le candidature Sel anticipate da Repubblica
la rivolta di Sel in Sicilia
Da stamattina, in Calabria, non si parla d’altro. Le 23 “teste di… lista”, come qualcuno le ha ribattezzate. I 23 unti dal Signore (tra cui ben tre di origine o derivazione calabrese) che potranno festeggiare il “santo Natale” senza doversi preoccupare di questa amenità delle primarie, le consultazioni della base che non si capisce bene a cosa servano in genere, ancor più in Sel.
Se non ho capito male, ancora non sono ufficiali i nomi di tutti i candidati alle primarie. Eppure si conoscono i nomi che, a detta di mister Nichi Vendola in persona, “illustrano il senso del nostro progetto politico, un importante pacchetto di mischia che, al di là dei dirigenti di partito, avranno la testa di lista”. Non sappiamo come sono stati scelti dalla direzione nazionale, ma sappiamo che, mentre un allenatore di calcio correrà alle primarie di Sel a Pisa, una giornalista rapita in Iraq correrà in Lazio, tre dirigenti locali di Sel correranno in Calabria, altri potranno gustarsi il panettone e aspettare i risultati di chi sarà inserito in lista, rigorosamente dietro loro.
Sono almeno due i panettoni che in molti, da stamattina, sperano vadano per traverso prima dell’inserimento di diritto nella lista dei capilista (e non è un gioco di parole). Sono convinti, in tanti, che le loro candidature imposte possano compromettere l’ottimo risultato delle ultime primarie, cui peraltro non hanno pensato neppure per sbaglio di contribuire.
Certo quella delle primarie a cavallo di Natale è proprio una bella pensata. Sono tutti lì ansiosi e ansimanti, decisi a trascurare le ultime corse per i regali, per le file necessarie a portarsi a casa il migliore pesce e i migliori cibi per cenoni e pranzi, vogliosi di contribuire fino all’ultimo a questa immensa lezione di democrazia. Tutti convinti che sia indispensabile bloccare le festività per scegliere i propri rappresentanti, quelli che andranno a chiudere le fila delle scelte imposte da Roma, dei nominati dall’alto come sempre. Amen.
Non riesco a fare previsioni. E attendo con ansia la lista dei prossimi unti del Signore, quelli che potrebbero rendere superflue anche le altre primarie del 29 e 30, in seno al Pd.
Ma certo, mentre passerò da un pranzo a un cenone, sarà bello vedere questi poveri idealisti illusi correre e correre e correre. L’avessero saputo prima che sarebbe bastato un flash mob, un’intervista di genere, una comparsata in tv a parlare di operai e disoccupati o come altro si voglia definire qualunque azione ben piazzata in tempi non sospetti per rientrare nel grande progetto politico di Sel, oggi anche loro sarebbero alle prese con gamberetti, cozze e vongole. E non con il tentativo di ricacciare giù lo schifo, infilare il migliore sorriso di circostanza e provare a parlare, ancora, di ideali e opportunità. Democratici, entrambi.












QUANDO IL GRANDE PONZIO SMISE DI LAVARSI LE MANI: EAU DE GAUCHE N.5, PARFUM pour une meilleure Italie
Già mio caro Ponzio, in troppi si sono lavati le mani e le loro coscienze, pensando sempre nello stesso modo e con le stesse regole, ancorchè ammantate di grande partecipazione e di sogni illuminanti.
Il mio augurio sognante rimane solo uno, che oltre al profumo ci sia per tutti gli onesti una realtà di cose concrete e non solo di buoni propositi, visto il ritorno al futuro che putroppo ci aspetta.
Con queste premesse non sarà facile per nessuno superare il vero de profundis della nostra democrazia parlamentaria che il 2013 ci riserverà senza se e senza ma.
Già vedo le mille trattative da fare per i famosi cespugli, i quali combatteranno strenue battaglie per raggiungere obiettivi che nulla hanno a che vedere con quelli già disegnati dalla famosa agenda.
Nel frattempo la nostra amata Reggio che farà, niente se non obbligata a bere l’amaro calice della sua tremenda sconfitta con l’aggiunta che quelli che se la sono bevuta beatamente, forse, speriamo di no, si riscalderanno con belle poltrone ammantate di legalità e sete di giustizia, in nome di quel popolo sovrano che di sovrano non ha più nulla.
bon natali e bon capurannu,
stannu crispeddi e nenti panettuni, comu sempri e non sulu pi sta crisi chi ndi rialaru sti belli guvernanti.
Grande Paola!!!!
grazie, ma stavolta i complimenti non sono per me: Ponzio è Ponzio, molto più coraggioso, ancorché grande lavatore di mani
grande ponzio, vero juanin