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Truffa al Santuario di S. Francesco da Paola, parlano i frati: “Carpita la nostra buona fede”

”Il Santuario di Paola, cuore spirituale della Calabria, è stato purtroppo oggetto di una truffa da parte di soggetti che hanno carpito la buona fede dell’economo pro-tempore”. E’ quanto scrive in una nota il corettore dei frati minimi del santuario di San Francesco di Paola, padre Rocco Benvenuto.
”La comunità del Santuario – prosegue il frate – non ha mai scialacquato o sprecato le offerte dei fedeli, prova ne sia – a puro titolo esemplificativo – la nuova basilica a Paola, realizzata in 20 mesi con le offerte e i lasciti devoluti nel tempo per devozione a San Francesco. Mai nessun religioso ha usato per proprio interesse somme di denaro destinate al Santuario. La somma, che ora lentamente si stava mettendo da parte, era destinata al restauro e alla manutenzione dell’imponente complesso conventuale e alla celebrazione degli eventi centenari (2007, quinto centenario della morte di San Francesco; 2016, sesto centenario della nascita; 2019, quinto centenario della canonizzazione). Dai riscontri finora effettuati non risulta che alcun religioso di questa comunità abbia mai fatto operazioni in borsa nè tanto meno ha autorizzato terzi, anche indirettamente, al loro compimento”.
”Esprimo vivo apprezzamento – aggiunge padre Rocco Benvenuto – alle forze dell’ordine e all’autorità giudiziaria per il loro tempestivo ed efficace intervento a tutela della nostra comunità e dell’immagine del santuario e chiedo loro di proseguire con la massima determinazione e con estrema celerità sulla strada della giustizia al fine di pervenire all’accertamento della verità.
Rassicuro che nulla di intentato sarà lasciato perché questa ferita sia prontamente rimarginata, iniziando dal recupero delle somme ingiustamente sottratte”.
”Ringrazio vivamente – conclude – quanti hanno dimostrato la loro solidarietà e vicinanza alla comunità religiosa e con la loro fervida preghiera ci stanno sostenendo nel superare una prova così dura, da cui sono sicuro che scaturirà del bene”.

Ammanco milionario al Santuario di San Francesco da Paola, parla il vescovo Nunnari: “Un fatto sconcertante” (2 agosto)

”La vicenda relativa all’ammanco dei fondi al Santuario di San Francesco di Paola è certamente un fatto sconcertante che non tocca la devozione della nostra gente al Santo e nemmeno la storia dei frati minimi”. Lo ha detto l’arcivescovo metropolita di Cosenza, mons. Salvatore Nunnari, che è rientrato nelle scorse ore nella città bruzia ed ha appreso della vicenda relativa all’ammanco dei fondi.
Il santuario di San Francesco di Paola ricade nella Diocesi di Cosenza anche se dal punto di vista legale ha una sua indipendenza.

monsignor Salvatore Nunnari

”Certamente qualcuno ha sbagliato – ha aggiunto mons.Nunnari – ma il qualcuno non sono tutti. Attendiamo fiduciosi che la magistratura faccia piena luce sia sul fronte penale che civile.
Mi auguro che il nostro legame con il Santo, che da sempre ha esaltato virtù e valore della nostra gente, resti sempre saldo e ispirato ad una fede genuina. Mi auguro anche che questa volta, così come accaduto in passato per la mia Chiesa, si comprenda che in questa materia finanziaria siano i laici a operare, magari accanto agli uomini di Chiesa che hanno, invece, la missione di evangelizzare e annunciare la buona novella”.

