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’NDRANGHETA/ Don Ciotti: la legalità è spesso calpestata da chi la agita come una bandiera

“La legalità è una bandiera che viene spesso agitata anche da chi la calpesta ogni giorno. È necessario abbattere quella ‘zona grigia’ che è di legalità malleabile: un luogo interiore più che un luogo fisico. La vera forza della mafia sta fuori dalla mafia e spesso ha il volto di un incensurato”.

A dirlo, parlando dell’inchiesta di Milano, è stato don Luigi Ciotti, presidente di Libera, oggi a Cosenza per concludere un seminario all’Università della Calabria sui beni confiscati. “In questo senso – ha aggiunto – le responsabilità della politica sono enormi. Serve determinazione e coerenza. Lotta alla mafia significa, lavoro, scuola, cultura e sostegno ai territori più fragili. Non si ottengono grandi risultati se cresce lo stato penale e diminuisce quello sociale. La speranza, in alcune parti d’Italia, si chiama giustizia sociale ed ha il volto delle opportunità e dei progetti concreti”.
“C’é un po’ di smarrimento – ha poi sostenuto – di fatica.
Abbiamo sempre saputo però la capacità delle mafie di rigenerarsi, di trovare nuovi canali, sostegni, alleanze, dunque non stupisca questo. Gratitudine al lavoro della magistratura che lo ha scoperto”.

Don Ciotti ha poi aggiunto: “Tra i beni confiscati c’é il Café de Paris di Roma, un simbolo dove la prossima settimana entreranno i prodotti frutto del lavoro dei giovani sulle cooperative confiscate ai mafiosi. Quindi chi andrà a prendere il caffé troverà questi prodotti. È un segno delle positività in contrasto con le negatività. La confisca è una realtà positiva, ma c’é un 55% dei beni confiscati che non può essere destinato a causa delle ipoteche bancarie che gravano su di essi. Questo è inaccettabile e la politica anche nei confronti delle banche deve essere molto chiara”.
“A volte – ha concluso – ci sono delle battute d’arresto che lasciano un po’ d’amarezza dentro. Scoprire che chi si occupava di queste cose era al servizio di qualcun altro. Questo non deve impedire di guardare oltre e di essere capace di unire di più le forze perché è il noi che vince. Ognuno con la propria competenza e professionalità“.

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2 risposte a ’NDRANGHETA/ Don Ciotti: la legalità è spesso calpestata da chi la agita come una bandiera

  1. salvatore d'amico scrive:

    Quest’uomo è una forza della natura, vorrei fare un lavoro braccio a braccio con Don Ciotti fosse il più umile del mondo ma facendolo sarei sicuro di operare nel giusto e lontano da influenze mafiose, non ho avuto ancora modo di raccontargli la mia storia anche se sono sicuro che la conosce ma non mi nascondo nell’affermare che se solo sapesse quello che stiamo vivendo io e la mia famiglia da 4 anni ci farebbe andare via da Reggio Calabria di notte…… eppure nonostante le FFOO non hanno capito, nonostante la politica continua a perseguitarci non siamo ancora qua a vivere in u condominio di 6 famiglie dove tre sono legate direttamente e a filo doppio alla ‘Ndrangheta e continuano a farci vivere disagi e minacce gravi che alcune PG in malafede cercano di far passare per liti di condominio, si perchè le vittime riconosciute del crimine organizzato dalle FFOO locali sono considerati un peso un lavoro extra meglio essere da parte dei più dei rei, dei mafiosi. Non so quanto ancora potremo andare avanti ma certo è che sono pronto a fare passaggi importanti contro i politici mafiosi ed in odore di mafia se la magistratura mi darà garanzie per me e la mia famiglia.

  2. paola scrive:

    Tutti uniti contro la mafia, solo così+ si può vincere. Ma soprattutto chiarerzza in politica.