“Per liquidare un popolo si comincia con il privarli della memoria. Si distruggono i loro libri, la loro cultura, la loro storia. E qualcun altro scrive loro altri libri, li fornisce di un’altra cultura, inventa per loro un’altra storia”. Scomoda nientepopodimenoche Milan Kundera, uno dei candidati alle primarie dei parlamentari che il 29 dicembre dovrebbero aiutarci a capire chi ci rappresenterà alla Camera e al Senato. Mario Maiolo, uno dei quattro consiglieri regionali della Calabria che hanno ottenuto la deroga tanto agognata, e non raggiunta, da Principe, Amato e Scalzo, tanto per citarne qualcuno, è in piena campagna preelettorale. Già, perché di questo si tratta: non sappiamo – almeno noi, comuni mortali e miseri elettori – quali saranno davvero i metodi (il primo che risulta in ogni provincia avrà in automatico il primo posto nella lista regionale del Pd? o si metterà davanti il 10% riservato a/da Bersani, e dunque la corsa delle primarie, a conti fatti e nella maggioranza delle regioni, servirà solo a conquistare un posto non certo in coda ad altri nomi già inseriti da Roma?), quali saranno i ripescaggi, eppure già i nostri account di posta elettronica, i nostri profili dei social network, i nostri archivi sms sono intasati di belle parole e bei propositi, seguiti da un nome e un cognome che dovremmo andare a scrivere il prossimo sabato.
E ritorno a Maiolo, il primo a spammare ovunque la sua gentile richiesta che termina con un poetico “Ti auguro di trascorrere serenamente le prossime festività e che la speranza non sia mai al tramonto”. Ecco alcuni passaggi: “riprendere in mano la nostra storia”, “principi fondamentali e entusiasmi della fase costituente”, “futuro della nostra Regione”, “amo e conosco palmo per palmo la mia terra”, “animo di servire la comunità calabrese con generoso impegno” (generoso impegno?), “nessuna lusinga delle reti del potere della politica potrà smentire la mia rettitudine”, “atteggiamento di servizio”, “Calabria al centro dell’attenzione”, “ce la metterò tutta”, “farò del mio meglio”.
Ho girato un po’ sulla rete, tanto per vedere che succede nelle altre regioni. Ho chiamato un po’ di amici stanziali, che vivono questo altissimo momento democratico chiusi nei confini calabri. Ricorrenti, oggi, le battute sulla candidatura della Bindi. Da quella, scontatissima e volgare, sulla negazione dell’alternanza di genere, e della possibile invalidità della seconda preferenza, se cadrà su un uomo, a quella sui ricordi dell’inesistente Mazzucconi, appoggiata proprio dalla Rosy pasionaria nel listino Pd per la Calabria, ma mai approdata, se non virtualmente ed elettoralmente, in terra calabra. Certe alcune vittorie, prima ancora dell’ufficializzazione delle candidature. Cosenza: “La Bruno Bossio spacca. Why not?”. Reggio: “C’è il ticket Battaglia-Bindi tramite Gigi Meduri”. Catanzaro: “Scalzo dà per scontato di non doversele nemmeno fare, le primarie”. Crotone e Vibo non pervenute. Alto mare assoluto, come sempre.
Cercavo di capire che vento tira. E invece mi sono scontrato con un altro interrogativo: fermo restando il fatto che il blocco per la partecipazione, attiva e passiva, a queste seconde primarie ne inficia ab origine la legittimità (ammesso che quando ci sono di mezzo le urne si possa comunque parlare di legittimità), che ne è delle primarie di Sel, questi figli di un dio minore che non si sa bene quali olimpi abiti? Saranno “celebrate” nello stesso giorno e negli stessi luoghi, ma su schede differenti, per cui sarà possibile scegliere se partecipare alle primarie Pd o a quelle Sel o a entrambe, o saranno inglobate, ad excludendum, e richiederanno che il futuro elettore, nello scegliere i “suoi” candidati, scelga a priori per il Pd o per Sel?
Natale in campagna, dunque. Elettorale. Siamo ancora in tempo per mobilitare le strenne dell’ultimora, utilizzando l’azienda-istituzione in cui si ha un ruolo, o almeno una poltrona, e omaggiando in lungo e in largo chi potrebbe, oggi (il 29 dicembre) o domani (il 24 febbraio) restituire il favore? Tra un panettone e un bacio sotto il vischio, sapremo riconoscere gli aventi diritto al voto? E soprattutto: a chi fregherà davvero di partecipare a primarie a cavallo di Capodanno, esclusi ovviamente i diretti interessati e i loro “zoccoli duri”?
Intanto, rileggendo la citazione kunderian-maiolana tratta da Il libro del riso e dell’oblio, recito a memoria la parte successiva. Perché io non sono stato ancora privato, della memoria. Ma molti, in Calabria e non solo, sì. “Dopo di che il popolo comincia lentamente a dimenticare quello che è e quello che è stato. E, intorno, il mondo lo dimentica ancora più in fretta”.
E ancora: “Mirek riscrive la storia esattamente come il partito comunista, come tutti i popoli, come l’uomo.
Gli uomini gridano di voler creare un futuro migliore, ma non è vero. Il futuro è solo un vuoto indifferente che non interessa nessuno, mentre il passato è pieno di vita e il suo volto ci irrita, ci provoca, ci offende e così lo vogliamo distruggere o ridipingere. Gli uomini vogliono essere padroni del futuro solo per potere cambiare il passato”.
Mirek, il protagonista di Kundera, che cerca di ricordare la moglie morta e dimenticata. Mirek che invece non riesce a cancellare il ricordo della relazione con la donna cui non sa perdonare la bruttezza. Mi preparo a pensieri natalizi con questo interrogativo: la Calabria è la moglie amata e dimenticata o la relazione fugace, che non si dimentica, con una donna brutta?
Chissà se gli esiti delle primarie e la scelta dei candidati per le prossime politiche (che non sono due vicende consequenziali, come ben sappiamo) riusciranno a darmi la risposta.












