio nella città degli inferi
Lo scioglimento del comune di Reggio Calabria “è stato un atto sofferto”, fatto “a favore della città“. Lo ha detto il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri a caldo, sottolineando che “è la prima volta nella storia d’Italia che viene sciolto il consiglio comunale di un capoluogo di provincia”.
Lo scioglimento del comune di Reggio Calabria è stato disposto per “contiguità e non per infiltrazioni” mafiose, ha aggiunto Annamaria Cancellieri nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi, precisando che lo scioglimento riguarda “solo questa amministrazione, non quella precedente”.
“Siamo assolutamente consapevoli” della scelta fatta, che è stata “valutata con molta sofferenza”.
Ma “abbiamo la volontà di restituire il paese alla legalità: senza legalità non c’è sviluppo”. Così il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri ha commentato ancora la decisione di sciogliere il comune di Reggio Calabria. “Dobbiamo aiutare le regioni più compromesse”.
Il Comune di Reggio è stato sciolto, come ha annunciato qualche minuto fa il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri. Le indicazioni più devastanti sulla decisione che questa sera ha assunto il Consiglio dei Ministri, dopo aver valutato la relazione della Commissione d’accesso che per sei mesi ha effettuato verifiche e controlli a Palazzo San Giorgio, sono venute proprio dal profeta del “modello” che per anni ha rappresentato la città. Giuseppe Scopelliti ha urlato al complotto fino a un’ora prima dell’annuncio dagli scranni del consiglio regionale. Con lui hanno gridato al complotto l’attuale sindaco della città dello Stretto, Demetrio Arena, successore di Scopelliti, e tutti gli uomini del centrodestra che in questi anni hanno creato le loro fortune sul modello Reggio.
Nessuna parola, ovviamente, sulle infiltrazioni, pardon “contiguità” mafiose nelle partecipate comunali (tranne che per dire che le ha volute il centrosinistra, dimenticandosi che le ha gestite il centrodestra) sugli arresti di consiglieri comunali per mafia, sul coinvolgimento di uomini di punta del blocco scopellitiano in delicate inchieste sul rapporto ‘ndrangheta-politica, sugli scandali, sul dissesto finanziario. Eppure la Cancellieri ha spiegato che lo scioglimento è stato determinato dall’esame di “diversi episodi che toccano gli amministratori o atti che non sono stati posti in essere, come i controlli preventivi per gli appalti, la gestione dei beni confiscati alla mafia, la gestione dei mercati e delle case popolari”.
Ora Scopelliti continuerà a urlare al complotto: ai nemici di Reggio, agli oscuri manovratori di nonsicapiscecosa. Perché l’abbattimento del modello Reggio mette indiscussione lui e la sua carriera politica, anche se il ministro si è affrettato a precisare che lo scioglimento, com’è ovvio, riguarda l’attuale mandato amministrativo, visto che la “la commissione si è insediata all’inizio dell’anno, quando era già vigente questa amministrazione”.
TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
SUL CASO REGGIO
IL PROFILO: ARENA SINDACO SOLO DA 17 MESI
Si è insediato nel maggio dello scorso anno, dopo avere ottenuto al primo turno 61.228 voti, pari al 56,2%. Ed in questi caldi mesi, non solo sotto l’aspetto meteo, Demetrio Arena, sindaco di Reggio Calabria, lo ha ricordato spesso che lui era in carica da pochi mesi.
Demetrio Arena (dietro di lui Giuseppe Scopelliti)
“L’amministrazione non ha nulla da temere per l’ispezione disposta dal prefetto; l’ispezione avviene nei confronti di una amministrazione che si è insediata da poco meno di sette mesi”, aveva detto il 20 gennaio scorso, al momento dell’insediamento della Commissione di accesso.
Ma ciò non gli è servito a evitare lo scioglimento del Comune, deciso, come ha specificato il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri “per contiguità e non infiltrazioni” mafiose di “questa amministrazione, non quella precedente” con una decisione di tipo “preventivo”.
Nato a Reggio Calabria il 29 settembre 1956, Arena è sposato con Donatella ed è padre di due figli, Martina e Alessandro.
Laureato nel 1982 in economia e commercio, da 25 anni opera nel proprio studio di consulenza commerciale, tributaria, aziendale e finanziaria a Reggio. Nel corso della sua attività è stato amministratore unico dell’Atam, l’azienda di rasporti per l’area metropolitana di Reggio Calabria ed ha ricoperto incarichi di presidente del collegio sindacale di enti a partecipazione pubblica e di società quali la Medcenter Container Terminal e Campoverde, oltre che consulente di vari enti pubblici: lo stesso Comune di Reggio Calabria, la Regione Calabria, la presidenza del Consiglio regionale, l’Aterp di Reggio Calabria, l’Azienda sanitaria locale di Vibo Valentia.
