Cronaca

Scalea, maxioperazione contro la ’ndrangheta: 38 arresti, in manette anche il sindaco e 5 assessori

Svelerebbe un intreccio fra ‘ndrangheta e politica l’operazione “Plinius”, eseguita stamane all’alba dai Carabinieri del comando provinciale di Cosenza, che ha portato in carcere, fra gli altri, il sindaco di Scalea, Pasquale Basile, e cinque assessori della sua giunta. Secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dalla Dda di catanzaro, nel centro del Tirreno cosentino operava un’associazione per delinquere di stampo ‘ndranghetistico denominata “Valente-Stummo” operante nel territorio del comune di Scalea e nei comuni limitrofi. Il clan, subordinato al “Locale” mafioso di Cetraro facente capo al boss Franco Muto, avvalendosi della forza di intimidazione derivante dal vincolo associativo e della conseguente condizione di assoggettamento e di omertà della generalità dei cittadini, aveva ottenuto il controllo e lo sfruttamento delle risorse economiche della zona.
L’organizzazione, secondo l’accusa, sarebbe riuscita, attraverso il procacciamento di voti, ad orientare le ultime elezioni amministrative svoltesi nel marzo del 2010 a Scalea (CS), in favore di propri candidati che, una volta eletti, si sarebbero prodigati per l’assegnazione di concessioni e appalti ad imprese rientranti nella sfera di influenza della consorteria. Trentotto gli arresti eseguiti nelle prime ore di oggi nelle province di Cosenza, Bari, Matera, Terni e Salerno da 500 Carabinieri del Comando Provinciale di Cosenza che hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Catanzaro. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, concorso esterno in associazione per delinquere di tipo mafioso, sequestro di persona, detenzione e porto di armi comuni e da guerra, estorsione, rapina, corruzione, turbativa d’asta, turbata libertà del procedimento amministrativo, concussione, falso, istigazione alla corruzione e minaccia, tutti aggravati dal metodo mafioso. Altre 21 persone sono state denunciate in stato di liberta’ per gli stessi reati.

I nomi degli arrestati

1. AMATO Antonino, 59 anni, di Scalea;
2. BASILE Pasquale, 53 anni, di Scalea;
3. BIONDI Giuseppe, 44 anni, di Scalea;
4. BLOISE Vincenzo, 41 anni, di Scalea;
5. CESAREO Roberto,46 anni, di Cetraro;
6. CIANCIO Maurizio, 56 anni, di Scalea;
7. DE LUCA Luigi, 41 anni, di Scalea;
8. DE ROSA Raffaele, 46 anni, di Scalea;
9. ESPOSITO Andrea, 38 anni, di Cetraro;
10. GALIANO Francesco, 44 anni, di Scalea;
11. IACOVO Agostino, 35 anni, di Cetraro;
12. LA GRECA Francesco Saverio, 38 anni, di Santa Domenica Talao;
13. MONTASPRO Riccardo, 41 anni, di Scalea;
14. NOCITO Mario, 63 anni, di Scalea;
15. OCCHIUZZI Eugenio, 33 anni, di Cetraro;
16. PANCARO Rodolfo, 39 anni, di Scalea;
17. PIGNATARO Antonio, 50 anni, di Cetraro (già detenuto);
18. SERVIDIO Cantigno, 46 anni, di Scalea;
19. SILVESTRI Giuseppe, 54, di Scalea;
20. SOLLAZZO Alvaro, 49 anni, di Scalea;
21. STUMMO Antonio, 30 anni, di Scalea;
22. STUMMO Mario, 58 anni, di Scalea;
23. VALENTE Franco, 51 anni, di Scalea (già detenuto);
24. VALENTE Pietro, 45 anni, di Scalea;
25. ZACCARO Marco, 30 anni, di Scalea;
26. ZITO Giuseppe, 60 anni, di Scalea.
Arresti domiciliari:
27. BALSEBRE Nicola Franco, 42 anni, di Montescaglioso (MT);
28. BARBARELLO Pierpaolo, 52 anni, di Scalea;
29. BOVIENZO Luigi, 53 anni, di Scalea;
30. CRISCITI Santino Pasquale, 57 anni, di Santa Maria del Cedro;
31. DE LUCA Francesco, 36 anni, di Scalea;
32. LAMBERTI Corrado, 81 anni, di Terni ;
33. MANCO Olgarino, 54 anni, di Scalea;
34. MANCO Pino, 48 anni, di Scalea;
35. OLIVA Giovanni, 51 anni, di Scalea;
36. POLIGNANO Angelo Silvio, 45 anni, di Putignano (BA);
37. PUGLIESE Francesco Paolo, 50 anni, Gioia del Colle (BA);
38. VACCARO Antonio, 59 anni, di Scalea.
Obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per FORESTIERI Giuseppe, 40 anni, di Scalea.

