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	<title>Scirocco News &#187; Video</title>
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	<description>eVENTIdelSUD - magazine online di approfondimento giornalistico, inchieste, reportage, notizie sulla Calabria e dintorni</description>
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		<title>Il Sud è niente finché non viene restituito</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Dec 2013 13:50:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Bottero</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un muro bianco. Bianco come quello della scuola, dopo la scena muta di Grazia &#8211; Miriam Karlkvist, la meravigliosa promessa del cinema italiano, da una settimana alla scuola d’arte cinematografica Gian Maria Volontè, al suo debutto da attrice e da &#8230; <a href="/index.php/2013/12/07/il-sud-e-niente-fabio-mollo/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Un muro bianco. Bianco come quello della scuola, dopo la scena muta di <strong>Grazia</strong> &#8211; <strong>Miriam</strong> Karlkvist, la meravigliosa promessa del cinema italiano, da una settimana alla scuola d’arte cinematografica Gian Maria Volontè, al suo debutto da attrice e da protagonista. Immersa in quei primi bianchi, orizzonti lineari, pesanti di cemento, Miriam si fa uovo e piange, nascondendosi all&#8217;infinito troppo definito che la soffoca. Gli stessi bianchi che incartano la lingua portata in dono nelle scene iniziali del film, materializzazione su pizzi – bianchi, <em>of course </em>– la violenza macellata e la forza del silenzio imposto.<br />
Ritornano quei bianchi anche fuori dalla chiesa. Ma sono privi di orizzonte. Diventeranno rossi, i richiami alla religiosità mescolata con le credenze popolari nella festa della Madonna, mani braccia e volti che si confondono nella scena successiva del mercato del pesce.<br />
Il muro che regge una chiesa. Dentro si è appena consumata una messa. Un rito, un dovere, più che una fede. Perché nessuno dei due ci crede, a quello che ascolta. Entrambi escono in silenzio. A frugarsi dentro. Appoggiato a quel muro, accanto a lei, il padre <strong>Cristiano</strong>. Un eccellente <strong>Vinicio</strong> Marchioni, capace di urlare i suoi silenzi.</p>
<p style="text-align: justify;">Lei chiede una sigaretta. «Dai, lo sai che fumo». Lui prova a ribattere. «Sono sempre tuo padre». Il cambio di marcia arriva su quel muro bianco, quando il padre per la prima volta vede la figlia. Per la prima volta la guarda davvero. I silenzi nei loro sguardi che cercano oltre l’orizzonte che sembra inesistente, davanti a loro. Sembra perso, muto, scappato per sempre. La stessa gestualità nel mettere in bocca la sigaretta, aspirare, espirare. Le stesse pause. Lo stesso gioco tra le dita. Indice medio pollice. Pollice indice medio. Le stesse mani rovinate dalla vita e dai non detti, prima che dallo stocco. Perché non è vero che le cose che non si dicono non fanno male. Le cose che non si dicono scoppiano dentro. Uccidono.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="/wp-content/uploads/2013/12/il-sud-nientePP.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-71901" title="il-sud-nientePP" src="/wp-content/uploads/2013/12/il-sud-nientePP-300x138.jpg" alt="" width="300" height="138" /></a>L’ho detto all’uscita dall’anteprima nazional-reggina del 3 dicembre (ha aperto il RCFF, Reggio Calabria Film Festival). Lo ribadisco adesso, fresca della seconda visione de <em>Il Sud è niente</em>, egregia opera prima di <strong>Fabio Mollo</strong>, fuori dalle luci della ribalta, consumata nel cinema <em>Nuova Aquila </em>di Roma. Questa è la scena in cui l’apnea della prima parte del film prende un’altra forma. Un’altra consistenza. È sempre apnea, ma è come se permettesse di respirare. Perché quelle bollicine di ossigeno che salgono dalle oscure profondità interne, perfettamente metaforizzate dal mare dello Stretto (che è grembo, che è pancia, che è paura, desiderio, ricordo, colpa, ma anche speranza), sono la materializzazione del silenzio. E permettono di respirare. Permettono di ritrovare un metronomo interno. Silenzi e pause. Quelle del ticchettio plastico del rosario che sfuma in primo piano davanti al pilone di Cannitello. Sullo sfondo il pilone di Torre Faro, dall’altra parte dello Stretto. Una storia di distanze e di vicinanze. Cambi continui. Che non cambiano mai. Perché Cristiano cerca di nascondere, Grazia cerca di sapere. Ma sono sempre dalla stessa parte. Anche se ancora non lo sanno.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ho voluto rivedere. Lo rivedrò ancora. Perché <em>Il Sud è niente</em> è davvero un film di restituzioni. E si restituisce generosamente a ogni nuova visione. Restituisce parti che ti erano sfuggite. Le velature di tendine trasparenti che nascondono più di muraglioni di piombo. Gli sfocati che sono fuochi vivi. Le superbe interpretazioni di tutti gli attori, dal primo all’ultimo. Attori che, come ha sottolineato <strong>Alessandra</strong> Costanzo, la <strong>nonna</strong>, durante la conferenza stampa, hanno dimenticato di esserlo, buttandosi in questo lavoro corale con la stessa passione, come debuttanti.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="/wp-content/uploads/2013/12/locandina.