Ma non solo. Arena è stato anche amministratore giudiziario di imprese sequestrate con misure di prevenzione antimafia, e consulente tecnico d’ufficio per la Procura della Repubblica.
Lo scorso anno la decisione di impegnarsi direttamente in politica e la candidatura a Sindaco. I problemi non sono mancati sin dall’inizio. Ma probabilmente mai Arena avrebbe pensato di trovarsi coinvolto nello scioglimento del Comune che il ministro Cancellieri ha attribuito proprio alla sua amministrazione.
ACCESSO ANTIMAFIA DURATO SEI MESI
La Commissione d’accesso al Comune di Reggio Calabria, la cui relazione sta alla base dello scioglimento del Consiglio deciso oggi su proposta del ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri, è stata nominata il 20 gennaio scorso dall’allora prefetto di Reggio Luigi Varratta, e si è insediata il 24 gennaio.
Il 13 luglio ha concluso i suoi lavori e nelle settimane successive è stata inviata al Viminale una relazione dal nuovo prefetto Luigi Piscitelli La Commissione ha avuto mandato ad “indagare” su due ambiti: le inchieste della Dda sulla società partecipata Multiservizi e su quella che ha portato all’arresto del consigliere comunale Giuseppe Plutino per stabilire se potessero esserci stati condizionamenti dell’attuale amministrazione guidata da Demetrio Arena, eletto nel maggio del 2011.
da sinistra Demetrio Arena e Giuseppe Scopelliti
LA COSCA NELLA PARTECIPATA DEL COMUNE
Una società partecipata dal Comune infiltrata dalla ‘ndrangheta. E’ quanto emerso da un’inchiesta della Dda di Reggio Calabria sulla Multiservizi.
La Multiservizi è finita nell’occhio del ciclone dopo l’arresto, nel 2011, dell’allora direttore operativo Giuseppe Rechichi, accusato di associazione mafiosa e ritenuto il prestanome della cosca Tegano nella società.
A Rechichi, condannato nel luglio scorso a 16 anni di reclusione, il 31 luglio è stata poi notificata un’altra ordinanza di custodia cautelare nell’ambito di un’operazione nel corso della quale è stato arrestato un ex consigliere comunale di centrodestra, Dominique Suraci, al quale avrebbe garantito un apporto elettorale proprio in virtù del suo ruolo all’interno della Multiservizi.
La società è stata sciolta dal Comune nel luglio scorso dopo che la Prefettura ha negato la certificazione antimafia al socio privato per avere accertato tentativi di infiltrazioni della criminalità organizzata.
L’ARRESTO DEL CONSIGLIERE PLUTINO
Referente politico della cosca Caridi all’interno del Comune di Reggio Calabria: questa l’accusa mossa al consigliere Giuseppe Plutino (poi sospeso), prima dell’Udc e poi del Pdl, in carica da tre legislature, arrestato nel dicembre 2011 per concorso esterno in associazione mafiosa e oggetto dell’accertamento antimafia sul Comune.
Plutino, secondo l’accusa, avrebbe garantito la copertura politica alla cosca venendo gratificato con i consensi elettorali.
l'arresto di Giuseppe Plutino
Il consigliere comunale avrebbe fornito alla cosca un “concreto, specifico, consapevole e volontario contributo come referente politico”. Tra i favori che Plutino, nella sua qualità di rappresentante istituzionale, avrebbe assicurato alla cosca Caridi, secondo l’accusa, anche il tentativo di costringere un consigliere regionale ad assumere come collaboratore temporaneo delle struttura del gruppo Pdl alla Regione Calabria la nipote di un presunto campo cosca, Eugenio Borghetto. Dopo il suo rifiuto, il consigliere trovò una tanica con liquido infiammabile sul cofano della propria autovettura. Nelle inchieste che hanno riguardato, più o meno direttamente, il Comune di Reggio Calabria c’é anche quella sull’ex consigliere di centrodestra Dominique Suraci, arrestato nel luglio scorso insieme all’ex direttore amministrativo della Multiservizi Giuseppe Rechichi che gli avrebbe garantito sostegno elettorale nel 2007. Rechichi, ritenuto il prestanome della cosca Tegano nella società, secondo l’accusa, avrebbe garantito a Suraci in occasione delle amministrative, il sostegno delle cosche De Stefano e Tegano.
Nell’occasione a Suraci sono state notificate due ordinanze di custodia cautelare: la prima per concorso in associazione mafiosa, intestazione fittizia di beni e corruzione elettorale, aggravati dall’avere favorito un sodalizio mafioso; la seconda per associazione per delinquere finalizzata alla commissione di più truffe aggravate al fine di conseguire erogazioni pubbliche ed alla predisposizione di false fatturazioni. Un ex consigliere, Manlio Flesca, a giudizio per corruzione elettorale e abuso d’ufficio aggravati dall’avere favorito la ‘ndrangheta insieme ad un imprenditore del quale avrebbe fatto assumere la moglie in cambio di sostegno alle comunali del 2007.
