Non è collegato a specifiche indagini di polizia giudiziaria l’accesso disposto dal prefetto di Cosenza, Raffaele Cannizzaro, per accertare eventuali tentativi di infiltrazione mafiosa nell’Azienda sanitaria provinciale. E’ quanto hanno riferito fonti della Prefettura.
L’iniziativa del prefetto non sarebbe da mettere in relazione a fatti specifici, ma ad una serie di circostanze sulle quali s’intende fare luce per accertare la presenza di condizionamenti da parte della criminalità organizzata nella gestione dell’Azienda sanitaria e delle strutture ospedaliere che rientrano nella sua competenza.
Il prefetto di Cosenza, Raffaele Cannizzaro, su delega del Ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, ha disposto l’accesso antimafia nell’Azienda sanitaria provinciale. La decisione, secondo quanto riferisce un comunicato della Prefettura, è stata presa “per accertare la sussistenza di eventuali tentativi di infiltrazione mafiosa nell’azienda, anche per soddisfare l’esigenza della massima trasparenza”. L’accesso avrà la durata di tre mesi, prorogabili di altri tre.
Il prefetto Cannizzaro ha anche nominato la Commissione incaricata di effettuare l’accesso antimafia nell’Asp di Cosenza. La Commissione è composta dal viceprefetto Maria Virginia Rizzo, dal viceprefetto aggiunto Francesco Paolo D’Alessio, e dal funzionario economico-finanziario Carla Fragomeni.
Non è collegato a specifiche indagini di polizia giudiziaria l’accesso disposto dal prefetto di Cosenza, Raffaele Cannizzaro, per accertare eventuali tentativi di infiltrazione mafiosa nell’Azienda sanitaria provinciale. E’ quanto hanno riferito fonti della Prefettura.
L’iniziativa del prefetto non sarebbe da mettere in relazione a fatti specifici, ma ad una serie di circostanze sulle quali s’intende fare luce per accertare la presenza di condizionamenti da parte della criminalità organizzata nella gestione dell’Azienda sanitaria e delle strutture ospedaliere che rientrano nella sua competenza.