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-71902" title="locandina" src="/wp-content/uploads/2013/12/locandina.jpg" alt="" width="851" height="315" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Un film di restituzione, dicevo. Certo, l’orizzonte chiaro – che si apre nell’ultima scena del film, dove finalmente il mare perde il freddo argento e ritrova il blu, e le luci ritornano gialle scrollandosi di dosso il freddo bianco della morte – è la denuncia del silenzio. Unico modo per tornare ad avere speranza. L’orizzonte è la voglia di urlare che non si deve più avere paura della verità, qualunque essa sia. Anche quando è dominata dai soprusi della ’ndrangheta. Scrive Fabio Mollo nelle note di regia: <em>«il silenzio è doloroso, anche quando dettato da un gesto d’amore e di protezione. Il film racconta quando questo silenzio diventa violenza. Racconta il Sud quando il Sud diventa niente e poi di colpo trova il coraggio per ribellarsi a questo destino»</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma a quell’orizzonte non si arriva volando. Perché non tutti hanno, come Fabio, una madre da ringraziare <em>“perché mi hai insegnato a volare, anche quando volare non si può” </em>(nei titoli di coda: leggeteli fino alla fine, valgono la pena pure loro). A quell’orizzonte si arriva a fatica. E percorrendo una strada contorta. È quella, la restituzione. La restituzione dei sentimenti. Perché, anche se il regista non lo dice e non lo scrive, per me il suo film è esattamente questo: una riflessione in lungometraggio sulla necessità di riappropriarsi dei sentimenti. Di restituirli, a se stessi e agli altri. È una partita di giro che non si ferma mai. Che ha come strumento proprio il silenzio, così ben rappresentato che ne senti l’odore, mentre scorre davanti ai tuoi occhi, ti entra dentro come un pugno nello stomaco, scende a rimescolarti le viscere e sale più su, passando dalla testa per fermarsi nel cuore.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni immagine ti resta dentro. E non sono lacrime, quelle che senti umide negli occhi. Sono pezzi di silenzi che ti lasciano, che ti liberano dal loro peso insopportabile. Mille cose dovrebbero essere dette, di questo grandissimo film. Ma sono molto più importanti quelle che lascia dentro. Quelle che non si possono raccontare, che possono entrare solo nel buio della sala, mentre la musica di Giorgio Giampà si mescola al capovolavoro di una squadra che ha lavorato in totale sintonia. Liberandosi e aiutando ciascun spettatore a liberarsi.</p>
<p style="text-align: justify;">Solo allora, solo quando hai iniziato a liberarti, perché la restituzione è in corso, puoi viverla fino in fondo. La vivi con il sorriso negli occhi di <strong>Carmelo</strong> &#8211; <strong>Andrea</strong> Bellisario. La gioia di Miriam, che poco per volta si scuote e si lascia andare. Un’altra scena da oscar. Una pista di autoscontri. Il ritmo ossessivo e catartico dei Junior Boys, <em>In the morning</em>. Luci. Bui. Gioia. Disperazione. Speranza. Ma, soprattutto, vita. Di questo Sud che tutto è, a partire dal contrario di niente.</p>
<p><em><img class="alignleft" src="https://fbcdn-photos-d-a.akamaihd.net/hphotos-ak-prn2/1459275_240955556070812_1415488185_a.jpg" alt="" width="180" height="376" /></em></p>
<p><em> </em></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>In programmazione dal 5 dicembre</strong></span></p>
<address><strong> </strong></address>
<address><strong>ANCONA </strong>ITALIA</address>
<address><strong> </strong></address>
<address><strong>PESCARA</strong> CIRCUS</address>
<address><strong> </strong></address>
<address><strong>FOGGIA </strong>SALA FARINA</address>
<address><strong> </strong></address>
<address><strong>CATANIA </strong>KING</address>
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<address><strong>MESSINA </strong>APOLLO</address>
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<address><strong> </strong></address>
<address><strong>REGGIO CALABRIA </strong>MULT. LUMIERE</address>
<address><strong> </strong></address>
<address><strong>SCIACCA </strong>BADIA GRANDE</address>
<address><strong> </strong></address>
<address><strong>PORTO EMPEDOCLE </strong>MEZZANO</address>
<address><strong> </strong></address>
<address><strong>FIRENZE </strong>SPAZIO UNO</address>
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<address><strong>PISA </strong>ARSENALE</address>
<address><strong> </strong></address>
<address><strong>GENOVA</strong> VERDI</address>
<address><strong> </strong></address>
<address><strong>NAPOLI </strong>DELLE PALME</address>
<address><strong> </strong></address>
<address><strong>VIBO VALENTIA</strong> MODERNO</address>
<address><strong> </strong></address>
<address><strong>COSENZA </strong>CITRIGNO</address>
<address><strong> </strong></address>
<address><strong>MILANO </strong>MEXICO &#8211; DAL 09/12</address>
<address><strong> </strong></address>
<address><strong>PADOVA </strong>MULTIASTRA</address>
<address><strong> </strong></address>
<address><strong>UDINE </strong>VISIONARIO</address>
<address><strong> </strong></address>
<address><strong>ROMA</strong> NUOVO AQUILA</address>
<address style="text-align: justify;"> </address>
