Scopelliti a Omnibus su La 7
La spada di Damocle del possibile scioglimento del comune di Reggio e lo tsunami della gestione dei fondi dei gruppi regionali (che via Lazio, Campania e Sicilia rischia di arrivare anche in Calabria) agitano i sonni di Giuseppe Scopelliti. Non sono congetture: è il governatore in persona a confermarlo con le sue dichiarazioni e il suo presenzialismo sui media nazionali. Da Porta a porta a Omnibus, dai quotidiani fino a Radio 24, il governatore mostra di voler combattere fino in fondo la battaglia contro quello che, come fa intendere, sarebbe una sorta di complotto ordito dal mondo dell’informazione ai suoi danni. Una lotta tra il bene e il male (lui è il bene), tra cavalieri Jedi e i seguaci del lato oscuro della forza. Una battaglia in cui, aggiungiamo, c’è in ballo la sua carriera politica, oltre a tutto il resto.
La strategia è chiara: ora che in ballo sono entrati la Polverini e le Regioni per la questione degli sperperi di denaro pubblico, il complotto non è più solo contro la religione del “modello Reggio” e i suoi profeti, ma è esteso su scala nazionale contro il Pdl e i suoi alfieri regionali. E, di conseguenza, Scopelliti non è più solo nella battaglia contro gli oscuri complottatori, ma trova alleati, oltre che in Alfano e Gasparri, anche in altri esponenti del centrodestra delle altre regioni. Ovviamente, di entrare nel merito delle inchieste giudiziarie che hanno fatto scattare l’ipotesi del commissariamento, di spiegare come la ‘ndrangheta abbia potuto entrare nelle larghe maglie del Comune e delle sue partecipate, non se ne parla proprio. L’importante è deviare l’attenzione dai fatti alle congetture, dagli atti della magistratura ai commenti giornalistici.
Giuseppe Scopelliti
Non c’è nulla di nuovo in questa strategia: quando l’esito della guerra è incerto, i manuali militari insegnano che bisogna allargare il fronte. Altro che nemici di Reggio, ora sono in campo i nemici della Patria e di Dio.
Quello che, però, Scopelliti non ha capito è che non sono stati gli organi di informazione, locali e nazionali, a determinare la marea di indignazione: la stanno semplicemente accompagnando, cercando di vendere qualche copia di giornale in più o ottenere uno share più alto.
L’onda montante si alimenta di gente che ha avuto e non ha più, che non sa come campare, che a Reggio, magari, si è abituata a partecipare al banchetto pagato con pubblico denaro: e ora che non sono rimaste neanche le briciole, guarda caso, si arrabbia.
L’onda è fatta di disoccupati, di vessati, di persone che, con il morso della crisi, si sono accorte sulla propria pelle (e non perché lo dicono i giornali) che le cose non vanno. Per contrastare quest’onda non basta andare in televisione o alla radio per gridare al complotto: bisognerebbe agire con buone politiche utilizzando le magre risorse che ci sono, ma tutto questo non è nelle corde degli attuali (ma anche dei precedenti) governanti calabresi.
PS: Nel resoconto della partecipazione di Scopelliti a 24 Mattino, che riportiamo in calce, il governatore porta (non a porta) come “prova” del complotto il fatto che, all’insediamento del ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri un giornalista le abbia chiesto se avesse intenzione di mandare la commissione di accesso al Comune di Reggio. Insomma, perché proprio Reggio e non, tanto per fare un esempio, San Giovanni Rotondo? Perché lì hanno la protezione di Padre Pio e i complottatori non osano contrastare l’ira del santo? Magari, proviamo a ipotizzare, il giornalista manovrato dalle raffinate menti che stanno dietro al complotto, si sarà inventato delle balle su Reggio, tipo arresti di consiglieri comunali per ‘ndrangheta o infiltrazioni di una potentissima cosca nella principale società partecipata del Comune. E la Cancellieri, che si era appena insediata e non poteva conoscere la luminosa realtà che si vive sullo Stretto, si è fatta abbindolare. Ma ora, finalmente, la verità potrà essere urlata sull’etere contrastando tutte le infamie.
Il resoconto della partecipazione di Scopelliti a 24 Mattino
“Sono tranquillo sugli otto anni del mio governo così come sono molto sicuro e tranquillo dell’anno del sindaco Demetrio Arena che è una persona di grande qualità. Qui c’è un po’ la caccia alle streghe”. Lo ha detto il presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti intervenendo alla trasmissione 24 Mattino su Radio 24 sulla vicenda dell’accesso antimafia al Comune di Reggio Calabria di cui Scopelliti è stato sindaco per otto anni e sui cui il Consiglio dei Ministri dovrà decidere se disporre o meno lo scioglimento.
“Quando il ministro Cancellieri si è insediato – ha aggiunto Scopelliti – un giornalista, guarda caso noto ai calabresi, all’atto della conferenza stampa del ministro si è alzato e ha posto una domanda: ‘manderà‘ la commissione di accesso a Reggio Calabria? Il ministro è rimasto sorpreso, ricordando che si era appena insediata. Questo fa capire che si è costruita una strategia per demolire quanto di buono abbiamo fatto in otto anni e quanto si sta facendo oggi nella città di Reggio Calabria”.
“In Calabria spese dei gruppi nei parametri”
“Nei giorni scorsi, assieme al Presidente del Consiglio regionale della Calabria, Franco Talarico, i conti presentati da parte dei capigruppo consiliari e quindi le spese sostenute e tutto mi è apparso in linea con quelle che sono le regole che disciplinano questo tipi di attività“. Lo ha detto il presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti intervenendo alla trasmissione Mattino 24 di Radio 24. “Da parte mia – ha aggiunto Scopelliti -, al di là di questo aspetto molto importante che va gestito e governato e noi ieri, come Regioni siamo stati prima dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano e dopo a Palazzo Chigi dal sottosegretario alla Presidente Catricalà per motivare e spiegare che siamo pronti a mettere in campo una serie di azioni per dimostrare la piena e totale adesione a questo percorso di spending review, metterei in risalto un altro aspetto: negli ultimi tre anni le Regioni hanno subito un taglio che si aggira intorno ai 50 miliardi di euro. Questo è un altro aspetto che non va sottaciuto e messo in risalto”.
“All’atto dell’insediamento nella mia Regione – ha detto ancora Scopelliti – abbiamo tolto i vitalizi, ridotto del 40% le consulenze e le commissioni consiliari, tagliato del 30% le strutture e pensi che un presidente di Regione in Calabria ha la possibilità di avere quattro collaboratori perché uno è stato sottratto, con la presenza di due esterni e due interni”.
Rispondendo ad una domanda del conduttore, Alessandro Milan sul suo stipendio da governatore Scopelliti ha detto di guadagnare 11 mila euro. “Il mio cedolino – non più tardi di un anno fa – ha specificato – l’ho inviato a tutti i direttori dei maggiori giornali italiani. Non ho benefici ulteriori e non ho altro. Io lo stipendio non me lo sono trovato ma l’ho anche ridotto”.












caro governatore,sono un operaio,messo prima in cassa integrazione,poi in mobilita’.
la c.i. grazie alla regione calabria l’ho presa dopo 8 mesi ,la mobilita’ e’ da aprile che non viene percepita