La polizia, su disposizione della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, ha eseguito un provvedimento di ispezione e sequestro nella redazione di Reggio del quotidiano L’Ora della Calabria. Lo rendono noto, in una dichiarazione congiunta, il segretario della Fnsi Franco Siddi ed il vicesegretario nazionale della Fnsi e segretario del Sindacato giornalisti Calabria Carlo Parisi.
”Fnsi e Sindacato giornalisti calabresi – hanno sostenuto – provano profondo disagio e inquietudine per il provvedimento di ispezione e sequestro del computer e di altri documenti del collega Consolato Minniti, responsabile e coordinatore della redazione di Reggio del quotidiano L’ora della Calabria. Finire sotto inchiesta e addirittura trovarsi con l’impedimento temporaneo a proseguire il proprio lavoro per notizie pubblicate col criterio della professionalità giornalistica (cioè verifica della fondatezza, dell’attualità e dell’interesse pubblico) inquieta e introduce un oggettivo elemento di limitazione del diritto di cronaca dei giornalisti e all’informazione dei cittadini. Sembra che il provvedimento disposto dalla Procura di Reggio sia legato infatti alla pubblicazione di notizie che, anche se riservate, sono arrivate alla disponibilità del giornalista che in quanto di interesse pubblico le ha rese note, in ordine ad indagini della Dna. Il provvedimento ci appare enorme anche per la portata e le conseguenze che genera, rischiando di rendere impossibile domani la pubblicazione dell’edizione di Reggio del giornale per il blocco del computer che guida il server di un’intera redazione”.
”Auspichiamo – hanno concluso Siddi e Parisi – un rapido chiarimento della vicenda in cui eventuali indagini della magistratura si svolgano senza impedire il corso dell’informazione, che non può dipendere da alcun potere”.
De Raho: la Procura non ha sequestrato la redazione
”La Procura della Repubblica di Reggio Calabria ritiene che l’esercizio del diritto di cronaca costituisca un valore imprescindibile di uno Stato costituzionale di diritto”. E’ quanto afferma, in una nota, il procuratore della Repubblica di Reggio Federico Cafiero de Raho.
”Tanto premesso – prosegue la nota – con riferimento alla notizia pubblicata sulla prima pagina del quotidiano L’Ora della Calabria di oggi secondo cui ‘La Procura ci ha sequestrato la redazione’, si rappresenta quanto segue: le attività di perquisizione e sequestro disposte dalla Procura della Repubblica in data 12 settembre 2013 presso la redazione di Reggio Calabria del quotidiano L’Ora della Calabria sono state determinate dalla gravissima fuga di notizie, formalmente segnalata dalla Direzione Nazionale Antimafia, consistita nella pubblicazione nella stessa data di un articolo attraverso cui è stato propalato il contenuto dei verbali di due riunioni tenutesi il 19 e il 27 giugno 2013 presso la Direzione Nazionale Antimafia, tra i sostituti di quell’Ufficio; si tratta di verbali coperti dal segreto di ufficio la cui divulgazione costituisce reato perseguibile di ufficio e compromette gravemente attività di indagine in corso; durante la perquisizione sono state rinvenute le copie fotostatiche dei verbali originari delle riunioni svoltesi presso la Direzione Nazionale Antimafia del 19 e del 27 giugno 2013 alla cui ricerca era finalizzata proprio tale attività; al fine di non impedire l’esercizio del diritto di informazione del quotidiano L’Ora della Calabria, questa Procura non ha disposto il sequestro della ‘redazione’, come evidenziato nella prima pagina del quotidiano, ma si è limitata ad estrarre copia del pc in uso al giornalista che aveva sottoscritto l’articolo in questione e che aveva la materiale disponibilità dei due verbali oggetto di sequestro”.












