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Finisce la via crucis di Enzo Jannacci. Neppure l’ironia pungente dei suoi brani saprà colmare il vuoto

Stasera anche Enzo Jannacci, Vincenzo all’anagrafe, ci ha lasciati. Nato a Milano il 3 giugno 1935, aveva 78 anni. Ha lottato per anni con la malattia che lo opprimeva, alla fine si è spento nella clinica Columbus di Milano, dove era ricoverato da alcuni giorni. Malato di cancro, negli ultimi giorni le sue condizioni di salute erano peggiorate, per questo motivo era tornato in clinica. Stasera se n’è andato intorno alle 20,30. Con lui, in ospedale, c’era tutta la famiglia.

Cercheremo, ancora, di coprire il vuoto che lascia con la sua finta spensieratezza, con cui ha saputo rendere leggeri i pensieri più profondi.

Si potrebbe andare tutti quanti ora che è primavera
Vengo anch’io? No tu no
Con la bella sottobraccio a parlare d’amore
e scoprire che va sempre a finire che piove
e vedere di nascosto l’effetto che fa  

Vengo anch’io? No tu no
Vengo anch’io? No tu no
Vengo anch’io? No tu no
Ma Perché? Perché no

Si potrebbe poi sperare tutti in un mondo migliore
Vengo anch’io? No tu no
Dove ognuno sia già pronto a tagliarti una mano
un bel mondo sol con l’odio ma senza l’amore
e vedere di nascosto l’effetto che fa

Vengo anch’io? No tu no
Vengo anch’io? No tu no
Vengo anch’io? No tu no
Ma Perché? Perché no

Si potrebbe andare tutti quanti al tuo funerale
Vengo anch’io? No tu no
per vedere se la gente poi piange davvero
e scoprire che battono anche le suore
e vedere di nascosto l’effetto che fa

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