Attualità

REGGIO SCIOLTA PER MAFIA/ La lettera aperta al Commissario dai sottoscrittori de “l’altro manifesto”

Approfondimenti
l'altro manifesto l'altro manifesto
le 500 firme le 500 firme

Imparzialità.
Congruità.
Legalità.
Onestà.
Equilibrio.
Esempio.
Valorizzazione.

Caro Commissario, in fondo sembra semplice. Sembra normale.

È normale che la pubblica amministrazione sia imparziale. È normale che si facciano scelte congrue alla propria dimensione economica. È normale che chi amministra la cosa pubblica lo faccia secondo le normative, con onestà, senza sottrarre soldi pubblici, con equilibrio e saggezza, dando l’esempio ai propri cittadini. È normale che si tenti di valorizzare le tante ricchezze naturali e storiche di una città per creare un’economia che ruoti attorno ad esse.
Eppure a Reggio non è cosí, caro Commissario.

Reggio è una cittá che negli ultimi anni ha funzionato al contrario, una città dove gli studenti e le classi borghesi scendono in campo per difendere i “contigui”, una città dove i governatori che hanno sperperato vengono rieletti con il 70%, una città che vorrebbe costruire una centrale a carbone sul litorale piú bello e potenzialmente piú fruttuoso e fertile.
Ma Reggio è anche una città che ha ammesso di aver sbagliato. È una città pentita, che chiede un’opportunità. E Lei, Commissario, è la sua opportunità.
La gente di Reggio Calabria sogna. Sogna la normalitá. Sogna una città con l’acqua nelle case e senza buche sull’asfalto, sogna l’eguaglianza dei cittadini di fronte alle istituzioni, sogna lavoro e turismo, sogna di essere ottimista.
Probabilmente troverà diffidenza e stupido orgoglio, ma non si arrenda. Serve entusiasmo, serve far capire alla gente che si puó rinascere, serve far rinnamorare i cittadini della propria terra.
Prima di essere il risanatore, prima di essere il revisore, prima di essere il traghettatore, Lei rappresenta la speranza di questa città. È una grande responsabilità.
E poco ci interessa se loro erano contigui o infiltrati, se colpevole era l’ultima o la penultima giunta, perchè loro erano “loro” e oggi, questo è certo, non li vogliamo più.
Siamo pronti, Commissario.

Tweet

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>