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Il Presidente che vuole incoraggiare la primavera timida

Il viaggio in Calabria di Laura Boldrini in diretta dal suo iPad

“Oggi a Rosarno ho incontrato tanti uomini e donne coraggiosi, che hanno detto no alla ‘ndrangheta e per questo hanno dovuto rinunciare a buona parte della loro libertà. Non è pensabile che ciò che accade in Calabria passi quasi sempre sotto silenzio e intanto sparano 30 colpi di kalashnikov contro la casa di un sindaco, 44 contro i capannoni di un imprenditore.

da sin: Lanzetta, Tripodi, Boldrini, Girasole

Ma questa è anche la terra di sindache coraggiose e minacciate dalla ‘ndrangheta, come Elisabetta Tripodi a Rosarno, o di donne appartenenti a famiglie mafiose che si sono ribellate e ora collaborano con la giustizia, come Giusy Pesce. Era calabrese anche Lea Garofalo, uccisa a furia di botte e bruciata viva per aver collaborato, o Maria Concetta Cacciola che si è tolta la vita in seguito ai maltrattamenti subiti dalla madre, dal padre e dal fratello. Anche lei aveva collaborato con le forze dell’ordine.

Insomma, qui in Calabria c’è una primavera tutta al femminile. A chi mi dice che è una primavera timida, rispondo: quale primavera non lo è? E comunque, incoraggiamole queste primavere. Tutto questo fa bene alla Calabria e all’Italia. E le istituzioni hanno il dovere di sostenere questi percorsi”.

Così il Presidente della Camera dei Deputati, al secolo Laura Boldrini, chiude la visita a Rosarno. E lo fa su Facebook: non avete letto il testo di un comunicato stampa, ma il post che verso le 20 è comparso sulla sua “pagina ufficiale”. I suoi “fan” quattro ore prima l’avevano ammirata alle prese con la tecnologia più glamour, in una foto postata, sempre sulla su bacheca, con il commento “In viaggio verso Rosarno per incontrare le sindache minacciate dalla ‘ndrangheta e i cittadini della Piana di Gioia Tauro che chiedono lavoro e sostegno”.

Grande comunicazione, social e smart.
E anche grande coraggio: scorrendo i commenti che continuano ad aumentare, sotto entrambi i post, ai plausi e ai ringraziamenti del popolo social esiste anche chi è di tutt’altra idea. E si sa, i social fanno venire il coraggio di dire, di andare oltre. Anche di insultare, come ben sappiamo.

Questa mattina del giorno dopo, appena iniziata, conta già 101 commenti (hanno già superato i 300 quelli sotto la foto con i-pad). Sono tutti da leggere, per vari motivi. Ma ne ho scelti due.

Marcello Carboni: “ma tanto non cambia nulla li…non cambia nulla. sono 57 anni che sento parlare di queste cose, ma se la mafia fa affari con lo Stato, o cmq tratta in qualche modo…che senso ha portare solidarietà. la vera solidarietà e fare Leggi tali che chi è inquisito in parlamento, alla regione etc…fino al piccolo comune…finchè la Magistratura non lo proscioglie …costui/ei non si deve presentare in nessun modo o forma, a fare politica. altrimenti cara Presidente è solo fuffa….”. E Tamara Marchica: “Boldrini ? La stessa che non sapeva che in Italia c’erano situazioni di miseria da suicidio? La stessa che ha detto (nella stessa intervista) che non bisogna vergognarsi di chiedere soldi? Ha mai chiesto soldi ? Sa di che parla? Sa dove ha i piedi? che si vergogni”.

La pagina è pubblica, potete seguire in diretta. E magari, mentre sbirciate tra i commenti, metteteci su anche un bel mi piace, che si fa così.

Stamattina la elegantissima Laura (ieri, con quel suo tailleur di seta cotta – era seta cotta, vero? – grigio argento era un vero schianto, dovete convenirne con me) si sposta a Lamezia, ultima tappa calabrese. In calendario l’incontro privato con un gruppo di imprenditori dell’antiracket e la cerimonia di consegna degli attestati di cittadinanza onoraria ai figli di cittadini immigrati, in tutto 422 bambini, presso il parco Peppino Impastato, con con il sindaco Speranza. Speriamo di poter continuare a seguire il tour dal suo i-pad.

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Una risposta a Il Presidente che vuole incoraggiare la primavera timida

  1. cosimo commisso scrive:

    E bello vedere il nostro mare in una bella giornata ci sono i primi bagnanti tutti questi grande insidee non si vedeno che per la grande parte sono negli ambiti familiari che i calabresi si portono addosso da sempre questa e la nostra realtà

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