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		<title>Addio, Osvaldo Pieroni. Ci hai insegnato a gemellare i NO</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Sep 2013 08:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>scirocco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tre anni di sofferenze che saranno difficili da dimenticare per tutti. Ma soprattutto per la moglie e i figli. Fino a quando, venerdì 28 settembre, la Sla, sclerosi laterale amiotrofica, hanno sottratto a ciascuno di noi Osvaldo Pieroni. Un grande uomo, innanzitutto. &#8230; <a href="/index.php/2013/09/28/addio-osvaldo-pieroni-ci-hai-insegnato-a-gemellare-i-no/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Tre anni di sofferenze che saranno difficili da dimenticare per tutti. Ma soprattutto per la moglie e i figli. Fino a quando, venerdì 28 settembre, la Sla, sclerosi laterale amiotrofica, hanno sottratto a ciascuno di noi Osvaldo Pieroni. Un grande uomo, innanzitutto. Poi un sociologo, professore ordinario all’Università della Calabria, ambientalista convinto, militante protagonista nel movimento No ponte, per citare una delle sue tante battaglie. Nato a Macerata 64 anni fa, viveva in Calabria da oltre trent’anni. Due giorni prima la Sla, beffarda fino alla fine, si era portata via il Presidente della sezione reggina dell&#8217;Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica, Maurizio Cadadidio.</p>
<p style="text-align: justify;">Dei tanti ricordi che ciascuno di noi conserverà gelosamente, abbiamo scelto un diario di viaggio di Maurizio Marzolla, il cui obiettivo, il 16 gennaio 2006, fissò per sempre il gemellaggio tra NO TAV e NO PONTE. Con una speranza: che l&#8217;esempio di Osvaldo Pieroni rimanga stimolo vivo ed eterno per chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e di imparare qualcosa da lui. Ciao, Osvaldo.</p>
<p><iframe width="640" height="480" src="//www.youtube.com/embed/OABfm09FizY?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>La notte di San Lorenzo è qui e adesso. Mad Simon ne canta sogni e lacrime</title>
		<link>http://www.scirocconews.it/index.php/2013/07/15/la-notte-di-san-lorenzo-e-qui-e-adesso-mad-simon-ne-canta-sogni-e-lacrime/</link>
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		<pubDate>Mon, 15 Jul 2013 09:15:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Bottero</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri sera ha dato una sferzata secca in piazza Italia, a Reggio Calabria, inginocchiandosi davanti alla gremitissima platea di Tabularasa e rappando il giuramento della &#8216;ndrangheta. Simone Squillace, in arte Mad Simon, ha interpretato l&#8217;ombra, la parte cattiva del contraltare, portando &#8230; <a href="/index.php/2013/07/15/la-notte-di-san-lorenzo-e-qui-e-adesso-mad-simon-ne-canta-sogni-e-lacrime/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ieri sera ha dato una sferzata secca in piazza Italia, a Reggio Calabria, inginocchiandosi davanti alla gremitissima platea di <em><a href="http://www.tabularasafestival.com/" target="_blank">Tabularasa</a></em> e rappando il giuramento della &#8216;ndrangheta. Simone Squillace, in arte Mad Simon, ha interpretato l&#8217;ombra, la parte cattiva del contraltare, portando sul palco del battesimo de <em><a href="http://ndranghetadavantialtare.wordpress.com/" target="_blank">la &#8216;ndrangheta davanti all&#8217;altare</a></em> il rapping&amp;playing book messo a punto con Enzo de Liguoro, attore che ha interpretato le luci, le parti sane, recitando i brani di Giancarlo Bregantini, P. Marinetti, don Italo Calabrò.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi arriva un secondo regalo: l&#8217;uscita del nuovo singolo, <em>La notte di San Lorenzo</em>. Un brano intenso, dolce e amaro, leggero e pesantissimo, che scivola via veloce, ti impone di riascoltarlo, e riascoltarlo, e riascoltarlo. Solo quando l&#8217;hai assorbito del tutto ti accorgi che ti ha lasciato dentro un disagio liquido come le lacrime del cielo del refrain.</p>
<p><iframe width="640" height="360" src="//www.youtube.com/embed/TPdaM9VJoTs?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="/wp-content/uploads/2013/07/Mad1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-66566" title="Mad1" src="/wp-content/uploads/2013/07/Mad1-300x171.png" alt="" width="300" height="171" /></a>Il nuovo singolo, che oggi esce completo di videoclip, su può scaricare gratuitamente dal sito di Mad Simon. «Ormai la musica non si vende più. Per evitare che venga scaricata a bassa qualità su YouTube, meglio l&#8217;alta qualità, direttamente dal mio sito» dice Simone, spiegando le motivazioni di questa scelta.</p>
<p style="text-align: justify;">Nato in collaborazione con la Syndrom Band, il singolo è un’anticipazione dell’album.</p>
<p style="text-align: justify;">Il brano rappresenta una sorta di punto di arrivo e di partenza del percorso musicale di Mad Simon. Tutti i membri dei Kalafro, radici di cui Simone ancora si alimenta, stanno seguendo percorsi solisti: sono “sparsi” per l’Italia, «perché di musica si vive, ma con l’arte non si mangia». In questa frase di Mad Simon è riassunta l’essenza del brano, che è una critica rabbiosa, e al contempo una serenata struggente alla musica.</p>
<p style="text-align: justify;">«Ritornavo da un concerto» racconta Simone «in quello stato di grazia, di soddisfazione, di pace con me stesso e con il mondo che solo il suonare sa darmi. Erano le quattro del mattino. Ero io. Solo io, con i miei pensieri, il mio viaggio in macchina verso casa. Due ore, poi sarei tornato alla quotidianità. Alle sei ricominciava il lavoro. Ho iniziato a canticchiare. È nato il brano, che poi ha preso corpo, in una notte come tutte le altre, ma diversa dalle altre: la notte dei desideri, “La notte di San Lorenzo”».</p>