La Procura apre un’inchiesta

La Procura della Repubblica di Paola ha aperto un fascicolo d’inchiesta sull’ammanco nel santuario di San Francesco per un ammontare di un milione e mezzo di euro. Il Procuratore, Bruno Giordano, ha deciso di avviare l’inchiesta dopo la segnalazione ricevuta dai carabinieri.
I militari hanno già compiuto una serie di accertamenti ed hanno sentito alcune persone e nelle prossime ore depositeranno in Procura un’informativa sulla vicenda. ”Faremo tutto quello che e’ nelle nostre possibilità – ha affermato il Procuratore – per fare chiarezza sulla vicenda”.
Da una prima ricostruzione dei fatti risulta che i frati del santuario di San Francesco di Paola sarebbero a tutti gli effetti parte offesa. Gli investigatori stanno ora cercando di accertare se si sia trattato di una truffa singola o se questa rientra in un ambito più ampio.
L’ammanco, avvenuto per l’acquisto di titoli, azioni e bonifici ad una serie di persone, riguarda un conto corrente online aperto dall’ex tesoriere del santuario, padre Franco Russo. Quando i frati hanno scoperto che sul conto corrente erano stati prosciugati tutti i fondi hanno deciso di avviare una serie di accertamenti dai quali sono emerse le compravendite azionarie ed i bonifici. Al vaglio c’è anche il ruolo di un promotore finanziario al quale i frati si erano rivolti per la gestione dei fondi.

La notizia di ieri

Un ammanco di 2 milioni di euro è stato scoperto dal conto del Santuario di San Francesco di Paola. Il denaro, secondo quanto riporta stamane il Quotidiano della Calabria, sarebbe stato usato per la compravendita di azioni in borsa e per bonifici ad alcune persone.

il santuario di San Francesco da Paola

L’ammanco è stato scoperto dopo il trasferimento dell’ex tesoriere del convento, padre Franco Russo, che è andato a Roma perchè promosso assistente generale. Quando c’è stato il passaggio di consegne il frate ha detto al suo successore che il conto corrente era completamente all’asciutto.

I frati del convento, tra la sorpresa generale, hanno avviato accertamenti interni per ricostruire le operazioni finanziarie compiute. E’ emerso così che i soldi delle offerte a San Francesco sono transitati su due conti correnti e, attraverso una banca online, è stata effettuata una compravendita di azioni presso la Borsa di Milano.

Dagli accertamenti sugli estratti conto sono emersi anche alcuni bonifici in favore di numerose persone ma non viene specificato il motivo del trasferimento del denaro.
Nel convento di San Francesco di Paola si sta ora valutando se presentare una denuncia alla magistratura per individuare i responsabili dell’ammanco.

Caccia a chi ha utilizzato il conto

Nel santuario di San Francesco di Paola è caccia aperta a chi era in possesso dei codici del conto corrente online dal quale sono spariti 2 milioni di euro. L’ammanco è stato scoperto dopo il trasferimento dell’ex tesoriere, padre Franco Russo, il quale al suo successore ha comunicato che il conto era interamente prosciugato.
Sulla vicenda dell’ammanco i frati del santuario di Paola hanno già avviato una azione civile ed ora si accingerebbero anche a presentare una denuncia alla Procura della Repubblica per accertare eventuali responsabilità penali.
L’ammanco, avvenuto per l’acquisto di titoli, azioni e bonifici ad una serie di persone, riguarda un conto corrente online aperto dall’ex tesoriere. Quando i frati hanno scoperto che sul conto corrente erano stati prosciugati tutti i fondi, hanno deciso di avviare una serie di accertamenti dai quali sono emerse le compravendite azionarie ed i bonifici. Si tratterà ora di individuare le persone che erano in possesso dei codici per accedere al conto corrente online per compiere le operazioni finanziarie.
Agli inizi degli anni duemila le offerte destinate al Santuario confluivano su un conto corrente di una banca di Amantea. Successivamente nel 2007 l’ex tesoriere avrebbe deciso di chiudere il conto corrente presso la banca di Amantea e di aprirne uno con una banca online. Su quest’ultimo conto sarebbe confluita una somma pari ad oltre due milioni di euro. Ed è da quel preciso istante che iniziano le compravendite azionarie ed i bonifici.
Quando recentemente padre Franco Russo è stato promosso e trasferito a Roma, si è scoperto l’ammanco del denaro.

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