Cronaca

Reggio, ‘ndrangheta e area grigia: 11 arresti eccellenti

OPERAZIONE ASTREA: TUTTI I PARTICOLARI E LE FOTO. La cosca Tegano controllava una municipalizzata del Comune. Imprenditori, avvocati e commercialisti in manette, sequestrati beni per cinquanta milioni. Pignatone: "Con questi provvedimenti si chiudono venti anni di indagini sulla cosca, ma noi, naturalmente, non ci fermiamo qui"

Reggio Calabria: un’operazione della Guardia di finanza ha dato un duro colpo alla cosca Tegano della ‘ndrangheta e all’area grigia che si muove attorno ad essa. Sono state eseguite 11 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di affiliati alla cosca e di alcuni professionisti, in particolare commercialisti e avvocati, che avrebbero rappresentato secondo gli investigatori la cosiddetta ”area grigia” al servizio delle cosche.
Uno dei provvedimenti restrittivi riguarda il commercialista Giovanni Zumbo, già in carcere perché coinvolto in altre inchieste da cui è emerso il suo ruolo di “talpa” al servizio delle cosche, alle quali avrebbe fornito informazioni riservate su inchieste in corso apprese in ambienti giudiziari ed investigativi.

Una fase degli arresti della Gdf (Fotoservizio Marco Costantino)

Un altro dei provvedimenti restrittivi emessi dal gip di Reggio Calabria su richiesta della Dda riguarda la moglie di Zumbo, Maria Francesca Toscano, che è un avvocato, e altri due la sorella del commercialista, Patrizia Zumbo, e il marito di quest’ultima, Roberto Emo, che fa il commercialista.
Un’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa anche contro Giovanni Tegano, capo della cosca, già detenuto, ed un altra contro l’imprenditore Giuseppe Rechichi, che avrebbe svolto il ruolo di prestanome della cosca.

LE PERSONE COINVOLTE
Sono state tutte eseguite le 11 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip di Reggio Calabria su richiesta della Dda nell’ambito dell’operazione Astrea contro la cosca Tegano.

Maria Patrizia Zumbo

Giovanni Zumbo

Maria Francesca Toscano

Rosario Rechichi

 

 

 

 

 

Giuseppe Rechichi

Giovanni Rechichi

 

 

 

 

Antonino Rechichi

 

Maurizio Lavilla

Antonio Lavilla

 

 

 

 

Roberto Emo

Giovanni Tegano

Uomini della Gdf

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I provvedimenti sono stati notificati in carcere a Giovanni Tegano, capo della cosca; Giovanni Zumbo, commercialista, e Giuseppe Rechichi, imprenditore e presunto prestanome della cosca Tegano. Le altre persone non detenute contro le quali sono stati emessi i provvedimenti restrittivi sono Maria Francesca Toscano, avvocato, moglie di Giovanni Zumbo; Patrizia Zumbo, sorella di Giovanni; il marito di quest’ultima, Roberto Emo, anch’egli commercialista; Rosario Rechichi, fratello di Giuseppe, ed altri quattro imprenditori presunti prestanome dei Tegano: i fratelli Maurizio ed Antonio Lavilla ed Antonino e Giovanni Rechichi.

I TEGANO CONTROLLAVANO UNA MUNICIPALIZZATA
La cosca Tegano della ‘ndrangheta sarebbe riuscita a ottenere il controllo, attraverso una serie di passaggi societari predisposti da alcuni professionisti e avvalendosi di prestanome, di una parte del capitale privato della societa’ municipalizzata di Reggio Calabria Multiservizi spa, che gestisce alcuni servizi del Comune. E’ quanto è emerso dall’indagine della Guardia di finanza che ha portato all’esecuzione di 11 ordinanze di custodia cautelare contro affiliati alla cosca Tegano appartenenti alla cosiddetta “area grigia” della ‘ndrangheta. In particolare, secondo quanto e’ emerso dagli accertamenti della Guardia di finanza, la Rec.im srl controlla il 33% del capitale sociale della Gestione servizi territoriali srl, che a sua volta ha il controllo del 49% della Multiservizi. Nel corso dell’operazione eseguita la scorsa notte sono state fatte numerose perquisizioni in studi commerciali e legali di Reggio Calabria.

