Cultura

Le fanfare sulla riapertura del museo nazionale di Reggio

Dobbiamo ringraziare i media nazionali: grazie a loro, forse, potremo godere del grande evento internazionale per la riapertura della casa dei bronzi di Riace, e non solo, con appena 3 anni di ritardo sui tempi previsti

Ci voleva Sergio Rizzo. O ci voleva la pubblicazione dei giorni “di parcheggio” (quasi 1.300) su una testata nazionale come il Corriere della Sera, per ricordare alla Regione – e a chi per lei – l’indecenza della chiusura a oltranza del Museo nazionale di Reggio Calabria.
Quando si dice il tempismo. Il 5 luglio esce l’articolo incriminato. Dodici giorni dopo, il 17 luglio, le fanfare, con tanto di comunicato ufficiale.

“L’assessore regionale alla cultura Mario Caligiuri ha accolto, per conto del Presidente della Regione Scopelliti, la delegazione inviata appositamente dal Ministro per i beni culturali Massimo Bray e composta dal segretario generale del Ministero Antonella Pasqua Recchia e dal capo della segreteria Simone Silvi, per discutere sulla riapertura del Museo nazionale di Reggio Calabria”, dirama a mezzo stampa il solerte assessore-comunicatore. Non ha dubbi, Caligiuri: “La sollecitazione del Presidente Scopelliti per una decisa accelerazione dei lavori del museo di Reggio Calabria ha avuto il suo effetto”.

Il punto, spiega ancora l’assessore di Soveria Mannelli, è stato fatto con i dirigenti regionali del Ministero Francesco Prosperetti e Simonetta Bonomi e “si è lavorato ad un possibile e fattibile cronoprogramma che possa scandire, in tempi certi, una rapida riapertura del Museo, con la conseguente riallocazione dei Bronzi di Riace”. Ma non è tutto: “si sono pure prospettati una serie di eventi collaterali che possano precedere, accompagnare e seguire il completamento dell’opera pubblica”.

Non ci rimane che attendere le comunicazioni ufficiali del Ministro Bray e del Presidente Scopelliti su “modi e tempi della prossima riapertura del Museo nazionale di Reggio Calabria, che rappresenta un evento culturale di rilievo internazionale”.

Del resto passare a piazza de Nava e vedere quel cubo bianco desolatamente sbarrato un po’ di tristezza la mette, diciamolo. E anche qualche crisi di memoria storica: i finanziamenti arrivati sullo Stretto (6 milioni di euro, più altri 5, sono quelli dichiarati da Scopelliti) non servivano per completare la ristrutturazione e riaprire il museo per il centocinquantenario dell’Unità d’Italia? Ovvero entro il 17 marzo 2011, se la memoria e Wikipedia non mi ingannano?

Tant’è. Il Museo si riapre, in tempi e modi che ci comunicheranno.
Si sussurra un 3 agosto per l’apertura simbolica (simbolica?), si prende altro tempo (fine 2013, inizio 2014) per quella parziale, si ipotizza un marzo / aprile 2014 per quella definitiva.

A conti fatti, tre anni di ritardo sulla tabella di marcia non sono un’eternità. E poi lo sappiamo tutti, che l’Unità d’Italia tarda ad arrivare, in fondo allo Stivale italiano.

il plauso di Alì e Amato

“Per noi è motivo di grande soddisfazione l’accoglimento da parte del ministro Bray della proposta di riapertura immediata e parziale del  Museo con il contestuale ritorno dei Bronzi di Riace in attesa che vengano completati i lavori di allestimento dell’intero palazzo Piacentini”.
Con queste entusiastiche parole, Francesco Alì e Pasquale Amato del Comitato per la valorizzazione e la tutela dei Bronzi di Riace e del Museo Nazionale della Magna Grecia, hanno commentato l’impegno del ministro per i beni culturali di aprire entro gennaio 2014 la sala Bronzi del museo di Reggio Calabria con il contestuale rientro dei due capolavori.
“Ora tocca a tutti vigilare”, continuano Alì e Amato, “perché le date indicate nel cronoprogramma (3 agosto apertura simbolica con esposizione dei beni artistici confiscati all’economia illegale; dicembre 2013/gennaio 2014 apertura parziale della sala Bronzi con contestuale rientro dei due guerrieri; fine aprile inaugurazione totale Museo) siano rispettate”.
“Infine”, concludono, “rileviamo con attenzione il coinvolgimento della Provincia nella discussione sulla valorizzazione e tutela dei nostri tesori”.
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