<p style="text-align: justify;">Un sound raffinato, morbido, ti scivola dentro. Ti lasci avvolgere dalla chiave soul e funk, che pur mantiene lo stile rap e reggae di Mad Simon. Una commistione di generi, mix di soul, reggae, funk, che diventa una vera e propria unione tra generi, una black music che nasce dalle tante prove di tanti musicisti (Simone Squillace, Voce – Sax; Ivana Pellicanò, Voce; Raffaele Bova, Voce – Chitarra; Dario Zema, Percussioni; Pasquale Campolo, Hammond – Rhodes; Claudio Bruno, Chitarra; Emanuele Triglia, Basso; Fabio Listo, Batteria) che hanno diversi percorsi. Raffinata e leggera, la lasci entrare sentendola dolce. Ma quando è dentro ti stringe, ne avverti il retrogusto amaro.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="/wp-content/uploads/2013/07/Mad2.png"><img class="size-full wp-image-66567 alignleft" title="Mad2" src="/wp-content/uploads/2013/07/Mad2.png" alt="" width="300" height="174" /></a>E allora capisci la profondità del viaggio sulla Fiat Giungla 600 (vecchia vent’anni in più del suo proprietario, Simone) che fa da filo conduttore del videoclip, prodotto da Argotfilm (regia Nanni Musiqo Ragusa, assistente regia Maurizio Albanese, montaggio Elio Ragusa), in quella <em>“</em><em>notte come tante”, “in testa desideri che non ho mai espresso e non ho mai esaudito”</em>. Allora sei anche tu <em>“polvere in mezzo al vento”,</em> anche tu vedi <em>“il film della mia vita senza titolo sopra la copertina, e conta poco se regista o primo attore, dovrei esserne l&#8217;autore, senza timore di cambiare trama e di cambiare ancora”</em>. Senti <em>“la tosse di chi soffoca perché si sente vivo”</em> e capisci davvero, come non l’hai mai capito prima così chiaramente, perché <em>“anche il cielo ora lacrima”</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Questa notte è solo un altro nodo in gola, tacchi e suola, è già l&#8217;aurora, tra un&#8217;ora si lavora”</em> scrive e canta Mad Simon. Quello che non scrive è che quel nodo in gola non è solo suo. È un nodo che si moltiplica all’infinito, e prende sempre più giovani cui è stata tolta anche la speranza di desiderare qualcosa. Sua è la grande capacità di trasformare in note ed emozioni l’incapacità di accettare questa realtà. Suo è il modo lieve di soffocare l’urlo di rabbia e trasformarlo in una carezza fatta di sound.</p>
<address><span style="color: #ff0000;">È una notte come tante che ho trascorso</span></address>
<address><span style="color: #ff0000;">mani sul volante, niente atlante o percorso</span></address>
<address><span style="color: #ff0000;">solo uno strano senso di rimorso</span></address>
<address><span style="color: #ff0000;">passo due volte dallo stesso posto</span></address>
<address><span style="color: #ff0000;">riconosco lo stop e le diana pacco rosso</span></address>
<address><span style="color: #ff0000;">sul cruscotto solo cenere, nell&#8217;aria solo fumo</span></address>
<address><span style="color: #ff0000;">sul mio viso luce d&#8217;ambra che si alterna con il buio</span></address>
<address><span style="color: #ff0000;">penso a poco prima sorridevo falsamente</span></address>
<address><span style="color: #ff0000;">ma la mente gioca brutti scherzi, mentirsi non serve</span></address>
<address><span style="color: #ff0000;">mentre la vista si appanna provo ad accenderne un&#8217;altra</span></address>
<address><span style="color: #ff0000;">e spengo l&#8217;auto, sono abbastanza in alto</span></address>
<address><span style="color: #ff0000;">porto lo sguardo oltre verso l&#8217;orizzonte</span></address>
<address><span style="color: #ff0000;">e spero che dal lato opposto ci sia un altro che</span></address>
<address><span style="color: #ff0000;">si senta come me e sogni all&#8217;infinito, puntando il dito</span></address>
<address><span style="color: #ff0000;">se una stella mi sfiorasse adesso sentirei il prurito</span></address>
<address><span style="color: #ff0000;">di chi veste panni che non gli appartengono</span></address>
<address><span style="color: #ff0000;">in testa desideri che non ho mai espresso e non ho mai esaudito</span></address>
<address><span style="color: #ff0000;"><br />
</span></address>
<address><span style="color: #ff0000;">Lasciati guidare dalle note del tempo</span></address>
<address><span style="color: #ff0000;">le luci della notte sono accanto a te</span></address>
<address><span style="color: #ff0000;">e siamo solo polvere in mezzo al vento</span></address>
<address><span style="color: #ff0000;">anche il cielo ora lacrima</span></address>
<address><span style="color: #ff0000;"><br />
</span></address>
<address><span style="color: #ff0000;">Le invisibili percosse di chi soffre senza alcun motivo</span></address>
<address><span style="color: #ff0000;">e la tosse di chi soffoca perché si sente vivo</span></address>
<address><span style="color: #ff0000;">mentre tutto intorno piano piano muore</span></address>
<address><span style="color: #ff0000;">è una goccia di colore sul mio viso ed un accenno di sorriso</span></address>
<address><span style="color: #ff0000;">fisso le mie mani, stringono forte l&#8217;aria o forse l&#8217;anima</span></address>
<address><span style="color: #ff0000;">dovrei ascoltarla e non provare a prenderla</span></address>
<address><span style="color: #ff0000;">fuggi via e portami con te sulla mia isola</span></address>
<address><span style="color: #ff0000;">dove la musica segna la direzione non la bussola</span></address>
<address><span style="color: #ff0000;">il trucco è rigare diritto, ma dall&#8217;ultimo sorso ne esco sempre</span></address>
<address><span style="color: #ff0000;">sconfitto</span></address>
<address><span style="color: #ff0000;">e la testa gira su una monetina sfila il film della mia vita</span></address>
<address><span style="color: #ff0000;">senza titolo sopra la copertina</span></address>
<address><span style="color: #ff0000;">e conta poco se regista o primo attore, dovrei esserne l&#8217;autore</span></address>