C’é anche questo nelle vicende che riguardano il Comune di Reggio Calabria, anche non legate strettamente alle vicende che oggi hanno portato al commissariamento..
Flesca, in particolare, avrebbe fatto assumere la donna assumere nella società partecipata del Comune Reges per agevolare la cosca Buda-Imerti di Fiumara di Muro.
L’IRA DI SCOPELLITI PRIMA DELLA DECISIONE
“Perché in comuni limitrofi a quello di Reggio in cui sono state dimostrate evidenti commistioni tra amministratori e appartenenti al crimine organizzato, non si è proceduto con lo scioglimento? Se la scelta sarà politica assumeremo le nostre decisioni chiedendoci ‘se questa sia democrazia’”. Così il presidente della Regione Scopelliti, intervenendo poco fa in Consiglio Regionale, sul problema dello scioglimento o meno del Consiglio Comunale di Reggio Calabria per mafia.
Per Scopelliti “questo grande conflitto è emerso perché in questa Regione si vuole cambiare. Ed a qualcuno non sta bene.
Perché dietro il meccanismo degli articoli cadenzati c’é gente che nella regione ci ha mangiato e non può più farlo. Ma negli anni vedremo quale stampa era asservita a quelle logiche. La giustizia arriverà a più livelli. Prima o poi capiremo – ha proseguito Scopelliti -perché una parte dell’informazione anche locale ha agito così. Non abbiamo l’obbligo di stare qua, ma abbiamo l’obbligo di stare in piedi. Dobbiamo andare avanti. Chi amministra commette errori, rischia di sbagliare, ogni giorno.
Ma ancora più grave è vedere giudicare quelli che non hanno mai firmato nulla. Noi vogliamo continuare a dimostrare le scelte fatte che hanno cercato di offrire un contributo alla crescita del nostro territorio. Entro fine ottobre – ha annunciato Scopelliti – proseguiremo nel nostro percorso di riforma, intervenendo sugli enti sub regionali, il cui costo di gestione può essere razionalizzato per gli obiettivi di crescita del nostro”.
IL FATTO
Il Prefetto di Reggio Calabria, Luigi Varratta, nell’ambito dei poteri conferiti dal Ministro dell’Interno, aveva nominato la commissione d’accesso per il Comune di Reggio Calabria nel gennaio scorso. La commissione era incaricata di “accertare – secondo quanto scritto in una nota della Prefettura – la sussistenza di eventuali tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nell’ Amministrazione comunale di Reggio Calabria. “L’inchiesta della magistratura sulla Multiservizi e quella che ha portato all’arresto del consigliere comunale Giuseppe Plutino sono alla base della commissione d’accesso per il Comune di Reggio Calabria”, aveva riferito il Prefetto Varratta, dopo la nomina della commissione d’accesso. “Questi due ambiti – ha aggiunto – sono poi alla base della relazione inviata al Ministero alla fine di dicembre scorso. La commissione d’accesso, quindi, dovrà valutare se, alla luce di queste due inchieste della magistratura, possono esserci stati dei condizionamenti dell’attività dell’attuale amministrazione comunale”.


Lo scioglimento del comune di Reggio Calabria è stato disposto per “contiguità e non per infiltrazioni” mafiose, ha aggiunto Annamaria Cancellieri nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi, precisando che lo scioglimento riguarda “solo questa amministrazione, non quella precedente”.










QUANDO LA POLITICA FINISCE IN MANO AI “BIRBI”: ORA CAMBIA TUTTO, AH SI E’ COME ??????
FORSE CON GLI ALTRI,
DI GRAZIA CHI SONO GLI ALTRI, PER CASO GENTE NATA IN FINLANDIA,
AH…… SI LA GENTE PERBENE, SCUSA DOVE SI TROVA QUESTA GENTE PER BENE,
FORSE QUELLA CHE NON HA MAI CONTANTO UNA BETA FAVA IN QUESTA COME IN TUTTE LE CITTA’ D’ITALIA
NO NO VEDRAI ORA ARRIVANO I NOSTRI AIUTATI DA TUTTI, ORA NE CHIEDERANNO L’ARRESTO A GRAN VOCE
POI INIZIA IL CORO,
A PROPOSITO PERCHE NON FARE UNA BELLA BANDA CORISTA CON TUTTI LORO
ESEMPI DI NEXT E OLD GENERATION FOR FUTURE METROPOLITAN CITY
L’UOMO BIRBO SCESO DAL CIELO, NON POTETE CRIMINALIZZARE LA CITTA’, ARRESTATELI TUTTI,
RICI UNU CHI NON FICI MAI NENTI RA MATINA A SIRA E DOPU CHI SISTEMAU A SETTIMA GENERAZIONI,
MA E’ CATTOLICO, CATTOLICISSIMO PURTROPPU NON SAPI PARRARI, MA PARRA E CUANDU PARRA PARI O SCECCU CUANO PIRITIA…………………..
