Ci ho pensato e ripensato prima di mettere le dita sulla tastiera e provare a scrivere. Dicono che la scrittura sia catartica, può darsi. Sono due giorni allora che necessito di una catarsi e dell’urgenza di togliermi un velo dall’anima. Continuo a premere tasti senza sapere neanche io cosa ne uscirà, perché questo non è un articolo ma solo il tentativo di mettere su schermo un sogno. Seguo semplicemente il flusso dei miei pensieri che diventano parole e si riversano su questo foglio bianco elettronico.
Ma prima, sì prima di tentare di rendere a parole le immagini e le sensazioni che sono esistite solo oniricamente, in una fase Rem evidentemente agitata, devo fare una premessa. Anzi una confessione.
Sia su Facebook grazie ai diversi link postati e agli eventi creati, sia leggendo le parole portate dal vento di Scirocco ho letto e saputo della giornata del 25 novembre e dello sciopero delle donne. Che giornate dedicate siano realmente in grado di cambiare una società malata da tempo non l’ho mai creduto, perciò anche in questa occasione lo scetticismo batteva la speranza 9 a zero. Così come l’installazione delle Zapatos Rojos è sempre riuscita a trasmettermi solo un disagio profondo, e stranamente quasi respingente.
Questi i fatti concreti e reali del mio pensare e sentire fino a due giorni fa.
Poi è successo una cosa inspiegabile.
Ho sognato.
Ho sognato di essere una donna ritrovata sul ciglio di una strada, agonizzante e senza memoria gettata lì da chissà chi.
Ho sognato di chiedere aiuto senza riceverlo.
Ho sognato di non sentire più il mio corpo, come se non mi appartenesse più.
Ho sognato di essere trasparente per il mondo, e di coprire i miei lividi con il fard.
Ho sognato di essere offesa e tradita, non da un solo uomo, ma da chi si è voltato dall’altra parte mentre chiedevo aiuto.
Ho sognato di essere derisa e spintonata.
Ho sognato di essere dimenticata.
Ho sognato il mio pianto silenzioso e inascoltato troncarmi il respiro fino a soffocarmi.
Ho sognato di indossare un paio di scarpe rosse.
Ho sognato di camminare in quelle scarpe rosse.
Io sogno che non si cammini più con le scarpe rosse.












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