<address><span style="color: #ff0000;">senza timore di cambiare trama e di cambiare ancora</span></address>
<address><span style="color: #ff0000;">ma questa notte è solo un altro nodo in gola</span></address>
<address><span style="color: #ff0000;">tacchi e suola, è già l&#8217;aurora, tra un&#8217;ora si lavora.</span></address>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.scirocconews.it/index.php/2013/07/15/la-notte-di-san-lorenzo-e-qui-e-adesso-mad-simon-ne-canta-sogni-e-lacrime/feed/</wfw:commentRss>
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		<item>
		<title>&#8220;Non ci aspettiamo una ricompensa in Paradiso&#8221;, diceva Margherita Hack. Ma se il Paradiso esiste, ora è là</title>
		<link>http://www.scirocconews.it/index.php/2013/06/29/non-ci-aspettiamo-una-ricompensa-in-paradiso-diceva-margherita-hack-ma-se-il-paradiso-esiste-ora-e-la/</link>
		<comments>http://www.scirocconews.it/index.php/2013/06/29/non-ci-aspettiamo-una-ricompensa-in-paradiso-diceva-margherita-hack-ma-se-il-paradiso-esiste-ora-e-la/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 29 Jun 2013 09:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>scirocco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Margherita Hack]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella nostra galassia ci sono quattrocento miliardi di stelle, e nell&#8217;universo ci sono più di cento miliardi di galassie. Pensare di essere unici è molto improbabile. Intervista dell&#8217;Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, 2001 «È troppo comodo spiegare tutto con &#8230; <a href="/index.php/2013/06/29/non-ci-aspettiamo-una-ricompensa-in-paradiso-diceva-margherita-hack-ma-se-il-paradiso-esiste-ora-e-la/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">Nella nostra galassia ci sono quattrocento miliardi di stelle, e nell&#8217;universo ci sono più di cento miliardi di galassie. Pensare di essere unici è molto improbabile. </span></p>
<p style="text-align: right;">Intervista dell&#8217;<em>Istituto Italiano per gli Studi Filosofici</em>, 2001</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em>«È troppo comodo spiegare tutto con Dio» </em>diceva a Vespa due anni fa la grande Margherita. Professava anche l&#8217;impossibilità dell&#8217;unicità nel mondo. Ma era la prima ad essere unica. Continuerà ad esserlo.</p>
<p><iframe width="640" height="360" src="//www.youtube.com/embed/HQLNzndQqug?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;astrofisica Margherita Hack è morta la notte scorsa all&#8217;ospedale Cattinara di Trieste, dove era ricoverata da una settimana per problemi cardiaci. Aveva compiuto 91 anni il 12 giugno scorso. Nata a Firenze, famosa nel mondo scientifico, ma anche per il suo impegno sociale e politico, è stata la prima donna a dirigere un osservatorio astronomico in Italia. Ha svolto un&#8217;importante attività di divulgazione e dato un forte contributo alla ricerca per lo studio e la classificazione spettrale di molte categorie di stelle. Hack è membro dell&#8217;Accademia dei Lincei, dell&#8217;Unione Internazionale Astronomi e della Royal Astronomical Society.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="/wp-content/uploads/2013/06/hack.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-65958" title="hack" src="/wp-content/uploads/2013/06/hack-293x300.jpg" alt="" width="293" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<div><em>«Noi atei crediamo di dover agire secondo coscienza per un principio morale, non perché ci aspettiamo una ricompensa in Paradiso»</em>, spiegava. E lo ha fatto in ogni attimo della sua preziosissima vita.</div>
<p style="text-align: justify;">Mancherà al mondo scientifico. Mancherà alla società. Mancherà a ciascuno di noi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciao, Margherita.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Il rispetto nasce da noi, ma deve anche esserci riconosciuto&#8221;. Addio, Franca Rame. Con eterno rispetto per quello che sei stata</title>
		<link>http://www.scirocconews.it/index.php/2013/05/29/il-rispetto-nasce-da-noi-ma-deve-anche-esserci-riconosciuto-addio-franca-rame-con-eterno-rispetto-per-quello-che-sei-stata/</link>
		<comments>http://www.scirocconews.it/index.php/2013/05/29/il-rispetto-nasce-da-noi-ma-deve-anche-esserci-riconosciuto-addio-franca-rame-con-eterno-rispetto-per-quello-che-sei-stata/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 29 May 2013 10:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>scirocco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Dario Fo]]></category>
		<category><![CDATA[Franca Rame]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>

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		<description><![CDATA[Cè un momento della mia infanzia che spesso mi ritorna in mente. Sto giocando con delle compagne di scuola sul balcone e sento mio padre che parla con la mamma: &#8220;È ora che Franca incominci a recitare, ormai è grande&#8221;. &#8230; <a href="/index.php/2013/05/29/il-rispetto-nasce-da-noi-ma-deve-anche-esserci-riconosciuto-addio-franca-rame-con-eterno-rispetto-per-quello-che-sei-stata/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Cè un momento della mia infanzia che spesso mi ritorna in mente. Sto giocando con delle compagne di scuola sul balcone e sento mio padre che parla con la mamma: &#8220;È ora che Franca incominci a recitare, ormai è grande&#8221;. Avevo tre anni.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Quello che Franca Rame non poteva immaginare, allora, era che tra le tantissime recitazioni che l&#8217;avrebbero consacrata per sempre ci sarebbe stato il suo monologo <em>&#8220;Lo Stupro&#8221;</em> (nel video la serata a Fantastico del 1988, condotto da Adriano Celentano, anche se la prima rappresentazione è datata 1981), costante ed eterna rivisitazione di quanto le successe nel marzo del 1973.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="/wp-content/uploads/2013/05/francarameR.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-64749" title="francarameR" src="/wp-content/uploads/2013/05/francarameR.jpg" alt="" width="280" height="160" /></a>Franca Rame venne rapita da esponenti dell&#8217;estrema destra e subì violenza fisica e sessuale. Il reato fu denunciato, ma la sentenza arrivò solo 25 anni dopo: il reato cadde in prescrizione.<br />