DIFATTI DOPO CHI PARRAU, SI VARDAU ATTORNU E RUNCHIANDU I SPADDI PINSAVA,
MINCHIA CHI CAZZATA CHI DISSI,
SCUSA MELINA CHIURI A PORTA PRIMA MI SENTUNU TUTTI, MELINA OVVIAMENTI NCI RISPDUNDI,
MA COMU SI FACISTI GIA’ U COMUNICATU, E VA BOH SPERIAMU NON MI SI RRICORDUNU I CUANDU IVA RIGGIU RIGGIU CIRCANDU VOTI COMU NU LAPUNI
POI C’E’ IL GIOVANE, SI QUELLO CHE ANCORA HA LA BOCCA CHE GLI PUZZA DI LATTE,
CHE COME USAIN BOLT, PIU’ VELOCE DI MAZZINGA ZETA, DEVO ESSERE IL PRIMO CAZZO…….E FU COSI’ CHE SPARO’ LA SUA ENNESIMA CAZZATA UBER ALLES GIOVANE RAMPANTE DI BELLE SPERANZE,
ORA COME DICE LUI ERA QUELLO CHE CI ASPETTAVAMO, MAGARI COME IL FAMOSO POSTO QUELLO E’ MIO SPETTA A ME,
FORA RU ME BIZZOLU SULU SI SI ME SORU, NON E’ CUSI’ MA SONA MEGGHIU CUSI’
A SEGGIA I ME PATRI M’INTERESSA PU RESTU POI VIRIMU.
SCUSA MA UNO SI PUO’ ASPETTARE LA MORTE DI UNA CITTA’, ED IO CHE HO SEMPRE RISPETTATO LE REGOLE, MENTRE TU NO, CHE COLPA NE HO…………….
COMU O SCECCU I PRIMA, LA NEXT GENERATION ALLEVATA MALE IN QUESTO CASO CON BUONA GIUSTIFICAZIONE, U DESTINU BARU E LADRU
MA U CAPISCI O NO CHI PAROLI SUNNU IMPORTANTI E NON SI POTI PARRARI A MUZZU, ZITTO MUTO E STUDIA
CHE ANCORA NE DEVI FARE DI GAVETTA E CU IDDU SICURAMENTI PARRAVI I MENU E STUDIAVI I CCHIU ………
AH CACCIMI NA CURIOSITA’ MA A BARBA TI CRISCI O TI FAI A DEPILAZIONI CONTINUAMENTI,
MAH NA VOTA PURU IEU PURTAVA I SCRIMA NTO MENZU, BELLA ONESTAMENTI, ERA NA COSA FINA, MA ERUNU L’ANNI 80 OGGI NON E’ MEGGHIU SI TI FAI NA BELLA CRISTA PURU TU, IUAMU FATTI NA CRISTA E NON DI PARRRAMU CCHIU, COMU NON CAPISCISTI ………….AH MA ALLURA MI VO FARI NCAZZARI TI RISSI A CRISTA SCECCU NON LA CRESTA, ASPETTA NON AVER FRETTA PER QUELLA VEDREMO DOPO I COMMISSARI…….
ALTRE LEGGENDE NASCERANNO E TUTTO DA UN SEMPLICE DISASTRO COME DIRE QUANDO SI NASCE DAL NULLA IL NULLA VI INGHIOTTE CON LA DIFFERENZA CHE NOI NE PAGHEREMO LE CONSEGUENZE, COME, BASTA AVER PAZIENZA E POI DAVVERO TUTTI IN PIAZZA ALLA RICERCA DEL PANE PERDUTO
AH DIMENTICAVO PRIMA DI SCIOGLIERE IL NODO IL MITICO MONTI AVEVA SPENTO LA LUCE, COME DIRE
E L’ULTIMO CHIUDA LA PORTA
RISPARMIO LE TANTI VOCI DEL NULLA CHE NON COMPRANDO LE PAROLE SEMBRA PER LE LORO ESSERE COSA BUONA E’ GIUSTA SPARARLE AL VENTO …………….
TANTU PRIMA O POI MI RIMBORSUNU SI SI UN TANTU A CAZZATA E CCHIU NDI SPARU CCHIU VARAGNU……
ALTRO CHE MATITE BICOLORI GOMME ENORMI PER CANCELLARE LA VOSTRA MISERA ESISTENT