 

Dalla giunta di Scalea appalti alla cosca dopo il voto

L’operazione che stamani ha portato all’arresto di 38 persone, tra le quali il sindaco di Scalea Pasquale Basile e 5 assessori della sua Giunta, ha colpito la cosca Valente-Stummo, operante a Scalea e nei comuni vicini e che, secondo gli investigatori, è subordinata alla cosca Muto di Cetraro.
La cosca, secondo l’accusa, nelle elezioni del marzo 2010 sarebbe riuscita a far eleggere propri candidati al Comune di Scalea i quali si sarebbero poi prodigati per concedere appalti a imprese legate alla cosca stessa.
Tra gli arrestati figurano anche funzionari e tecnici del Comune di Scalea.
L’operazione, denominata ‘Plinius’, è il frutto di una inchiesta avviata dai carabinieri del Comando provinciale di Cosenza nel luglio 2010 sotto la direzione del procuratore aggiunto della Dda di Catanzaro Giuseppe Borrelli e del pm Vincenzo Luberto. L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal gip Gabriella Reillo.
Oltre alle persone arrestate, sono coinvolte nell’inchiesta altre 21 persone denunciate in stato di libertà.
La cosca, grazie anche alla disponibilità di armi comuni e da guerra, sarebbe riuscita ad ottenere l’assoggettamento e l’omertà dei cittadini riuscendo così a sfruttare le risorse economiche della zona.

Sequestrati beni per 60 milioni

Beni per circa 60 milioni di euro sono stati sequestrati dai carabinieri del Comando provinciale di Cosenza, con il concorso del Ros, nell’operazione che stamani ha portato all’arresto di 38 persone tra le quali il sindaco di Scalea Pasquale Basile e 5 suoi assessori. I beni, per l’accusa, sono riconducibili ai vertici della cosca Valente-Stummo, a amministratori locali, imprenditori e professionisti. I sequestrati sono stati eseguiti principalmente sul versante tirrenico cosentino ma anche in Umbria e Basilicata.

L’indagine, in particolare, ha consentito di delineare l’asse economico-imprenditoriale dell’ organizzazione costituito con conferimenti di “sospetta provenienza” nei settori commerciale, con l’apertura di diversi supermercati, concessionarie di auto, agenzie di viaggi, parchi divertimento, attività commerciali e negozi di abbigliamento; immobiliare, con realizzazione di società finalizzate all’ acquisizione di fabbricati, appartamenti e magazzini, anche attraverso aste fallimentari “pilotate”; agricolo, con la costituzione di cooperative e società agricole, che, non depositando bilanci e non avendo assunto lavoratori dipendenti, hanno acquistato terreni per 50 ettari senza dichiarare tali possidenze al fisco; turistico, con la gestione di lidi balneari, come “L’angelica”, l’”Aqua mar” e “Itaca”, realizzati su terreni demaniali del comune di Scalea.
Complessivamente è stato eseguito il sequestro preventivo di 22 tra società ed aziende; 81 immobili situati anche a Matera, Perugia, e Rocca di Cave (Roma), depositi, ville ed abitazioni, numerosi negozi e circa 50 ettari di terreno; 33 automobili tra le quali Jaguar, Bmw, Mercedes ed auto d’epoca; 78 rapporti bancari, con saldi positivi per circa 2.695.685 euro; due imbarcazioni; 23 polizze assicurative.
Per gli indagati per corruzione è stata applicata una recente normativa che consente l’applicazione della particolare ipotesi di confisca. Si tratta di una delle prime applicazioni nei confronti di indagati per reati contro la pubblica amministrazione.

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Una risposta a Scalea, maxioperazione contro la ’ndrangheta: 38 arresti, in manette anche il sindaco e 5 assessori

  1. Dario scrive:

    finalmente un operazione di legalità che da fiducia ai cittadini Scaleoti onesti e laboriosi. Grande riconoscimento e apprezzamento alle forze inquirenti che hanno smascherato un sistema di illegalità diffusa e perpetrata come regola dell’ apparente democrazia partecipata. Sono convinto che le forze sane della città sapranno organizzarsi per ridare il ruolo che la cittadina merita in un contesto di Legalità e trasparenza.

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