Il coraggio della militanza negli anni Settanta continuò fino alla fine, sul palcoscenico e al Senato, dove fu eletta nel 2006, e da cui se ne andò, con fragore, due anni dopo.</p>
<p style="text-align: justify;">Femminista nell&#8217;accezione più genuina del termine, fu sempre capace di affrontare le dure battaglie della vita con determinazione, fierezza e grandissima dignità.</p>
<p style="text-align: justify;">Stamattina, dopo la sveglia e la colazione, il suo respiro è diventato sempre più faticoso: inutili la telefonata al 118 e l’arrivo dell’ambulanza. Franca Rame, nata il 18 luglio 1928 a Parabiago, non stava bene da tempo (il 19 aprile dello scorso anno era stata colpita da un ictus e ricoverata d&#8217;urgenza al Policlinico di Milano), ma la sua morte è arrivata improvvisa, poco prima delle 9, nella casa di corso di Porta Romana a Milano dove abitava con Dario Fo, suo marito da quasi 60 anni.</p>
<p><iframe width="640" height="360" src="http://www.youtube.com/embed/zzh7FmmNDAM?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Non li avete uccisi: le loro idee cammineranno sulle nostre gambe. Ricordando, 21 anni dopo. Giovanni, Francesca, Rocco, Antonio e Vito. Capaci</title>
		<link>http://www.scirocconews.it/index.php/2013/05/23/non-li-avete-uccisi-le-loro-idee-cammineranno-sulle-nostre-gambe-ricordando-21-anni-dopo-giovanni-francesca-rocco-antonio-e-vito-capac/</link>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 08:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>scirocco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti sul territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Montinaro]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca Morvillo]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Falcone]]></category>
		<category><![CDATA[Rocco Dicillo]]></category>
		<category><![CDATA[strage di Capaci]]></category>
		<category><![CDATA[Vito Schifani]]></category>

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		<description><![CDATA[In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere. 21 anni, come ieri. PER NON DIMENTICARE GIOVANNI FALCONE, FRANCESCA MORVILLO, ROCCO DICILLO, ANTONIO MONTINARO E VITO SCHIFANI. Sono partiti ieri sera, il &#8230; <a href="/index.php/2013/05/23/non-li-avete-uccisi-le-loro-idee-cammineranno-sulle-nostre-gambe-ricordando-21-anni-dopo-giovanni-francesca-rocco-antonio-e-vito-capac/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<h2 style="text-align: left;"><span style="color: #ff0000;">In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere.</span></h2>
</blockquote>
<h3 style="text-align: justify;">21 anni, come ieri. PER NON DIMENTICARE GIOVANNI FALCONE, FRANCESCA MORVILLO, ROCCO DICILLO, ANTONIO MONTINARO E VITO SCHIFANI.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"><a href="/wp-content/uploads/2013/05/falconeR.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-64220" title="falconeR" src="/wp-content/uploads/2013/05/falconeR.jpg" alt="" width="280" height="160" /></a></h3>
<p style="text-align: justify;">Sono partiti ieri sera, il 22 maggio, dai porti di Napoli e Civitavecchia le due &#8216;Navi della legalità&#8216; simbolicamente ribattezzate &#8216;Giovanni&#8217; e &#8216;Paolo&#8217;, con a bordo circa 3 mila studenti che sono arrivate stamane a Palermo per ricordare la strage di Capaci del 23 maggio 1992, nella quale furono uccisi Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti di scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro. Una manifestazione organizzata dalla Fondazione Giovanni e Francesca Falcone in collaborazione con il ministero dell&#8217;Istruzione, dell&#8217;Università e della Ricerca, in media partnership con l&#8217;Ansa e il suo canale &#8216;Legalità&#8216;, rivolta alle scuole di tutta Italia per realizzare insieme iniziative di educazione e contrasto alla mafia.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p><iframe width="640" height="480" src="http://www.youtube.com/embed/4eqdsjrav9c?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		</item>
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		<title>Anche don Gallo, il prete degli ultimi, ci ha lasciati soli. Sulle note di &#8220;Bella ciao&#8221;</title>
		<link>http://www.scirocconews.it/index.php/2013/05/22/anche-don-gallo-il-prete-degli-ultimi-ci-ha-lasciati-soli-sulle-note-di-bella-ciao/</link>
		<comments>http://www.scirocconews.it/index.php/2013/05/22/anche-don-gallo-il-prete-degli-ultimi-ci-ha-lasciati-soli-sulle-note-di-bella-ciao/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 May 2013 16:30:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>scirocco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti sul territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[don Andrea Gallo]]></category>

