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REGGIO SCIOLTA PER MAFIA/ Il ministro: ho seguito la legge morale. Abramo solidale con Arena

‘Ognuno è libero di esprimere la sua opinione. Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me”. Citando Kant, così il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri, a Palermo per partecipare alla inaugurazione della sede della Dia, ha risposto ai giornalisti che le chiedevano un commento sulle critiche del segretario del Pdl Alfano alla decisione del Viminale di sciogliere il Comune di Reggio Calabria per infiltrazioni mafiose.

Annamaria Cancellieri

La nuove reazioni

”E’ triste apprendere che uno dei più popolosi Comuni del Mezzogiorno sia stato sciolto per mafia, ma compito della politica è guardare in faccia la realtà e non perdere mai la serenità necessaria, soprattutto in questo frangente difficile, per stare innanzitutto accanto ai cittadini di Reggio Calabria che sentono come un’onta quanto é stato deciso”. Lo sostiene, in una dichiarazione, il deputato europeo Gino Trematerra, segretario regionale della Calabria dell’Udc.
“D’altronde – aggiunge – le parole pronunciate dalla ministra Cancellieri sullo scioglimento del Comune di Reggio Calabria, sia in riferimento ai soggetti destinatari del provvedimento che alle promesse del Governo volte ad aiutare l’ente a risollevarsi dal punto di vista finanziario, sono rassicuranti e possono tagliare sul nascere possibili strumentalizzazioni finalizzate a scatenare il caos in Calabria.
In questo frangente occorre senz’altro una riflessione ad ampio raggio, senza minimizzare alcunché, ma sempre rispettando Istituzioni e storie personali, per riavviare il percorso politico che è imprescindibile in una città complessa come Reggio, riaffermando il concetto per cui senza legalità non c’é speranza e non ci può essere sviluppo”.
“L’unica cosa da non farsi – conclude Trematerra – è cedere alle sirene dell’antipolitica che non fa distinzioni o alle generalizzazioni di quella parte della politica che sul tanto peggio tanto meglio pensa di speculare occasioni preziose e non comprende, invece, i rischi enormi che si corrono specie in questo contesto difficilissimo per l’economia, quando si delegittimano la politica e le istituzioni”.

”La notizia è arrivata e tutti un po’ ce lo aspettavamo, o meglio ce lo aspettavamo noi della Calabria che spesso non viene raccontata dalle tv e dai quotidiani nazionali, noi della Calabria che siamo ancora liberi di pensare e di parlare liberamente,noi che abbiamo creduto di poterla davvero cambiare la Calabria”. Lo afferma, in un comunicato, Anna Laura Orrico, presidente dell’associazione “Io resto in Calabria”, facendo riferimento allo scioglimento del Comune di Reggio Calabria.
“Quando nel 2010 Pippo Callipo si candidò a Presidente della Regione Calabria, spinto da tantissimi calabresi – si aggiunge – pensavamo, con grande convinzione, che il marciume creato da certa politica collusa con il malaffare e la ‘ndrangheta avesse finito il suo tempo e che i calabresi volessero davvero ritornare ad essere liberi. Tuttavia, in molti insistevano sul fatto che i calabresi avrebbero, alla fine, votato per il ‘cavallo vincenté; che anche se Callipo fosse un ottimo imprenditore e una bravissima e onesta persona non avrebbe comunque vinto perché alla maggior parte dei calabresi non piaceva stare con i perdenti. Così, ha vinto il ‘Modello Reggio’, costruito su tanta comunicazione e promozione mediatica, ma poca sostanza di buone pratiche politiche e di amministrazione. L’unica pratica davvero diffusa pare fosse quella dei rapporti costanti con le cosche del territorio. Un modello di politica e di amministrazione diffuso in quasi tutta la Calabria, diciamo quasi perché ci sono delle isole felici che lottano per restare in piedi e per contagiare altri territori e crediamo che, se pur in numero inferiore all’imperante diffusione di sistemi e comportamenti mafiosi, non siano affatto “perdenti”. Crediamo che alla fine dei conti avere 53 Comuni sciolti per infiltrazioni mafiose, e tra questi un capoluogo di provincia, dimostri ai calabresi che quando in gioco c’é il futuro e la reputazione di un intero popolo vincere significa scegliere senza lasciarsi condizionare dalle promesse o dai ricatti, vincere significa non puntare sul cavallo vincente ma scegliere la strada che davvero può garantire il bene comune”.

