“C’era molto di più, altrimenti non mi avrebbero strappato la toga da pubblico ministero”.
Così il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, commenta la sentenza del processo Why Not.
“Non è il mio processo perché quello che avevo istruito arriva fino a quando mi hanno avocato l’inchiesta – ha sottolineato – Però accolgo con favore il fatto che anche chi successivamente ha ereditato l’inchiesta, anche se in forma e seguendo percorsi diversi dai miei, ha portato a una sentenza”.
“Il processo, del resto, era molto solido – ha aggiunto – E per un altro filone di inchiesta, a Salerno, c’é un dibattimento per corruzione in atti giudiziari nel quale sono parte civile e in cui sono imputati diversi magistrati”.
“Il processo – ha ricordato il sindaco – ha ad oggetto l’illecita avocazione di Why Not e Poseidone”.
Non parla di “rammarico”, de Magistris, ma spiega di avere “un profondo dolore che finirà quando io non ci sarò più″.
“Volevo fare il magistrato per tutta la vita – ha concluso – questo è un dolore che non si rimargina”.
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WHY NOT/ DE MAGISTRIS: C’ERA MOLTO DI PIÙ, ALTRIMENTI NON MI AVREBBERO STRAPPATO TOGA DA PM
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