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		<description><![CDATA[La Chiesa alla domanda &#8220;quando si commette il peccato mortale?&#8221; risponde: &#8220;Quando ci sono nel contempo materia grave, piena consapevolezza e deliberato consenso&#8221;. Per me il peccato è assenza di amore. don Andrea Gallo [Sono venuto per servire, 2010]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><span style="color: #ff0000;">La Chiesa alla domanda &#8220;quando si commette il peccato mortale?&#8221; risponde: &#8220;Quando ci sono nel contempo materia grave, piena consapevolezza e deliberato consenso&#8221;.</span><br />
<span style="color: #ff0000;"> Per me il peccato è assenza di amore.</span></p>
<p style="text-align: right;"><em><span style="color: #ff0000;">don Andrea Gallo</span></em><br />
<span style="color: #ff0000;"> [Sono venuto per servire, 2010]</span></p>
</blockquote>
<p style="text-align: right;"><span style="font-size: 16px;"><a href="/wp-content/uploads/2013/05/Don-Gallo1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-64195" title="Don-Gallo" src="/wp-content/uploads/2013/05/Don-Gallo1-295x300.jpg" alt="" width="295" height="300" /></a><a href="/wp-content/uploads/2013/05/don-gallo.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-64194" title="don gallo" src="/wp-content/uploads/2013/05/don-gallo-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a><br />
</span></p>
<p><iframe width="640" height="360" src="http://www.youtube.com/embed/do5gaOIAPYQ?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Un 9 maggio denso di significati. Dedicato a Peppino Impastato, che cercò di educarci alla bellezza</title>
		<link>http://www.scirocconews.it/index.php/2013/05/09/un-9-maggio-denso-di-significati-dedicato-a-peppino-impastato-che-cerco-di-educarci-alla-bellezza/</link>
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		<pubDate>Thu, 09 May 2013 08:45:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>scirocco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[9 maggio 1978]]></category>
		<category><![CDATA[9 maggio 1983]]></category>
		<category><![CDATA[Aldo Moro]]></category>
		<category><![CDATA[Peppino Impastato]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[via Caetani]]></category>

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		<description><![CDATA[Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si &#8230; <a href="/index.php/2013/05/09/un-9-maggio-denso-di-significati-dedicato-a-peppino-impastato-che-cerco-di-educarci-alla-bellezza/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><span style="color: #ff0000;">Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore. </span></p>
<p style="text-align: right;"><em><span style="color: #ff0000;">Peppino Impastato</span></em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><a href="/wp-content/uploads/2013/05/peppino-impastato.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-63472" title="peppino impastato" src="/wp-content/uploads/2013/05/peppino-impastato-300x242.jpg" alt="" width="300" height="242" /></a>Trentacinque anni fa, il 9 maggio 1978, veniva ucciso dalla mafia, a Cinisi, il giornalista Peppino Impastato. Aveva appena trent&#8217;anni: era nato, sempre a Cinisi, il 5 gennaio 1948.<br />
Lo stesso giorno fu ritrovato, in via Caetani a Roma, tra piazza del Gesù e via delle Botteghe Oscure, il cadavere di Aldo Moro, dentro il portabagagli della R4 rossa che ha segnato un vero spartiacque nella storia della Repubblica italiana.</p>
<p style="text-align: justify;">Ancora aspettiamo di conoscere la verità del caso Moro, e forse, dopo la recentissima morte di Giulio Andreotti, sarà impossibile ricostruirla per intero.<br />
Sono passati anche molti anni per restituire la memoria di Peppino Impastato e al tanto che ha fatto per la legalità e contro la mafia in Sicilia. Il cammino è iniziato nel 2000, con il film &#8220;i cento passi&#8221; diretto da Marco Tullio Giordana. Nel 2002 la giustizia italiana ha condannato Gaetano Badalamenti all&#8217;ergastolo come mandante dell&#8217;omicidio di Giuseppe Impastato. Badalamenti fu il capo della cosca mafiosa di Cinisi in provincia di Palermo e ha diretto la &#8220;Commissione&#8221; dal 1974 al 1978, condannato nel 1987 negli Stati Uniti a 45 anni di reclusione in una prigione federale per essere stato uno dei leader della cosiddetta &#8220;Pizza connection&#8221;, un traffico di stupefacenti del valore di 1,65 miliardi di dollari che, dal 1975 al 1984, aveva utilizzato pizzerie come punto di distribuzione. Prima di giungere alla condanna, il caso di Giuseppe Impastato fu archiviato due volte, nel 1984 e nel 1992.</p>
<p style="text-align: justify;">Una data da non dimenticare, il 9 maggio. La stessa in cui, trent&#8217;anni fa, il 9 maggio 1993, papa Wojtyla, nella Valle dei Templi di Agrigento, invitò a rifiutare quella che definì la “civiltà della morte”, parlando direttamente ai mafiosi, colpevolizzandoli per le sofferenze subite dagli stessi siciliani e accusandoli di non aver rispettato la parola di Dio: «Dio ha detto una volta: non uccidere. Non può l’uomo, qualsiasi uomo, qualsiasi umana agglomerazione, mafia, non può cambiare e calpestare questo diritto santissimo di Dio. Nel nome di Cristo, mi rivolgo ai responsabili: convertitevi! Un giorno verrà il giudizio di Dio!».</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Se n&#8217;è andato anche il Califfo: «Non escludo il ritorno». Tutto il resto è noia</title>
		<link>http://www.scirocconews.it/index.php/2013/03/30/61772francocalifano/</link>