“La posizione di Grande Sud sulla legge che prevede lo scioglimento dei Consigli Comunali per mafia, è stata espressa in tempi non sospetti; essa consiste nel considerare tale normativa superata, in quanto i sindaci vengono eletti direttamente dal popolo e non più dai consiglieri comunali come avveniva prima del 1993″. Lo afferma, in una nota, il deputato Aurelio Misiti. “Nel caso specifico di Reggio Calabria – aggiunge – Grande Sud si è pronunciato già contro lo scioglimento per varie ragioni. Il Governo invece burocraticamente ha provveduto con un decreto di scioglimento, fondato su un’ambigua formula di ‘contiguita” con la ‘ndrangheta; il che significa che il Consiglio comunale non ha avuto rapporti diretti con le organizzazioni malavitose, ma non sarebbe stato in grado di controllare qualche societa’ partecipata dal Comune. L’augurio è che il Tar possa sospendere e poi annullare il decreto e rendere così giustizia alla stragrande maggioranza del popolo reggino, ai consiglieri comunali e al sindaco”.

“Pur rispettando profondamente le prerogative del Ministro dell’Interno, considero lo scioglimento del Consiglio comunale di Reggio Calabria un evento che indebolisce il quadro democratico del nostro Paese poiché annulla la volontà popolare di una città“. Lo sostiene, in una nota, il sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo. “Questo scioglimento, nonostante le precisazioni del Ministro, che ha parlato di ‘atto preventivo’ – aggiunge – suona come una sconfitta della democrazia. In questo momento così difficile, desidero esprimere, a nome della città capoluogo di regione, la mia solidarietà ai cittadini di Reggio Calabria, una città che ho sempre personalmente considerato strategica ed amica, fin dai tempi del compianto sindaco Falcomatà per poi passare a Peppe Scopelliti e infine a Demetrio Arena. E proprio al collega Arena, di cui ho avuto modo di verificare le grandi qualità politiche, umane ed etiche, esprime la mia vicinanza e la mia solidarietà, nella certezza che il tempo gli renderà giustizia”.

Secondo Mimmo Bevacqua, vicepresidente della Provincia di Cosenza e coordinatore di “Zona dem”, “lo scioglimento del Consiglio comunale di Reggio Calabria rappresenta una pagina buia per tutta la società calabrese. Istituzioni e politica. Ho molto apprezzato le dichiarazioni di Bersani e di D’Attorre che si pongono l’interrogativo di come oggi recuperare la legalità.
Soprattutto per chi ha responsabilità amministrative. Vorrei estendere il plauso verso chi in questi mesi di confronto-scontro ha avuto il merito di denunciare, con dichiarazioni pubbliche o attraverso atti parlamentari, il fallimento del ‘modello Reggio’ sia in termini di dissesto finanziario che di infiltrazioni mafiose. Vorrei ricordare che l’ex sindaco della città di Reggio Calabria è l’ attuale presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, persona sicuramente dinamica e onnipresente, ma responsabile dello sfascio reggino che ha portato al commissariamento della città.
Solo i bambini, infatti, potrebbero credere alla favola che la colpa è dell’attuale sindaco Arena. Per questo mi sarei aspettato, dopo la decisione del Consiglio dei ministri, una reazione forte da parte dei partiti e gruppi consiliari del centro sinistra finalizzati a chiedere le dimissioni del presidente della giunta regionale. Non è, infatti, ammissibile davanti ad atti come questi far finta che nulla sia successo. Sarebbe offensivo nei confronti dell’intelligenza dei tanti calabresi onesti e di tutti coloro che in questi anni si sono spesi per dare dignità alla nostra terra”.

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