… e non andiamo via ma nascondiamo del dolore che scivola, lo sentiremo poi …
[quel che le donne non dicono – Fiorella Mannoia]
Per carità, lungi dal voler generalizzare, esasperare o sminuire.
La regola che si è data il genere umano è il rispetto reciproco, la sacralità di ogni vita umana.
I casi di violenza sulle donne in genere e quelli che si concludono con la consegna della mano omicida alla giustizia di Lucifero, prima ancora che a quella terreste, sono le eccezioni che confermano la trasgressione della regola.
Né bisogna sottacere anche l’esistenza di donne che disconoscono amore e sensibilità mentre cresce – Deo Gratias – il numero di quelle che si sono completamente “sdoganate” da quel confine entro cui troppo spesso ci si reclude alla mercé del “maschio”.
Il “maschio”, specie che uccide; sottospecie della razza animale!
Se ne trovano esemplari sia tra i colti che tra gli incolti.
Il limitato mentale.
Non folle, si badi bene, bensì colui che sopperisce ad un cervello privo di raziocinio con il ricorso alle armi.
Anche le mani sono un’arma al pari della violenza psicologica da chiunque perpetrata!
Il frustrato che soddisfa il bisogno di rendere conto dello spazio che occupa sulla faccia della terra esercitando violenza contro chi – gioco forza – è più debole.
Il nostalgico del focolare domestico all’epoca delle energie rinnovabili!
Il “maschio” che si fa gloria di ogni conquista da medaglia di carta igienica.
Il “maschio” che è sempre distrutto dopo una giornata di solo lavoro.
Il “maschio” senza diritto di replica.
Questa è la fattispecie – difetto in più, difetto in meno – che uccide. E non solo …
Accidenti alle donne!
Alle donne che amano e che si uccidono con i loro stessi sentimenti.
Perché una donna continua ad amare anche se violata psicologicamente, anche dopo che riceve la prima sberla.
Una donna sa giustificare, perdonare. Una donna aspetta un giorno migliore. Una donna spera che ritorni il sereno.
PURTROPPO QUESTA DONNA – DA QUANDO COMINCIA A RICEVERE IL PRIMO RIMBROTTO A QUANDO CESSA DI AMARE – PUÒ ESSERE UCCISA UN MILIONE DI VOLTE!
Si può arginare questo rischio?
Queste donne sono così. Il “maschio” ritorna con un fiore e loro dimenticano e si ricomincia.
Violenza, fiore.
Una donna cerca di spiegare le proprie esigenze di donna lavoratrice che talvolta, spesso, mal si conciliano con una parallela vita domestica.
Una donna ama troppo spesso anche l’uomo libertino.
Una donna, forse, vorrebbe trascorrere qualche ora con il proprio uomo ed invece lui “è costretto” a preferire gli amici.
Una donna urla perché – troppo spesso – vuol sentirsi solo donna.
Il “maschio” che poi si offende se una donna gli gira le spalle.
Il “maschio” che non sopporta che anche una donna può realizzare di aver sbagliato perché il “maschio” lascia ma non deve essere lasciato!
Si offende di brutto e quindi sfodera l’arma!
Ci vorrà del tempo, ma si necrotizzerà quel punto del cuore dove risiede la capacità di amare che non vuol dire dover subire!
Il processo in tal senso è in atto e – purtroppo – lo testimonia il sempre più frequente ricorso al “femminicidio” .
Intanto donne, tra i preparativi per il “fatidico”, tanto sospirato, giorno delle nozze, includete anche tutti gli atti necessari per il regolare possesso di un’arma a vostra scelta e frequentate, in uno con il corso prematrimoniale, anche un corso di difesa personale.
E se amor con amor si paga, se proprio dovete scegliere tra lui o voi, preferite voi e poi il fiore.