SEQUESTRATI BENI PER 50 MILIONI
Beni mobili e immobili per un valore di 50 milioni di euro sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza nell’ambito dell’operazione, denominato Astrea, contro la cosca Tegano della ‘ndrangheta e i componenti dell’area grigia su cui poteva contare il gruppo criminale per i suoi affari.
Tra i beni sequestrati ci sono le società Recim e Gestione Servizi Territoriali attraverso le quali, secondo gli accertamenti della Guardia di Finanza, la cosca controllava il 49% della multi-servizi Spa, società municipalizzata del comune di Reggio Calabria.
Sono stati sequestrati anche 15 unità immobiliari tra fabbricati e terreni, otto autoveicoli e numerosi conto correnti bancari.

PIGNATONE: VENTI ANNI DI INTRECCI SOCIETARI
”Con questo provvedimento del gip Tommasina Cotroneo si chiudono venti anni di attività di indagine sugli interessi economici della cosca Tegano e sulla zona grigia che in tutto questo tempo ha affiancato questo potente sodalizio criminale”. E’ uno dei passaggi dell’intervento del procuratore capo della Dda Giuseppe Pignatone per descrivere i contenuti dell’operazione “Astrea”, eseguita la scorsa notte dalla Guardia di finanza del comando provinciale di Reggio Calabria che ha prodotto undici arresti in carcere per concorso esterno in associazione mafiosa.

Da sinistra il comandante provinciale della Gdf Di gesù e il procuratore Pignatone durante la conferenza stampa

“Le indagini – ha proseguito Pignatone – naturalmente non si fermano qui e successivamente saranno sempre più profonde, sotto il profilo penale, nei confronti di quella parte di società civile che favorisce le organizzazioni mafiose. Oggi, sono stati eseguiti provvedimenti di sequestro a carico di numerose ditte impegnate in lavori edili, e in particolare, le quote intestate alla famiglia Rechichi, socio di minoranza della Multiservizi, società di cui detiene la maggioranza delle azioni il Comune di Reggio Calabria. Voglio inoltre ricordare che Zumbo Giovanni e i suoi familiari arrestati stanotte, avevano in questi anni offerto numerose consulenze alla cosca Tegano con l’obiettivo di evitare provvedimenti di sequestro e di confisca di beni. Peraltro – ha aggiunto Pignatone – il ruolo del commercialista Giovanni Zumbo era emerso anche in una delle testimonianze rese dal collaboratore di giustizia Antonino Fiume e che descrivono i contatti che lo stesso Zumbo aveva con Giovanni De Stefano, figlio del boss Giorgio, assassinato nel 1977 in Aspromonte, che dimostrano la fluidità di significativi rapporti tra queste due persone. L’indagine – ha sottolineato Pignatone – ha fatto emergere che Zumbo Giovanni, l’avvocatessa Francesca Toscano, moglie, la sorella Maria Porzia Zumbo ed il marito di costei, Roberto Emo, a rotazione sono stati soci della società che gestisce una grande struttura sportiva di Parco Pentimele, realizzata dal Comune di Reggio Calabria. Le indagini hanno permesso di ricostruire vent’anni di costruzione e scomposizione di quote societarie, un sistema di scatole cinesi che siamo riusciti ad aprire e verificare fino alla conclusione della scorsa notte, con l’arresto di questa fetta di zona grigia che ha permesso alla cosca Tegano di costruire solide basi economiche”.

LUMIA: DA AREA GRIGIA COSCHE TRAGGONO FORZA
”L’operazione eseguita oggi dalla guardia di finanza e guidata dalla Procura di Reggio Calabria mette in luce il solidissimo sistema di collusioni di cui gode la mafia calabrese”. Lo afferma il senatore del Pd Giuseppe Lumia, componente della Commissione antimafia.
“Una rete di colletti grigi – ha aggiunto – composta da uomini appartenenti ai servizi segreti deviati, alla massoneria, da liberi professionisti e persone vicine a certi ambienti politici locali. E’ proprio da queste relazioni torbide che la ‘ndrangheta trae la forza necessaria per fare affari, condizionare l’economia, le istituzioni e la pubblica amministrazione. Un sodalizio criminale che la magistratura e le forze dell’ordine possono disarticolare solo attraverso il sostegno e la collaborazione dei partiti e della società civile”.

GLI ARRESTI NELLE IMMAGINI DI MARCO COSTANTINO

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