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SISTEMA E ASSENZIO/ SFERLAZZA: SPACCATO NITIDO DI INFILTRAZIONI ‘NDRANGHETA

”Emerge uno spaccato nitido di quanto penetrante e sofisticato, allo stesso tempo, sia il meccanismo di infiltrazione della ‘ndrangheta nel circuito economico, utilizzando strumenti tributari delicati ed efficaci all’interno del quale trovano posto, come testimonia la bontà di questa indagine, 15 società, cinque trust e beni mobili ed immobili per un valore di oltre 122 milioni di euro”.
Lo ha detto, incontrando i giornalisti, il Procuratore della Repubblica facente funzioni di Reggio Calabria, Osvaldo Sferlazza, in relazione agli arresti nell’ambito delle operazioni Sistema e Assenzio.
Sferlazza e gli investigatori dei carabinieri, della Dia e della Guardia di finanza, facendo riferimento in particolare all’ex consigliere comunale di Reggio Calabria Dominque Suraci, ne hanno sottolineato il ruolo di “perno di operazioni per false fatturazioni che hanno permesso di accedere ad un sostituto d’imposta per un controvalore di oltre due milioni di euro”.
Nel corso della conferenza stampa si è parlato, tra l’altro, del “sistema di scatole cinesi che vedeva al centro aziende ed imprese, chiuse e subito riaperte sotto altre denominazioni, da cui emerge il ruolo di Dominique Suraci come dominus della situazione. La ‘ndrangheta, a cominciare dalle cosche De Stefano e Tegano e fino ai Condello, Labate, Rosmini, Zindato, Borghetto e Lo Giudice, tramite i prestanome, riforniva di merce gli scaffali dei supermercati gestiti da Suraci”.
Gli arresti domiciliari, nell’ambito dell’inchiesta, sono stati disposti anche nei confronti di Saloua Senia, di 31 anni, marocchina, compagna di Suraci, accusata di intestazione fittizia di beni, e di Costanza Ada Riggio (64), titolare di una società di formazione, nei confronti della quale l’accusa è di corruzione elettorale aggravata per i suoi presunti rapporti con Suraci.

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