		<comments>http://www.scirocconews.it/index.php/2013/03/30/61772francocalifano/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 30 Mar 2013 22:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[califfo]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Califano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.scirocconews.it/?p=61772</guid>
		<description><![CDATA[A nemmeno 24 ore di distanza dalla morte di Enzo Jannacci, un altro lutto colpisce il mondo della musica: Franco Califano è morto nella sua casa di Acilia, a Roma. Aveva 74 anni ed era malato da tempo. Solo pochi giorni fa, il &#8230; <a href="/index.php/2013/03/30/61772francocalifano/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">A nemmeno 24 ore di distanza dalla morte di Enzo Jannacci, un altro lutto colpisce il mondo della musica: Franco Califano è morto nella sua casa di Acilia, a Roma. Aveva 74 anni ed era malato da tempo. Solo pochi giorni fa, il 18 marzo, si era esibito al Teatro Sistina della capitale.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="/wp-content/uploads/2013/03/Franco-Califano.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-61773" title="Franco-Califano" src="/wp-content/uploads/2013/03/Franco-Califano.jpg" alt="" width="280" height="160" /></a>Originario di Pagani, in provincia di Salerno, Franco Califano era nato per caso in aereo, il 14 feabbraio 1938, sul cielo della capitale libica, a quei tempi territorio metropolitano italiano, acquisito con la guerra italo-turca del 1911. <em>Romano de borgata</em> (cresciuto e vissuto per molti anni a Roma), trascorse otto anni a Milano. Così Fiorello ricorda il Califfo «Mi fece una telefonata a sorpresa. Lo sapevano solo gli autori. Io rimasi impietrito. E l&#8217;ultima puntata venne in studio e ci divertimmo moltissimo. Da lì in poi ci siamo visti tante volte, tantissime. Era una persona di una generosità enorme. Era un libro aperto, sempre schietto non ha mai fatto molto mistero di tutti i suoi eccessi. Ed aveva ancora progetti tanti progetti nonostante il brutto male che l&#8217;aveva colpito. E il necrologio più bello se l&#8217;è fatto da solo. Diceva che voleva sulla lapide una sola frase: non escludo il ritorno. E spero che i familiari lo facciano davvero».</p>
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		<title>Finisce la via crucis di Enzo Jannacci. Neppure l&#8217;ironia pungente dei suoi brani saprà colmare il vuoto</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Mar 2013 21:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>scirocco</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Enzo Jannacci]]></category>
		<category><![CDATA[morto Enzo Jannacci]]></category>
		<category><![CDATA[Vengo anch'io]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Jannacci]]></category>

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		<description><![CDATA[Stasera anche Enzo Jannacci, Vincenzo all&#8217;anagrafe, ci ha lasciati. Nato a Milano il 3 giugno 1935, aveva 78 anni. Ha lottato per anni con la malattia che lo opprimeva, alla fine si è spento nella clinica Columbus di Milano, dove era &#8230; <a href="/index.php/2013/03/29/61737/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Stasera anche Enzo Jannacci, Vincenzo all&#8217;anagrafe, ci ha lasciati. Nato a Milano il 3 giugno 1935, aveva 78 anni. Ha lottato per anni con la malattia che lo opprimeva, alla fine si è spento nella clinica Columbus di Milano, dove era ricoverato da alcuni giorni. Malato di cancro, negli ultimi giorni le sue condizioni di salute erano peggiorate, per questo motivo era tornato in clinica. Stasera se n&#8217;è andato intorno alle 20,30. Con lui, in ospedale, c&#8217;era tutta la famiglia.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="/wp-content/uploads/2013/03/Jannacci-R.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-61740" title="Jannacci-R" src="/wp-content/uploads/2013/03/Jannacci-R.jpg" alt="" width="280" height="160" /></a>Cercheremo, ancora, di coprire il vuoto che lascia con la sua finta spensieratezza, con cui ha saputo rendere leggeri i pensieri più profondi.</p>
<address style="text-align: justify;"><em>Si potrebbe andare tutti quanti ora che è primavera </em><br />
<em>Vengo anch&#8217;io? No tu no </em><br />
<em>Con la bella sottobraccio a parlare d&#8217;amore </em><br />
<em>e scoprire che va sempre a finire che piove </em><br />
<em>e vedere di nascosto l&#8217;effetto che fa </em>&nbsp;</p>
<p><em>Vengo anch&#8217;io? No tu no </em><br />
<em>Vengo anch&#8217;io? No tu no </em><br />
<em>Vengo anch&#8217;io? No tu no </em><br />
<em>Ma Perché? Perché no </em></p>
<p><em>Si potrebbe poi sperare tutti in un mondo migliore </em><br />
<em>Vengo anch&#8217;io? No tu no </em><br />
<em>Dove ognuno sia già pronto a tagliarti una mano </em><br />
<em>un bel mondo sol con l&#8217;odio ma senza l&#8217;amore </em><br />
<em>e vedere di nascosto l&#8217;effetto che fa </em></p>
<p><em>Vengo anch&#8217;io? No tu no </em><br />
<em>Vengo anch&#8217;io? No tu no </em><br />
<em>Vengo anch&#8217;io? No tu no </em><br />
<em>Ma Perché? Perché no </em></p>
<p><em>Si potrebbe andare tutti quanti al tuo funerale </em><br />
<em>Vengo anch&#8217;io? No tu no </em><br />
<em>per vedere se la gente poi piange davvero </em><br />
<em>e scoprire che battono anche le suore </em><br />
<em>e vedere di nascosto l&#8217;effetto che fa</em></p>
</address>
<p><iframe width="640" height="480" src="http://www.youtube.com/embed/tVP_Rj6pAMc?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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